Home
Cosa è la Telestreet?
Le altre Telestreet
Video
Articoli
Quartieri
Idee e progetti
Foto Gallery
Foto Gallery 2
Foto Gallery 3
Contattaci
Firma il Guestbook
Hanno scritto di noi...
About this site
Link
http://www.forexexchange.it
http://it.forexfloor.com/
Ultimi inserimenti


Ti è piaciuto qualcosa? Dona un'euro alla Telestreet!
sabato, 04 febbraio 2012 18:07
Home arrow Articoli arrow SEZIONE Articoli arrow La TV di Strada di Gaeta riapre le trasmissioni libere
La TV di Strada di Gaeta riapre le trasmissioni libere Stampa E-mail
Scritto da Luca Di Ciaccio   
mercoledì, 08 agosto 2007 01:03

La sbornia di Tmo e il risveglio dal mese di buio
La telestreet gaetana ha riacceso il segnale dopo bufere elettorali e denunce. Tanti la odiano ma poi nessuno può farne a meno.
Gaeta: Il risveglio di Tmo dopo un mese di buio e schermi grigi assomiglia al risveglio dell'ubriaco dopo una serata di troppe baldorie. Gli occhi strabuzzati, la bocca impastata, senza pentimenti e rimorsi, eppur bisogna andar. Così anche gli orlandones parevano tutti più quieti e riflessivi nel loro ritorno il video, la sera di venerdì 3 agosto, ricondotti a una ragionevolezza super partes, a una professionalità più accorta dopo i botti e le turbolenze degli ultimi tempi.
Tutta un'altra atmosfera rispetto alla bollente serata del 27 giugno scorso, vero epilogo di una campagna elettorale modulata come un grido di battaglia, ufficialmente già conclusa da un paio di settimane con la vittoria del civico Raimondi ma ancora in grado di infuocare gli animi cittadini. Quella sera Tmo annunciava, ancora una volta nella sua storia, la chiusura, l'oscuramento. E lo faceva con lo sguardo tirato della resa dei conti, con i toni concitati di chi non ha nulla da perdere oppure di chi ha vinto troppo, proclamando un'intifada di sassi virtuali "come palestinesi in cerca di una patria".

Tele Monte Orlando, dopo cinque anni, quattromila cittadini associati, milioni di immagini trasmesse si eclissava tra i tuoni e i fulmini di una politica ridotta all'isteria e di un volontariato che cominciava a sfiorare il narcisismo. E proprio mentre il suo fondatore Antonio Ciano vinceva le elezioni e si insediava sulla poltrona di assessore al Demanio. E proprio mentre il forzista Capitan Magliozzi continuava a inveire e minacciare per telefono, ma stavolta non più nelle vesti di sindaco. E proprio mentre le porte di parlamenti e ministeri si spalancavano ai telestreettari gaetani e un emendamento "legalizzatore", seppure lacunoso, si avviava a essere inserito nella legge Gentiloni. E insomma proprio nel momento in cui poteva scattare l'applauso liberatorio - una città rinnovata e fiera stretta intorno al suo drappello di mediattivisti senza macchia - ecco che, zac!, i nodi vengono al pettine e tutto collassa su se stesso. Pure il mitico furgoncino Fiorino di Ciano, autentica icona dei nostri tempi paesani, si scassa definitivamente e lui rimane a piedi. Brutti segni. Mentre una denuncia e un invito della polizia postale a smantellare le antenne dalla postazione privata presso cui erano ospitate obbligano l'emittente allo spegnimento. Addio alle armi per Tmo, insomma, almeno per un po'. "Così almeno la finite di spararvi addosso" gli scrive l'anonimo Lince sul sito Telefree. Ma il problema vero non è l'antenna. Le antenne di Tmo infatti diventano il fantasma eccitato di una città, tutti chiedono dove saranno, offrono case, terrazze e terreni per ospitarle, e c'è chi sussurra che alla fine abbiano trovato rifugio in uno dei tanti anfratti extraterritoriali del Monte Orlando: sulla cima del faro oppure tra i monaci della Santissima Trinità oppure addirittura nella base degli americani. Ma il problema vero, al di là delle antenne che ora hanno ricominciato a emettere il fatidico segnale, è un altro. E investe il rapporto della telestreet gaetana con la sua audience cittadina.

Come ha scritto la giornalista Sandra Cervone: "Tmo non è né di Ciano né di Lombardi, né di nessuno. E' di Gaeta. Anzi è Gaeta, con le contraddizioni, le ingenuità, gli errori, i moti d'orgoglio, le abbuffate di parole ed i forzati silenzi. Ed anche i veleni, le frecciate, i sorrisetti, le lacrime". Ricordando che tutti hanno usufruito dell'ospitalità di Tmo nei suoi anni di vita, che non possono essere ridotti solo ai due mesi burrascosi di campagna elettorale. Tmo è stata e sarà tante alte cose oltre la politica, oltre i conti di un'elezione. E' la politica che a volte ubriaca come una vodka chi la maneggia. L'esperienza di Tmo è quella descritta nelle parole di Benedetto Crocco, new entry della redazione: "Sguardi in movimento pronti a riflettere ogni aspetto e fenomeno sociale di Gaeta, lasciando il giudizio ultimo soprattutto agli spettatori. E la possibilità di esprimere questi giudizi o quant'altro concessa, sempre in video, a chiunque. Tutto questo senza dover rispondere a padroni o marchi commerciali di sorta, sfruttando invece le briciole di spazio lasciate dagli autoritari divoratori dell'etere". Ma giocare centravanti non è facile. Tanto più quando si diventa la star della squadra del paese. Provateci voi a conquistare antenne e cuori di una città partendo da un trasmettitore ronzante nel tinello e una telecamerina da cento euro. Provateci voi a sparare contro Garibaldi e contro il sindaco, contro il governo e contro il demanio. Provateci voi a organizzare dirette coi politicanti di paese, a non perdere la calma, a non cedere quando alzano il prezzo per avere un favore, a resistere quando si vendicano sputtanandovi. Provateci voi a raccontare le delibere comunali e far vedere i consigli in diretta, che prima nessuno sapeva dove stessero di casa. Provateci voi a farvi finanziare solo da un conto corrente pubblico, a rifiutare la pubblicità, a imbarcarvi in quell'impresa disperata delle telestreet, perché la gente la sera accende ancora la vecchia scatola, mica Youtube. Gli orlandones, guidati dal genio istintivo del Masaniello diventato Assessore, ce l'hanno fatta. Si gioca per vincere e tuttavia - come cantava De Gregori - chi vince è perduto.

Il periodo di buio potrebbe avere persino giovato a una Tmo che non può più essere la stessa. "Ad osservare e fare esperienza d'orecchie. Poi gli occhi, appena riaperti, potranno meglio guardare" ha scritto la Cervone. Ora gli orlandones dichiarano: "Niente Tmo per Ciano, ora farà solo l'assessore e qui su Tmo potremo criticare anche lui, come tutti". Giusto: il suo conflitto di interessi sarebbe quasi imbarazzante. Quelli di Tmo camminano sul filo. Ma c'è da credergli. Non devono atteggiarsi a primi della classe, gli basti contare sul loro sguardo, sui loro tele-obiettivi. Si può essere "politici" senza essere irreggimentati in uno dei tanti intruppamenti. Ricomincino a rispondere a chi li critica come facevano prima: senza accusarli di tradimento o eresia, ma semplicemente dicendo "prendi una telecamera, e vieni anche tu a fare le cose". Perché tanti dicono di odiare o malsopportare il faccione degli orlandones che mettono il sale sulla coda dello stanco paesone gaetano. E però, poi, restano gli unici reporter così scombussolati, e dunque così geniali, che vengono davvero odiati solo quando spengono il segnale della loro tv, e quando neanche quelli che dicono di odiarli allora ci si possono più specchiare dentro.


[
www.ludik.it/tmowatch]

di: Luca Di Ciaccio
Webmaster by Mikelee gennaio 2006. Mambo è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL
porno izle porn izle porno izle porn izle