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Lo sfruttamento delle contadine e dei contadini baresi e pugliesi Stampa E-mail
Scritto da Lavoratrici e Lavoratori delle campagne baresi e pugliesi   
mercoledì, 01 agosto 2007 15:47
Al Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale

Al Ministro della Solidarietà Sociale

Al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali


Per sapere


Premesso che:


In Puglia e in Provincia di Bari permangono gravi e pesanti situazioni di illegalità e di sfruttamento che caratterizzano le condizioni di numerose lavoratrici e numerosi lavoratori del settore agricolo.

In particolare, permane una diffusa situazione di mancato rispetto della contrattazione collettiva e delle contribuzioni sociali, e persiste la pratica dell’intermediazione illegale di manodopera, sia attraverso il caporalato, sia, anche, attraverso le agenzie di somministrazione.

Sono purtroppo una pratica diffusa anche le buste paga false in quanto non corrispondenti alla realtà del rapporto di lavoro, degli orari, delle giornate e delle retribuzioni.

Ancor più gravi sono le condizioni delle lavoratrici, caratterizzate in certi casi da rapporti di vero e proprio sfruttamento, che rasenta la schiavitù.

Sulle donne, in particolare nel settore ortofrutticolo e floricolo, pesano, tante volte, orari di 10-12 ore giornaliere, con salari inferiori al 50% di quello dovuto, a fronte di un orario di lavoro contrattuale di 6 ore e 30.

Donne lavoratrici, provenienti anche dal brindisino e dal tarantino, partono all’alba, trasportate dai caporali nei magazzini ortofrutticoli e nei campi di numerosi centri della provincia di Bari

Esse ricevono salari decurtati, anche in maniera palese attraverso i fogli di assunzione, senza che vengano attivati d’ufficio i controlli per comminare le previste sanzioni e la revoca dei benefici pubblici.

Senza l’intervento sanzionatorio e l’incremento dell’attività di controllo, chi pratica l’illegalità si convince di poter agire in assoluta impunità.

Le condizioni sopra richiamate per l’hinterland di Bari e nel sud-est barese sono anche presenti per altri versi nel nord barese dove si segnala una forte presenza, prevalentemente femminile, di immigrati clandestini e neo-comunitari, impiegati per le operazioni di raccolta,

Nel settore floricolo e nei magazzini ortofrutticoli della stessa provincia le lavoratrici subiscono le stesse condizioni già denunciate.

La grave e discriminatoria condizione che le imprese riservano alle donne lavoratrici, con l’appesantimento dello sfruttamento già perpetrato nei confronti degli uomini, viola le pari dignità e la stessa Costituzione della Repubblica Italiana.

Recenti segnalazioni, e in particolare una nota della Cgil provinciale di Bari e della Flai-Cgil provinciale di Bari, indirizzata al Ministero del Lavoro, al Ministero per le Pari Opportunità e a numerosi altri organi istituzionali, hanno denunciato con forza questa intollerabile situazione di illegalità e di sfruttamento che pesa sulle condizioni del lavoro agricolo nella provincia di Bari, ed esprimendo apprezzamento per l’impegno e l’attività legislativa Regionale e Nazionale, nonché per l’azione delle Forze dell’Ordine in questo ultimo anno, hanno richiamato la necessità di riprendere con forza e determinazione l’azione di contrasto e repressione delle illegalità nelle campagne, segnalando in particolare la persistenza di condizionamenti di carattere malavitoso nel mondo del lavoro e dell’impresa.


Se si ritenga di intervenire per rafforzare l’azione di controllo e di contrasto delle illegalità e per attivare una profonda indagine sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori nelle campagne della Puglia e della Provincia di Bari.


Alba Sasso

Giuseppina Servodio

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