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Documentario: Il "Libero Bizzarri" in prima linea. Premiato Luigi Di Gianni, regista del Sud Stampa E-mail
Scritto da Silvana Silvestri   
mercoledì, 03 ottobre 2007 18:49
Documentario
Il «Libero Bizzarri» in prima linea
s.s.

Si è chiusa la quattordicesima edizione del «Libero Bizzarri» (22 - 29 settembre), la prestigiosa rassegna del documentario con la premiazione a Pirrera di Piero Messina, basato su testimonianze di ex minatori delle zolfare siciliane, un film che fa emergere il confronto tra l'Italia di ieri e quella di oggi. Secondo premio a Centravanti nato di Gian Claudio Guiducci, biografia di Carlo Petrini, il calciatore degli anni settanta che ha svelato i retroscena del calcio nel suo libro «Nel fango del pallone». Altri premi a Paolo Muran, Liliana Ginanneschi, Giovanna Taviani. E gli annunciati premi alla carriera a Florestano Vancini, Fernando Birri, Luigi Di Gianni, alle trasmissioni «Ballarò», «Linea blu» e «Hollywood Party», a Sergio Zavoli per il giornalismo televisivo. È stato inoltre proiettato integralmente Mare nostrum di Stefano Mencherini autoprodotto nel 2003 e mai trasmesso integralmente da nessuna televisione italiana, un film sui diritti negati agli stranieri che attraverso le denunce dei migranti mette in luce l'inefficacia delle politiche sull'immigrazione. Piuttosto in prima linea nell'affrontare anche la difesa dei diritti dei documentaristi, il «Libero Bizzarri» ha affrontato nel forum «Servizio pubblico radiotelevisivo: la realtà negata» problemi come lo scarso spazio concesso ai documentari d'inchiesta, con la partecipazione del direttore artistico della rassegna Gualtiero De Santi, dei giornalisti Stefano Mencherini, Paolo Serbandini, Gabriella Gallozzi e Beppe Cremagnani, il regista Michele Citoni e Renato Nicolini. Dall'incontro è nata l'iniziativa di Gualtiero De Santi di una videoproposta da inoltrare ai vertici Rai finalizzata a un laboratorio di documentario e inchiesta sociale in Rai. Rassegna con vari percorsi tematici, segnaliamo in particolare quello dedicato a trent'anni dalla legge Basaglia con la proiezione di un film ancora clamoroso, Matti da slegare e la presenza di Silvano Agosti: «A proposito di questa legge, ha detto, si possono fare due considerazioni: la prima è che come ogni legge in questo paese, non è stata ancora applicata, perlomeno nell'interezza della sua concezione. La seconda è che la legge, sia pure traballando, ha resistito per trent'anni e neppure i recenti e goffi tentativi di neutralizzarla hanno potuto sopprimerla».

Fonte: il Manifesto del 2 ott. 2007 p.15
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