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Il nostro Equilibrio tra Yin e Yang |
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Scritto da Administrator
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sabato, 17 marzo 2007 13:53 |
E' nei sogni la chiave del mondo. E' nella forza di chi sa osservare bene l'orizzonte tanto quanto il foglio su cui sta leggendo. Canalizzare e guidare la propria energia nel percorso fra ragione e cuore, per raggiungere un pieno controllo del proprio corpo, quanto della propria mente. Un simbolo ci è passato mille volte sotto gli occhi, ma a cui non abbiamo mai dato il giusto significato. Un cerchio perfetto e perfettamente diviso in bianco e nero. Lo Yin e lo Yang, l'equilibrio oggettivo fra maschile e femminile nella cultura orientale, può essere riconosciuto nella realtà più vicina. La geisha e il samurai sono in ognuno di noi, anche se talvolta rinnegati. Antonella Poliseno è giudice onorario, moglie, madre e kempoka. Il romanzo, sua opera prima, veste il quotidiano con una luce di calda sensualità, in cui l'uomo si scopre anche geisha, e dove la donna sa indossare l'abito del guerriero. Il lettore è portato ad esperienze di vita proprio simili, se non parallele. Per riconoscere in ogni vostro gesto uno yin ed uno yang, femminile e maschile, cuore e ragione, meravigliosi fluidi nella circonferenza della vita. Triggianese per adozione, l'autrice ha voluto fortemente presentare Geisha e Samurai presso la sala mostre cittadina il 12 Gennaio scorso. La presentazione è stata preceduta da una esibizione di kempo Dankan, disciplina orientale che ha ispirato il romanzo, e che lo percorre in ogni sillaba. "Scrivere per me è una necessità che spero faccia nascere nell'animo del lettore un'emozione, un messaggio di positività, di ricerca d'equilibrio tra yin e yang, il chiaro e lo scuro, la nostra parte maschile e quella femminile intorno a un principio s'incardina il mio romanzo - spiega la scrittrice - Ho voluto che Geisha e Samurai fosse un libro trasversale, che potesse essere letto da persone più o meno secolarizzate e d'ogni età che avessero voglia di sognare leggendo di una trama fatta di fotogrammi disordinati che negli ultimi anni della mia vita si sono impressi nella mia mente. E che grazie a coincidenze si sono poi ricomposti in un ordine logico. Disegnando i profili dei miei personaggi: un medico e un magistrato. Provocatoriamente ho voluto invertire i colori che secondo le regole dello yin e yang corrispondono al loro genere. Così - conclude la Poliseno - Edoardo veste il camice bianco mentre Gioia veste la toga nera, la mia". Edito dalla Secop Edizioni di Corato lo scorso Dicembre, è possibile acquistarlo nelle migliori librerie, on-line sul sito, a Triggiano presso "La Libreria" in via Casalino 171.
Come Le è venuta l’ispirazione per la storia e a cosa è dovuto il legame con la cultura giapponese? “L’ idea del romanzo ‘Geisha e Samurai’ nasce sul tatami, ovvero, sul tappeto di allenamento del kempo dankan, disciplina ginnico-marziale che pratico da diversi anni, ove ho appreso il concetto orientale dello di yin e yang, rappresentato, simbolicamente, con un cerchio diviso esattamente a metà, in cui la parte scura rappresenta lo yang, il maschile, la forza, la razionalità, il samurai, mentre la parte chiara rappresenta lo yin, il femminile, la dolcezza, l’ intuito, la geisha e all’ interno dello yang vi è sempre un po’ di yin, così come all’ interno dello yin vi è sempre un po’ di yang. A ciò è dovuto anche il legame con la cultura giapponese”.
Cosa pensa della Sua protagonista? “La protagonista del romanzo, Gioia, è una donna bella, giovane, sensuale, istintiva, premurosa, dolce, affettuosa e sensibile, quindi molto geisha, che, tuttavia, ogni giorno, indossa la veste yang (scura, maschile) cioè la toga del magistrato, diventando, così, forte, coraggiosa, decisa, determinata, fredda e razionale, come un perfetto samurai. Quindi Gioia è l’esempio perfetto della geisha samurai. Così come, geisha e samurai, è pure il protagonista maschile del romanzo, Edoardo, il chirurgo, che indossa la veste yin (chiara, femminile) del medico ma che esprime grande forza, virilità, determinazione, unitamente a tanta sensibilità e dolcezza”.
In quanto vi assomigliate? “C’ è parecchio di me in lei”.
Lei è più geisha o samurai? “Sono geisha e samurai esattamente allo stesso modo. Dipende solo dalle circostanze”.
Aspira ad una nuova carriera? “No! Non aspiro ad una nuova carriera! Voglio continuare a fare il magistrato e voglio farlo bene”.
Qual è l’ultimo libro che ha letto? “L’ultimo libro che ho letto è: “L’ isola degli aironi bianchi” di Sue Monk Kidd”.
Si racconti, in tre aggettivi… “Non riesco a trovare tre aggettivi per raccontarmi, però mio padre mi ha sempre chiamata “piccola quercia”…”.
fonte: " La Tribuna" / Anno III n°2 Febbraio-Marzo 2007 Sito barilive.it : www.barilive.it/News/news.asp?RelatedID=3393 Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 6Marzo 2007, pag. 9
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