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Fernando Solanas a Lecce Stampa E-mail
Scritto da Blutango.it   
martedì, 15 aprile 2008 17:49
Il regista Fernando Solanas a Lecce
 
Con l’Argentina nel cuore. Omaggio al cinema di Fernando Solanas, dall’ 11 al 15 aprile 2008, è l’evento con il quale la Provincia di Lecce apre in anteprima la rassegna “Territorios “ Salento Negroamaro 2008, dedicata all’America Latina, sezione Cinema del Reale.
L’evento, promosso dal Circolo Arci Blutango all’interno del progetto Incursioni 2008, è ideato da Rita Scrimieri, che ne cura la realizzazione con la collaborazione organizzativa di Andrea Morini della Cineteca Bologna e con il patrocinio e il sostegno della Provincia di Lecce.
Il cinema del grande regista può essere sicuramente assunto come il più compiuto saggio, visivo sonoro letterario civile politico economico, che ha contribuito a far conoscere nel mondo la storia degli ultimi cinquant’anni dell’Argentina. Saggio o affresco o poema filmico, il cinema di Solanas racconta, esplora, emoziona. Il regista si muove con la macchina da presa tra la sua gente, le case, le strade; raccoglie testimonianze memorie nostalgie sogni progetti della vita quotidiana che la sua strategia registica riesce a tradurre in una sorta di epica contemporanea, dove i “nessuno” diventano persone, diventano soggetti  eroici  nella loro resistenza etica e civile.
Non è solo la grande maestria da cineasta a nutrire la produzione del regista argentino che tende a superare la distinzione tra documentario e finzione, inscrivendosi così nella linea della letteratura latinoamericana. La creazione artistica  di Solanas è soprattutto segnata dalla passione civile e politica che da sempre lo ha portato a impegnarsi  e a esporsi in prima persona –  “Pino” è il nome di battaglia con il quale ancora oggi il popolo di Buenos Aires lo riconosce e con il quale egli stesso si firma – fino a partecipare alle ultime elezioni governative.
Il grande regista argentino viene per la prima volta a Lecce per un programma esclusivo che lo impegna nel doppio ruolo di narratore della propria ricerca e produzione cinematografica e Maestro  di cinema. Quella di Lecce è prima tappa del tour nazionale che Solanas fa in occasione della presentazione del documentario Argentina Latente, il terzo della tetralogia da lui dedicata al suo amato Paese (Premio Speciale della Giuria – Havana Film Festival 2007).
Il film si proietta in anteprima a Lecce (prima proiezione a Roma il 13 aprile 2008).
 
L’evento si svolge  a Lecce da venerdi 11 a martedì  15 aprile e prevede tre percorsi di conoscenza e approfondimento dell’opera del regista:
 - rassegna cinematografica di sei film (tre lungometraggi di fiction e tre documentari)
- seminario a numero chiuso, condotto dal regista, intitolato “Tra fiction e documentario: il processo creativo, dalla scrittura alla regia”
- conferenza cittadina di Solanas
 
 
 
SCHEDE DEI FILM IN PROGRAMMA
(a cura di Cineteca Bologna)
 
FERNANDO SOLANAS
 
 
Argentina Latente, 2007
 
Un drammatico documentario sull’Argentina degli ultimi trent’anni, un’Argentina costantemente tradita dai propri politici e dagli organismi finanziari internazionali, ma probabilmente anche dimenticata da Dio.
Un saggio sulle capacità dell’Argentina di affrontare la sua ricostruzione: testimonianze emotive di tecnici, lavoratori e scienziati che raccontano e ricordano cosa furono capace di fare, e illustrano le contraddizioni di un paese molto ricco e con un gran sviluppo scientifico ma in cui un terzo della popolazione vive nella povertà.    
Il film ha la forma di un road-movie attraverso l’Argentina, mostra la sua grandezza, i suoi potenziali, la sua ricchezza e le sue contraddizioni.  
E’ il terzo film di una tetralogia sull’Argentina che cominciò con Diario del saccheggio (2004) e La dignità degli ultimi
(2005) e finirà con “Los hombres que estan solos y esperan” ( “Gli uomini che stanno da soli  e aspettano).
 
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA – HAVANA FILM FESTIVAL 2007
 
La dignidad de los nadies (La dignità degli ultimi), 2005
 
Il documentario ripercorre le tappe e le conseguenze della rivolta popolare argentina tra il 2001 e il 2004, che ha costretto tre capi di stato a dimettersi. I "nessuno" rappresentano il vero spirito dell'Argentina, l'anima che non si arrende e decide di lottare contro le ingiustizie legalizzate e la mancanza di libertà. Dinanzi all'espropriazione e alle conseguenti aste delle terre su cui lavoravano, appannaggio esclusivo dei latifondisti, ai contadini non è restato che opporsi cantando a squarciagola l'inno nazionale per bloccare le vendite. Non potevano certo essere arrestati perché cantavano l'inno nazionale ma hanno comunque raggiunto il loro scopo. Nel corso degli anni, disoccupati, commercianti, contadini hanno lottato per ottenere ciò che sognavano, uniti in una rivolta inevitabile anche quanto sembrava senza frutti, che è stata tristemente segnata anche da scontri e uccisioni, come quella di Darío Santillan, uno dei leader del movimento, colpito durante una manifestazione da una pallottola della polizia.
 
"Un prologo, tre cronache e 10 storie: raccontando con passionale fuori campo la storia sociale argentina, Solanas torna al documentario impegnato, illustrando cosa è accaduto dal 2001 ad oggi tra spinte liberiste, sogni proletari e fabbriche occupate. Un viaggio illuminante e commosso attraverso povera gente e signor nessuno che però hanno la forza di credere nel sogno della giustizia: hanno il plus valore della dignità. Tra le donne di plaza de Mayo e il terrorismo di Stato, tra cortei di umiliati e offesi e poliziotti che offendono, tra usura e corruzione, c'è qualcuno che ancora vuol lottare per un Paese giusto. Magari ce la fanno. È bello che il cinema torni a occuparsi delle cose di questo mondo, anche se con modelli stilisticamente vecchio stile, rovistando tra le piccole prodezze quotidiane, le proposte solidali di gente vera." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 3 giugno 2006)
 
MEMORIA DOCUMENTARY AWARD – HAVANA FILM FESTIVAL 2005
 
Memoria del saqueo (Diario del saccheggio), 2004
 
Documentario in dieci capitoli in cui il regista punta il dito contro il governo neo liberale di Menem che negli anni Novanta ha condotto l'Argentina al collasso economico e molte persone alla disperazione.
 
"La tragedia che noi argentini abbiamo vissuto con la caduta del governo del presidente Fernando De La Rua mi ha spinto a tornare alle origini, quando la ricerca di una identità politica e cinematografica e la resistenza alla dittatura militare mi convinsero, negli anni Sessanta, a realizzare L’ora dei forni (1968). Ora, la situazione è cambiata. In peggio. Come è possibile che nel granaio del mondo si soffra la fame? L’Argentina è stata devastata da una nuova forma di aggressione, silenziosa e sistematica, che ha lasciato sul campo più vittime di quelle provocate dalla dittatura militare e dalla guerra delle Malvine. Nel nome della globalizzazione e del più selvaggio liberismo, le ricette economiche degli organismi finanziari internazionali hanno portato al genocidio sociale e al depauperamento della nazione. "
 
"Il film colpisce non solo per la sua carica emotiva ma anche perché narra storie vere: le trame segrete della mafiocrazia argentina e l’alleanza spuria tra le corporazioni politico - sindacali, il potere giudiziario, le banche, le multinazionali e gli istituti finanziari internazionali. È una vicenda universale che non tocca solo l’Argentina. Il pubblico vuole comprendere ciò che accade nel mondo contemporaneo e, proprio per questo, il film funge da acceleratore delle questioni. È una sorta di lotta della memoria contro l’oblio. La globalizzazione, infatti, impone la banalizzazione dell’informazione, disperde, confonde, crea pericolose zone di amnesia collettiva. L’opera ha una decisa vocazione pedagogica. Credo sia la sua forza. È concepita come un viaggio, una deambulazione attraverso l’allucinante realtà argentina. La macchina da presa si muove in maniera oggettiva, cercando di descrivere gli astratti scenari del potere: banche, corridoi, saloni, la Casa Rosada, il Congresso... Sebbene si narrino fatti noti, il materiale d’archivio e il montaggio sembrano svelare una storia sconosciuta ai più. Questa volta ho raccontato un periodo storico di cui sono stato uno dei protagonisti. Nel 1989, per primo, ho denunciato il tradimento del presidente Menem nei confronti dell’elettorato argentino e gli atti aberranti commessi in nome delle privatizzazioni. E nel 1991, per aver divulgato le mie idee, ho anche subìto un attentato. Memoria del saccheggio è il mio personale contributo al dibattito internazionale attualmente in corso, certo come sono che 'un altro mondo è possibile' di fronte ad una globalizzazione sempre più disumana e disumanizzante." 
(Fernando Solanas al Festival di Berlino 2004)
 
PREMIO ALLA CARRIERA – FESTIVAL DI BERLINO 2004
 
El viaje (Il viaggio), 1992
 
Martin, un diciassettenne dalle scelte ancora incerte, vive nelle Terra del Fuoco, a Ushuaia, la cittadina più meridionale del pianeta, con la madre e il patrigno. Frequenta un liceo dalle strutture fatiscenti, irreggimentato con altri compagni da un sorvegliante dittatore, all'arbitrio quotidiano di un non meno dispotico "direttore del collegio", annoiandosi a morte durante le gelide lezioni di professori arcigni e scostanti. E' indeciso ed angosciato per l'assenza del padre - da troppo tempo lontano, per cui la madre ha accettato di vivere con una altro uomo - un padre vero, di cui ricorda la passione per la natura, i viaggi, l'arte, e dal quale Martin vorrebbe sentirsi sostenuto e consigliato. Un giorno presa la sua bicicletta e con qualche indumento nello zaino e poco denaro si avventura negli spazi sconosciuti dell'America Latina, sognando di incontrare da qualche parte il padre, in realtà in ricerca di se stesso, delle proprie radici, della propria identità. E' un viaggio iniziatico, durante il quale Martin ha modo di attraversare località della Patagonia, Buenos Aires, S. Paolo, l'Amazzonia, Machupicchu, i Caraibi, il Messico e di imbattersi nelle tracce di antiche civiltà di quelle terre, in vestigia di remote migrazioni di popoli e in segni del passaggio di conquistatori e colonizzatori, come pure in testimonianze inequivocabili di genialità e di ardimento della sua gente lungo il trascorrere dei secoli. Ma si scontra pure con le infinite contraddizioni di quelle terre, nelle quali il contrasto - anche nei momenti storici attuali - fra il lusso dei potenti e la miseria dei reietti è dei più clamorosi e stridenti dell'intero pianeta. Martin nota ingiustizie vergognose, corre rischi impensabili, sperimenta gli inganni e le incurie dei potenti, incontra ogni genere di insidie e di pericoli ma anche la solidarietà dei semplici, l'amore, lo stesso padre. Il viaggio ha reso maturo l'adolescente ribelle, che è ora in grado di comprendere il padre, con il suo rifiuto dell'immobilismo e della passività e il suo desiderio di novità. Martin si riconosce in lui e, reso più consapevole, si avventura in una personale e responsabile sfida all'ignoto.
 
PREMIO DELLA TECNICA A FERNANDO SOLANAS - CANNES 1992
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA – HAVANA FILM FESTIVAL 1992
PREMIO MIGLIOR FILM IBERO-AMERICANO – GRAMADO FILM FESTIVAL 1992
 
Sur (Sud), 1988
 
Dopo cinque anni di prigione, in una notte del 1983, un operaio di Buenos Aires, Floreal, viene liberato dalla prigione: la dittatura militare è finita. Il suo primo pensiero è quello di di riabbracciare la moglie Rosi ed il suo bambino. Arrivato davanti la porta di casa, però, esita ,con il dubbio che la moglie lo abbia tradito con il suo caro amico Roberto. Preso dai ricordi, e accompagnato dal fantasma del suo amico 'El Negro', Floreal vaga tutta la notte fra le vie del quartiere Sud. All'alba, mentre il fantasma si dissolve, Floreal torna a casa dalla moglie commossa e felice. 
 
“Divisa in 4 capitoli (“La tavola dei sogni”, “La ricerca”, “Amore e nient'altro”, “Morire stanca”) che potrebbero essere titoli di tanghi, l'azione – se si può parlarne in un film onirico dove i morti si mescolano con i vivi – si svolge in una notte. C'è ancora come in Tangos-L'esilio di Gardel, la musica di Astor Piazzolla, ma si ascoltano vecchi tanghi famosi di Anibal Troilo, Pores, Esposito, cantati dalla voce rauca di R. Goyeneche. Gli stessi dialoghi sembrano spesso tolti da testi di tango in questo viaggio notturno e frammentato alla ricerca di un'identità straziata dalla lontananza e dalla persecuzione. La dimensione politica non è assente, ma è soprattutto un film sull'amore e la gelosia. Triste, ma aperto alla speranza, all'attesa. Poiché procede per accumulazione più che per sviluppo drammatico, diventa ripetitivo. Sprofondato nel tempo della memoria, non è forte sul piano dialettico. Appare troppo calcolatamente argentino per esserlo veramente. Ma i momenti di fascino non sono pochi.” (Il Morandini)
 
PREMIO COME MIGLIOR REGIA – FESTIVAL DI CANNES 1988
PREMIO DEL PUBBLICO – FESTIVAL DI CANNES 1990
 
El exilio de Gardel (Tangos - L'esilio di Gardel), 1985
 
Alla fine degli anni '70, un gruppo di Argentini vive in esilio volontario o forzato a Parigi. Sono degli intellettuali nella maggioranza - scrittori o gente dello spettacolo - che hanno trovato asilo in Francia a seguito del colpo di Stato operato nel loro Paese. Mariana con la figlia Maria (è questa che racconta la storia), Juan Dos, lo scrittore Gerardo, il patetico Miseria, Alicia, Angelo e tanti altri sono personaggi che vivono alla meglio, telefonando concitatamente a casa per avere denaro e notizie e sognando di tornare al più presto in Patria. Intanto pensano di mettere su uno spettacolo, a scuotere l'apatia e l'indifferenza generale, e lo chiamano "tanghedia", per farne memoria, testimonianza e ragione di vita: testo e musica sono curati da Juan Primo, con gli appunti e le lettere che egli manda da Buenos Aires, dove è rimasto, e da Juan Dos, suo fratello e musicista geniale. La "tanghedia" consiste in una serie di quadri e scene, dove i fatti e le vicende anche di carattere personale saranno raccontati, simbolizzati, cantati e danzati con l'ausilio di decine di tanghi, da quelli classici di Castaneira de Dios e, soprattutto, del celeberrimo Gardel, a quelli più attuali e brucianti dell'epoca d'oggi. Ma Juan Dos ed il regista (francese) Pierre non riescono a trovare il finale dello spettacolo. Si ricorre perfino alle apparizioni del generale San Martin (eroe dell'indipendenza argentina, morto tristemente in esilio a Parigi nel 1850) e di Gardel, cantore popolare di celebrità mondiale (esiliato e morto nel 1935 nella stessa città). Con la citazione dei due personaggi, i quali pacatamente inducono alla fiducia ed all'inevitabile ritorno in Patria, nonchè con le franche parole della giovanissima Maria, troppo lontana dalla dittatura e dai "desaparecidos", ormai integratasi nel Paese che l'ha accolta e vogliosa di vivere, la "tanghedia" non andrà in scena, ma resterà un canto genuino e dolente, una toccante esperienza aperta alla speranza.
 
"L'originalità del film non sta infatti nelle amare meditazioni di Solanas, nel ripiegarsi sull'antico rimpianto della terra lontana. E' nella sua composita struttura (si va dal bozetto familiare al teatro da strada, dal documentario alla commedia musicale), in quel simpatico incrocio di realistico e di visionario, che accoglie gli stessi fantasmi di Gardel e di San Martin (l'eroe popolare del Sud America), e al quale si deve uno spettacolo vivacissimo, tanto spesso ambientato nelle scenografie naturali di Parigi, inconsueta ribalta per allegoriche coreografie cui danno vita mimi e ballerini di prim'ordine. Condito dalle musiche di Astor Piazzolla, ispiratosi alle canzoni popolari del Rio della Plata e a nuovi testi - alcuni dei quali scritti dallo stesso Solanas - e realizzato con un libero impasto di folclore e lirismo, di comico e accorato, il film annovera tanghi bellissimi, classici e moderni. Se la Carmen di Saura era il trionfo del flamenco, la vitalissima opera di Solanas, godibile come poche, ci dice del tango lo splendido languore e la provocante sensualità." (Giovanni Grazzini, 'Il Corriere della Sera', 21 Febbraio 1986)
 
"'Tangos' è pure un film storico e politico, e lo è senza demagogia, in modi critici, dialettici. S'interroga sui diritti dell'uomo, sui problemi e le contraddizioni dell'integrazione culturale, sui rapporti tra gli argentini e Parigi, capitale della cultura e di tutti gli esuli, sulla generazione dei figli adolescenti degli esuli: il loro Paese sarà quello dei genitori che tornano o quello che sceglieranno da sè? 'Tangos' è, infine, un film che s'interroga su se stesso, sul cinema, sull'arte. 'Niente creatività senza rischi', dice un personaggio. I suoi rischi, Solanas se li è presi con un'audacia, ma anche con una matura padronanza dei mezzi espressivi, che mi hanno conquistato: è riuscito a far coincidere etica ed estetica senza che si neutralizzino a vicenda." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 21 Febbraio 1986)
 
"Al Festival di Venezia piacque assai, ai più sentimentali soprattutto, ai reduci nostalgici di tante battaglie e illusioni politiche, anche se sembra fin troppo ricco e pletorico, un profondo sospiro che voleva essere un grido. La giuria accolse la generale commozione e decreta un premio speciale, commosso anche nella motivazione: 'La Patria e la sua cultura devono essere amate e difese allorché esprimono anche il desiderio di una più grande giustizia e di una libertà inalienabile'.
Una ragazza argentina, che aveva dieci anni quando lasciò il suo Paese, racconta a Parigi l'esilio patito dalla madre, attrice e danzatrice; e s'immagina che gli esuli argentini tentino di mettere in scena una Tanghedia, mescolanza di commedia e tragedia, sulle note del tango. L'eroe sarà Gardel, mitico autore di tango, e il copione si costruirà in diretta collaborazione telefonica con l'Argentina. Difficile sarà trovare un finale degno dell'idea e delle sofferenze patite, ma, in fondo al sogno ad occhi aperti, intervengono lo stesso Gardel e il generale San Martin, liberatore del Sud America e pure lui esule per tanti anni. La musica di Piazzolla,l'omaggio alla Francia terra ospitale, il contagio culturale tra esuli e ospiti si fondono nel film in un modo insieme abbandonato e ufficiale, quasi un manifesto inviato dalla vecchia Europa all'Argentina, nuovamente democratica, ma ancora pericolante. La Laforet ha i begli occhi di sempre, un poco offuscati da tutto quello che è accaduto in questi anni e che non si sarebbe voluto vedere." ('La Stampa', 19 Gennaio 1986)
 
GRAN PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA - FESTIVAL DI VENEZIA 1985
PREMIO MIGLIOR REGIA – ARGENTINEAN FILM CRITICS ASSOCIATION AWARDS 1987
PREMIO MIGLIO FILM - ARGENTINEAN FILM CRITICS ASSOCIATION AWARDS 1987
 
 
Note biografiche
 
FERNANDO “PINO” SOLANAS (Buenos Aires, 1936), regista cinematografico e teatrale (ma anche musicista, attore, pubblicitario e autore di storie per fumetti), diventa famoso in tutto il mondo con il film manifesto L’ora dei forni (1968), dedicato all’ondata rivoluzionaria che scuote l’America Latina alla fine degli anni Sessanta. Costretto a lasciare l’Argentina dopo il colpo di stato militare del 1976, vive in esilio in Francia fino al 1984. Di ritorno in Sud America, si consacra tra i migliori autori cinematografici internazionali con Tangos (1985, premio speciale della giuria a Venezia), Sur (1988, palma per la miglior regia a Cannes), Il viaggio (1992, presentato in concorso a Cannes) e La nube (1998, presentato in concorso a Venezia). Con l’opera Memoria del saqueo (La memoria del saccheggio), presentata al Festival di Berlino del 2004, Solanas ottiene il premio speciale alla carriera.  E’ la prima delle quattro opere di un progetto dedicato all’Argentina contemporanea. Seguono La dignidad de los nadies (La dignità degli ultimi) (Memoria Documentary Award – Havana Film Festival 2005) e Argentina latente (Premio Speciale della Giuria – Havana Film Festival 2007). La tetralogia sull’Argentina si concluderà con Los hombres que estan solos y esperan (Gli uomini che stanno da soli  e aspettano).
Dal 1977, il regista conduce seminari itineranti e workshop formativi in America Latina, Europa e Stati Uniti. Per quanto riguarda l’Italia, che il Maestro ha visitato per la prima volta nel 1964, si sono formati gruppi di lavoro che operano sotto la sua direzione artistica a Roma, Bologna, Perugia.
  BANDO di ammissione
Seminario  con il regista Fernando Solanas
Titolo: Tra fiction e documentario: il processo creativo, dalla scrittura alla regia
14 - 15 aprile 2008
Il Seminario è promosso dal Circolo Arci Blutango (via Salerni 1, 73100 Lecce) nell’ambito del progetto Incursioni 2008, a cura di Rita Scrimieri, con la collaborazione organizzativa di Andrea Morini della Cineteca di Bologna.
Patrocinio e sostegno della Provincia di Lecce – Rassegna Territorios - Negroamaro Salento 2008, sezione Cinema del Reale.
Finalità e obiettivi
Il seminario si propone come ambito formativo di persone interessate ad affrontare le problematiche della creazione cinematografica. Attraverso la ricchissima esperienza professionale di un Maestro del cinema riconosciuto a livello internazionale, quale è Fernando Solanas, si analizzano gli aspetti della creazione cinematografica, dalla fase ideativa a quelle della scrittura letteraria, della scrittura filmica nella specificità del linguaggio filmico - visuale  e sonoro - al fine di comprendere la strategia comunicativa della regia.
Destinatari/Bando
Il seminario si rivolge a un gruppo formato da studenti di discipline quali cinema, video, teatro, letteratura, comunicazione, arti visive e da persone attive in settori ad esse pertinenti.
Il bando prevede un massimo di 70 partecipanti, con una riserva di 20 posti per professionisti del settore residenti nel territorio regionale, per un totale di 50 studenti più 20 operatori. Nel rispetto delle pari opportunità è riservata una quota del 50% a partecipanti di genere femminile.
Requisiti
La conoscenza basica di una terminologia tecnica è il requisito minimo da autocertificare nella domanda di ammissione. Requisiti ulteriori,  come attività documentate negli ambiti delle discipline afferenti il seminario, devono essere rilevabili da curriculum. Costituirà titolo preferenziale ma non esclusivo la residenza del richiedente  nella Provincia di Lecce.
Scadenze e modalità
La domanda di ammissione dovrà :
- pervenire entro e non oltre le ore 12.00 del giorno 07.04. 2008. NON farà fede il timbro postale.
- essere inoltrata in forma digitale o in forma cartacea: in forma digitale all’indirizzo e- mail ; in forma cartacea: via fax al numero 0836.320523 o all’indirizzo postale “Circolo ARCI Blutango, via Salerni 1, 73100 Lecce”, indicando sulla busta l’oggetto: “Seminario Solanas”;
- essere presentata nella forma del Curriculum Vitae Formato Europeo, scaricabile  così come il bando, dai seguente indirizzi:
www.blutango.it
www.culturemediterranee.it
Selezione
La selezione dei richiedenti avverrà in base ad una valutazione dei Curriculum Vitae.
Entro l’10 aprile si comunicherà l’esito della selezione a ciascun  candidato, tramite  e- mail o fax o telefono indicati dal richiedente nella domanda di ammissione.
Sede del Seminario
Auditorium del Museo Provinciale “S. Castromediano” di Lecce, Viale Gallipoli 28
Dettagli partecipazione
La quota di partecipazione al Seminario, comprensiva dell’ingresso alle 6 proiezioni, è di 40 € per studenti, 60 € per altri.
Il versamento anticipato della quota di iscrizione al seminario, entro 24 ore dalla comunicazione al candidato dell’avvenuta selezione, costituirà garanzia di partecipazione.
Il versamento dovrà essere fatto sul CC n. 0541555555 intestato a BLUTANGO CIRCOLO ARCI, coordinate bancarie: IBAN IT 72 Q 05262 79650, c/o Banca Popolare Pugliese, piazza Toma, Galatina (Le).
La ricevuta dell’avvenuto pagamento potrà essere ritirata all’atto di registrazione dei partecipanti, lunedì 14  alle ore 9.00 presso il tavolo della segreteria, Auditorium del Museo, 1° piano.
Al termine del seminario sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
La domanda di ammissione implica l’accettazione di quanto contenuto nel bando.
Svolgimento del Seminario
Il seminario si svolgerà nei giorni 14 e 15 aprile 2008.
Lunedì 14: registrazione dei partecipanti  dalle 9.00 alle 9.20; prima parte del seminario, dalle 9.30 alle 12.00.
Martedì 15: seconda parte del seminario, dalle 10.00 alle 13.00.
Informazioni/Contatti
Segreteria organizzativa: Circolo Arci Blutango, via Salerni 1, 73100 Lecce
334. 9748230 – 349. 4648260
0832.612938 – Fax 0836.320523
Privacy
La partecipazione alla selezione implica il consenso al trattamento dei dati personali per le sole finalità legate allo svolgimento del seminario. Titolare del trattamento dei dati è il Circolo Arci Blutango di Lecce, nella persona del suo Presidente, sig. Rocco Lolli, con sede in via Salerni 1 - 73100 Lecce, cui ci si potrà riferire per far valere i diritti degli interessati ai sensi dell’art. 7 del D.Lgs 196/2003.
Facsimile domanda di ammissione al seminario
Al Circolo Arci Blutango
Segreteria organizzativa
Oggetto: richiesta di ammissione – seminario di Fernando Solanas, 14-15 aprile 2008
Io sottoscritta/o…(nome e cognome), nata/o a... il…,residente in….(località con CAP, comune, provincia), domiciliata/o in ….(località con CAP, comune, provincia) chiedo di partecipare al seminario intitolato “Tra fiction e documentario: il processo creativo, dalla scrittura alla regia”, condotto dal regista argentino Fernando Solanas, che si svolgerà nei giorni 14 e 15 aprile 2008 a Lecce presso Auditorium del Museo provinciale, viale Gallipoli 28.
Dichiaro di essere in possesso della conoscenza basica di una terminologia tecnica e di accettare con la presente quanto contenuto nel bando pubblicato nei siti www.blutango.it e www.culturemediterranee.it
Allego alla presente il mio Curriculum Vitae da me compilato secondo il modello europeo e firmato.
Vi chiedo di comunicarmi la risposta di ammissione ad uno dei seguenti recapiti:
e mail: …
telefono fisso: …
telefono cellulare: …
fax: …
In fede
firma e data
Modello CURRICULUM VITAE da compilare e allegare alla domanda di ammissione al seminario
FORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE
 
INFORMAZIONI PERSONALI
Nome          
Indirizzo             
Telefono              
Fax            
E-mail                  
Nazionalità          
Data di nascita               
ESPERIENZA LAVORATIVA
        
• Date (da – a)               
• Nome e indirizzo del datore di lavoro                 
• Tipo di azienda o settore                 
• Tipo di impiego            
• Principali mansioni e responsabilità            
ISTRUZIONE E FORMAZIONE
• Date (da – a)               
• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione         
• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio            
• Qualifica conseguita              
• Livello nella classificazione nazionale (se pertinente)              
CAPACITÀ E COMPETENZE PERSONALI
Acquisite nel corso della vita e della carriera ma non necessariamente riconosciute da certificati e diplomi ufficiali.
PRIMA LINGUA           
ALTRE LINGUE
                  
• Capacità di lettura                
• Capacità di scrittura             
• Capacità di espressione orale           
CAPACITÀ E COMPETENZE RELAZIONALI
Vivere e lavorare con altre persone, in ambiente multiculturale, occupando posti in cui la comunicazione è importante e in situazioni in cui è essenziale lavorare in squadra (ad es. cultura e sport), ecc.            
CAPACITÀ E COMPETENZE ORGANIZZATIVE 
Ad es. coordinamento e amministrazione di persone, progetti, bilanci; sul posto di lavoro, in attività di volontariato (ad es. cultura e sport), a casa, ecc.              
CAPACITÀ E COMPETENZE TECNICHE
Con computer, attrezzature specifiche, macchinari, ecc.            
CAPACITÀ E COMPETENZE ARTISTICHE
Musica, scrittura, disegno ecc.           
ALTRE CAPACITÀ E COMPETENZE
Competenze non precedentemente indicate.            
PATENTE O PATENTI            
ULTERIORI INFORMAZIONI                 
ALLEGATI           
                   Il sottoscritto è a conoscenza che, ai sensi dell’art. 26 della legge 15/68, le dichiarazioni mendaci, la falsità negli atti e l’uso di atti falsi sono puniti ai sensi del codice penale e delle leggi speciali. Inoltre, il sottoscritto autorizza al trattamento dei dati personali, secondo quanto previsto dalla Legge 675/96 del 31 dicembre 1996.
Città , data
         NOME E COGNOME (FIRMA)
         _________________________________________
Conferenza cittadina di Fernando Solanas
14 APRILE 2008  ore  20.00
Auditorium Museo Provinciale - Lecce, V.Le Gallipoli 28
Segue dialogo con il pubblico
 
Ingresso  libero
 
 
 
 
                                                                                                              
 
 
 
 
 
 
Serata in onore di Fernando Solanas e del suo Paese
14 APRILE 2008,  ore 22.30
Foyer del Teatro Politeama Greco di Lecce
Ospiti: rappresentanti dell'Ambasciata della Repubblica Argentina,dell' Istituto Italo Latino Americano di Roma e delle autorità locali.
Buffet e tradizionale Milonga argentina con Felix Picherna, il più noto musicalizador argentino nel mondo
 
Ingresso: 10 € consumazione compresa
 
 
 
 
 
 
                                                                                                          
 
 
 
 
 
 
Il 15 aprile, tra le 17.00 e le 19.00, il regista è disponibile per incontrare  e salutare i giornalisti di carta stampata e TV.
Si suggerisce di preavvisare entro le ore 20.00 del giorno precedente presso la segreteria organizzativa:
334.9748230 – 349.4648260 – 0832.612938 - Fax 0836.320523-
Webmaster by Mikelee gennaio 2006. Mambo è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL
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