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All’armi siam fascisti il dvd in libreria: un evento. Cronaca di un documentario censurato |
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Scritto da Raro Video - Bruno Di Marino
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sabato, 29 ottobre 2011 19:26 |
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Sono trascorsi esattamente 50 anni da quando All’armi siam
fascisti! fu presentato per la prima volta al pubblico durante la Mostra
del cinema di Venezia. Era l’agosto del 1961, ma per l’uscita nelle sale
questo celebre film di montaggio dovrà attendere ancora molti mesi.
Bloccato dalla censura, soprattutto perché mostrava in modo incontrovertibile
la connivenza tra la Chiesa e il fascismo, il film arrivò nelle
sale solo nella primavera del 1962 e fu subito al centro di scontri anche
violenti, diventando al contempo campione d’incassi a dimostrazione
che l’interesse suscitato da questa pellicola dichiaratamente “antifascista”
– che evidentemente toccava un nervo ancora scoperto della
società italiana – fu subito altissimo. La ricostruzione di ciò che era
stato il fascismo dalle origini fino alla sua caduta, con una coda non
meno rilevante che documentava l’attualità, utilizzando solo materiali
di repertorio in gran parte inediti, unificati dal commento spesso sarcastico
di Franco Fortini, ruotava non solo intorno all’interrogativo su
cosa era stato effettivamente il fascismo, ma soprattutto poneva un
quesito scottante: esiste ancora il fascismo ai giorni nostri? La domanda,
all’epoca, quando era ancora fresca la memoria dei morti di
Reggio Emilia e della repressione poliziesca di Scelba, non poteva che
essere affermativa. Ma oggi, ovvero nell’estate 2011, all’indomani del
crepuscolo del berlusconismo (che molti hanno accostato al ventennio
fascista), come potremmo sottrarci alla stessa domanda? Mentre
scrivo questa introduzione
leggo di uno scontro tra
giovani di destra e abitanti
di un quartiere romano in
merito all’intitolazione di
una piazza ad un neofascista
ucciso alcuni decenni
orsono e mi chiedo: ma è
davvero cambiato qualcosa
in questo paese? La
contrapposizione ancora
così violenta tra destra e
sinistra è qualcosa di ciclico
e di inestirpabile. C’era negli anni ’60 quando l’ideologia politica
(non disgiungibile dall’impegno e dalla militanza) era molto forte; è
degenerata nella lotta armata negli anni ’70; ha attraversato un lungo
periodo di silenzio dalla fine degli anni ’80 fino alla fine degli anni ’90,
per riaccendersi grazie ai movimenti no-global e agli scontri del G8
di Genova, che hanno segnato un ritorno agli anni più bui della nostra
storia e alla dura repressione poliziesca (anche stavolta solo in parte
sanzionata dall’autorità giuridica). Se da un lato dunque All’armi siam
fascisti! è sicuramente un film che va contestualizzato storicamente,
dall’altro – nel rivederlo oggi e nel riproporlo per la prima volta in dvd
– appare come un film senza tempo, che difficilmente può invecchiare
poiché gli interrogativi che si/ci poneva e che si/ci pone restano in
parte insoluti. E soprattutto perché la Storia è fatta di corsi e ricorsi
e l’Italia rimane un paese profondamente fascista nel suo DNA. Un
paese dove i fantasmi del ventennio si reincarnano nelle trame più inquietanti
e irrisolte, dallo stragismo alla P2, dai servizi segreti deviati
al patto Stato/mafia, solo per citare alcuni nodi fondamentali.
Sorprende il successo allora di All’armi siam fascisti!, se pensiamo che
è comunque un’opera di non-fiction, un lavoro che oggi chiameremo
di found-footage. Appena un anno dopo la sua uscita anche Pasolini
(in tandem con Guareschi) si cimenta con un’operazione del genere:
La rabbia, un lungometraggio che non solo fotografa politicamente
un’epoca, ma prosegue nel solco di un cinema non narrativo ma di
montaggio, basato sulla combinazionie di immagini e testo in grado di
scuotere le coscienze. BRUNO DI MARINO RAROVIDEO EDIZIONI
Uscita in dvd per le edizioni Minerva/Rarovideo del film All’armi siam fascisti!, realizzato nel 1961 da Lino Del Fra, Cecilia Mangini e Lino Micciché.
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