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Intervista a Gigi De Santis |
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venerdì, 27 gennaio 2006 17:14 |
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Intervista a Gigi De Santis 16 gennaio 2005 a cura di Sebastiano Gernone Gigi De Santis è tra i più appassionati cultori del dialetto barese. D: Come salvare i dialetti? R: Devono intervenire i nostri anziani in un contesto didattico. Occorre che essi frequentino le scuole e tutti i centri culturali in modo che possano trasmettere per via orale la loro memoria dialettale.. D: Pensi anche a delle registrazioni audiovisive? R:Certo, già ci sono delle registrazioni d’Alfredo Giovine, il maggior dialettologo ed esperto di folklore barese. L’idea di Giovine è indicata nel libro “Pulpe rizze” (Polpi ricci”) edito nel 1963, precisamente nelle pagine incluse nel capitolo “Registrazioni su nastro magnetico”, le stesse furono da lui effettuate e conservate nell’archivio Giovine delle Tradizioni Popolari fondato dal nostro Maestro nel 1960 e diretto oggi dal figlio Felice. D. Quali progetti stai realizzando e prevedi per il futuro? R: Si sta svolgendo il 2° Corso Accademico sul Barese scritto e parlato. E’ un’iniziativa che fa parte delle attività dell’Università della Terza Età curata dall’associazione “Puglia ed Europa”. Inoltre, ogni anno dal 1997 curo il Calendario Barese che raccoglie usi e costumi ed è scritto tutto in barese; finanche i nomi dei santi sono inclusi e scritti in dialetto. Da qualche anno, aggiungo, su RTG Puglia – una TV sensibilissima al patrimonio storico, culturale e sociale della città di Bari –conduco una trasmissione con la regia dell’amico fraterno Vito Signorile intitolata “MARASCIA’ “, un appuntamento quotidiano con il folklore e il dialetto barese.
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