Home
Cosa è la Telestreet?
Le altre Telestreet
Video
Articoli
Quartieri
Idee e progetti
Foto Gallery
Foto Gallery 2
Foto Gallery 3
Contattaci
Firma il Guestbook
Hanno scritto di noi...
About this site
Link
http://www.forexexchange.it
http://it.forexfloor.com/
Ultimi inserimenti


Ti è piaciuto qualcosa? Dona un'euro alla Telestreet!
martedì, 07 febbraio 2012 14:54
Home arrow Articoli arrow SEZIONE: Cinema arrow La Memoria del giovane Benedetto Petrone,dimenticata dall'Assessore alla Cultura di Bari ...
La Memoria del giovane Benedetto Petrone,dimenticata dall'Assessore alla Cultura di Bari ... Stampa E-mail
Scritto da Francesco Lopez   
lunedì, 15 ottobre 2007 18:16
Riceviamo e pubblichiamo la lettera del regista Francesco Lopez,
fondatore della OZ Film per la produzione cinetelevisiva, realtà
creativa importante per Bari.
gruppo telestreetbari


 Gentile Sindaco e gentile Assessore alla Cultura della città di Bari,
vorrei raccontarvi una storia:

Quando Benedetto Petrone lottava insieme ad altri suoi compagni della 
città vecchia per dare alla sua gente e alla sua generazione 
un’opportunità, aveva subodorato, inconsapevolmente, che la stessa 
ricerca di quelle opportunità significava sconvolgere un’epoca. Era 
poco prima del 1977 e verso la barivecchia era in atto il secondo 
grande tentativo di sfollamento per farne, quello che sarà chiamto 
dopo, il borgo antico.

Quel ragazzo della città vecchia non era un intellettuale, un eroe, 
né un leader.
Era protagonista della sua epoca e meravigliandosi di quei nuovi 
processi mentali che lo stavano possedendo, metteva in discussione il 
suo status, le sue regole, dandosi così un’opportunità.

Se qualcosa è stato negato a quella generazione, è stato negato anche 
a noi, perché la nostra libertà oggi, le opportunità che noi abbiamo, 
sono il risultato anche di quelle lotte, di quei avvenimenti.

A Petrone è stato negato tutto in una sola notte, in Piazza 
Prefettura, al centro della città, in un nero lunedì. Gli è stato 
negato il diritto di sbagliare, di migliorare, di meravigliare e di 
meravigliarsi, di portare a termine, fino in fondo, la propria vita. 
Gli è stato negato tutto questo con una sola coltellata, ma lo stesso 
è accaduto al suo omicida, Pino Piccolo, un altro giovane, fascista. 
A lui è stata negata quell’oscura solidarietà che prima lo aveva 
esonerato dalla giustizia, con una lunga latitanza in Germania, ma 
che dopo, all’arresto, abbandonato da tutti, lo ha precipitato in 
quella solitudine da condannato che lo porterà al suicidio.

E’ la storia di due personaggi, di una generazione, che racconta di 
una città intera, e non una città qualsiasi.

Bari è la città che negli anni ’70 non ha conosciuto il terrorismo, 
pur avendo primati nazionali dalla rivolta degli edili alle lotte 
studentesche, pur essendo la città dove si è formato Moro; da dove è 
nata la scuola di Tatarella, ecc.

Due anni fa ci fu garantito, con grande entusiasmo, il vostro pieno 
sostegno per la realizzazione di un documentario sulla storia di 
questa città tra il 1962 e il 1977 e su Benedetto Petrone, ma ad oggi 
nulla è accaduto.  Ogni anno abbiamo atteso e ad ogni bilancio ci è 
stato chiesto di aspettare quello successivo.

Clima da ’73. come quando le domande dei figli apparivano una cosa 
estranea; quando la strada del conflitto era mascherata da quella 
delle opportunità. Oggi, a  meno di due mesi dal trentennale della 
morte di Benny, la stessa città di Bari non garantisce l’opportunità 
di raccontare la sua storia attraverso la vicenda di Petrone e di 
Piccolo.

Non è certo compito di finanziatori privati questo, di singoli 
produttori, non lo è perché la memoria non è commercializzabile. Ed 
oggi, tutto questo cambiamento mi appare come acqua nebulizzata da 
splendide pompe su un lustroso lungomare da antichi fasti.

E allora qualcuno investe le proprie energie, le proprie cartucce, in 
un lavoro che, grazie a Regione e Provincia, fino ad ora è andato 
avanti. Investe nel dovere morale di chi fino ad ora ha partecipato, 
ma aspetta i rinforzi invano e si trova solo in quella piazza, di 
notte, con uno squadrone di problemi incappucciati di fronte; così fu 
per Petrone.

Viene negata l’occasione di realizzare un documento sugli anni ’70 a 
Bari. E’ negato il confronto con una generazione che possa, 
finalmente, raccontare senza nostalgie, ciò che non ha raccontato ai 
propri figli, affabulando sui propri errori, tramandando intuizioni, 
parlando dei limiti e delle chiavi di lettura da applicare. Viene 
negato il tentativo di comunicare la possibilità che una ricerca di 
opportunità possa esistere.

Viene negato l’indispensabile supporto finanziario per una ricerca 
storica, per la ricostruzione di un racconto, per l’acquisizione dei 
diritti d’immagine di un repertorio che forse- ad oggi - non 
interessa più a nessuno rispolverare.

Petrone, giovane barese, barivecchiano, sognava non solo un mondo 
migliore ma che la propria vita fosse migliore. E non è stato così.

Noi sogniamo tante cose, ma soprattutto di avere le opportunità di 
raccontare.

Memoria di una generazione uscirà probabilmente nella primavera del 
2008, se il nostro lavoro ed il rigore morale di tutti noi, insieme 
ad altri sostenitori, ce ne daranno l’opportunità.

La città, il prossimo 28 novembre, trentennale della morte di 
Benedetto Petrone, potrebbe perdere la sua di opportunità.

Francesco Lopez 

www.bennyvive.it

L'articolo è apparso anche sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 15 ottobre 2007 con il titolo "Faremo lo stesso il film
anche senza il Comune".

 
Gentile Sindaco e gentile Assessore alla Cultura della città di Bari, vorrei raccontarvi una storia:  Quando Benedetto Petrone lottava insieme ad altri suoi compagni della   città vecchia per dare alla sua gente e alla sua generazione   un’opportunità, aveva subodorato, inconsapevolmente, che la stessa   ricerca di quelle opportunità significava sconvolgere un’epoca. Era   poco prima del 1977 e verso la barivecchia era in atto il secondo   grande tentativo di sfollamento per farne, quelo che sarà chiamto   dopo, il borgo antico.  Quel ragazzo della città vecchia non era un intellettuale, un eroe,   né un leader Era protagonista della sua epoca e meravigliandosi di quei nuovi   processi mentali che lo stavano possedendo, metteva in discussione il   suo status, le sue regole, dandosi così un’opportunità.  Se qualcosa è stato negato a quella generazione, è stato negato anche   a noi, perché la nostra libertà oggi, le opportunità che noi abbiamo,   sono il risultato anche di quelle lotte, di quei avvenimenti.  A Petrone è stato negato tutto in una sola notte, in Piazza   Prefettura, al centro della città, in un nero lunedì. Gli è stato   negato il diritto di sbagliare, di migliorare, di meravigliare e di   meravigliarsi, di portare a termine, fino in fondo, la propria vita.   Gli è stato negato tutto questo con una sola coltellata, ma lo stesso   è accaduto al suo omicida, Pino Piccolo, un altro giovane, fascista.   A lui è stata negata quell’oscura solidarietà che prima lo aveva   esonerato dalla giustizia, con una lunga latitanza in Germania, ma   che dopo, all’arresto, abbandonato da tutti, lo ha precipitato in   quella solitudine da condannato che lo porterà al suicidio.  E’ la storia di due personaggi, di una generazione, che racconta di   una città intera, e non una città qualsiasi.  Bari è la città che negli anni ’70 non ha conosciuto il terrorismo,   pur avendo primati nazionali dalla rivolta degli edili alle lotte   studentesche, pur essendo la città dove si è formato Moro; da dove è   nata la scuola di Tatarella, ecc.  Due anni fa ci fu garantito, con grande entusiasmo, il vostro pieno   sostegno per la realizzazione di un documentario sulla storia di   questa città tra il 1962 e il 1977 e su Benedetto Petrone, ma ad oggi   nulla è accaduto.  Ogni anno abbiamo atteso e ad ogni bilancio ci è   stato chiesto di aspettare quello successivo.  Clima da ’73. come quando le domande dei figli apparivano una cosa   estranea; quando la strada del conflitto era mascherata da quella   delle opportunità. Oggi, a  meno di due mesi dal trentennale della   morte di Benny, la stessa città di Bari non garantisce l’opportunità   di raccontare la sua storia attraverso la vicenda di Petrone e di   Piccolo.  Non è certo compito di finanziatori privati questo, di singoli   produttori, non lo è perché la memoria non è commercializzabile. Ed   oggi, tutto questo cambiamento mi appare come acqua nebulizzata da   splendide pompe su un lustroso lungomare da antichi fasti.  E allora qualcuno investe le proprie energie, le proprie cartucce, in   un lavoro che, grazie a Regione e Provincia, fino ad ora è andato   avanti. Investe nel dovere morale di chi fino ad ora ha partecipato,   ma aspetta i rinforzi invano e si trova solo in quella piazza, di   notte, con uno squadrone di problemi incappucciati di fronte; così fu   per Petrone.  Viene negata l’occasione di realizzare un documento sugli anni ’70 a   Bari. E’ negato il confronto con una generazione che possa,   finalmente, raccontare senza nostalgie, ciò che non ha raccontato ai   propri figli, affabulando sui propri errori, tramandando intuizioni,   parlando dei limiti e delle chiavi di lettura da applicare. Viene   negato il tentativo di comunicare la possibilità che una ricerca di   opportunità possa esistere.  Viene negato l’indispensabile supporto finanziario per una ricerca   storica, per la ricostruzione di un racconto, per l’acquisizione dei   diritti d’immagine di un repertorio che forse- ad oggi - non   interessa più a nessuno rispolverare.  Petrone, giovane barese, barivecchiano, sognava non solo un mondo   migliore ma che la propria vita fosse migliore. E non è stato così.  Noi sogniamo tante cose, ma soprattutto di avere le opportunità di   raccontare.  Memoria di una generazione uscirà probabilmente nella primavera del   2008, se il nostro lavoro ed il rigore morale di tutti noi, insieme   ad altri sostenitori, ce ne daranno l’opportunità.  La città, il prossimo 28 novembre, trentennale della morte di   Benedetto Petrone, potrebbe perdere la sua di opportunità.  www.bennyvive.it   
Webmaster by Mikelee gennaio 2006. Mambo è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL
porno izle porn izle porno izle porn izle