|
Nascita di un regno. I modelli anglo - normanni |
|
|
|
Scritto da Pierre Bauduin
|
|
lunedì, 16 ottobre 2006 14:10 |
Abbiamo partecipato con vivo interesse alle diciasettesime giornate normanno - sveve organizzate a Bari dal meritorio Centro di studi normanno - svevi dell'Università di Bari diretto dal prof. Raffaele Licinio, in rete al sito www.cnsbari.net. Il tema dell'incontro internazionale di studio è stato: Nascita di un regno. Poteri signorili, istituzioni feudali e strutture sociali nel Mezzogiorno normanno (1130 -1194). Il gruppo creativo telestreetbari si impegna a trasmettere online nella sezione video alcune relazioni registrate durante il Convegno. E' un lavoro che necessita di un apposito montaggio delle relazioni e delle relative discussioni al riguardo. Per iniziare a introdurre gli argomenti trattati - che saranno nella loro interezza pubblicati su testo a cura del prof. Licinio - presentiamo il primo Estratto della relazione tenuta dal prof. Pierre Bauduin. Sebastiano Gernone (gruppo creativo telestreetbari) Pierre Bauduin (Università di Caen)
I modelli anglo-normanni : questioni aperte e ipotesi interpretative`
Per rendere omaggio a questo convegno, vorrei presentare un documento apparentemente inedito. Si tratta del testamento di Jeanne Plantagenêt, moglie di Guglielmo II di Sicilia e poi di Raimondo VI di Tolosa, morta nel 1199. Le vicissitudini attraverso le quali questo testamento è giunto sino a noi costituiscono già di per sè un pezzo di storia anglo-normanna, poiché il documento ci rimanda ai legami che unirono il mondo anglo-normanno al regno di Sicilia. La storia delle dominazioni normanne in Inghilterra e in Italia si presta ad un’analisi di tipo comparativo. Si tratta in effetti di situazioni storiche che suscitano interrogativi analoghi, sulle istituzioni militari, sul sistema feudale-vassallatico, sullo sviluppo amministrativo, sulla continuità di strutture antiche, sulla “normannità” dell’Italia o dell’Inghilterra normanne. Presentare il “modello anglo-normanno” è un’impresa quasi impossibile, che ha tuttavia un valore euristico ben preciso : ogni singolo elemento di questa espressione si presta infatti a discussione. Applicata al mondo anglo-normanno, l’idea di modello è spesso articolata in tre componenti : feudale, ecclesiastica e amministrativa. L’elemento feudale è il più discusso, in parte a causa delle posizioni della storiografia attuale, in parte perché il “feudalesimo” è stato studiato in modi molto diversi in Inghilterra e sul Continente. Il “modello feudale anglo-normanno” è stato a lungo definito un modello di feudalesimo militare organizzato in maniera rigorosa e posto, sin dall’inizio, al servizio dei duchi di Normandia, divenuti re d’Inghilterra. Si fondava sulla tenuta fondiaria (tenure) e sul servitium debitum. Trovava origine da un duplice paradigma : 1-La Normandia era stata precocemente feudalizzata ; 2- I conquistatori normanni avevano importato in Inghilterra un sistema già organizzato in maniera rigorosa. Questi due postulati sono attualmente molto discussi e il “modello” si rivela molto più empirico di quanto non appaia dalla bella documentazione amministrativa e giuridica del XII secolo. Il tropismo tradizionale (la tenuta e il servizio) del feudalesimo anglo-normanno è stato rimesso in discussione anche da altri punti di vista, mettendo in particolare rilievo l’importanza delle relazioni in cui non vi era alcuna concessione fondiaria. Altre problematiche tradizionali della storia anglo-normanna, come la comunità di honor, sono rimesse in discussione, cosi’ come la diffusione di rapporti contrattuali – affinities- che David Crouch a recentemente definito una sorta di “pseudo-feudalesimo”. La conquista normanna fu all’origine di profondi mutamenti nele strutture della Chiesa inglese e la spinse verso il movimento riformatore avviato sul Continente. Il modello puo’ essere definito abbastanza agevolmente : era riformatore nello spirito, ma pre-gregoriano nel suo funzionamento e la sua storia fu segnata dalla difficoltà di gestire questa ambiguità. Il compromesso elaborato all’inizio del XII secolo funziono’, nonostante la volontà del potere reale di controllare le relazioni del clero con Roma e le crisi talvolta violente che ne seguirono. Gli aspetti più contestati della tutela reale (investitura) furono abbandonati, ma la Chiesa anglo-normanna restava sottoposta al controllo del re-duca. L’Inghilterra e la Normandia sono frequentemente associate alla genesi della monarchia amministrativa e figurano, per molti aspetti, all’avanguardia di questa evoluzione. Fra gli esempi che si possono dare, vi è lo sviluppo della documentazione di tipo amministrativo e l’intensa attività dell’Echiquier normanno alla fine del XII secolo. Resta aperto il dibattito sull’emergere di questa monarchia amministrativa. L’immagine tradizionale di Henri I Beauclerc (1100-1135) come architetto dell’edificio governativo è stata rimessa in discussione dalla recente biografia del sovrano. Anche il ruolo svolto da nuove idee e istanze, riassumibili nell’espressione il “Rinascimento del XII secolo” è ormai oggetto di dibattito. Senza per questo voler negare la novità di esperienze di cui il mondo anglo-normanno fu, per molti aspetti, il laboratorio, bisogna riconoscere che questa novità si fonda su delle basi ancora tradizionali. L’aspetto “anglo-normanno” del dominio politico che univa l’Inghilterra alla Normandia, è ormai da una ventina d’anni oggetto di dibattito storiografico. L’idea di un regnum anglo-normanno tenuto insieme da una ceto aristocratico omogeneo è criticata. Si insiste ormai sulla necessità di distinguere l’Inghilterra e la Normandia che, nonostante delle indiscutibili convergenze, presentano delle evoluzioni specifiche : qualche esempio sull’architettura, l’aristocrazia, la Chiesa, illustreranno questo assunto. Questa riflessione si è ormai allargata anche ad altri temi, in particolare la question delle identità – normanna e inglese – spingendo gli storici a interrogarsi sulle ragioni della crisi o addirittura dell’inesistenza di una identità anglo-normanne.
|