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Incendi e disastri di Sant'Antonio |
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Scritto da Gruppo Creativo Telestreet Bari
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mercoledì, 02 agosto 2006 08:41 |
A cinquecento metri dal Fortino c’è una secca, che fu già un isolotto, dove ancor oggi, quando il mare è calmo, si scorgono le rovine di costruzioni inghiottite dalle acque diversi secoli fa. Sull’isolotto v’era la chiesetta di Sant’Antonio Abate, che nel 1002, durante un assedio di saraceni, correva grave pericolo. I marinai baresi, con cauti accorgimenti ma con grande pericolo della vita, riuscirono a portare sul continente la statua del loro protettore, per la quale costruirono sotto l’attuale Fortino una chiesetta tuttora esistente. Qui, il 17 gennaio, vengono benedetti gli ammalati, con una cerimonia che segna l’inizio del carnevale barese. Sant’Antonio Abate, protettore del fuoco, non vuole che in quel giorno si lavori: punisce le trasgressioni con incendi e disastri. Anche le donne devono astenersi dal lavare la biancheria, che altrimenti si brucerebbe.
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