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Il documentario merita la sala Stampa E-mail
Scritto da Silvana Silvestri   
giovedì, 27 settembre 2007 13:40
Salina Doc Fest
Il documentario merita la sala
Silvana Silvestri

Se il cinema italiano lascia dubbiosi, il documentario è un prodotto di eccellenza e, visto che non si può vedere nelle sale, lo si porta direttamente al giudizio pubblico: ultimo nato il «Salina Doc Fest», festival del documentario narrativo diretto dalla regista Giovanna Taviani ha stupito gli isolani per la forza dei film in programma, in un luogo dove non esiste neanche una sala in nessuno dei tre comuni (ma ne è stata attivata una eccellente nel centro congressi di Malfa): la giuria del luogo che avrebbe dovuto giudicare un programma specifico di classici «Documentiamoci», ha chiesto e ottenuto di poter assegnare un premio anche ai film in concorso (ci sono i nomi più interessanti, da Amenta a Marcello Pietro, da Savona a Lara Rastelli). E proprio il bel film di Stefano Savona, Primavera in Kurdistan ha suscitato lo stupore del pubblico entrato nel vivo di argomenti complessi: «Come mai ci ha fatto capire più questo film che non dà neanche troppe informazioni, sul dramma dei curdi, piuttosto che pagine e pagine dei giornali o tanti servizi televisivi?» si è chiesto qualcuno.
«Siamo stati travolti da questo successo inaspettato, dice Giovanna Taviani, intanto perchè il documentario è un genere non così facile, invece il pubblico dei tre comuni dell'isola che ha partecipato numerosissimo, li ha visti tutti. Questo significa che un pubblico esiste per il documentario. Ci sono i turisti stranieri che vivono a Salina per molti mesi all'anno, ma ci sono anche gli abitanti del posto che vengono al festival, come Santino di Lingua che ha un ristorante e lo ha praticamente abbandonato per immergersi nell'intero programma. Un'altra cosa bella che ci ha detto la gente ringraziandoci per questa opportunità è che uscendo dalle sale vedono Salina con occhi diversi da prima. Il fatto di avere organizzato incontri con gli autori è stato molto stimolante». Come reagisce il pubblico alle tematiche dei lavori presentati? «Abbiamo presentato ieri sera La nave fantasma di Renato Sarti con Bebo Storti dal testo di Giovanni Maria Bellu, molto politico, in un luogo non certo di sinistra, ma il pubblico ha reagito molto bene». Sappiamo che dovrebbe uscire una proposta dal festival: «Da queste giornate mi piacerebbe far uscire un appello rivolto al ministero dei beni culturali (visto che Rutelli ci ha mandato una bella videolettera di saluto e sostegno), per istituire «la giornata del documentario» cioè la disponibilità delle sale più importanti a proiettare documentari con una cadenza che potrebbe essere una volta o due al mese». Intanto si raccoglieranno le firme dei registi presenti, intellettuali, scrittori e sostenitori dell'iniziativa, poi si presneterà la richiesta ufficiale nel corso della giornata (6 ottobre) che Doc/it dedica al documentario al Palladium a Roma. Oggi, giornata conclusiva, in programma al «Salina Doc Fest» reperti di memoria su Vittorio De Seta (Lu tempo te li pisci spata, Isole di fuoco, Contadini del mare), Agostino Ferrente con l'Orchestra di piazza Vittorio, premio a Roberto Saviano e le premiazioni finali.

Fonte. il Manifesto del 23 sett.2007 p.15
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