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Alfredo Giovine e i segreti del dialetto Stampa E-mail
Scritto da Gigi De Santis   
lunedì, 11 settembre 2006 15:53

Alfredo Giovine e i segreti del dialetto

Il Dialetto di BariBari - Dal 16 dicembre scorso, le librerie di Bari e provincia, sono fornite di una singolare pubblicazione: «Il Dialetto di Bari» dello storico, demologo e dialettologo Alfredo Giovine. Curato da Felice Giovine, per le Edizioni Giuseppe Laterza, Bari 2005, € 25.00. Un volume che va ad arricchire il patrimonio della “Biblioteca della Cultura Popolare” di Bari e della Puglia dando un significativo contributo allo studio dell’ortografia barese, con suggerimenti per uniformare la grafia dialettale mettendo in risalto fonemi e fenomeni propri della parlata dialettale.

Una guida pratica per lo scrittore, per il poeta e per il cultore che scrivono e si dilettano di vernacolo.
Lo studio per una scrittura unificata fu già completato da don Alfredo sin dal 1964, anticipando di molti anni, la soluzione di alcuni punti interrogativi per come scrivere in dialetto: adoperando l’alfabeto italiano, eliminando segni diacritici e rispettando le più elementari nozioni di grammatica.
Grazie al figlio Felice, che ha deciso di dare alle stampe il cospicuo dattiloscritto dopo tentennamenti, per rispetto della volontà paterna, ma sollecitato da amici e cultori, finalmente abbiamo una testimonianza che non dà più motivo di incertezze, oggi esiste un testo autorevole, una guida documentata per scrivere e leggere più facilmente il nostro dialetto.
L’intento de «Il Dialetto di Bari», come ha scritto Felice Giovine nella presentazione “Due parole del figlio”: «…‘è’ di dare uniformità e semplicità alla scrittura barese, suggerendo metodi per renderla più accessibile e comprensibile, fissando alcuni punti importanti non solo morfologici, tra cui: -aver aggiornato il suono della ‘ie’ in ‘ìi’ (“gardìidde”, “cìile” invece di “gardiedde”, ciele”); -aver chiarito l’inutile uso della ‘j’, inesistente nell’alfabeto italiano; - aver suggerito l’utilizzo di alcuni espedienti grafici, per meglio esprimere la grafia e facilitare la lettura, ecc.».
Il libro è diviso in capitoli: Norme per leggere la parte dialettale, Morfologia, Sintassi, Uso particolare di alcuni nomi. Nel primo capitolo è messa in evidenza l’importanza che ha la vocale ‘e’ tonica ed ‘e’ semimuta. La ‘i’ e la ‘u’ prostetiche; fenomeni con la ‘u’; la preposizione ‘a’ e le parole che iniziano con vocale; accentazione tonica; i dittonghi; i fenomeni della ‘n’ e dei gruppi consonantici, i quali hanno suoni propri della parlata barese.
Nel capitolo della morfologia, va sottolineato il grande lavoro dedicato al «Verbo», e che nessun studioso aveva mai sviluppato così approfonditamente e con esempi chiarendo diversi dubbi, spiegando il difficile argomento che pongono i verbi i quali indicano un’azione, uno stato, una maniera di essere, attraverso le forme attive, passive e riflessive; le coniugazioni, i modi e i tempi con le loro singolari formazioni; i verbi irregolari; ecc.
Vi è anche una sezione dedicata alla «Metrica»: ritmo dei versi, le rime, le figure metriche nella quale è spiegata che la poesia dialettale si serve generalmente del settenario, dell’ottonario e dell’endecasillabo, non disdegnando il sonetto e altre forme a rime baciate, alternate, ecc. Un argomento di sicuro interesse per giovani e non più giovani poeti, ai quali non sfuggiranno alcune regole, fino ad ora ignorati dai più.
Il volume chiude con indici: “Nomi e luoghi”, “Verbi e voci verbali”, “Glossario barese”, una ricca biografia e bibliografia di Alfredo Giovine e tre liriche in dialetto dedicate alla città di Bari e ai baresi.
Vanno altresì citate le presentazioni del sindaco Michele Emiliano e dell’assessore comunale alle culture e religioni Nicola Laforgia, i quali con entusiasmo sono intervenuti per onorare, la figura di don Alfredo Giovine ed esaltare il libro in questione che, a detta del sindaco Emiliano «…saprà colmare un vuoto letterario, rendendo fruibile il nostro dialetto che sempre più si impone nel panorama culturale nazionale. La città di Bari, che al suo amatissimo Alfredo Giovine ha dedicato un tratto del lungomare, deve e può ancora molto al suo ricordo e alla sua opera».
L’assessore Laforgia esalta la nobile figura di Giovine convinto che: «L’opera di Alfredo Giovine si è posta il gravoso ma appassionato compito di mettere ordine in quel ricco e composito patrimonio che è il dialetto barese. Infatti uno strumento espressivo come la lingua scritta ha bisogno di certezze, pur essendo il vernacolo per sua stessa natura flessibile e cangiante. Ciò rende ancor più importante l’opera di sistemazione compiuta, di cui questo testo è frutto felice e fecondo…Alfredo Giovine, con l’esplicito ammonimento a serbarla degnamente, ci lascia un’imponente eredità. Di ciò la nostra comunità gli sarà sempre grata».
Dunque, un volume che non può mancare nelle case dei baresi, cultori, studiosi e appassionati di ‘baresità’, perché entra di diritto a far parte di quel ricco “scrigno” della cultura popolare barese, con la “C” maiuscola, per il quale don Alfredo raccomanda: «se si parla e si scrive italiano, italianamente, si parli e si scriva barese, baresemente».

Gigi De Santis
Centro Studi “Don Dialetto” - Bari

fonte: www.modugno.it con la gentile concessione dell'autore

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