| | AGENDA: 2 novembre 1906. Nascita di Luchino Visconti………3 films L’Eredità Lubitsch…………………. 3 films
PERCORSI: * Cinema dell’URSS e post sovietico……………………………….9 films * LATINOAMERICA: Cuba, Argentina, Rep. Dominicana, Colombia.............................7 films * Vento dell’Asia..............................................................................3 films * Cinema Italiano...........................................................................12 films * Cinema Spagnolo.........................................................................6 films * Cinema Tedesco……………………………………………………..4 films * Cinema Francese…………………………………………………...12 films * Cinema Inglese……………………………………………………….5 films * Cinema USA tra Artificio e Riscatto………………………………...7 films * Cinema Ungherese…………………………………………………..1 film
REGISTI: Fernando Arrabal……………………………………………………….2 films Luigi Comencini…………………………………………………………3 films
DOCUMENTARI……………………………………………………….. 8
Serata Speciale in occasione del 32° Anniversario GRAUCO. Curatore: Sebastiano Gernone Incontro con Luigi Di Gianni, Documentarista Premio Nazionale del Documentario 2007 “Libero Bizzarri” alla Carriera.
* GIOVEDI 1. CHIUSO
* VENERDI 2. Agenda 2-XI-1906 nasce Luchino Visconti
Ore 17.00 – BELLISSIMA, di Luchino Visconti, 1951, (110’) Cast: Anna Magnani (qui a 43 anni), Walter Chiari (28 anni), Tina Apicella (la bambina), Gastone Renzetti. Sceneggiatura: Cesare Zavattini, Suso Cecchi D’Amico, Francesco Rossi. Foto: Piero Portalupi. Maddalena, moglie di un operaio, cerca di far entrare la sua piccola figlia nei provini di Cinecittà. Cieca a tutto quello che non serva al suo scopo: dare alla figlia quello che lei non ha potuto avere. A Cinecittà le si avvicina il giovane Alberto che traffica nell’ambiente delle comparse cercando di ricavarne denari in cambio di speranze. Uno dei momenti più alti della Magnani. Con una splendida sceneggiatura.
Ore 19.00 – LE NOTTI BIANCHE, di Luchino Visconti 1957 (105’) Cast: Marcello Mastroianni (33 anni), Maria Schell (31), Jean Marais (44), Clara Calamai (42). Tratto dal romanzo di Fedor Dostoievskj, che ha avuto altre 4 versioni. Film molto suggestivo con Fotografia in B/N di Giuseppe Rotunno, Musiche di Nino Rota, Sceneggiatura di Suso Cecchi d’Amico e splendide scene, giustamente premiate con il *Nastro d’Argento.
Ore 21.00 – MORTE A VENEZIA, di Luchino Visconti, 1971, (125’) Cast: Dirk Bogarde, Björn Andresen, Silvana Mangano, Nora Ricci, Romolo Valli. Dal romanzo di Thomas Mann (1911) “Der Ted in Venedig”. Sceneggiatura: Visconti e Badalucco. Foto: Pasqualino De Santis. Musica: da Gustav Mahler: Terza e Quinta Sinfonia. Il professore Aschenbach arriva a Venezia alla ricerca di un po’ di solitudine che lo aiuti a placare il suo spirito angosciato. Tra gli ospiti del Lido c’è un bellissimo giovane polacco con il quale scambia significativi e ambigui sguardi. Tutto qua. I piani di Aschenbach si dissolvono nella nebbia. La sua vita sembra dipendere dalla visione di quel ragazzo. Poco a poco Venezia si va svuotando celando nell’omertà una pestilenza che ha decimato già varie vite. Aschenbach non farà più ritorno in Germania.
* SABATO 3. Percorsi del Cinema dell’URSS
Ore 17.00 - ALEKSANDR NEVSKIJ, di Sergheij Ejzenstein, 1938 (95’) v.o.sott.ital. Cast: Nikolaj Cerkassov (A. Nevskij), Aleksandr Abrikosov (Gabrilo), Varvara Massalitinova (Amelfa), Vera Ivasheva (Olga). Fotografia: ***Eduard Tissè (1897-1961), fotografo di quasi tutti i film di Ejzenstein, unisce il suo nome a quello del grande regista sovietico per il quale ha realizzato non solo i suoi lavori migliori che gli sono valsi un posto irraggiungibile per quelli della sua generazione. La sua tecnica, la sua sensibilità visiva hanno influenzato enormemente l’immagine quando il cinema era considerato “Arte”.
Ore 19.00 - BRILLA, BRILLA STELLA MIA, di Aleksandr Mittà, 1970 (95’) v.o. russa sott.ital. Cast: Oleg Tabakov (Iskemas), Elena Proklova (Krysja), Leonid Kuravlov (Serdjuk). Un villaggio del Sud durante i giorni della Guerra Civile. Prima l’occupazione rossa poi quella bianca. I contadini cercano di adattarsi. Nel paese arriva Iskemas, un teatrante ambulante, con il suo carretto e altre poche cose. Iskemas, però, vorrebbe con il teatro contribuire ad “aprire le coscienze”. Una giovane contadina si unisce a lui per aiutarlo, ma ha paura della repressione bianca che cerca non solo i fuggitivi rossi ma anche chi li copre o li nasconde. Uno di questi è Iskemas. Il decennio degli anni 70 comincia bene: questo fu eletto *Miglior Film dell’Anno.
Ore 21.00 - L’ALBERO DEI DESIDERI, Derivo Zhelanija, di T.Abuladze, 1977 (105’) sott.ital. Cast: Sofiko Ciaureli (Fufala*), Lila Kautaradze (Marita), Kote Daushvili (Cicikovi). Premi: Festival di Teheran* Regia, David di Donatello *Oscar Miglior Film Straniero *Gran Premio della Critica Internazionale, FIPRESCI. Un piccolo villaggio del Caucaso alle soglie della Rivoluzione che va marcando la fine della vita patriarcale. Humour canzonatorio, grazia naif e una poesia ruvida, non ricercata. Personaggi della Georgia rurale stravaganti, sognatori, che vivono quasi in un presente irreale evadendo in un futuro utopico. Un film indimenticabile, da non perdere!
* DOMENICA 4. Percorsi: Vento dell’Asia
Ore 17.00 – MENO DELLA POLVERE, The Beautiful Country, di Hans Petter Moland, 2004 (120’), audio inglese, vietnamita, sott.italiani Cast: Damien Nguyen (Binh), Nick Nolte (Steve), Bay Ling (Ling), Mai thi Hoa (Wa). Conosciuto anche con il titolo inglese “The Beautiful Country”. Il giovane Binh è un bui doi (trad. meno della polvere), figlio di una vietnamita e di un soldato USA. Alla fine della guerra questi ragazzi “bastardi” non hanno nessun diritto e vengono affidati ad altri che ne faranno un uso disumano. Nel 1990 Binh compie 20 anni e vuole conoscere suo padre: il padre “americano”. Vivrà un’Odissea che si ripete anche oggi. Splendida sceneggiatura. Tutto raccontato senza retorica. Tra i produttori, Terence Malick.
Ore 19.00 – LA GUERRA DEI FIORI ROSSI, di Zhang Yuan, 2006 (90’), Cina, vers. orig. sott. it. Dal romanzo Wang Shuo “Potrebbe essere bello”. Foto: Yan Tao. Cina, intorno agli anni 50. Nell’asilo il comportamento dei bambini viene premiato con un fiore rosso di carta. Non meritarlo è vissuto come fortemente disonorevole. Certo, ci sono delle regole da seguire per ottenere il Premio. Ma c’è un bambino, Qiang, che non ne vuole sapere né di fiori, né di quelle mostruose maestre. Un piccolo delizioso film con la sua trasparente (e sempre scomoda) metafora, tanto cara al cinema orientale.
Ore 21.00 – MEMORIES OF MURDER, di Bong, Joon-ho, 2003 (130’), Korea, v.o.sott.it. Cast: Song Kan-ho (detective Park), Kim,Sang-Kyung (detective Seo), Kim Roe-ha (Jo), Song Jae-ho (sergente Shim). Cronaca di un fatto reale. Dal libro di Kim Gwang-rim: Cronaca di un assassinio. Uno dei film più premiati del Nuovo Cinema Koreano. *S. Sebastian. *Regia. *Fipresci. *New Directors. *Torino Fest Premio del pubblico. *Korea 2003 *Miglior film. *Regia. *Interpreti. Tokio Fest *Miglior film Asiatico. Cognac 2004 *Grand Prix. Nel 1986 fece scalpore l’assassinio di una giovane donna nella periferia di Seoul. Del caso si sono occupati due detectives divisi da metodi investigativi totalmente opposti. Nei 5 anni successivi i crimini diventarono 10, sempre donne, la più giovane di 13 anni, la più anziana di 73. Bong racconta i fatti con un linguaggio avvincente che merita tutti i premi ricevuti.
* LUNEDI 5. Percorso Latinoamericano: CUBA
Ore 19.00 – LAS DOCE SILLAS, di Tomás Gutierrez Alea, 1962, (95’), Cuba, v.o. sott.it. Cast: Enrique Santisteban (Hypolito), Reinaldo Miravalles (Oscar), René Sanchez (il prete). Dal romanzo satirico di Ilja Ili ed Eugene Petrou. *Diploma d’onore al Mosca Fest. *Premio della critica cubana. La sceneggiatura cubana di Alea e Ugo Ulive trasloca l’azione alla Habana e ne fa certo una lettura con forti connotati satirico-sociali tipico del cinema post rivoluzionario. In una delle 12 sedie, appartenenti a una vecchia signora, che sono andate a finire chissà dove, c’è nascosto un vero tesoro in diamanti che appartenevano alla famiglia. La caccia, balorda, stupida, guidata solo dall’avidità, di coloro che vogliono mettere le mani addosso ai diamanti dà luogo a mostrare quella parte dell’animo umano che nel momento più fulgido dell’utopia cubana si pensava non solo di denunciare, ma di estirpare dalla nuova società. (Mel Brook ne ha fatto anche lui la sua versione nel 1970, ma rispettando la vera ambientazione russa).
Ore 21.00 – LAS AVENTURAS DE JUAN QUINQUIN, di Julio Garcia Espinosa, 1967 (105’), Cuba, v.o.sott.it. Cast: Julio Martinez, Edwin Fernandez, Adelaida Raymat. Dal racconto di Samuel Feijoo Juan Quinquin en el Pueblo Mocho. Uno dei films mitici degli anni 60 cubani, multipremiato per ogni dove è riuscito a presentarsi (cosa non facile). Quinquin è ormai un personaggio archetipo del folklore cubano. Contadino sveglio e ardito, non indietreggia davanti a nessuna contrarietà e come queste si presentano una dietro l’altra lui va collezionando le sue avventure.
* MARTEDI 6. Percorso Cinema USA tra Artificio e Riscatto
Ore 19.00 – BOUND FOR GLORY, Questa terra è la mia terra, di Hal Ashby, 1976 (142’), v.o.sott.it Cast: David Carradine (nel ruolo di Woody Guthrie), Melinda Dillon, Ronny Cox, Randy Quaid. Foto del grande Haskell Wexler *Premio Oscar. La canzone Bound for glory diventa anche la colonna sonora del film, vincendo anch’essa un *Oscar. Tratto dall’autobiografia di Woody Guthrie, un cantautore mitico dei tempi della Grande Depressione, dal quale sono nati Joan Baez e Bob Dylan e decine e decine di cantautori e folksingers degli anni 60 e 70. Un film filologico. Imperdibile proprio per questo.
Ore 21.00 - QUANDO L’AMORE BRUCIA L’ANIMA, Walk the line, di J. Mangold, 2005 (130’) v.o.sott.ital. Cast: Joaquín Phoenix (Johnny Cash), Reese Witherspoon (June Carter), Tyler Hilton (Elvis Presley), Waylon Mallow Payne (Jerry Lee Lewis). * Oscar e *Golden Globe agli Interpreti. Il film racconta l’incontro tra Johnny Cash e la cantante June Carter sullo sfondo dell’America dell’Arkansas, dal dopoguerra all’età del Rock. Senz’altro il miglior lavoro di Mangold e uno dei più riusciti Biopics degli ultimi anni.
*** MERCOLEDI 7 Novembre 2007. OGGI, IL GRAUCO COMPIE 32 ANNI DI ATTIVITA’
32 anni fa, il 7.XI.1975, abbiamo dato forma al GRAUCO. Il nostro progetto era quello di assumerci le responsabilità culturali che ogni Gruppo di Base dovrebbe avere verso il sociale. Con il nostro cineclub abbiamo sempre voluto stimolare il frequentatore ad usufruire consapevolmente della lettura di un film scoprendone le varie implicazioni sociali che possono avere diversi criteri di approccio. Nella nostra scelta ci siamo considerati sempre dei militanti culturali, manovali che hanno lavorato con le proprie idee e le proprie mani (cinema, teatro, musica, laboratori e seminari, dialoghi d’indagine sociale, biblioteca, archivio films). E se oggi tutto questo lavoro viene misconosciuto proprio da chi dovrebbe appoggiarlo ci rimane sempre la consapevolezza di aver agito in questi 3 decenni al servizio della città, d’accordo con la nostra utopia, sempre in maniera indipendente e non venendo mai meno ai nostri presupposti etici.
Giornata Speciale in occasione del 32° anniversario GRAUCO INCONTRO CON LUIGI DI GIANNI, DOCUMENTARISTA
L’Antropologo Luigi Di Gianni, è stato il testimone di una realtà magica, quanto dolorosa, della nostra cultura popolare del Sud. Immagini che non solo plasmano quello che si vede ma che sembrano scavare nel profondo di ogni soggetto, del paesaggio, delle cose. Volti, gesti, atteggiamenti. Premio Nazionale del Documentario 2007 “Libero Bizzarri” alla Carriera. I Documenti sono di un enorme valore sociale. Il curatore della Presentazione, Sebastiano Gernone, ha selezionato 8 di questi documenti divisi in 2 parti. Tra la prima e la seconda incontreremo LUIGI DI GIANNI, oggi 82 anni, che dialogherà con noi sui suoi lavori.
Ore 19.30 – MAGIA LUCANA, di Luigi Di Gianni 1958 (19’) *** Venezia 1° Premio Doc. Consulenza Ernesto De Martino. Voce narrante: Arnoldo Foà. La sopravvivenza delle antiche forme magiche in Basilicata. NASCITA E MORTE NEL MERIDIONE, 1959 (10’) *Premio Senigallia. Nastro d’Argento. Nascita nel silenzio. San Cataldo, a 35 Km. da Potenza. Segnalato al Festival di Oberhausen. GRAZIA E NUMERI, 1962 (10’) *Premiato al Festival di Bergamo. Pratiche magiche napoletane. Culto delle Anime del Purgatorio. IL MALE DI SAN DONATO, 1965 (10’) Festa di San Donato, a Montesano, nel Salento. Rituali di petizione di grazia. VIAGGIO IN LUCANIA, 1965 (16’) Immagini tra Tradizione locale e denuncia sociale.
Ore 21.00 – DIALOGO CON IL REGISTA LUIGI DI GIANNI
A seguire: Seconda Parte LA POTENZA DEGLI SPIRITI, 1968 (19’) Alta Irpinia. Rituali di esorcismo. IL CULTO DELLE PIETRE, 1967 (14’) * Festival dei Popoli. Primo Premio. Raiano, paese della Marsica, nei pressi di Sulmona. Un antichissimo culto delle pietre nel sincretismo del culto di San Venanzio. DONNE DI BAGNARA, 1959 (10’) Bagnara, piccolo paese della provincia di Reggio Calabria. Le donne contro la corrosione della costa.
Direzione Artistica e Programmazione: Roberto Galve. Direzione Tecnica: Francesco De Bonis. Relazioni Pubbliche: Silvana Krieg. Collaborazione di Gestione: Rossella Lauretano, Giovanni Mereu, Maria Rosa Valli, Gianni Saponaro, Teresa Pagliarini, Velia Di Pietra, Stefania Fantigrossi, Sebastiano Gernone, Ada Nigrelli.
* GIOVEDI 8. Regista Fernando Arrabal
Ore 19.00 – ANDRO’ COME UN CAVALLO PAZZO, J’irai comme un cheval fou, di Fernando Arrabal, 1973 (90’), v.o.fr.sott.it. Cast: Emmanuelle Riva, Gorge Shannon, Hachemi Marzouk. Foto: Georges Brasky, Alain Thiollet, Ramón Suarez e Bernard Auroux. Arrabal è un esiliato spagnolo (nato nel 1932), residente in Francia, a Parigi, dove ha realizzato quasi tutta la sua opera: Teatro, pittura, scrittura. Un dissacratore per natura, oltre che per presa di coscienza. Quando ha girato questo film aveva 31 anni. Era nel pieno della sua energia creativa, della sua esuberanza rumorosa, aggressiva contro il nemico tipico degli anni 70: la borghesia avida, ipocrita e sterile. I suoi films non sono sempre di facile lettura, ma sono sempre godibili le sue metafore, le sue provocazioni tanto evidenti, i suoi simboli surreali.
Ore 21.00 – L’ALBERO DI GUERNICA, L’arbre de Guernica, di Fernando Arrabal, 1975, v.o.fr.sott.it. Cast: Mariangela Melato (Vandale), Ron Faber (Goya), Cosimo Cinieri (Rafaél). Foto: Ramón Suarez. La piccola cittadina di Guernica fu bombardata, dai nazisti complici di Franco, nell’aprile 1937. Annichilita la popolazione civile. Resta solo un albero che diventa un simbolo. Arrabal vuole fare cronaca, sempre fedele al suo stile, ci racconta la storia al limite del surrealismo, come il Buñuel degli inizi.
* VENERDI 9. Percorsi: Cinema Italiano
Ore 17,30 – ASSUNTA SPINA, di Mario Mattoli, 1947 (80’) Cast: Anna Magnani, Eduardo De Filippo, Titina De Filippo, Antonio Centa. Foto: Gabor Poqany. Dal dramma di Salvatore Di Giacomo (1909). Questo è il 23° film di Mattoli che, in 30 anni di lavoro, ne ha girato 66. Il dramma aveva già avuto una prima versione nel 1915 con Francesca Bertini e un’altra nel 1929 con Rina De Liguoro. Un personaggio ideale per la Magnani che lei ha ricamato con tutte le possibilità creative del suo temperamento.
Ore 19.00 – LA DONNA SCIMMIA, di Marco Ferreri, 1964 (90’) Cast: Annie Girardot, Ugo Tognazzi. Ferreri e Rafael Azcona avevano lavorato insieme in Spagna e Ferreri torna a far binomio con lui per soggetto e sceneggiatura. Lo humour caustico e crudele di Azcona ben si addice allo spirito di implacabile critica sociale di Ferreri. Film perseguitato dalla Censura fino allo spasimo. L’immagine della famiglia che ne viene fuori già non piaceva in quegli anni… Tognazzi sposa la donna pelosa… per farla diventare oggetto da baraccone!
Ore 21.00 – I SETTE PECCATI CAPITALI, di Autori Vari, 1951, copr. Italia-Francia (125’) * L’Avarizia, regia Eduardo De Filippo, con Isa Miranda * L’Ira, regia Eduardo De Filippo * La Superbia, regia Claude Autan-Larà, con Michelle Morgan * La Gola, regia Carlo Rim, con Henri Vidal * La Lussuria, regia Yves Allegrett, con Viviane Romance e Maurice Ronet * L’Invidia, regia Roberto Rossellini, con Andrèe De Bar * La Pigrizia, regia Jean Drèville, con Louis De Funes, Noel Noel
Collegamento degli episodi: regia Georges Lacombe, con Gerard Philipe
* SABATO 10. La Guerra
Ore 17.30 – L’INFANZIA DI IVAN. Ivanovo detstvo, di Andrei Tarkovski, 1962 (90’) v.o.sott.ital. Cast: Kolia Burijaev (Ivan), Valentin Zubkov (Holin), Nikolaj Grinko (Grjaznov). Dal racconto di Bogomolov “Ivan”. Fotografia Vadim Yusov*. Multipremiato: *Leone d’Oro a Venezia, *New York Premio Zelnick e altri 15 premi internazionali. Un piccolo film diventato Cult nella cinematografia degli Anni 60, che diede a Tarkovski l’inizio della sua fama internazionale.
Ore 19.00 – NON UCCIDERE. Tu ne tueras point, di C. Autant-Lara, 1961, Francia (120’) v.o.sott.ital. Cast: Laurent Terzieff, Suzanne Flon, Horst Frank. Soggetto Jean Aurenche. Foto Jacques Natteau. Canta: Charles Aznavour. Un obiettore rifiuta l’uniforme e di uccidere un altro, anche se nemico. Per questo viene imprigionato. Nel carcere conosce un seminarista tedesco che è stato costretto ad uccidere… Il film ebbe molte noie con la censura, non solo in Francia, ma anche in Jugoslavia (paese coproduttore) e in Italia, subì le ire del Vaticano.
Ore 21.00 – LA CADUTA. Der Untergangl, di Oliver Hrischbiegel, 2005, Germania/Austria (155’) v.o.sott.ital. Cast: Bruno Ganz (Hitler), Alexandra Lara (Trauld), Corina Harfouch (Magda Goebbels), Ulrich Matthei (Joseph Goebbels), Juliane Köhler (Eva Braun). Soggetto di Joachim Fest. Foto Rainer Klausmann. *Sceneggiatura Bernd Eichinger. Gli ultimi giorni di Hitler e di quelli che hanno deciso di seguirlo in questa sua ultima decisione. Trauld Junge, la sua segretaria, è sopravvissuta e il film deve molto alle sue memorie. Grande performance di Bruno Ganz.
* DOMENICA 11. Percorsi Cinema Europeo: Germania
Ore 17.00 - M. IL MOSTRO DI DUSSELDORF, di Fritz Lang, 1931 (106’) v.o.ted. con sott.ital. Cast: Peter Lorre (qui a 27 anni), Paul Falkenberg, Gustav Grundgens. Tratto da “Morder unter uns”, di Egon Jacobson. Sceneggiatura Thea Von Harbou. Foto Fritz Arno Wagner*** Un film Cult nella cinematografia mondiale del primo sonoro. Un tema che diventerà ricorrente nella filmografia di Lang: la gestione della Giustizia. Peter Lorre compie un’interpretazione magistrale che lo ha marcato poi durante tutta la sua carriera. Questa è una versione restaurata ed integrale. Da non perdere!
Ore 19.00 – REQUIEM, di Hans Christian Schmid, 2006 (90’) v.o.sott.ital. Cast: Sandra Hüller* (Michaela), Burhart Klassner (Karl), Imogen Kogge (Marianne). Germania, metà degli Anni 70. Michaela ha 21 anni, figlia modello, famiglia modello. Lei è devota di Santa Caterina. In casa sono tutti ferventi cattolici. Per continuare gli studi la giovane si trasferisce a Tubinga. Fuori dall’ambito familiare Michaela scopre altre sensazioni, altri orizzonti ma è affetta da una forma di epilessia che i preti giudicano come possessione demoniaca. Dopo il primo esorcismo, al quale seguiranno altri undici, Michaela inizia il suo personale calvario.
Ore 21.00 - IL TAMBURO DI LATTA. Die Blechtrommel, di Volker Schlöndorff, 1979 (135’) sott.ital. Cast: David Bennent (Oskar), Heinz Bennent (Greff), Mario Adorf, Angela Winkler, Daniel Olbrychski. Dal miglior romanzo di Günther Grass (1959). ***Oscar MFS *Cannes, Miglior Film. Il decennio tedesco degli anni 70 chiude proprio con uno dei suoi migliori films e senz’altro la regia più riuscita di Schlöndorff, impresa per niente facile né scontata, dato il ponderoso materiale che doveva tradurre in immagini.
* LUNEDI 12. Percorso Latinoamericano
Ore 19.00 – DERECHO DE FAMILIA, di Daniél Burman, 2006, Argentina (95’) v.o.senza sott. Cast: David Hendler (Perelman, il figlio), Julieta Diaz (la moglie), Arturo Goetz (il padre), Adriana Aizenberg (Noria). Dall’autore di “El Abrazo Partido”. Ariel Perelman è, come suo padre, un avvocato. Padre e figlio sono totalmente diversi. Il figlio è introspettivo quanto il padre estroverso. Ariel sposa Sandra e in poco tempo, dopo la nascita di un figlio, si trova anche lui capofamiglia, trascinato da meccanismi comportamentali che non avrebbe mai voluto acquisire. Il padre interviene…
Ore 21.00 – LA FIESTA DEL CHIVO, di Luis Llosa, 2005, Rep. Dominicana (125’) Audio e sott. spagnoli. Cast: Tomas Millan (Rafael Leonidas Trojillo), Juan Diego Botto (Amadito), Isabella Rossellini (Urania). Dal romanzo di Mario Vargas Llosa, pubblicato nel 2000. Foto Javier Salmones. L’epoca di Trujillo nella Repubblica Dominicana, 31 anni di feroce tirannia. Urania nel 1992 rientra in patria dopo un’assenza di vari anni. Suo padre, Agustín Cabral, ora è un vecchio decrepito con un piede nella tomba, ma un tempo fu la mano destra del dittatore. Urania serba un terribile segreto che la famiglia ignora, ma ora è arrivato il momento di conoscerlo. Uno dei romanzi più avvincenti di Vargas Llosa, con personaggi archetipi che rinchiudono tutto il dolore, la vergogna e l’efferatezza di quell’epoca.
* MARTEDI 13. Cinema Anglofono
Ore 19.00 - THE MACHINIST. L’Uomo senza sonno, di Brad Anderson, 2003 (80’) v.o.sott.ital. Cast: Cristian Bale* (Trevor), Jennifer Jason Leigh (Stevie), Aitana Sanchez Gijon (Marie), Anna Massey (Mrs Shrike). Sceneggiatura Scott Kosar. Foto Xavi Gimenez. Coproduzione USA-Spagna. Cosa è successo a Trevor? Da più di un anno non riesce più a dormire. Le stressanti veglie l’hanno ridotto a pelle e ossa e provocano in lui uno stato di paranoia. Nella fabbrica dove lavora tutti, ormai, gli sono ostili e vogliono toglierselo di torno. Trevor è disperato, nemmeno lui sa bene come è cominciato tutto. Due donne cercano di stargli vicino, di capire, ma… Uno dei films più interessanti della prima parte del Decennio. Bale si sottopose ad una dieta massacrante e arrivò a pesare 45 Kg. La fotografia di Gimenez aggiunge all’inquietante trama la sua potenzialità espressionista.
Ore 21.00 – I FIGLI DEGLI UOMINI, Children of men, di Alfonso Cuarón, 2006 (104’) v.o.sott.it. Cast: Clive Owen (Theo), Julianne Moore (Julian), Michael Caine (Jaspen), Claire-Hope Ashitey (la donna incinta). Dal romanzo di P. D. James. Foto: Emmanuel Lubezki. Scene: Jim Clay*. Anno 2027. Il mondo è riuscito ad autodistruggersi e si governa con un totalitarismo militarista e persecutorio che non lascia speranze. Inspiegabilmente (ma forse no) sono quasi due decadi che non nasce più un bambino. L’umanità sembra destinata a consumarsi nella propria follia. Theo, come tutti, è un sopravvissuto, ogni giorno la possibilità d’essere ucciso in un attentato terroristico è pressoché totale. Ma anche senza volerlo, Theo si troverà a giocarsi la vita ad ogni momento per cercare di salvare la giovane Kee che si è scoperta incinta e che dovrà consegnare sana e salva al gruppo del Huma Project, che dominano l’unica zona della terra e che potrebbero salvarla. Il film è seminato di metafore, simboli, letture fra le righe. Forse per questo i clienti delle multisale lo hanno rifiutato. Proviamoci noi.
* MERCOLEDI 14. Percorsi: Cinema Spagnolo per Ispanisti e Studenti di Lingua
Ore 19.00 – SIETE VIRGENES, di Alberto Rodriguez, 2005 (85’) Audio e sott. spagnoli Cast: Juan José Ballista (nel ruolo di Tano), Jesus Canoza*, Alba Rodriguez, Vicente Romero. Tano è un ragazzo con un permesso speciale di 48 ore per assistere alle nozze del fratello maggiore. Permesso che è anche un viaggio d’iniziazione. Si ritrova con un suo amico e complice e questo sveglia in lui i sentimenti di trasgressione che ha dovuto reprimere nel riformatorio. Tano vuole vivere in quelle 48 ore tutto quello che gli è vietato. Ma senza nemmeno rendersene conto finisce per trovarsi davanti ad una realtà che lo sovrasta… Ballesta*. Premiato a S. Sebastián per la sua interpretazione, aveva fatto il suo esordio nel 2000, a 12 anni, come protagonista di “El Bola”. Oggi è uno dei giovani più promettenti del nuovo cinema.
Ore 21.00 – CABEZA DE PERRO, di Santi Amodeo, 2006 (90’) audio e sott. spagnoli Cast: Juan José Ballesta (Samuel), Adriana Ugarte (Consuelo). Foto: Alex Catalán. Ballesta (giovane attore del quale abbiamo seguito il percorso di crescita in questi anni: El Bola, El viaje de Carol, Planta 4ª, Siete Virgenes, interpreta qui un personaggio difficile al quale riesce a dare soprattutto credibilità e simpatia. Il film ha una sua poesia, senza proporsela, una ingenuità carica di seconde letture che collocano il suo regista e soggettista tra i giovani da tener presente.
* GIOVEDI 15. Percorso Europeo: Francia, Germania, GB, Ungheria
Ore 19.00 – AMEN, di Costa Gravas, 2002 (130’) v.o. inglese, sott. it. (copr. Germ. Francia, G.B.) Cast: Ulrich Tukur (Kurt, ingegnere chimico), Mathieu Kassovitz (il giovane gesuita Riccardo Fontana), Ulrich Mühe (il dottore), Michel Duchaussoy (il Cardinale). Tratto da “Il Vicario”di Ralf Hochhuth, un testo che ha creato uno stato di scandalo e polemica che non poteva mancare alla proiezione del film. Il personaggio di Kurt Gerstein è veramente esistito. Era un ingegnere cattolico antinazista che aveva scoperto l’uso che si faceva del gas Zyklon B. e che il mondo sembrava ignorare. Il gesuita Fontana rappresenta, invece, la voce di quei tanti religiosi che denunciavano la realtà, ma che erano totalmente ignorati dai potenti prelati del Vaticano. Fontana sembra voler assumere su di sé le colpe di quell’orribile silenzio e segue le vittime per vivere sulla propria pelle il loro martirio. Gerstein, dopo la caduta del Reich, venne imprigionato dagli alleati e lì ha scritto un memoriale di quanto aveva visto. Il prezzo delle sue scelte etiche è stato enorme e finale.
Ore 21.15 – SENZA DESTINO, di Lafos Koltai, 2005 (135’), Ungheria, v.o.sott.it. Cast: Marcell Nagy (Gyuri), Bela Dora, Balik Pèntek, Daniel Craig. Soggetto: Imre Kertèsz *Nobel. Foto: Gyla Pados. Budapest durante l’occupazione nazista, Gyuri è poco più che un ragazzo. Ha una stella gialla sul vestito, quando una squadra sale sullo stesso autobus e lo prendono. Viene radunato assieme a tante altre persone che, come lui, portano la stella gialla. Gyuri capisce che la sua fine sarà la stessa di suo padre e di tanti altri che passarono per i campi di concentramento. Ma Gyuri sopravviverà e il suo ritorno a Budapest è forse la parte più dolorosa da accettare. Non è bastato quello che aveva vissuto a soli 14 anni in quel luogo di sterminio? Ora Gyuri doveva affrontare la società postbellica che aveva perso la propria identità.aveva perso la propria identità.
* VENERDI 16. Percorso Italiano: Ricordando Luigi Comencini 1916-2007
Ore 17.00 – L’INGORGO, di Luigi Comencini, 1979 (120’) Copr. It./Fr./Sp./Germ. Cast: Annie Girardot, Fernando Rey, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Ugo Tognazzi, Gerard Depardieu, Ciccio Ingrassia, Angela Molina, José Sacristán, Harry Baer. Soggetto: L. Comencini. Sceneggiatura: Ruggero Maccari, B. Zapponi. Foto: Ennio Guarnieri. Un cast europeo, non c’è che dire, interpreti italiani, francesi, spagnoli, tedeschi. Sufficiente per diffidare. Le coproduzioni hanno il più delle volte esigenze che niente hanno a che vedere con quelle artistiche. Ma Comencini sfrutta la situazione anche per ratificare il suo obiettivo. Questo terribile ingorgo come un girone dell’inferno. Una critica acida non solo ad un certo tipo di italiani, ma… ad un certo tipo di umanità.
Ore 19.00 – A CAVALLO DELLA TIGRE, di Luigi Comencini, 1961 (105’) Cast: Nino Manfredi*, Mario Adorf*, Gian Maria Volontè, Valeria Moriconi. Condannato per non aver commesso il fatto. Una commedia amara.
Ore 21.00 – LO SCOPONE SCIENTIFICO, di Luigi Comencini, 1972 (115’) Cast: Alberto Sordi, Silvana Mangano, Bette Davis, Joseph Cotten. Sceneggiatura Rodolfo Sonigo e Domenico Modugno. Una delle vette della Commedia Italiana degli Anni 70. Impietosa, sarcastica, metaforica. Permette più di una lettura questa partita di Scopone tra una coppia di sottoproletariati italiani contro una vecchia miliardaria americana, avida e paralitica, ma… * SABATO 17. Percorso Europeo: Francia
Ore 17.00 – L’INSOLENTE BEAUMARCHAIS, di Eduard Molinaro, 1996 (100’) Audio ital. Cast: Fabrice Luchini (Beaumarchais), Manuel Blanc (Gudin), Michel Piccoli (Principe Conti), Jean Claude Brialy (Abbot), Michel Serrault (Luigi XV). Soggetto da una Commedia di Sacha Guitry (1885-1957). Foto: Michele Epp. Pierre August Caron de Beaumarchais (1732-1799), autore, tra altre cose, di Il Barbiere di Siviglia, 1775 e Il matrimonio di Figaro, 1784. Insolente, sì, ma un tipo vitale, divertente. Odiato ma anche ammirato. Di lui ha detto Voltaire: “Non diventerà mai come Molière perchè vivere lo diverte più della sua opera”. E’ stato, fra decine di cose, Maestro di Musica delle figlie del Re. Tutto lo attraeva se dietro c’era... il rischio.
Ore 19.00 – MOLIERE, PRIMA EPOCA, di Arianne Mnouchkine, 1978 (115’) v.o.sott.ital. Cast: Philippe Coubert (Molière), Josette Derenne (la Bejart), Armand Delcampe (M. Poquelìn), Jean Dastè (Cressè), Roger Planchòn (Colbert) e gli Interpreti del Theatre du Soleil. Foto: Bernard Ziterman. Musica: Renè Clemencic. Il famoso spettacolo del Theatre du Soleil portato sullo schermo dalla stessa regista, un lavoro titanico. Jean Baptiste Poquelìn (1622-1673) figlio del Regale Tappezziere, titolo che poi ha ereditato. Studiò con i Gesuiti tra nobili squattrinati e borghesi ricchi. Diventò avvocato ed esercitò persino la professione. Ma nel 1643, a 21 anni appena, fondò con la Bejart l’illustre Théatre e tutto il resto della sua vita la dedicò alla sua arte (quella del palcoscenico e quella di riuscire a sopravvivere!).
Ore 21.00 – MOLIERE, SECONDA EPOCA, di Arianne Mnouchkine, 1978 (128’) v.o.sott.ital. Cast: Philippe Coubert (Molière). Il Molière della Mnouchkine tende al grande affresco biografico immerso in un entroterra sociale, riflettendo l’epoca, la Reggenza e gli inizi del Regno di Luigi XIV.
* DOMENICA 18. Percorso Europeo: Gran Bretagna
Ore 17.30 – THE LAVENDER HILL MOB, L’incredibile avventura di Mr. Holland, 1951 (80’) v.o.sott.it. Cast: Alec Guiness***, Stanley Holloway, Sidney James, Alfie Bass. Soggetto e Sceneggiatura T.E.B. Clarke *Premio Oscar. Foto: Douglas Slocombe. Musica: Georges Auric. Produttore Michael Balcon. Una produzione degli Studi Eaung che ha prodotto le migliori commedie inglesi concepite da Balcon e i suoi collaboratori a partire dal 1938 fino al 1952. Humour inglese fine e pungente, interpreti superlativi, un realismo uscito dall’accurata osservazione della vita quotidiana londinese.
Ore 19.00 – IL SERVO, The servant, di Joseph Losey, 1963 (115’) v.o.sott.it. Cast: Dirk Bogarde (43 anni, Barrett, il maggiordomo), James Fox (24 anni, il padrone), Sara Miles (22 anni, Vera). Dal racconto di Robin Maugham. Sceneggiatura di Harold Pinter. Foto: Douglas Slocombe. Il più apprezzato film di Losey, che ha aspettato sette anni per poter girarlo perché prima la censura inglese avrebbe condizionato il suo svolgimento. Nonostante che negli anni 60 il clima censorio cominciase a screpolarsi, gli autori hanno lavorato abilmente per suggerire, quando non potevano, far vedere esplicitamente determinate situazioni. Il gioco perverso tra il maggiordomo e il sempre più dipendente padrone ha più possibili letture di quella che apparentemente racconta. Un cast magnifico che ha confermato la straordinaria versatilità di Bogarde e lanciato il giovane James Fox.
Ore 21.00 – THE PRESTIGE, di Chris Nolan, 2006 (125’), v.o.sott.it. Cast: Hugh Jackman (Angier), Christian Bale (Borden), Michael Caine (Cutter), David Bowie (Testa), Piper Perabo, Julia Angier, Scarlett Johanson (Olivia). Sceneggiatura dei fratelli Nolan. Scene: Nathan Crowley*. Foto: Wally Pfister* Londra, fine dell’800, prima della nascita del cinema. Robert Angier e Alfred Borden sono due illusionisti, un tempo amici, adesso rivali. Per accaparrarsi il prestigio di miglior mago di tutti i tempi non risparmieranno trappole l’uno all’altro mettendo in gioco anche le proprie vite e quelle delle loro assistenti. Chi dei due sarà finalmente colui che vincerà? Quale sarà il prezzo del trionfo? A cosa è servito? Il romanzo di Christopher Priest nelle mani di Nolan diventa una trama avvincente, magica, si può dire, intelligente, spettacolare, e, come in tutti gli altri films piena di seconde letture.
* LUNEDI 19. Percorso Latinoamericano: Cuba
Ore 19.00 – EL HOMBRE DE MAISINICÚ, di Manuel Pérez, 1973 (112), v.o.senza sott. Cast: Sergio Corrier, Reinaldo Miravalles, Adolfo Llaurado. Foto: Jorge Herrera *Miglior film cubano del 1973. *Miglior interprete Corrieri. *FIPRESCI *Mosca Fest Alberto Delgado, amministratore della finca Maisinicú, è stato assassinato nei primi mesi del 1964. L’investigazione sul crimine porta a scoprire la vera personalità dell’uomo di Maisinicú. La storia, un fatto reale, è tutta basata sulla documentazione ottenuta dopo che il segreto di stato è stato tolto. Il resto forma parte della storia di Cuba.
Ore 21.00 – UNA ROSA DE FRANCIA, di Manuel Gutierrez Aragón, 2005 (95’), Copr. Cuba/Sp. v.o. senza sott. Cast: Jorge Perugorria, Alex Gonzalez, Broselianda Hernandez. Sceneggiatura: Senel Paz. Foto: Alfredo Mayo. La Habana, anni 50. La tratta della migrazione clandestina verso gli USA era già a quei tempi in mano ai soliti trafficanti cinici e senza scrupoli. Parallelamente si gestiva la tratta delle bianche. La Cuba prerivoluzionaria s’era guadagnato il doloroso appellativo di Postribolo d’America. Uno di questi contrabbandieri viene salvato da un ingenuo giovanotto rimanendo ferito dalla Guardia costiera USA. Il ragazzo diventa il protetto del delinquente per dimostrare il suo riconoscimento. Ma un giorno tra i due s’interpone una giovane donna…
* MARTEDI 20. Sguardo e Denuncia del Documento Filmico
Ore 19.00 – MEMORIA DEL SAQUEO, di Fernando Solanas, 2003, Argentina (118’) versione bilingue con sott.ital. Ricerca di Fernando Solanas e Alcira Argumedo. Foto Alejandro Fernandez Moulán e Solanas. Tutto quello che si nasconde dietro la crisi economica più devastante di un paese ricchissimo come potrebbe essere l’Argentina. La complicità delle compagnie multinazionali, le Banche e le solite pressioni USA. Questo cataclisma ha, inversamente, arricchito i gruppi di potere corrotti. ***Berlinale Orso d’Oro **Habana.
Ore 21.00 – UNA SCOMODA VERITÀ, An Inconvenient Truth, di Davis Guggenheim, 2006 (95’), USA, v.o. sott. it. *Oscar al Miglior Documentario. L’ex vice presidente Al Gore ha scatenato una serie di conferenze sul problema ormai ineludibile della responsabilità del deperimento ecologico. Nonostante che questa lotta abbia avuto inizio alla metà del secolo scorso ha sempre trovato l’ignavia delle rispettive amministrazioni per proteggere interessi speculativi. Oggi questo tipo di cieca politica finirà per rivolgersi contro quegli stessi interessi. (E’ probabile che si apra un fronte che nella lotta ecologica trovi, anche qui, in che modo speculare a proprio beneficio).
* MERCOLEDI 21. Percorso Spagnolo per ispanisti e Studenti di Lingua
Ore 19.00 – EL AÑO DE LAS LUCES, di Fernando Trueba, 1986 (95’) v.o.senza sott. Cast: Jorge Sanz (qui 17 anni), Maribel Verdú, Rafaela Aparicio, Veronica Forqué, Chus Lampreave. Sceneggiatura di Rafael Azcona. Foto: Juan Amoros. Manolo, nel 1940, deve ricoverarsi in un Istituto di Prevenzione Antitubercolosi per adolescenti. Trueba e Azcona non ci risparmiano niente (e forse hanno anche fantasticato) sull’iniziazione sentimentale e sessuale di Manolo. Attorno al ragazzo un’epoca buia della storia di Spagna, che i Franchisti volevano far passare come gli Anni Luce.
Ore 21.00 – LOS AIRES DIFICILES, di Gerardo Herrero, 2006 (120’) v.o.senza sott. Cast: José Luis Garcia, Cuca Escribano, Carme Elias. Da un racconto di Almudena Grandes,. Sceneggiatura Angeles Gonzales Sinde e Alberto Macias. Foto Alfredo Nayo. Come nei migliori titoli di Herrero (valga per tutti La razón de mis amigos), anche qui si gioca con il passato e presente di vari personaggi che incrociano le loro vite e basta uno di questi incontri per modificarle e creare modificazioni a catena in altri personaggi. Non era un’impresa facile tradurre in immagini uno dei romanzi più complicati di Almudena Grandes, ma il risultato finale è soddisfacente.
* GIOVEDI 22. Percorsi: Francia
Ore 19.00 – LE CLAN DES HOMMES, Il Clan, di Gaël Morel, 2004 (86’) v.o. sott.italiani Cast: Stefan Rideau (Christophe), Nicolas Cazale (Marc), Thomas Dumerchez (Oliver), Salim Kechiouche (Hicham). Tre fratelli algerini residenti in Francia, con i loro conflitti personali e – dopo la scomparsa della madre – anche familiari. Ma lo spirito di clan servirà, nel pericolo, a far rifiorire quella fraternità che in fondo tutti desiderano. Marc è coinvolto nello spaccio (e lo vive con un forte senso di colpa autodistruttivo), Christophe esce di prigione e fa fatica a reinserirsi in un ambiente di lavoro ostile. Oliver si è innamorato del ballerino Hicham.
a seguire: UN CHANT D’AMOUR, di Jean Genet, 1950 (25’) senza dialoghi Cast: Lucièn Senemaud, Andrè Reybaz, Cocò le Martiniquais, Java. Foto: Jacques Natteau. Unica regia di Jean Genet. Un film di sole immagini molto esplicite. Film visto raramente a causa della Censura e della ventennale persecuzione. Nel 1964 una proiezione “privata” fu interrotta dalla polizia che portò in prigione gli organizzatori malmenando quelli del pubblico che avevano osato protestare contro il provvedimento. Nel 1988 in Gran Bretagna fu dichiarato “not allowed”. Anche se poi poté circolare nei Cineclubs. Chi conosce l’opera di questo straordinario poeta e le vicissitudini della sua impegnatissima vita non avrà di che scandalizzarsi, anzi, troverà qui la migliore rappresentazione della sua poesia “perversa”. Vari suoi romanzi e opere teatrali diventarono films mai visti in Italia (vedere la nostra scheda informativa).
Ore 21.00 - LE TEMPS QUI RESTE, di François Ozòn, 2005 (80’) v.o. sott.ital. Cast: Melvil Poupaul (32 anni, Romain), Jean Moreau (77, la nonna), Valeria Bruni Tedeschi (40, Jany). Foto: Jeanne Lapoire. Senza dubbio il miglior film di Ozòn fino ad oggi. Un argomento difficile e controcorrente (secondo i canoni di quello che ci fanno vedere oggi) che Ozon tratta con delicatezza, senza piagnistei e, soprattutto, con uno sguardo che non dissimula la sua tenerezza e comprensione per il personaggio. Romani, magnificamente interpretato da Poupaul, scopre a 30 anni che i suoi giorni sono contati. Dopo un momento di smarrimento, comincia ad organizzarsi; ogni mossa è frutto di una scelta meditata e precisa. Cercherà di fare i conti con la vita senza essere causa di dolore per chi ne sopravviverà.
* VENERDI 23. Percorsi Cinema Italiano
Ore 17.30 – TOTO’ LE MOKO’, di Carlo Ludovico Bragaglia, 1949 ( 80’) Cast: Totò, Gianna Maria Canale, Mario Castellani, Enzo Garinei. Sceneggiatura: Furio Scarpelli e Alessandro Continenza: Parodia, come d’uso nella commedia italica dell’epoca, del famoso “Pepè le Mokò” di Julien Duvivier (1936) con Jean Gabin. Totò interpreta un musicista di strada a Napoli, che sogna poter dirigere un giorno una sua Banda per riempire i rioni con musica allegra. Un giorno riceve una lettera da Algeri dove viveva un suo parente del quale non sa molto, Pepè le Mokò. Nella lettera gli viene comunicato che le Mokò è morto e lui ha ereditato la direzione della sua ‘Banda’. Totò non perde tempo e parte. Arrivato in Algeria gli equivoci si susseguono per la gioia degli ammiratori di Totò.
Ore 19.00 - LA MANDRAGOLA, di Alberto Lattuada, 1965 (95’) Cast: Rosanna Schiaffino (Lucrezia), Philippe Leroy (Callimaco), Romolo Valli (il marito), Totò (fra’ Timoteo), Jean Claude Brialy (Ligurio), Nilla Pizzi (Sostrata, la madre). Dalla commedia di Nicolò Machiavelli (1518). Sceneggiatura: Luigi Magni. Foto: Tonino Delli Colli. Scene: Carlo Egidi. Costumi: Danilo Donati. Lucrezia, moglie di Messer Nicia, un facoltoso notaio, è famosa per la sua onestà, il suo candore, la sua bellezza, la sua… inaccessibilità. Callimaco vive questa fama come una provocazione e ordisce un piano ‘machiavellico’ per ottenere le grazie di tanto desiderata virtù. Complici un frate corrotto e un parassita, Ligurio, che sbarca il lunario trafficando in queste situazioni. Come è da supporre Lucrezia… non aspettava altro.
Ore 21.00 - LA FAMIGLIA PASSAGUAI , di Aldo Fabrizi, 1951 (95’) Cast: Aldo Fabrizi (Peppe Valenzi), Ave Ninchi (la cara moglie), Giovanna Ralli (qui a 16 anni, la figlia), Carlo Delle Piane (15 anni, il figlio). Ecco la tipica, sacrosanta famiglia romana. Attorno ci sono Peppino De Filippo, Tino Scotti, Luigi Pavese. Tratto da una commedia di A. G. Rossi (1899/1948), drammaturgo popolare molto seguito all’epoca. Foto di Mario Bava. Il cavalier Valenzi decide di rilassarsi dalle fatiche del suo impegnativo lavoro organizzando una domenica al mare con la famiglia. Il resto ve lo lasciamo immaginare. Tra risata e risata, il film è oggi un paradigma comportamentale dell’epoca.
* SABATO 24. Percorsi: il Cinema dell’URSS
Ore 17.30 – LA CORAZZATA POTEOMKIN, di Sergeij Ejzenštein, 1925 (75’) Cast: Aleksandr Antonov, Grigorij Aleksandrov, Vladimir Barskij e interpreti non professionisti. Soggetto: Nina Agadzanova-Shutko, dai fatti accaduti il 14 e 27 giugno 1905 a Odessa. Foto: Eduard Tissè. Poema epico e uno dei più riusciti film “di propaganda” della storia dei primi 50 anni del cinema. Questa versione è quella “definitiva” del 1976, con la musica di Shostakovič. Al suo momento un film di grande importanza filmica, ma che svegliava le diffidenze nei paesi fuori dell’Urss. All’estero si è visto solo in occasioni speciali e nei Cineclubs. Le tentennanti distribuzioni iniziarono dopo il 1950. Oggi viene valutato come un documento filmico che trascende il suo contenuto politico. * SABATO 24. Percorsi: il Cinema dell’URSS
Ore 17.30 – LA CORAZZATA POTEOMKIN, di Sergeij Ejzenštein, 1925 (75’) Cast: Aleksandr Antonov, Grigorij Aleksandrov, Vladimir Barskij e interpreti non professionisti. Soggetto: Nina Agadzanova-Shutko, dai fatti accaduti il 14 e 27 giugno 1905 a Odessa. Foto: Eduard Tissè. Poema epico e uno dei più riusciti film “di propaganda” della storia dei primi 50 anni del cinema. Questa versione è quella “definitiva” del 1976, con la musica di Shostakovič. Al suo momento un film di grande importanza filmica, ma che svegliava le diffidenze nei paesi fuori dell’Urss. All’estero si è visto solo in occasioni speciali e nei Cineclubs. Le tentennanti distribuzioni iniziarono dopo il 1950. Oggi viene valutato come un documento filmico che trascende il suo contenuto politico.
Ore 19.00 - MOL’BA, LA SUPPLICA, di Tenghiz Abuladze, 1967 (70’) sott.ital. Copr.URSS/Georgia Cast: Spartak Bagashvili, Rusudan Kiknadze, Tenghiz Abuladze. *Premiata al Festival Cinematografico di San Remo. Il grande regista giorgiano (1924-1994) si è ispirato ad un poema di Vasha Pshavela. Qui, come in tutti i suoi films la sua scelta etica è sempre stata la sua opposizione contro qualunque tipo di violenza che leda la dignità umana. Abuladze è stato uno spirito indipendente, ha girato poco, meno di altri registi, ma ha girato sempre quello che voleva e come voleva, senza accettare costrizioni. Oggi, la sua filmografia è stata enormemente rivalutata, come merita.
a seguire: IL PRATO DI BEZHIN. BEZIN LUG, di S. Ejzenstejn, 1937 (25’) v.o.sott.ital. Tratto dal racconto di Ivan Turgenev “La Vita di Pavel Morozov”. Sceneggiatura di Isaak Bavel. Foto Eduard Tissè. Ricostruzione Sergej Jutkevič. Uno dei grandi Miti della cinematografia sovietica e della filmografia di Ejzenstein. Un film mancato, distrutto dalla implacabile censura, interrotto, i filmati accantonati e finalmente tutto perduto nel bombardamento nella seconda guerra mondiale che distrusse la cineteca. Anni dopo la morte dello stalinismo si cercò di ricostruire la storia in un documento di montaggio delle foto e qualche fotogramma. Il fascino di quello che si vede è indimenticabile.
Ore 21.00 - ANCHE GLI ZINGARI VANNO IN CIELO, di E. Lotjanu, 1976 (100’) v.o.sott.ital. Cast: Svetlana Tomà (Rada), Grigore Grigoriu (Zòbàr), Boris Moulajev (Tchudra). Dal racconto di Massimo Gorkij. *S. Sebastian Fest. MFS *Migliore Attrice S. Tomà *Unitec. Miglior Foto. Zòbàr, il più noto ladro di cavalli della regione, si nasconde ferito nella foresta e viene curato da Rada di cui s’innamora, ma lei appartiene ad un’altra tribù e sparisce. Fiera e altera non vuole cedere a chi pretende comprarla o non rispetta la Tradizione. Zòbàr ruba una cavalla bianca come dote di nozze ma questo scatena la rappresaglia e gli zingari iniziano il loro esodo. Il destino di Rada e Zòbàr è già segnato. Lotjanu è stato il più grande cantore della Moldavia.
* DOMENICA 25. Cinema Francese : Giornata dedicata ad un luogo mitico del Polar Film
A fine luglio 2007, i giornali hanno dato notizia che gli Uffici della Polizia giudiziaria del 36 Quai des Orfevres, la maison du flic, tra Pont Neuf e Pont Saint Michel, traslocherà dal suo mitico sito lasciando nel palazzo solo una scritta sul muro, in ricordo del Commissario Maigret, frutto della fantasia… di Georges Simenon. Personaggio creato nel 1929 e che in quell’indirizzo aveva il suo ufficio. Centinaia di film e romanzi letterari polizieschi ne hanno fatto riferimento. 36, QUAI DES ORFÈVRES rimarrà quindi un luogo mitico.
Ore 17.30 – MAIGRET E I GANGSTERS, di Gilles Grangier, 1963 (90’) versione italiana Cast: Jean Gabin (Maigret), François Fabian (Lilli), Vittorio Sinopoli, Paul Charpentier. Tratto da “Maigret, Lognonet et les gangsters” di Georges Simenon (1952). Questo è l’ultimo film di Gabin, interpretando Maigret. Solo 3 films, ma la sua immagine è strettamente legata al personaggio. Molti altri interpreti hanno realizzato dei lavori encomiabili, ma Maigret rimarrà per sempre nell’immediato immaginario collettivo: Jean Gabin (1904-1976).
Ore 19.00 – QUAI DES ORFEVRES, Legittima Difesa, di Georges Henri Clouzot, 1947 (105’) v.o.sott.ital. Cast: Louis Jouvet (l’ispettore Antoine), Bernard Blier (Maurice), Suzy Delair (Jenny Lamour), Charles Dullin (Brignon). Dal romanzo di Stanislas André Steeman. Un film mitico del Cinema Francese degli Anni 40, soprattutto per il suo Cast, composto da grandissimi attor di teatro. Per molti, questo è il capolavoro di Clouzot. La trama è quasi archetipa del Noir. Un marito, oltraggiato da un insidiatore della moglie, decide di ucciderlo, ma quando arriva al suo appartamento lo trova già morto. Tutti i sospetti, però, cadranno su di lui. Jouvet, gloria nazionale, aveva qui 60 anni. Il suo personaggio è un modello di interpretazione.
Ore 21.00 - 36, QUAI DES ORFEVRES, di Olivier Marshall, 2004 (107’) v.o.sott.ital. Cast : Daniel Auteuil (Vrinks), Gerard Depardieu (Klein), Andrè Dussolier (Mancini), Valeria Golino (Camille Vrinks). Non solo una terribile cruenta gara di competitività per ottenere l’ambito posto di Direttore Generale della Polizia Giudiziaria di Parigi ma anche un superbo duello interpretativo tra Auteuil e Depardieu. (Già nei romanzi di Simenon il suo Commissario Maigret sapeva che quel numero civico di Quai des Orfevres nascondeva degli intrighi non poco inquietanti).
* LUNEDI 26. Percorso Latinoamericano
Ore 19.00 – SUMAS Y RESTAS, di Victor Gaviria, 2001, Colombia (110’) Audio e sott. spagnoli Cast: Fabio Restrepo (Gerardo), Juan Uribe (Santiago), Maria Isabel Gaviria (Paula). Soggetto e Sceneggiatura di Hugo Restrepo e Gaviria. Foto Rodrigo Lalinde. Il Regista di “La vendedora de rosas” e “Rodrigo D: No Futuro”. Continua la sua ricerca dolorosa sulle malattie della società colombiana. Santiago è un professionista di buona famiglia, sposato, con una buona reputazione nell’ambito della classe media di Medellin. I suoi problemi finanziari lo spingono a scelte inaspettate. Scelte che lo condurranno ad una voragine di lucro e dispersione che lo distruggeranno.
Ore 21.00 – SEÑORA BEBA, di Jorg e Gaggero, 2005, Argentina/Spagna (85’) v.o. senza sottot. Cast: Norma Aleandro (la Signora), Norma Argentina (la Serva). Soggetto “Cama adentro” di J. Caggero, ambientato durante la terribile crisi economica del 2001 a Buenos Aires. La Señora Beba è una di quelle persone privilegiate per posizione economica che ora si trova sull’orlo di una crisi totale, non solo, economica, anche di identità. Dora è la donna che l’ha servita durante 30 anni e che ora si trova senza stipendio perché la Señora Beba non ha come pagarla. Allora Dora se ne va… Una delle rivelazioni artistiche del 2005 questo film d’esordio del Regista. Norma Argentina, autentica, che non aveva mai fatto cinema.
* MARTEDI 27. Percorso Europeo: Gran Bretagna, Irlanda
Ore 19.00 – DISTANT VOICES, STILL LIVES, Voci lontane… sempre presenti, di Terence Davies, 1988 (80’) v.o.sott.ital. Cast: Dean Williams (Tony), Nathan Walsh (Tony, da bambino), Freda Dowie (la madre), Pete Postelwaite (il padre). Locarno *Pardo d’Oro. Cannes * FIPRESCI. *Toronto. *Los Angeles: MFS. Musica: Vagham Williams “Pastoral”, soprano Susan Bullock. Liverpool, Anni 40 e 50. Film diviso in due momenti, composto da scene, ricordi (autobiografici), sentiti, sofferti, sublimati. Quasi un blues.
Ore 21.00 – IL VENTO CHE ACCAREZZA L’ERBA, The wind that shaker the barley, di Ken Loach, 2006 (127’) v.o.sott.ital. Cast: Cillian Murphy, Liam Cunningham, Padriac Delaney, Gerard Kearney. *Palma d’Oro a Cannes. Foto Barry Ackroyd. Sceneggiatura Paul Laverty. Loach continua a proporci i suoi racconti impegnati, a scoprire e mostrare ferite e piaghe che non rimarginano. Teddy e Damien sono fratelli in lotta contro gli inglesi occupanti. Nel 1921 si sottoscrive un umiliante trattato con una finta “indipendenza”. Stanchi di violenza c’è chi accetta, altri continuano a lottare. Questa volta i fratelli si scoprono nemici. * MERCOLEDI 28. Percorso Spagnolo per ispanisti e Studenti di Lingua
Ore 19.00 – REQUIEM POR UN CAMPESINO ESPAÑOL, di Francesc Betriú, 1985 (90’) v.o.senza sott. Cast: Antonio Banderas (25 anni), Antonio Ferrandis, Fernando Fernán Gomez, Tesele Pávez. Dal romanzo di Ramón Sender. Foto Raúl Artigot. Festival de Cadiz *Primo Premio. Paco del mulino, è un giovane contadino, nato in quelle terre che ora cerca di difendere. I padroni non possono tollerare che nasca nei loro dominii un inizio di ribellione contadina. Paco verrà assassinato da sconosciuti venuti da fuori. La firma del “mandante” però è sempre quella. Per coprirsi, loro stessi ordinano al prete di dare una Messa da Requiem. Ed eccoli lì, Don Millán, che non ignora niente, aspetta che arrivino i parrocchiani.
Ore 21.00 – OBABA, di Montxo Armendariz, 2005 (110’) Audio e sott. spagnoli Cast: Pilar Lopez de Ayala, Juan Diego Botto, Eduard Fernandez. Dal romanzo “Obaba Koak” di Bernardo Atxaga. Foto: Javier Aguirre Sarobe. Se la quotidianità di un paesino può essere metafora di qualcosa di più grande, di universale, una vita ben può essere il paradigma dell’umanità. Ottavo film di Armendariz, il regista fortemente legato come artista al Pais Vasco. Tutti i suoi films ci mostrano la loro gente, i loro problemi, i loro bisogni. Questo, seguendo il libro, è un racconto corale, tante vite, tante situazioni, tanti interrogativi.
* GIOVEDI 29. Percorsi: Cinema post-sovietico
Ore 19.00 - OLIGARCH, di Pavel Lounguine, (120’) Russia. v.o.sott.ital. Cast: Vladimir Mashkov* (Platon), Marija Mironova (Masha), Aleksandr Bulajev (Koretskij). Foto: Oleg Dobronrarov e Alekseij Fjodorov. Dal romanzo di Juli Duvov*. Tipico film dell’era post-soviet: critico, cinico, violento, penetrante. OLIGARCH occupa un posto di privilegio. Un film che permette molte letture trasversali sulla società russa oggi e i suoi gruppi dirigenti. Mafia, tradimenti, implicazioni politiche, gli affari più loschi fatti in nome del neo-borghesismo rampante, ma dove tutti sono complici e nemici di tutti. Da non perdere.
Ore 21.00 - IL RITORNO, di Andrej Zvjagintsev, 2003 (105’) v.o. sott.ital. Cast: Vladimir Garin (Andrej), Ivan Dobronravou (Ivan), Kostantin Lavronenko (il padre). Uno dei film più belli degli ultimi anni, vincitore del *Leone d’Oro. Due fratelli si confrontano con il ritorno misterioso del padre che appena conoscono. Tra il non detto e il non mostrato si possono fare varie letture. La trama permette di supporre ma questo esercizio di affabulazione ha sconcertato quel tipo di pubblico che ha perso questa maniera di usufruire del cinema. Fotografia Mikhail Krichman***, che usa il colore come se fosse bianco e nero, con una predominanza di una gamma bleu che ci rimane impressa nella retina per settimane. Un film che non basta vedere una sola volta.
* VENERDI 30. L’Eredità LUBITSCH 28.01.1892 – 30.11.1947
Ore 17.30 - ONE HOUR WITH YOU. UN’ORA D’AMORE, di E. Lubitsch e altri, 1932 (80’) v.o.sott.ital. Cast: Maurice Chevalier, Jeanette MacDonald. Soggetto “Nur ein traum” di Lothar Schmidt. Foto Victor Chevalier. Remake del film di Lubitsch “The Marriage Circle” (1924). Musiche di Oscar Strass. Coregia George Cukor. Parigi. La sua vita gioviale. L’aristocrazia con i suoi ruoli e le sue tentazioni. Andrè è un marito “Fedele”, assolutamente, alla sua bella moglie. Basta questo per diventare il bersaglio della caccia. La preda, però, scopre quanto sia eccitante l’avventura. Ma… poi si scopre che la provocante amante è un’amica della moglie fidata. E da qui in poi si scatena il famoso stile Lubitsch, ingarbugliato, ritmico, con dialoghi scoppiettanti.
Ore 19.00 – L’OTTAVA MOGLIE DI BARBABLU’, di E. Lubitsch, 1938 (85’) v.o.sott.ital. Cast: Gary Cooper, Claudette Colbert, David Niven, Edward Everett Horton. Libro di Albert Savoir, ma sceneggiatura e dialoghi di Charles Brackett e Billy Wilder. Foto: Leo Tover. La prima versione è del 1923, regia di Sam Wood, con la diva Gloria Swanson. Grande successo teatrale con Ina Claire. Una giovane e aristocratica donna (ormai lei e la sua famiglia quasi sul lastrico), viene corteggiata da un Don Giovanni miliardario che è sicuro che tutto si può ottenere, basta avere i soldi necessari. Lei è indignata e per vendicare sè e tutte le donne… lo sposa! (non ha trovato una maniera migliore per rendergli la vita impossibile…).
Ore 21.00 – IL CIELO PUO’ ATTENDERE, Heaven can wait, di E. Lubitsch, 1943 (107’) vers. italiana Cast: Gene Tierney (23 anni), Don Ameche, Charles Coburn, Laird Gregar. Soggetto: Laszlo Fekete “Compleanno”. Script: Sam Raphaelson. Foto: Ed Cron Jager. Henry ha vissuto da sempre “i piaceri della carne”, conseguentemente quando gli arriva l’ora si presenta all’inferno e si “confessa” con Mefistofele che ascolta attentamente tutta la sua storia e i suoi peccati. Ma alla resa dei conti, infastidito, lo caccia via. Non è degno di entrare all’inferno, se ne vada a fare lista d’attesa al Paradiso. Questo famosissimo film di Lubitsch è, forse, il più fedele esempio di quel suo “Lubitsch touch” del quale hanno parlato tanto i critici. (Qualità ormai relegate al passato, glorioso, ahinoi!, ma passato). |