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Home arrow Idee e progetti arrow Cineclub Grauco Bari arrow Il cinema pugliese alla Cineteca nazionale
Il cinema pugliese alla Cineteca nazionale Stampa E-mail
Scritto da gruppo creativo telestreetbari   
giovedì, 21 settembre 2006 15:54
Dal 19 al 26 settembre al Cinema Trevi di Roma
Michele Placido e il nuovo cinema pugliese
La Cineteca Nazionale rende omaggio a Michele Placido, reduce dal successo internazionale di Romanzo criminale, proponendo una retrospettiva completa dei film da lui diretti e una selezione delle sue più significative interpretazioni, da Romanzo popolare a Il caimano. L’omaggio a Placido offre l’occasione per un viaggio nel nuovo cinema pugliese che egli, insieme a giovani talenti come Rubini, Piva e Winspeare, ha contribuito a rinnovare recuperando una forte identità regionale. Il legame alla terra e alla lingua, il senso vivo della tradizione, la capacità di dialogare e di innescare problematiche sociali fanno del cinema pugliese una delle cinematografie più vitali del panorama nazionale.
La rassegna propone, inoltre, un panorama dei più stimolanti cortometraggi e documentari diretti da giovani registi pugliesi, pluripremiati ai festival, e specchio di una cinematografia vitale in ogni sua espressione. Opere che recepiscono, in molti casi, le tensioni sociali di cui la Puglia, terra di frontiera, è inevitabilmente teatro e testimone. Vi è da parte dei giovani filmakers pugliesi il desiderio (e la necessità) di dare voce alle persone che attraversano, occasionalmente, le loro vite: un cinema dell’incontro che si apre quotidianamente al contatto con l’Altro.
Chiude la rassegna la proiezione del primo film pugliese, Idillio infranto di Nello Mauri del 1931-33, recuperato dopo sessant’anni di oblio e consegnato a nuova vita grazie al restauro curato dal regista barese Angelo Amoroso d’Aragona.

PROGRAMMA



MARTEDÌ 19
ore 17.00
Frammento orfico (11’, 1993) di Angelo Amoroso d’Aragona
Pummarò (100’, 1990) di Michele Placido

ore 19.00
Compito in classe (13’30”, 2005) di Daniele Cascella

Le amiche del cuore (110’, 1992) di Michele Placido

ore 21.15

La stazione (90’, 1990) di Sergio Rubini

Tana libera tutti (15’, 2005) di Vito Calmieri



MERCOLEDÌ 20
ore 17.00

Romanzo popolare (105’, 1974) di Mario Monicelli
ore 19.00

Tre fratelli (111’, 1981) di Francesco Rosi
ore 21.00

Liturgia della bancarella (8’30”, 2005) di Simone Salvemini

Nicola, lì dove sorge il sole (106’, 2006) di Vito Giuss Potenza

La donna del mare (19’, 2004) di Raffaele Bleve



GIOVEDÌ 21
ore 17.00

Albania Blues (89’, 2000) di Nico Cirasola

I fratelli Semaforo (8’, 2002) di Simone Salvemini

ore 19.00

Bbobbolone! (10’30”, 2002) di Daniele Cascella

Matrimoni (100’, 1998) di Cristina Comencini

ore 21.00

Il dio della pioggia (11’, 2004) di Angelo Amoroso d’Aragona
Un eroe borghese (93’, 1995) di Michele Placido

VENERDÌ 22
ore 17.00

Padre e figlio (109’, 1994) di Pasquale Pozzessere
ore 19.00

Mery per sempre (106’, 1989) di Marco Risi
ore 21.00

Zinanà (13’, 2004) di Pippo Mezzapesa

Tutto l’amore che c’è (94’, 2000) di Sergio Rubini

Al mare (20’, 2005) di Vito Palmieri
 
SABATO 23

ore 17.00

Del perduto amore (101’, 1998) di Michele Placido

ore 19.00

Uè Paisà! Atto I. Franchein (92’, 003) di Gianni Torres
La CapaGira (76’, 1999) di Alessandro Piva

ore 20.30

Le mani in faccia (16’, 2003) di Daniele Basilio

ore 21.00
Romanzo criminale (152’, 2005) di Michele Placido

DOMENICA 24
ore 17.00
Un viaggio chiamato amore (94’, 2002) di Michele Placido

Via dell’arte (92’, 005) di Pierluigi Ferrandini
ore 19.00

Sangue vivo (100’, 2000) di Edoardo Winspeare

ore 21.00
Il provino (112’, 004) di Andrea Costantino

 
Tonino Funtò (11’, 2004) Regia: Simone Salvemini

 
Il caimano (112’, 2006) di Nanni Moretti

LUNEDÌ 25 CHIUSO
MARTEDÌ 26
ore 17.00
Fuori di me (80’, 1999) di Gianni Zanasi

ore 19.00
Ovunque sei (85’, 2004) di Michele Placido

ore 20.45
Chi era Piripicchio? (17’, 1990) di Daniele Cascella
 Idillio infranto (55’, 1931-33) di Nello Mauri

martedì 19
ore 17.00
Frammento orfico (1993)
Regia: Angelo Amoroso d’Aragona; testo: A. Amoroso d’Aragona; origine: Italia; produzione: Transtv; durata: 11’
La Puglia come terra d’oblio, attraversata da Miti millenari. Il viaggiatore distratto viene rapito da un sonno magico che lo conduce in un boschetto incantato, dove sotto ulivi centenari si nascondono antiche divinità. Voce narrante di Riccardo Cucciolla. Il cortometraggio ha partecipato al Torino Film Festival e al Festival dei Popoli di Firenze.

a seguire
Pummarò (1990)
Regia: Michele Placido; soggetto e sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Michele Placido; interpreti: Thywill A. K. Amenya, Pamela Villoresi, Jacqueline Williams, Franco Interlenghi; origine: Italia; durata: 100’
Un laureato in medicina parte dal Ghana per l’Italia alla ricerca del fratello venuto a lavorare come raccoglitore di pomodori. Debutto alla regia di Michele Placido, Pummarò è un ritratto onesto e senza retoriche sul razzismo sempre serpeggiante dalla campagne del casertano fino a certe zone degradate di Roma.

ore 19.00
Compito in classe (2005)
Regia: Daniele Cascella; soggetto e sceneggiatura: Stefano Marcocci, Domenico Tomassetti, D. Cascella; interpreti: Teresa Saponangelo, Ilaria Cascella, Tiziana Schiavarelli, Mimmo Mongelli, Franco Martini, Giusy Frallonardo; produzione: D. Cascella; produttore associato: Maurizio Calvesi; origine: Italia; durata: 13’30”
In una classe elementare una maestra fa svolgere ai propri alunni un compito in classe, una normale verifica così come è prevista dai programmi scolastici. La traccia è suggerita dagli stessi bambini: “Una persona importante nella vostra vita: vostro padre”. Uno dei compiti svolti, racconta di un dramma familiare, un orrore nascosto. Girato a Giovinazzo. Nomination al Golden Globe 2006 e primo classificato nella sezione “Sguardi inquieti” del Festival di Giffoni 2006.

ore 19.15
Le amiche del cuore (1992)
Regia: Michele Placido; soggetto: Angelo Pasquini da un’idea di M. Placido; sceneggiatura: A. Pasquini, M. Placido, Roberto Nobile; interpreti: Asia Argento, Carlotta Natoli, Claudia Pandolfi, M. Placido, Simonetta Stefanelli, Enrico Lo Verso; origine: Italia: 1992; durata: 110’
I traumi esistenziali di tre ragazze di periferia che cercano disperatamente di costruirsi un “futuro” diverso. Placido affronta con pudore il tema dell’incesto, riservandosi l’ingrato ruolo del padre di Asia Argento, che a diciassette anni si rivela attrice sensibile, ben coadiuvata da Claudia Pandolfi e da Carlotta Natoli. Ottima descrizione di un territorio di frontiera, nel quale il primo istinto è la fuga.

ore 21.15
La stazione (1990)
Regia: Sergio Rubini; soggetto: tratto dalla commedia omonima di Umberto Marino; sceneggiatura: S. Rubini, U. Marino, Gianfilippo Ascione; interpreti: S. Rubini, Margherita Buy, Ennio Fantastichini, Michel Rocher, Nicola Misciagna; origine: Italia; durata: 90’
Piove, è notte. In una piccola stazione della provincia pugliese una ragazza è in fuga da un fidanzato avido e violento. Il primo treno, però, è alle 6.12 del mattino. Poco dopo irrompe nella stazione il fidanzato arrogante e aggressivo. Spetterà al tranquillo e abitudinario capostazione difendere la ragazza. Uno degli esordi più interessanti del cinema italiano anni Novanta.

a seguire
Tana libera tutti (2005)
Regia: Vito Palmieri; sceneggiatura: Marco Gianfreda; interpreti: Eliseo Porcu, Mariagrazia Pinto, Alessandro Anella, Egle Rosa Accardo, Mirko Brizioli, Eliana Lupo; origine: Italia; produzione: Andrea Petrozzi per World video production; durata: 15’
Emiliano, sei anni, si trasferisce in un nuovo condominio con la famiglia ed è attratto da una bambina sua coetanea, che lo ignora. Il tempo vincerà barriere e timidezza. La macchina da presa è piazzata ad altezza bambino, per condividere il punto di vista dei protagonisti. “Mi sono affidato molto a loro. Li ho lasciati fare, come è nel mio stile, in modo che indossassero i personaggi al loro meglio. In cambio ho avuto emozioni vere, sfumature di silenzi e sguardi, divertimento e una certa tensione fra i due che è la spina dorsale del film” (Palmieri). Candidato al David di Donatello 2006.

mercoledì 20
ore 17.00
Romanzo popolare (1974)
Regia: Mario Monicelli; soggetto e sceneggiatura: Age & Scarpelli, M. Monicelli; interpreti: Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Michele Placido, Pippo Starnazza, Jone Grechi, Alvaro Vitali; origine: Italia/Francia; durata: 105’
Il maturo metalmeccanico milanese Giulio sposa la diciottenne Vincenzina, che lo tradisce con un giovane poliziotto di origini meridionali come lei. Monicelli affronta con la consueta ironia i problemi del tempo: il rapporto uomo-donna, l’emigrazione dal Sud al Nord, giovandosi per i dialoghi della collaborazione degli estrosi Beppe Viola (che si concede un cameo come maschera del cinema) e Enzo Jannacci, autore anche della colonna sonora. Primo grande ruolo per Placido nella parte del poliziotto, professione che l’attore svolse realmente, per due anni, durante l’Accademia d’arte drammatica.

ore 19.00
Tre fratelli (1981)
Regia: Francesco Rosi; soggetto e sceneggiatura: Tonino Guerra, F. Rosi liberamente tratto dal racconto Tretij Syn (Il terzo figlio) di Andrej Platonov; interpreti: Philippe Noiret, Michele Placido, Vittorio Mezzogiorno, Charles Vanel, Andrea Ferréol, Maddalena Crippa; origine: Italia/Francia; durata: 111’
Tre fratelli, emigrati in grandi città, ritornano nel paese d’origine dopo la morte della madre. È l’occasione per ritrovarsi e discutere di politica (uno dei tre è un giudice impegnato nei processi contro i terroristi), ma anche di sogni e illusioni. «È un film sulla memoria che si sviluppa a flashback intrecciando tre storie emblematiche attorno al tema della morte della società contadina» (Mereghetti). Noiret, Placido e Mezzogiorno interpretano i ruoli dei tre fratelli, accanto al grande Charles Vanel nella parte del padre contadino delle Murge.

ore 21.00
Liturgia della bancarella (2005)
Regia: Simone Salvemini; soggetto e sceneggiatura: S. Salvemini; produzione: Centro Territoriale Permanente di Brindisi, La Kinebottega; origine: Italia; durata: 8’30”
Un luogo che rinnova di generazione in generazione gli stessi riti. Tra ironia, sacrificio, commedia e riflessione, una giornata trascorsa nel tempio del commercio, la piazza del mercato della frutta. Chiassoso e pittoresco. Menzione speciale a Corto Potere 2006.

ore 21.15
Nicola, lì dove sorge il sole (2006)
Regia: Vito Giuss Potenza; soggetto e sceneggiatura: Antonio Garofalo, V. G. Potenza, Luca Vessio; interpreti: Andrea Giordana, Massimo Dapporto, Paolo Sassanelli, Vito Signorile, Rocco Servodio, Enzo Strippoli; origine: Italia; durata: 106’
Sessantadue marinai giungono in Licia a bordo di tre velieri per trafugare le ossa di San Nicola. Dopo mille peripezie, l’8 maggio 1081 rientrano a Bari nel porto di San Giorgio, annunciando di voler edificare una chiesa dedicata al santo. Ma il vescovo Ursone impone di riporre le sacre reliquie nella cattedrale. Scoppia una sanguinosa guerriglia tra i marinai appoggiati dal popolo barese e le guardie del vescovo. Lungometraggio in b/n, girato in digitale, Nicola, lì dove sorge il sole è un piccolo miracolo di produzione no-budget: il film è costato appena sessantamila euro grazie alla partecipazione gratuita degli attori.

a seguire
La donna del mare (2004)
Regia: Raffaele Bleve; soggetto e sceneggiatura: R. Bleve, Giuliano Bottani; interpreti: Vito Lo Priore, Valentina Carella, Francesco Risotti, Ilaria Poscia, Gemma De Vito; origine: Italia; produzione: R. Bleve e Oz Film; durata: 19’
Una vecchia torre cadente posta su una collinetta a strapiombo sul mare. Intorno solo erba mossa dal vento e il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli. Tre ragazzi con una videocamera raggiungono la macabra struttura per realizzare un servizio giornalistico. Il mistero li attende. Girato a Otranto presso la torre Sant’Emiliano, La donna del mare ha partecipato al concorso Sony “The Show must do on” 2004, classificandosi tra i sei cortometraggi finalisti.

giovedì 21
ore 17.00
Albania Blues (2000)
Regia: Nico Cirasola; soggetto: N. Cirasola; sceneggiatura: N. Cirasola, Agostino Ferrante; collaborazione alla sceneggiatura: Gianfranco Anzini; interpreti: Chantal Ughi, N. Cirasola, Valentina Chico, Luca M. Cirasola, Agostino Ferrente; origine: Italia; durata: 89’
Fra un intervento e l’altro per i paesini della Puglia, a un giovane installatore di antenne televisive capita di vedere trasmissioni su poveri profughi albanesi senza avvenire né casa, ma attratti dalla televisione... ultimo miracolo economico? «Il cinema “autartico” del regista-tuttofare (si prodiga senza risparmio in tutte le fasi della realizzazione dei suoi film girati con quattro soldi) pugliese Nico Cirasola è fatto così, senza ripensamenti riguardo scene e ambienti, personaggi e interpreti, narrazione e dialoghi. Prendere o lasciare, Nico è tutto qui» (Calderale).

a seguire
I fratelli Semaforo (2002)
Regia: Simone Salvemini; soggetto e sceneggiatura: S. Salvemini; produzione: Davideo Produzioni audiovisive e S. Salvemini; origine: Italia; durata: 8’
Due fratelli albanesi, sbarcati a Brindisi nel 1991, nella disperazione generale si inventano un lavoro gestendo una stradina a traffico alternato come perfetti vigili. Per dodici anni svolgono questa mansione. Vincitore del Tirana International Film Festival 2003.

ore 19.00
Bbobbolone! (2002)
Regia: Daniele Cascella; soggetto e sceneggiatura: Stefano Marcocci, Domenico Tomasetti; interpreti: Michele De Virgilio, Paolo De Vita, Mimmo Mancini, Francesca Rasi, Spartaco Guglietti; produzione: Roberto Gambacorta per River Film; origine: Italia; durata: 10’30”
Aurelio è un giovane sulla trentina senza arte né parte. Per guadagnare qualche soldo, accetta di fare il palo a due malavitosi che hanno intenzione di svaligiare l’ufficio delle poste di Terracina. All’ora prestabilita vigila affinché tutto vada per il verso giusto, mentre alcuni ragazzini giocano a calcio lì vicino. Una delle due squadre è in svantaggio e un rigore potrebbe capovolgere il risultato: ad Aurelio viene chiesto di mettersi in porta. Un ricordo di infanzia riaffiora nella sua mente. Miglior corto italiano al Capalbio Short Film Festival 2003.

a seguire
Matrimoni (1998)
Regia: Cristina Comencini; soggetto: C. Comencini, Roberta Mazzoni; sceneggiatura: C. Comencini; interpreti: Diego Abatantuono, Francesca Neri, Stefania Sandrelli, Claude Brasseur, Cecilia Dazzi, Paolo Sassanelli; origine: Italia; durata: 100’
Alla vigilia di Natale, Giulia incontra casualmente un suo ex fidanzato di Trani, la città che ha lasciato da giovanissima per sposarsi e vivere con Paolo a Bologna. Decide così di tornare a Trani nel giorno in cui vengono i parenti a trovarla. La fuga della donna provocherà lo sgomento generale. «Matrimoni riesce nel duplice scopo di parlarci delle nostre umane debolezze (sparando qualche bordata contro il mammismo nazionale), ma anche di indicarci la strada possibile per una rinascita del cinema di casa nostra» (Mereghetti).

ore 21.00
Il dio della pioggia (2004)
Regia: Angelo Amoroso d’Aragona; soggetto e sceneggiatura: A. Amoroso d’Aragona; collaborazione alla sceneggiatura: Samantha Cito; interpreti: Livia Cocchi, Ninni Bruschetta, Mirko J. Giuliano, Dario Amoroso d’Aragona; origine: Italia; produzione: Artimagiche; durata: 10’
Un borgo alle pendici del Vesuvio. Un Bambino spia alcune fanciulle. Un Uomo forse osserva, forse ricorda. Ogni estate una Fanciulla viene chiesta in sposa dal vulcano. Il bambino litiga con una fanciulla che un Ragazzo poco dopo conduce via. L’uomo ordina il sacrificio della fanciulla affinché finisca l’estate e torni la pioggia. La fanciulla sogna di perdersi nell’amore e nella morte. Da un racconto indigeno del Centro America un affascinante ritorno sui luoghi mentali del Mito. In concorso a Corto Cortissimo - Festival di Venezia 2004 e miglior regia al New York Short Film Festival 2006.

ore 21.15
Un eroe borghese (1995)
Regia: Michele Placido; soggetto: tratto dal romanzo omonimo di Corrado Stajano; sceneggiatura: Graziano Diana, Angelo Pasquini; interpreti: Fabrizio Bentivoglio, Michele Placido, Omero Antonutti, Philippine Leroy-Beaulieu; Laura Betti, Ricky Tognazzi; origine: Italia/Francia; durata: 93’
L’omicidio Ambrosoli, commissario liquidatore della banca di Sindona, e i misteri ad esso connessi in un film di denuncia vecchio stampo. «In un montaggio di vero e verosimile, il film mette in scena uno dei tanti misteri d’Italia alternando trame certe ad altre soltanto supposte. Esemplare nel tratteggiare con naturalezza il rapporto fra pubblico e privato [...], questo film diretto da Michele Placido è attraversato da una evidente e sofferta tensione civile e morale» (Natta).

venerdì 22
ore 17.00
Padre e figlio (1994)
Regia: Pasquale Pozzessere; soggetto: P. Pozzessere; sceneggiatura: P. Pozzessere, Roberto Tiraboschi; interpreti: Michele Placido, Stefano Dionisi, Enrica Origo, Carlotta Jazzetti, Claudia Gerini, Luciano Federico; origine: Italia/Francia/Belgio; durata: 109’
A Genova un guardiano notturno in un deposito al porto, emarginato per la sua attività sindacale, trova un posto in fabbrica al figlio, di ritorno dal servizio di leva, ma questi si fa cacciare. L’incomunicabilità fra padre e figlio sullo sfondo di una città in agonia: dopo il promettente esordio di Verso sud, Pozzessere si conferma regista di valore, ma è penalizzato da una distribuzione fantasma. «Placido e Dionisi incarnano perfettamente i personaggi, distinguendoli nell’accento, il primo conservando inflessioni del dialetto meridionale, il secondo parlando già genovese, da buon oriundo della nuova generazione» (Kezich).

ore 19.00
Mery per sempre (1989)
Regia: Marco Risi; soggetto: Aurelio Grimaldi dal suo romanzo Meri per sempre; sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli; interpreti: Michele Placido, Claudio Amendola, Francesco Benigno, Alessandro Di Sanzo, Tony Sperandeo, Roberto Mariano; origine: Italia; durata: 106’
Nel carcere minorile di Malaspina a Palermo un maestro cerca di stabilire un dialogo con i giovani detenuti, ciascuno dei quali ha alle spalle una storia di emarginazione. Attori presi dalla strada, dialetto stretto, un film che colpisce allo stomaco e dischiude nuovi orizzonti al cinema italiano. «Un affresco tragico, grondante crudezza e turpiloquio, eccezionalmente fuso nei suoi vari elementi di melò e di verità» (Grazzini). Placido in una delle sue interpretazioni più significative nella parte del maestro.

ore 21.00
Zinanà (2004)
Regia: Pippo Mezzapesa; soggetto e sceneggiatura: Antonella Gaeta, P. Mezzapesa; interpreti: Paolo De Vita, Gianluca Abbattista, Barbara Manzato; produzione: Roberto Gambacorta per River Film e P. Mezzapesa; origine: Italia; durata: 13’
Quando era bambino, Arcangelo ha assistito a un funerale con tanto di banda, e fu allora che decise che il suo mestiere sarebbe stato di suonare i piatti (zinanà) in una banda. Da adulto, raggiunto lo scopo, scoprirà di non riuscire ad andare a tempo con gli altri musicisti. Intorno, la comunità di Bitonto gli rende la vita difficile... David di Donatello 2004 (ex aequo con Sole di Michele Carrillo).

ore 21.15
Tutto l’amore che c’è (2000)
Regia: Sergio Rubini; soggetto e sceneggiatura: Domenico Starnone, S. Rubini; interpreti: Damiano Russo, Michele Venitucci, Francesco Cannito, Vittoria Puccini, Margherita Buy, S. Rubini; origine: Italia; durata: 94’
Negli anni Settanta, la vita dei ragazzi di un paesino pugliese è sconvolta dall’arrivo di tre belle ragazze milanesi. I temi sociali (la disoccupazione, la chiusura di una fabbrica) restano sullo sfondo, sovrastati dalle pulsioni adolescenziali: il vento di libertà che scuote la quiete di un paesino di provincia sulle note della musica del tempo. Delicato ritratto, con echi autobiografici, di un ispirato Rubini. Cammeo di Depardieu.

a seguire
Al mare (2005)
Regia: Vito Palmieri; soggetto e sceneggiatura: Davide Colferai; interpreti: Eliana Lupo, Mimmo Mancini, Massimiliano Sassi, Bruna Zanotto; origine: Italia; produzione: V. Palmieri; durata: 20’
Una donna delle pulizie di origini napoletane incontra un camionista barese in una cittadina del Nord-Est. Uniti dalla nostalgia per la loro terra, partono con il camion per trascorrere qualche giorno al mare. “Venti minuti per vedere come nasce una storia d’amore”. Vincitore del Laura Film Festival 2005, fondato da Morando Morandini.

sabato 23
ore 17.00
Del perduto amore (1998)
Regia: Michele Placido; soggetto e sceneggiatura: Domenico Starnone, M. Placido; interpreti: Giovanna Mezzogiorno, Fabrizio Bentivoglio, Sergio Rubini, Piero Pischedda, Enrico Lo Verso, M. Placido; origine: Italia; durata: 101’
Don Gerardo, parroco in un piccolo paesino pugliese, torna con la memoria alla propria adolescenza, all’espulsione dal seminario e all’amicizia con una giovane insegnante, militante comunista. «Cinema civile, che racconta le contraddizioni e le difficoltà di emanciparsi dell’Italia contadina, prima ancora che rievocazione di una storia vera (e in buona parte autobiografica)» (Mereghetti). Il titolo deriva un verso di Carducci («... dilla ancora la favola del perduto amore»).

ore 19.00
Uè Paisà! Atto I. Franchein (2003)
Regia: Gianni Torres; soggetto e sceneggiatura: G. Torres; produzione: G. Torres; origine: Italia; durata: 9’
«È possibile integrarsi nel popolo italiano comunicando mediante l’espressione più radicata, ossia il dialetto?». Talla, ambulante senegalese, immigrato regolare, parla un dialetto barese dei più antichi, quello della città vecchia, quello stesso linguaggio proveniente da una realtà cittadina avvolta dall’emarginazione e dal disagio sociale. Talla, chiamato da tutti “Franchein” (Franchino), esprime infinità dignità, sottolineando le diversità religiose, le difficoltà quotidiane, gli obiettivi futuri della sua vita. La comprensione fra culture diverse passa proprio attraverso la conoscenza profonda della lingua. Primo premio EuromedCafè 2004 per il dialogo interculturale.

a seguire
LaCapaGira (1999)
Regia: Alessandro Piva; soggetto e sceneggiatura: Andrea Piva; interpreti: Dino Abbrescia, Mino Barbarese, Mimmo Mancini, Dante Marmone, Paolo Sassanelli, Teodosio Barresi, Nicola Pignataro; origine: Italia; durata: 76’
Due scagnozzi attendono che da un treno di passaggio venga gettato un pacchetto di droga che deve essere consegnato ad un boss locale. Ma qualcosa va storto. La vera protagonista del film è una Bari costituita da bische clandestine, spaccio di droga, traffici di albanesi immigrati e criminali sfortunati. Costato 300 milioni, autofinanziato dal regista esordiente Alessandro Piva con due produttori locali, il film è parlato in dialetto barese stretto (e sottotitolato) e rappresenta un caso di successo insperato: diffuso dapprima localmente e poi approdato nel resto della penisola dopo un passaggio a Berlino, LaCapaGira è stato premiato con il Nastro d’argento e il David di Donatello.

ore 20.30
Le mani in faccia (2003)
Regia: Daniele Basilio; soggetto: Daniele Basilio, Marinella Giannelli, Vanessa Picciarelli; sceneggiatura: Daniele Basilio, Vanessa Picciarelli; interpreti: Luigi Diberti, Riccardo Scamarcio, Sabino Manzari; produzione: CSC; origine: Italia; durata: 16’
Via da un padre che non riesce ad amarlo come vorrebbe, Francesco cerca la risposta alla domanda che da diciassette anni gli riecheggia nella mente. C’è solo una persona che può sciogliere i suoi dubbi. In fuga tra le onde di un mare nero e cattivo, tra contrabbando e violenza, Francesco scopre chi è e diventa grande. Episodio del film collettivo Sei pezzi facili realizzato dagli allievi del corso di regia del Centro Sperimentale di Cinematografia, girato a Monopoli. Per Scamarcio un esordio nella sua terra di origine, prima dei successi di Tre metri sopra il cielo e Romanzo criminale.

ore 21.00
Romanzo criminale (2005)
Regia: Michele Placido; soggetto: dal romanzo omonimo di Giancarlo De Cataldo; sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli, G. De Cataldo, con la collaborazione di M. Placido; interpreti: Kim Rossi Stuart, Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Jasmine Trinca, Riccardo Scamarcio; origine: Italia/Francia/Gran Bretagna; durata: 152’
Tre giovani della malavita romana, il Freddo, il Libanese e Dandi, conquistano a colpi di mitra la Roma degli anni Settanta, stringendo alleanze con la mafia e godendo della copertura dei servizi segreti. La storia della banda della Magliana, dal celebre romanzo del magistrato De Cataldo: i giovani divi del cinema italiano si dividono onori e premi (8 David di Donatello e 5 Nastri d’argento). «Giallo atipico e cinico in cui Placido (al suo miglior film) non rende romantici i banditi, anche se ciascuno pecca per le ragioni del cuore» (Porro).

domenica 24
ore 17.00
Un viaggio chiamato amore (2002)
Regia: Michele Placido; soggetto: liberamente ispirato alle lettere di Sibilla Aleramo e Dino Campana; sceneggiatura: M. Placido, Diego Ribon, Heidrun Schleef; interpreti: Laura Morante, Stefano Accorsi, Katy Louise Saunders, Dario Bandiera, Alessandro Haber, Galatea Ranzi; origine: Italia; durata: 94’
Le vicende umane e artistiche della poetessa e narratrice Sibilla Aleramo, viste in un arco temporale che va dall’adolescenza alla maturità, con particolare riferimento all’amore passionale e travagliato con il poeta Dino Campana. Basato sull’epistolario dei due artisti con qualche prestito non dichiarato dal romanzo biografico La notte della cometa (1984) di Sebastiano Vassalli, Un viaggio chiamato amore è splendidamente fotografato da Luca Bigazzi. Coppa Volpi a Stefano Accorsi per la migliore interpretazione maschile al Festival di Venezia.

a seguire
Via dell’arte (2005)
Regia: Pierluigi Ferrandini; soggetto e sceneggiatura: P. Ferrandini; interprete: Alberto Rubini; origine: Italia; produzione: P. Ferrandini e Oz Film; durata: 9’
Alberto è un vecchio signore che ha deciso di riprendere la sua passione giovanile: la scrittura. Così fa ritorno in “Via dell’Arte” ma scopre che la strada, che un tempo attraversava e animava la città, scorre ora sottoterra… Vincitore del Dieciminuti Film Festival 2005.

ore 19.00
Sangue vivo (2000)
Regia: Edoardo Winspeare; soggetto e sceneggiatura: E. Winspeare, Giorgia Cecere; interpreti: Pino Zimba, Lamberto Probo, Claudio Giangreco, Alessandro Valenti, Ivan Verardo; origine: Italia; durata: 100’
La morte del padre ha ulteriormente allontanato due fratelli differenti per carattere, per temperamento e per età: il primo è un contrabbandiere cinquantenne, il secondo un musicista eroinomane trentenne. Solo una passione li unisce: la “pizzicata”. Ma la disperazione e la povertà della loro Puglia sono sempre dietro l’angolo. Uno dei protagonisti, Pino Zimba, è tra i più quotati suonatori italiani di “pizzicata”.

ore 21.00
Il provino (2004)
Regia: Andrea Costantino; soggetto e sceneggiatura: A. Costantino; interprete: Antonio Iandolo; produzione: Euroazimuth; origine: Italia; durata: 11’
Il giorno di provino per un giovane attore con grandi ambizioni. Un giorno lunghissimo, da trascorrere insieme a uno dei mostri sacri della storia del cinema, Marlon Brando alias Vito Corleone. Un piccolo film indipendente che «sfida le piccole troupe che simulano il cinema vero producendo in realtà sottoprodotti». E il regista stesso pone questa domanda: «Vuoi vendere l’anima al cinema?». Menzione per il soggetto originale Nastro d’argento cortometraggi e documentari 2004.

a seguire
Tonino Funtò (2004)
Regia: Simone Salvemini; soggetto e sceneggiatura: S. Salvemini; produzione: La Kinebottega; origine: Italia; durata: 11’
Chi è Tonino Funtò? Viaggio attraverso lo stravagante mondo di un barbiere di Brindisi che trasforma le esperienze ed i racconti dei suoi clienti in commedie teatrali di grande successo. Premio Speciale della Giuria a Valdarno Cinema Fedic 2004.

ore 21.30
Il caimano (2006)
Regia: Nanni Moretti; soggetto: N. Moretti, Heidrun Schleef; sceneggiatura: N. Moretti, Francesco Piccolo, Federica Pontremoli; interpreti: Silvio Orlando, Margherita Buy, Jasmine Trinca, Michele Placido, Cecilia Dazzi; origine: Italia; durata: 112’
Bruno, un produttore ormai in disarmo, famoso negli anni ’70 per dei b-movies a bassissimo costo, è in crisi con la moglie. Nonostante le difficoltà decide comunque di aiutare la giovane Teresa a realizzare il suo primo lungometraggio: Il caimano, ovvero la storia di Silvio Berlusconi. Al di là delle varie querelles, non solo politiche, Il caimano di Nanni Moretti è soprattutto un film corale d’attori, nel quale l’interpretazione di Michele Placido nella parte del grande divo pieno di tic e narcisismi è a dir poco memorabile.

lunedì 25
chiuso

martedì 26
ore 17.00
Fuori di me (1999)
Regia: Gianni Zanasi; soggetto e sceneggiatura: Gianni Zanasi; interpreti: Paolo Sassanelli, Lorenzo Viaconzi, Dino Abbrescia, Marit Nissen, Gianni Zanasi; origine: Italia; durata: 80’
Il regista Zanasi viene invitato da una associazione culturale di Bari a presentare il suo ultimo film Nella mischia ad un gruppo di ragazzi residenti in un quartiere malfamato: il San Paolo. Senza narcisismi di messa in scena, il regista di A domani prosegue la sua poetica delle «persone cosiddette normali che sono in realtà dei pazzi scatenati» (Mereghetti).

ore 19.00
Ovunque sei (2004)
Regia: Michele Placido; soggetto: liberamente ispirato ai racconti di Luigi Pirandello L’uomo dal fiore in bocca e All’uscita; sceneggiatura: Umberto Contarello, Francesco Piccolo, M. Placido, Domenico Starnone; interpreti: Stefano Accorsi, Violante Placido, Barbora Bobulova, Stefano Dionisi, Giuditta Saltarini, Massimo De Francovich; origine: Italia; durata: 85’
Matteo è un medico trentacinquenne di successo, ormai sempre più indifferente ai soldi e alla carriera. È in crisi con la moglie Emma che infatti lo tradisce con Leonardo, anche lui medico. In ospedale Matteo conosce Elena, una giovane volontaria del pronto soccorso e se ne innamora. Una sera, però, l’autoambulanza su cui lavorano entrambi viene travolta dalla macchina di Leonardo. Presentato in concorso alla LXI Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (2004), Ovunque sei è stato fischiato quando invece «l’audace ricerca che Placido va conducendo di una profondità popolare e di uno stile provocante ma emotivamente caldo merita rispetto» (D’Agostini).

ore 20.45
Chi era Piripicchio? (1990)
Regia: Daniele Cascella; produzione: Ipotesi Cinema; origine: Italia; durata: 17’
Il documentario ripercorre le gesta del comico Michele Genovese, in arte Piripicchio, il Charlie Chaplin pugliese, un personaggio che spopolò, vestito con frac, bombetta, baffettini e bastone d’ordinanza, nelle strade e nelle piazze del nord-barese dal secondo dopoguerra fino al 1980, anno della sua morte. Per sua sfortuna nessun impresario teatrale o cinematografico lo notò e il povero Piripicchio continuò a vivere con soldi che il pubblico versava nella sua bombetta al termine delle sue gag. Segnalazione della giuria al Premio Libero Bizzarri 1994.

a seguire
Idillio infranto (1931-33)
Regia: Nello Mauri; interpreti: Ida Mantovani, Filippo Libello [Pasquale Jacobellis], Michele Silecchia, Mario Passi, Dirce Greselin; origine: Italia; durata: 55’
Il primo film pugliese della storia e l’ultimo film italiano muto, caduto nell’oblio e ritrovato, dopo sessant’anni, in una cassapanca ad Acquaviva, nella dimora di Orazio Campanella che lo produsse. Una storia d’amore contrastata, diretta dal misterioso Nello Mauri e interpretato da sua moglie, Dirce Greselin, e da abitanti di Acquaviva. Il regista barese Angelo Amoroso d’Aragona ne ha curato il restauro nel 1996 con il contributo del Comune di Bari e sta ora ultimando la riedizione digitale grazie al sostegno del Club delle Imprese per la Cultura della Confindustria di Bari.

  Fonte: www.recidivi.it

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