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GRAUCO FILMCLUB programma di Maggio Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
domenica, 27 aprile 2008 22:25

GRAUCO FILMCLUB programma di Maggio

LE PROPOSTE DI MAGGIO 2008 PER I NOSTRI ASSOCIATI

RICERCA 2008 - REALTÀ SOCIALE E RAPPRESENTAZIONE
CINEMATOGRAFICA
PERCORSI
EUROPA
* Spagna 8 films
* Francia 3 films
* Gran Bretagna 3 films
LATINOAMERICA
* Argentina 2 films
* Brasile 2 films
* Chile 1 film
* Cuba 2 films
* Nicaragua 2 films
AFRICANO
* Burkina Faso 1 film
* Senegal 1 film
* Kenya 1 film
ORIENTALE
* Giappone 3 films
* Hong Kong 5 films
USA TRA ARTIFICIO E RISCATTO
* Gioventù marcata 10 films
* I Marx Bros 2 films
L’AMORE NASCOSTO
* Gran Bretagna 1 film
* Canada 1 film
* Italia 1 film
ETNICO
* Buthan 1 film
* Mongolia 1 film
* Cultura Rom 1 film
CINEMA DELL’EST
* Romania 3 films
* Georgia 2 films
* Armenia 1 film
* Bosnia 2 films
* Jugoslavia 1 film
* Russia e URSS 6 films

CRONOLOGIA ITALIANA

* Introduzione 1926-1943 1 film
* Gli Anni 30 1 film
* Gli Anni 40 4 films
AGENDA

05.V.1924 Leopoldo Torre Nilsson
08.V:1906 Roberto Rossellini
16.V.1898 Kenji Mizoguchi

PERSONALE
Takeshi Kitano 3 films
Andrew Lau. Alan Mak 3 films

Ogni frequentatore può scegliere lungo tutto l’anno 2008 un PERCORSO da
seguire e approfondire scegliendo consapevolmente i films da visionare.

La nostra scelta nella Selezione dei films è prima di tutto la loro possibilità di lettura
socio-culturale, poi il linguaggio filmico, con il quale le storie vengono raccontate.




* GIOVEDI 1° MAGGIO. CRONOLOGIA ITALIANA. Gli Anni 30

Ore 19.00 – ROMA 1926-1943, di Nicola Caracciolo e Gianni Borgna 2004 (47’)
Raccolta delle più interessanti immagini girate dall’Istituto Luce tra il 1926 e il 1943. Gli abitanti, le situazioni. Un passato lontano, in un certo senso, perduto. Ma queste immagini sono testimoni della storia della città, dei suoi momenti migliori, con le sue speranze e progetti agli anni amari delle illusioni tradite e dalla retorica vuota. Ecco, il nostro passato è lì, quella è la gente che ci ha preceduto.

Ore 20.00 – GLI UOMINI, CHE MASCALZONI !, di Mario Camerini 1932 (65’)
Cast: Vittorio De Sica (31 anni), Lia Franca, Cesare Zappetti, Aldo Moschino. Soggetto Aldo De Benedetti e Mario Soldati. Foto Massimo Terzano.
Una storia d’amore raccontata con grazia e fluidità. Ma la cosa interessante è che in quegli anni in cui la realtà non aveva posto nei films, dove ogni immagine era prodotto dall’artificio dentro gli Studi, Camerini osò uscire all’aperto, usare alcuni scenari reali. Cosa che molti leggono ora come l’anticipazione di quel desiderio di rappresentazione che avrebbe portato, un decennio dopo, al Neorealismo.
Ore 21.15 – 1 8 6 0, di Alessandro Blasetti 1933 (75’)
Cast: Giuseppe Gulino (Carmeliddu), Aida Bellia (Gesuzza), Gianfranco Giachetti (padre Costanzo), Maria Denis (Clelia). Tratto da “Quarto al Volturno. Noterelle di Uno dei Mille” di Giuseppe C.Abba. Foto Anchise Brizzi.
Sicilia ai tempi dei Borboni. La rivolta di Palermo. La repressione. I garibaldini. Blasetti esce anche lui allo scoperto e con mano ferma racconta, senza cadere nella insopportabile retorica dell’epoca. Lo si avverte attento osservatore dei classici sovietici. I giovani fascisti dell’epoca, in coro, fecero delle critiche celebrative attirando acqua al loro mulino.

* VENERDI 2. PERCORSO ORIENTALE. Hong Kong

Ore 17.00 – INFERNAL AFFAIRS, 1, di Andrew Lau e Alan Mak 2002 Hong Kong (97’) v.o.sott.ital.
Cast: Andy Lau, Tony Leung, Anthony Wong. Foto Christopher Doyle*.
Una storia di tradimenti e solitudini. I registi affrontano le situazioni rinunciando a quel tipo di “azione” che accomuna molti films di Hong Kong, per concentrarsi sui personaggi e il loro problema esistenziale. Enorme successo in patria, questo film finì per integrare un trittico di giustificato interesse, soprattutto per il suo linguaggio filmico.

Ore 19.00 – INFERNAL AFFAIRS, 2, di Andrew Lau e Alan Mak 2003 Hong Kong (115’) v.o.sott.ital.
Cast: Anthony Wong, Carina Lau, Eric Tsang, Francis Ng*.

Ore 21.00 – INFERNAL AFFAIRS, 3, di Andrew Lau e Alan Mak 2003 Hong Kong (113’) v.o.sott.ital.
Cast: Andy Lau*, Tony Leung, Eric Tsang, Kelly Chen, Anthony Wong.
Il terzo episodio che chiude la Trilogia, è per molti critici, il migliore di tutti. Ci sono dei momenti indimenticabili.
Questa proposta di Lau e Mak ha influito in molti films successivi, nei quali si cerca di affrontare il “poliziesco orientale”, decostruendo i suoi anchilosati clichè.

* SABATO 3. PERCORSO EUROPEO. Gran Bretagna

Ore 17.00 – DONNE IN AMORE, di Ken Russel 1969 (120’) versione italiana
Cast: Alan Bates (Rupert), Oliver Reed (Gerald), Blenda Jackson (Gundrun *Oscar), Jenny Linden (Ursula). Dal romanzo di D.H.Lawrence “Women in Love” (1920). Script: Larry Kramer. Foto Billy Williams.
Gundrun e Ursula sono sorelle, di temperamento diametralmente opposto. Conoscono Rupert e Gerald nella sontuosa villa di Hermione. Finiranno per formare un quartetto ambiguo e tragico. Uno dei film che ha dato un notevole prestigio a Ken Russell che poi non ha saputo mantenere. Un Cast straordinario. Momenti di puro cinema.

Ore 19.00 – THE NAVIGATORS, Paul, Mick e gli Altri, di Ken Loach 2001 (95’) v.o.sott.ital.
Cast: Joe Duttine (Paul), Tom Craig (Mick). Soggetto Rob Dawber Stories from track side. Foto: Barry Ackroyde & Mike Eley.
“Il lavoro è centrale nella vita dell’uomo. I gruppi di Potere hanno inventato un questi anni un linguaggio fintamente rassicurante che nasconde, invece, ogni sorta di trappole: flessibilità, esubero, interinale, scivolo, concertazione… Che si traduce in libertà di licenziamento, riduzione dei diritti, precariato, fine della specializzazione e del lavoro di equipe, quindi, fine della solidarietà e notevole paura nel futuro” (Ken Loach).

Ore 21.00 – ESPIAZIONE, di Joe Wright 2007 (118’) v.o.sott.ital.
Cast: Keira Knightley (Cecilia), James McAvoy (Robbie), Romola Garay (Brione a 18 anni), Vanessa Redgrave (Brione, anziana). Dal romanzo di Jan McEwan “Atonement”. Foto Seamus McGarvey.
La famiglia Tallis vive la loro vita privilegiata nella magnifica villa lontana da Londra e dalla Guerra. Quel week-end c’era un caldo asfissiante che sembra essere la causa del comportamento inusuale di tutti. Brione vorrebbe diventare una scrittrice. Sua sorella, bellissima, è diventata l’amante del figlio di un domestico. Brione sa tutto e quel giorno accusa il giovane di un terribile fatto che non ha commesso…


* DOMENICA 4. PERCORSO EUROPEO. Francia

Ore 17.30 – ASTERIX E I VICHINGHI, di Stephan Fjeldmark e J.Moeller 2005 (80’)
Soggetto Jean Luc Goossens. Scene Albert Uderzo.
Asterix e Obelix, due guerrieri imbattibili, di quel villaggio che ha saputo far fronte ai soldati romani di Cesare, si ritrovano, su richiesta del Capo tribù a dover addestrare quello smidollato di suo nipote, innamorato di una fiera vichinga figlia del Capo Clan avversario.
Questo è il settimo film della divertente serie.

Ore 19.00 - L’ACCOMPAGNATRICE, di Claude Miller 1992 (102’) versione italiana
Cast: Elena Sofonova (Irene, il soprano), Romane Bohringer (Sophie, l’accompagnatrice), Richard Bohringer (il marito di Irene). Dal romanzo di Nina Berberova (1938). Script: Luc Beraud e Miller. Foto Yves Angelo. 1942. Nella Parigi occupata dai nazisti. Irene Brice è una cantante acclamata dalla borghesia collaborazionista. Sophia, pianista disoccupata, viene assunta come accompagnatrice al piano nel ciclo dei concerti. Tra loro sorgerà un’ambigua relazione.

Ore 21.00 – LA VOLTAPAGINE, La Tourneuse de pages, di Denis Dercourt 2006 (85’) v.o.sott.ital.
Cast: Catherine Frot (la pianista), Deborah François (la voltapagine), Pascal Gregory (Monsieur Fouchècourt).
Melanine studia il piano con passione, però, al momento degli esami finali viene bocciata dalla intransigente Ariane Fouchècourt. Melanine distrutta, decide di non suonare più. Anni dopo Melanine diventa segretaria in uno studio legale di un rinomato avvocato che, guarda caso, è il marito di Ariane. Melanine, poco a poco, si guadagna tutta la fiducia dell’avvocato e finisce impiegata anche dalla moglie, come governante e poi voltapagine. Il rapporto tra le due donne si va delineando con contorni tutt’altro che quelli che corrono tra datore di lavoro e lavorante. Ariane si innamora della sua giovane assistente.

* LUNEDI 5. PERCORSO LATINOAMERICANO

AGENDA: Leopoldo Torre Nilsson 5.V.1924/1978

Ore 19.00 – LOS SIETE LOCOS, di Leopoldo Torre Nilsson, 1973 (115’) v.o.senza sottot.
Cast: Alfredo Alcón (Erdosan), Norma Aleandro (la zoppa), Hector Alterio (Barsut).
Dal romanzo di Roberto Arlt (1900-1942). Foto Anibal Di Salvo. *Berlinale 1973 Miglior Regia. *Cartagena 1974 Miglior Film.
Quelli che tifavano per Roberto Arlt, autore di romanzi che cercavano di riprodurre il comportamento del quotidiano, il linguaggio e la sordità della strada, si situavano sulla sponda opposta agli illuminati borghesi che ammiravano Borges che era sì, considerato un grande uomo di cultura, ma politicamente da diffidare (in quegli anni) e, in generale, non lo si sentiva “argentino”. Infatti, scriveva molto in inglese. Arlt, invece, era l’uomo del barrio di Boedo, non solo un argentino ma un porteño. I suoi romanzi, però, in quell’epoca, erano molto difficili da tradurre in cinema, senza perdere la propria idiosincrasia. Torre Nilsson ci provò.

in collaborazione con M.A.I.S.
Movimento per l’Autosviluppo, l’Interscambio e la Solidarietà (www.mais.to.it)

Ore 21.00 – LA HISTORIA DE ROSA, di Florence Jaugey, 2005, Nicaragua (32’) v.o.senza sottot.
Storia di Rosa, vittima di uno stupro, rimasta incinta, senza poter adoperare l’aborto terapeutico; rischia una condanna a 20 anni di prigione. I medici non obiettori rischiano, invece, la scomunica e il posto. Rosa aveva 8 anni !

a seguire:
LA FLOR MAS LINDA DE MI QUERER, di Alessandro Angelini, 2002 Nicaragua/Italia (58’)
*Special Mention Award UNICEF. RIFF film Fest 2003.
Difficile viaggio da un passato di aggressione, emarginazione e sfruttamento, anche sessuale, alla presa di coscienza.

* MARTEDI 6. PERCORSO MARXISTA. Groucho, Harpo, Chico, Zeppo

Ore 19.00 – MARX BROTHERS 2: ANIMAL CRACKERS, di Victor Heerman 1930 (93’) v.o.sott.ital.
Cast: Chico Marx, Harpo Marx, Zeppo Marx & Groucho Marx. Margareth Dumont, Lillian Roth.
Soggetto George S.Kaufmann (1928), Script Morris Ryskind. Foto George Folsey. Musica Bert Kalmar e Harry Ruby.
Raccontare il plot di un film dei Marx è un compito superiore alle nostre capacità, ma lo stesso Ryskind ammetteva che lui poteva raccontare quello che aveva scritto nel suo script ma non quello che i Marx ne avevano poi fatto. L’arte dell’improvvisazione, della gag estemporanea è stata il trade-mark di quei pazzoidi che hanno piantato i semi dei film Demenziali, diventati poi un Genere.

Ore 21.00 - MARX BROTHERS, 4: HORSE FEATHERS, Cavalli di razza, di Norman Leod 1932 (70’) v.o.sott.ital.
Cast: Chico Marx, Harpo Marx, Zeppo Marx & Groucho Marx. Thelma Todd, Nat Pendieton. Soggetto Kalmar & Buby. Nello script anche S.J.Perelman. Produttore Herman Mankiewicz.
L’anarchia dello humour dei Marx seminò lo Studio di situazioni incontrollabili, discussioni, prove e riprove per cercare di disciplinare e dare una forma definitiva alle gags che poi, dopo il “Ciak” diventavano tutt’altra cosa. Groucho nelle sue memorie ricordava candidamente “…è stato tutto molto divertente”.

* MERCOLEDI 7. PERCORSO EUROPEO: Spagna

Ore 19.00 - TE DOY MIS OJOS. Ti dò i miei occhi, di Iciar Bollain 2003 Spagna (105’) v.o.sott.ital.
Cast: Laia Marull, Luis Tosar, Candela Peña, Rosa Maria Sardà.
Un Cast straordinario giustamente multipremiato. 7 Premi Goya *Film, *Regia, *Sceneggiatura, *Interpreti. La vittima complice del boia.

Ore 21.00 - EL MISTERIO GALINDEZ, di G. Herrero 2003 (125’) v.o. sott.spagnoli
Cast: Eduardo Fernandez (Galindez*), Saffron Burrows (Muriel), Harvey Keitel (Agente CIA), Reynaldo Miralles (Don Angel). Tratto dal romanzo di Manuel Vazquez Montalbán. Una coproduzione Spagna, GB, Puertorico, Cuba, Francia, Italia.
Jesus Galindez era un professore universitario, vazco, in esilio durante il franchismo. Scrisse un libro sul dittatore Trujillo. Nel 1956 sparisce in circostanze che lasciano spazio a tutti i dubbi, domande, risposte, illazioni che continuarono a circolare per decenni. Nel 1987, Muriel Colber, intraprende una ricerca sull’Etica della Resistenza per la sua laurea. Donna sensibile e coraggiosa va scoprendo passo a passo delle mezze verità inquietanti. Uno dei libri più affascinanti di Montalbán, fuori dalla serie del commissario Carvalho.

* GIOVEDI 8. AGENDA. Roberto Rossellini 8.V.1906 / 3.VI.1977

Ore 19.00 – VIAGGIO IN ITALIA, di Roberto Rossellini 1953 (80’)
Cast: Ingrid Bergman, George Sanders, Anna Proclemer. Soggetto: Rossellini e Vitaliano Brancati. Foto Enzo Serafin. Score: Renzo Rossellini.
All’uscita del film le critiche lo distrussero e questo indusse il pubblico a disertare la Sala. In Francia, invece, tutti lo trovarono uno dei migliori film del momento (l’esistenzialismo prendeva quota, soprattutto a Parigi e nel rapporto dei personaggi si trova già questo clima, prima di Antonioni, che ne farà uso e abuso, poi). Dopo il fallimento al botteghino Rossellini trovò grandi difficoltà con i produttori italiani.

* Ore 20.30 – ERA NOTTE A ROMA, di Roberto Rossellini 1960 (150’) versione integrale bilingue con sott.ital.
Cast: Giovanna Ralli (Esperia), Renato Salvatori (Renato), Leo Genn (Pemberton), Sergei Bondarciuk (Aleksandrovič), Peter Baldwin (Bradley), Laura Betti (la falsa suora), Enrico Maria Salerno (il medico). Soggetto Sergio Amidei e nella Sceneggiatura anche Diego Fabbri, Brunello Rondi e Rossellini. Foto Carlo Carlini.
Dopo l’8 settembre 1943, quando i nazisti occupano Roma, tre prigionieri di guerra (un russo, un inglese e un americano), trovano rifugio in una soffitta nel rione Ponte. Trama tutta puntata sul comportamento dei personaggi. Questa è la versione senza i tagli imposti dal mercato (ne girava una di 102’). Questo è, forse, il suo ultimo film ancora riscattabile. Dopo per trovare momenti validi dobbiamo guardare il suo lavoro per la Televisione.

* VENERDI 9. PERCORSO AFRICANO

Ore 17.00 - KEITA, L’EREDITA’ DEL CANTASTORIE, di Dani Kouyatè 1995 Burkina Faso. (95’) v.o.sott.ital.
Cast: Abdoulaye Komboudri, Sotigui Kouyatè, Seydu Rumba.
L’importanza della tradizione orale nella storia della cultura africana. Il Griot (che possiamo tradurre come Cantastorie), è il depositario della memoria della sua gente. Ma il progresso non può non intaccare una pratica che rappresenta l’identità culturale di un popolo. Il conflitto è inevitabile.

Ore 19.00 – MOOLAADE’, DIRITTO D’ASILO, di Sembene Ousmane 2004 (120’) Senegal. sott.ital.
Cast: Interpreti non professionisti. Moolaadè in lingua bàmbara significa Diritto d’asilo. ***Cannes.
Quattro ragazzine che cercano disperatamente di evitare la escissione praticata alle donne del villaggio senegalese si rifugiano da Collè Ardò, una coraggiosa donna conosciuta per aver impedito di sottoporre la propria figlia a questo rito imposto dagli uomini. Ousmane è forse il nome più conosciuto e rispettato tra i Registi dell’Africa Nera; qui aveva 81 anni. Tutti i films della sua filmografia affrontano il conflitto fra tradizione e progresso.

in collaborazione con AMREF Italia

Ore 21.00 – PINOCCHIO NERO, di Marco Baliani 2004 (72’) v.o.sott.ital.
Cast: interpretato dai ragazzi di strada di Nairobi. Sceneggiatura Maria Maglietta, Letizia Quintavalle. Foto Angelo Loy, Mauro Sacca. Coreografia Elsa Cuppini.
Quasi 3 anni di lavoro in Kenya per realizzare questo spettacolo che poi ha debuttato in Europa. Quella Europa che forse i ragazzi sognavano come il vero Paese dei Balocchi.





* SABATO 10. PERCORSO ETNICO: Buthan, Mongolia, i Rom

Ore 17.00 - MAGHI E VIAGGIATORI, di Khyentse Norbu 2003 (107’) sott.ital.
Cast: Tshewang Dendup, Sonam Kinga, Lhakpa Dorji.
Un giovane funzionario del Governo sogna di lasciare il Bhutan per vivere una vita diversa in qualche paese dell’Occidente. (Il Bhutan è un paese creato nel 1865 dall’Imperialismo britannico ai confini tra l’India, Burma, Nepal e Cina. Era considerato uno Stato-cuscinetto. Oggi la Terra del Drago è uno stato Buddista governato da una dinastia regale e un Parlamento).

Ore 19.00 - IL MATRIMONIO DI TUYA, di Wang Quan An 2006 Mongolia(96’) v.o.sott.ital.
Cast: Yu Nan (Tuya), l’unica attrice professionista di tutto il cast, gli altri sono gente del posto. Foto Lutz Reitemeier.
Tuya è una donna giovane, bella e forte in una terra avara. Ha un centinaio di pecore che bisogna pascolare, tosare e dal loro latte produrre i formaggi che vende in città. Il marito, si è ammalato gravemente rimanendo impossibilitato. La situazione diventa insostenibile. Lui stesso dice alla moglie che nella casa c’è bisogno di un uomo che l’aiuti ad affrontare l’incombente lavoro. Lei non vuole divorziare a meno che chi la sposa giuri di avere cura non solo dei propri figli ma anche del marito. Non sarà facile.

Ore 21.00 - LATCHO DROM. Buon Viaggio!, di Tony Gatlif 1993 (98’) v.o. sott.ital.
Cast: Musicisti gitani dell’India, Egitto, Turchia, Romania, Ungheria, Slovacchia, Francia e Spagna. *Cannes *Prix de la Memoire *Munich Fest *MIDEM. Gatlif è nato in Algeri, da stirpe Rom, con questo film ripercorre l’eterno viaggio che i gitani hanno iniziato più di 1000 anni fa, dall’India alla Spagna e del quale ancora non si conoscono con certezza i veri motivi. I rom sono delle genti erranti, condannati a vagare, a vivere nel disprezzo, bistrattate, ma anche temute. Sempre ai margini.

* DOMENICA 11. PERCORSO DELL’EST

Ore 17.00 - TRAIN DE VIE, di Radu Mihaileanu 1998 Romania (100’) vers.italiana
Cast: Lionel Abelanski (Schlomo), Rufus (Morderai), Clement Harari (Rabbino), Marie Josè Nat (Sura). Musiche Goran Gregovi.
1941. Europa dell’Est: Un villaggio ebreo vive ancora nelle sue tradizioni, le sue polemiche insignificanti, le loro allegrie semplici… Ma come un fulmine arriva la notizia che i nazisti hanno distrutto i villaggi vicini, ucciso molti ebrei e altri deportati. Grande confusione. Ma Schlomo, il pazzo del villaggio, propone uno stratagemma per scappare verso Israele. Tutti si mettono al lavoro…
*David MFS, *Sundance Premio del Pubblico. Mihaileanu è riuscito ad affrontare un argomento profondamente angoscioso con notevole humour e un ritmo sbarazzino che a volte sembra un Musical.

Ore 19.00 – 4 SETTIMANE, 3 MESI E 2 GIORNI, di Christian Mungiu 2007 Romania (110’) v.o.sott.ital.
Cast: Ana Maria Marina (Ofilia), Laura Vasiliu (Gabita), Vlad Ivanov (Signor Bebe), Alex Potocean (Adi). ***Cannes, Palmares.
Romania 1987 sotto un governo comunista che aveva messo da parte i suoi ideali. Gabita scopre che è incinta e che abortire oltre al dolore esistenziale le porterà il rischio del carcere.
(In Romania l’aborto è proibito. Illegalmente, però, funziona. Sempre c’è chi dal proibizionismo sa produrre la propria fortuna…).
Otilia è l’amica del cuore di Gabita e si butterà in suo aiuto con tutte le sue risorse ma la situazione è più grande delle loro possibilità di riscatto.
Un film tutto giocato fra il non detto e, a volte, il non mostrato. Totalmente controtendenza da tanto cinema idiotizzante che invade le nostre multisale.

Ore 21.00 – VAI E VIVRAI, di Radu Mihaileanu 2005 Romania (100’) bilingue etiope/ebreo con sott.ital.
Cast: Moshe Agazai (Schlomo, bambino), Sirak Sabahat (Schlomo, adulto), Yael Abecassis (Yael).
Mihaileanu dopo il suo bellissimo Train de Vie, aveva scritto un romanzo “Vai e vivrai” che racconta la vera storia di un ebreo etiope, Schlomo piccolo africano figlio di madre cristiana che per salvarlo lo induce a fingersi ebreo e ad emigrare in Israele coperto dall’Operazione Mosè (organizzata da Israele e coadiuvata dagli USA). ***Berlinale, Premio del Pubblico.

* LUNEDI 12. PERCORSO LATINOAMERICANO

Ore 19.00 - MACHUCA, di Andrés Wood 2004 (115’) v.o.sott. ital.
Cast: Matias Queer (Gonzalo infante), Ariel Mateluna (Pedro Machuca), Manuela Martelli (Silvana), Federico Lupi (partecipazione straordinaria).
Cile 1973. Durante il Governo di Allende si è cercato d’inserire negli Istituti della classe alta alcuni ragazzi delle periferie, tra questi c’era Machuca che presto fa amicizia con Gonzalo, un ragazzino timido e con difficili problemi d’inserimento tra quelli della sua propria classe sociale. Ma il 1973 è stato un anno cruciale nella storia del Cile e questa amicizia ne soffrì le conseguenze. Multipremiato: *Oscar MFS.
La semente perversa che ha dato luogo al Golpe Infame nel quale assassinarono il Presidente, era in latenza germinativa tra le viscere di una classe razzista, egoista e cieca della propria malvagità. Questa parodia di borghesia appoggiò il golpe che è servito a fare pulizia etnica di quelli che ammassati nelle loro misere catapecchie ai margini della città ricca minacciavano con la loro sola esistenza la vita tranquilla dei privilegiati. La borghesia ha bisogno di quelli che sfruttano ma vorrebbero non trovarseli mai di fronte.

Ore 21.00 – GUANTANAMERA, di Tomás Gutierrez Alea e Juan Carlos Tabío 1995 Cuba (100’) v.o.senza sottot.
Cast: Jorge Perugorria (Mariano), Mirta Ibarra (Gina), Carlos Cruz (Adolfo). Soggetto e Sceneggiatura Eliseo Alberto Diego, Alea e Tabío. Foto Hans Burman.
Un complicatissimo corteo funebre (grazie alla asfissiante burocrazia cubana), s’incontra nel suo percorso con un allegro caza mujeres. Una e un’altra volta, finché Mariano e Gina finiscono per decidersi (cosa non facile).
Divertente piccolo film che prende di mira alcuni difetti del regime cubano, con grazia, vitalità, come d’uso, in questa cinematografia.

* MARTEDI 13. PERCORSO ANGLOFONO – USA. Gioventù marcata

Ore 19.00 – BELLI E DANNATI, My own private Idaho, di Gus van Sant 1992 USA (96’) v.o.sott.ital.
Cast: River Phoenix (Mike), Keanu Reeves (Scott), James Russo, Udo Kier, Clara Caselli, James Caviezel.
Mike e Scott sono due ragazzi di vita. Mike fa il marchettaro dei gay, ma sotto sotto è innamorato di Scott che ha lasciato gli agi della famiglia borghese come protesta individualista (e narcisista).
La sceneggiatura ha dei rimandi al Falstaff di Shakespeare. Anche qui le strade dei due amici si divideranno: uno rientrerà nei suoi ranghi, l’altro si trascinerà nell’autodistruzione.
River Phoenix (1970-1993), morto a 23 anni per overdose, lasciandosi alle spalle un futuro promettente ma che non riuscì a gestire il suo presente.

Ore 21.00 – APT PUPIL, L’ALLIEVO, di Bryan Singer 1998 USA (107’) v.o.sott.ital.
Cast: Ian McKellen (Kurt), Brad Renfro (Todd Bowden), Ann Dowd (la madre). Da un bel racconto di Stephen King (“Un ragazzo sveglio” nella traduzione italiana). Le migliori letture di King, a nostro criterio, si trovano nei suoi scritti non-Horror.
Todd è un sedicenne narcisista con una morbosa curiosità sugli orrori del nazismo. Quegli ufficiali nelle loro uniformi, signori della vita e della morte, capaci d’inventare le torture più raffinate. Queste sue malate fantasie si trovano un giorno rappresentate da un vecchio solitario, un tedesco schivo che sicuramente nasconde un segreto. Un segreto che Todd scoprirà…
Brad Renfro aveva tutte le possibilità ma cade vittima delle sue scelte balorde: muore per overdose, il 15 gennaio 2008, a soli 25 anni.

* MERCOLEDI 14. PERCORSO EUROPEO: Spagna

Ore 19.00 - MI VIDA SIN MI, di Isabel Coixet 2002 Spagna-Canada (105’) v.o.sott.ital.
Cast: Sarah Polley (Ann), Amanda Plummer (Laurie), Leonor Watling (la vicina) Maria de Medeiros (la Parrucchiera), Mark Ruffalo (Lee). Premiato* a Berlin, *Goya alla Sceneggiatura. Dal romanzo “Pretendig the bed is a raft”, di Nancy Kincaid. Ann ha 23 anni, due bambine e un marito quasi sempre disoccupato. La sua vita è dura ma sapendo che fra poco finirà cercherà di lasciare tutto in ordine per quando non ci sarà più. Tipico film della Coixet imperniato tutto sui personaggi.

Ore 21.00 - HUIDOS, di Felix Sancho Gracia 1993 (107’) Audio e sott.spagnoli
Cast: Sancho Gracia (Juan), Fernando Valverde (Marcial), Javier Bardem (Rafaèl).
Durante la Guerra Civil quando tutto sembrava ormai perduto. Los Maquis si nascondono nel monte perseguiti accanitamente dall’esercito franchista. Juan è un anarchico che si sente ormai fuorigioco. Marcial, ancora giovane, comunista e pieno di ideali, pensa che si debba lottare fino alla fine. Dare la vita per quello in cui si crede. Altri credono che ormai si debba promuovere una trattativa, un compromesso politico. Ma Franco e le gerarchie dell’Esercito, quello che volevano era lo sterminio totale.

* GIOVEDI 15. CRONOLOGIA ITALIANA. Gli Anni 30

Ore 19.00 – LA SIGNORA DI TUTTI, di Max Ophűls 1934 (86’)
Cast: Isa Miranda (Gaby), Memo Benassi (Roberto), Tatiana Pavlova (Signora Nanni). Dal romanzo di Salvatore Gotta. Sceneggiatura Max Ophűls, Hans Wilhelm. Foto Ubaldo Arata.
Uno dei film mitici del decennio e che ha immortalato il nome di Isa Miranda, una Diva italiana, che, per un momento si pensava sarebbe stata un’altra Greta Garbo. (Ma il suo contatto con Hollywood non fu né felice né produttivo). Qui interpreta Gabriella, nata a Milano, e che diventa una Diva a Parigi. Sufficiente per essere felici? Un tema ricorrente nella cinematografia mondiale ma Ophűls ce lo racconta con un linguaggio filmico che incanta.

Ore 21.00 – DARO’ UN MILIONE, di Mario Camerini 1935 (80’)
Cast: Vittorio De Sica (Gold), Assia Noris (Anna, 23 anni), Luigi Almirante (Blim). Soggetto “Buoni per un giorno” di Giaci Mondani e Cesare Zavattini. Nella Sceneggiatura anche Ivo Perilli e Camerini. Foto Carlo Montuori e Otello Martelli. *Venezia, Miglior Commedia. *Bruxelles, Miglior Film.
Un miliardario travestito da straccione è disposto a dare un milione a chi gli dimostrerà benevolenza ignorando chi si nasconde sotto gli stracci. Da uno all’altro la cosa si viene a sapere e scatta una gara di “generosità” verso ogni barbone che si trova, non sia mai quello giusto…
La mano di Zavattini si può avvertire non solo dalla situazione paradossale ma dai personaggi. Si sa che ha avuto sempre un debole per i barboni.

* VENERDI 16. PERCORSO ORIENTALE. Giappone

Ore 17.30 - RASHOMON, La Porta di Rasho, di Akira Kurosawa, 1950 Giappone (85’) v.o.sott.ital.
Cast: Toshiro Mifune (qui 30 anni, il Bandito), Masayuki Mori (il Samurai), Michiko Kyò (la donna), Toshiro Shimura (il boscaiolo), Minori Chiaki (il bonzo).
Da due racconti di Rynosuke Akutagawa La Porta dei Demoni e Nel bosco. ***Venezia, Leone d’Oro, *Mar del Plata Gran Premio, *Academy Award 1951.
Uno stesso fatto, la violenza su una donna, raccontata da quattro personaggi diversi. La verità? Un punto di vista. Il Premio di Venezia aprì le porte dell’Occidente al Cinema Giapponese e ci fu una meravigliosa scoperta. Gli USA ne fecero un remake nel 1964 “The Outrage”, con la Regia di Martin Ritt e con Paul Newman nel ruolo del bandito. Altra versione, moderna, accade in un’acciaieria abbandonata, nella Pensylvania, con la Regia di Horoaki Yoshida “Iron maze”.

AGENDA: Kenji Mizoguchi 16.V.1898 / 24.VIII.1956

Ore 19.00 – LA VENDETTA DEI 47 RONIN, Prima Parte, Genroku Chûshingura, di K.Mizoguchi 1942 (110’) v.o.sott.ital.
Cast: Kawarazahi Chôjurō (Oishi), Arashi Yoshizaburo (Asano), Mimasi Mantoyo (Kira). Dal libro di Seika Madama. Scene di Kaneto Scindō. Foto Kōhei Sugiyama. *Premio Speciale Ministero Educazione.
La Leggenda dei “47 Ronin”, i Samurai rimasti senza il loro Signore si rifà nella cinematografia giapponese (nella quale il Remake è un’arte), già all’epoca del Muto. Sono vari i film che hanno affrontato il complesso argomento che corrisponde alle leggi del Codice dei Samurai che determina la morte per lavare la macchia del disonore.
Il Signore Asano è stato invitato al Castello di Kira. Qui in un alterco, severamente vietato dalla Legge, Asano usa la sua spada contro Kira, ferendolo. Asano sarà condannato a morte, i suoi beni e castello confiscati, la sua famiglia disonorata e i suoi Samurai diventeranno Ronin. Tra questi comincia immediatamente a fomentarsi la sete di rivalsa. Quando la vendetta sarà portata a termine, i 47 Ronin dovranno, tutti fare Seppuku (il suicidio rituale per pagare onorevolmente la colpa).

Ore 21.00 – LA VENDETTA DEI 47 RONIN, Seconda Parte, di K.Mizoguchi 1942 (110’) v.o.sott.ital.

* SABATO 17. PERCORSO DELL’EST
Ore 17.00 - DA QUANDO OTAR E’ PARTITO, di Julie Bertuccelli 2003 (100’) v.o.sott.ital.
Cast: Esther Gorintin (la nonna), Nino Khomassuridze (la figlia), Dinara Drukarova (la nipote).
Una storia tenera, commovente, con un retro amaro e un finale aperto. *Cesar all’Opera Prima. Una regista da tenere d’occhio.

Ore 19.00 – TREDICI TZAMETI, di Gèla Babluani, 2005 (90’), Georgia/Francia, v.o.sott.it.
Cast: Gorge Babluani (Sèbastien), Philippe Passon (Jean-Françoise), Pascal Bongard (l’arbitro). Foto : Tariel Meliava ***Venezia, *Premio Miglior Opera Prima, *Sundance Gran Premio della Giuria.
Sèbastien è un migrante georgiano a Parigi, la cité lumière. Vive una vita randagia tra le banlieu. Corroso da desideri e bisogni che non riesce nemmeno a mettere a fuoco. Una serie di circostanze inquietanti lo vanno trascinando, come nelle tragedie greche, alla propria distruzione. Scopre un gioco terrificante: c’è gente che paga per assistere alla roulette della disperazione. Barboni, drogati, psicolabili, emarginati, si puntano la pistola in testa mentre gli “spettatori” fanno delle scommesse. E a questo “gioco” Sèbastien dovrà, anche lui, sottoporsi. E’ il suo destino. Fotografia splendida, tipica della grandissima scuola tragica russa. Una fotografia che uno immagina per illustrare Dostoëvskij.

Ore 21.00 – THE COLOR OF POMGRANATES. SAYAT NOVA, di Sergo Paradzhanov, 1969 Georgia, Armenia (75’) v.o. sott. inglesi
Cast: Sofikò Čiaurelli (vari personaggi), Melkop Alekjan (il poeta da ragazzino), Vilen Galestjan (il poeta in convento), Georgij Gegeskori (il poeta vecchio), Onik Minasjan (il Principe). Foto: Suren Šhabazjan.
Sayat Nova era un trovatore armeno al quale Paradzhanov dedica il suo film che non è, e non ha mai voluto essere, un film biografico. E a partire da questo concetto sono cominciati i suoi guai con i burocrati sovietici e poi con la censura. Loro volevano un bel film che raccontasse la vita del poeta, le sue gioie, amori, i suoi dolori, i suoi trionfi. Niente di questo. Paradzhanov crea un mondo d’immagini surreali, un susseguirsi di situazioni ermetiche tradotte in quadri plastici. Il film ha pochissimi dialoghi con sottotitoli in inglese (ma non fa differenza se fossero stati in italiano). I burocrati hanno impiegato settimane e mesi per cercare di capire qualcosa e certo non ci sono riusciti. Proprio perché volevano capire qualcosa che non è da capire, ma da percepire, da godere, da interiorizzare, se si produce quel miracolo tra autore, opera e spettatore che si chiama: comunicazione.




* DOMENICA 18. PERCORSO DELL’EST
Ore 17.00 – NO MAN’S LAND. TERRA DI NESSUNO, di Danis Tanovic 2001 (100’) v.o.sott.ital. Copr.Bosnia/Francia
Cast: Branko Djuric (Ciki), Renè Bitorajac (Nino). ***Oscar MFS *Cannes, Miglior Sceneggiatura *Golden Globe al Film.
1993. La Guerra in Bosnia. Due soldati nemici si trovano intrappolati in una trincea abbandonata nella striscia che divide gli schieramenti contrapposti, la NO MAN’S LAND. Nessuno può intervenire per salvarli dalla trappola che nasconde la trincea. I giornalisti, come una muta di cani a caccia dello scoop, si buttano sul luogo. E allora sotto le telecamere e i microfoni anche le gerarchie militari appaiono per mettersi in mostra e per capire che cosa sta succedendo in quel buco. Ma sarà proprio questo intervento manipolatore dei Media a far esplodere la tragedia.

Ore 19.00 – IL SEGRETO DI ESMA, di Jazmila Žbanič 2006 Bosnia (90’) v.o.sott.ital.
Cast: Mirjana Karanovič, Luna Mijovič, Leon Lučev. Foto Christine Majer. *Orso d’Oro alla Berlinale.
Sarajevo. L’orribile guerra etnica è alle spalle ma per chi l’ha vissuta è una cicatrice sempre a rischio di riaprirsi. Esma vive sola con la figlia adolescente che crede suo padre morto eroe al fronte. Ma un giorno, durante una gita scolastica nella quale i figli degli “Eroi caduti per la Bosnia” “non pagano la rata”, Sara scopre sconvolta che il nome di suo padre non figura nella lista e allora vuole sapere.

Ore 21.00 - LA VITA E’ UN MIRACOLO, di Emir Kusturiça, 2004 Jugoslavia (148’) v.o.sott.it.
Cast: Slavo Stimac (Luka), Natasa Solak (Sabaha), Stribor Kusturiça (Capitano).
Luca vive tranquillo a Belgrado, è un affermato ingegnere. Viene inviato in Bosnia per costruire un ponte. Parte con tutta la famiglia, ma scoppia la guerra e la sua tranquilla vita viene sconvolta. La moglie scappa con un amante, il figlio del cuore parte per il fronte. Lui… s’innamora di una prigioniera musulmana… Ma Kusturiça continua ad essere teneramente ottimista.

* LUNEDI 19. PERCORSO LATINOAMERICANO

Ore 19.00 – BRASILERINHO, di Mika Kaurismäki, 2005 Brasile (90’) v.o.sott.it.
Cast: Marcello Gonçalves, Zè Paulo Becker, Ronaldo Souza, Elsa Soares, Joel Nascimento…
Il “choro” è tipico dello stile musicale metropolitano del Brasile. Un ritmo che ha “armonizzato” le altre influenze venute dall’Africa, dall’Europa, con i ritmi indigeni. Un ricchissimo melting pot.

Ore 21.00 – ORFEU NEGRO, di Marcel Camus 1959 (102’) in brasiliano con sottot. italiani
Cast: Marpessa Dawn (Euridice), Breno Melo (Orfeo), Lourdes de Oliveira (Mira). *Oscar MFS *Cannes Miglior Film *Venezia Miglior Film *Premio Victoire Miglior Film. Rilettura di Viniçius de Moraes del mito di Orfeo ed Euridice, trasportato a Rio durante le feste del Carnevale. Musica Antonio Carlos Jobin e Luis Bomfa.Un film che conserva tutta la sua grazia, qualità molto rara, oggi.

* MARTEDI 20. PERCORSO MARXISTA: Groucho, Chico, Harpo, Zeppo

Ore 19.00 – MARX BROTHERS, 5: DUCK SOUP, La guerra lampo, di Leo Mc Carey, 1933 (70’), v.o.sott.it.
Cast: Groucho, Chico, Harpo e Zeppo Marx, Margareth Dumont, Louis Calhern, Raquel Torres. Soggetto e script: Bert Kalmar, Harry Ruby, Grover Jones, Kean Thompson, Ed Kaufman, Nat Perrin, Art Sherman (…chissà come avranno fatto a mettersi tutti d’accordo!). Foto: Henry Sharp. Scene: Hans Dreier.
“Duck Soup” rivaleggia il primo posto delle preferenze con “Una notte all’Opera”. Difficile ed inutile mettersi d’accordo. Il film ha avuto l’onore d’essere fortemente censurato nell’Italia fascista degli anni 30. In questa Repubblica delle Banane, la guida chi poteva essere se non un pazzoide interessato solo alla sua figura e a giocarsi una guerra che dovrebbe dargli un certo prestigio (quale?). I fratelli marxisti satirizzano sull’autoritarismo, sui politici ieratici da Museo delle Cere, sull’ipocrita patriottismo, sulla retorica, sul caos governativo (forse nel vietarlo c’entrava la coda di paglia?).

Ore 21.00 – MARX BROTHERS, 7: UN GIORNO ALLE CORSE, A day at the races, di Sam Wood, 1937 (105’), v.o.sott.it.
Cast: Sempre loro, i fratelli Marx, ma questa volta senza la presenza di Zeppo che se n’era liberato e al suo posto subentra il canterino Allan Jones (qui a 29 anni). Margareth Dumont continua a sopportarli, e la sua presenza ci è sempre gradita. C’è anche Maureen O’ Sullivan (qui a 26 anni), che tutti conosciamo come la concubina di Tarzan e poi suocera di Woody Allen nella vita reale (per un tempo). Siq Ruman cercando anche qui di non perdere la sua finta prosapia. Ah! Poi c’è anche una storia, quella a cui quella dozzina di sceneggiatori ha messo mano, ma non ha molta importanza.






* MERCOLEDI 21. PERCORSO EUROPEO: SPAGNA

Ore 19.00 – CRIA CUERVOS, di Carlos Saura 1975 (106’) v.o.senza sottot.
Cast: Geraldine Chaplin, Ana Torrent (Ana, bambina), Hector Alterio, Florinda Chico, Josefina Dias.
Fotografia Teo Escamilla*. Un film multipremiato, il capolavoro di Saura, girato quando il franchismo dava gli ultimi codazzi, con la sua consueta simbologia da leggere tra le righe. Le fantasie della ragazzina Ana, di 9 anni, che si ribella alla noia e alle cose che va scoprendo nella sua vuota famiglia da quando è morta sua madre.

Ore 21.00 – LA CAZA, di Carlos Saura 1965 (85’) v.o.senza sottot.
Cast: Ismael Merlo (Josè), Alfredo Mayo (Paco), Josè Maria Prada (Luis), Emilio Gutierrez Caba (Enrique). Fotografia Luis Quadrado, operatore Teo Escamilla. *Berlinale Orso d’Argento *Acapulco Miglior Film. Il team Quadrado-Escamilla, figura fra i migliori film della finta apertura. Escamilla, alla morte di Quadrado, che ha considerato sempre suo maestro, prese il suo posto. Il film ha una fotografia eccezionale in Bianco e Nero con una sottilissima gamma di grigi.

* GIOVEDI 22. CRONOLOGIA ITALIANA: Gli anni 30

Ore 19.00 – I DUE SERGENTI, di Enrico Guazzoni, 1936 (93’)
Cast: Gino Cervi, Antonio Centa, Alida Valli (qui a 15 anni), Luisa Ferita (qui a 22 anni), Evi Maltagliati. Soggetto di Paolo Lorenzini (nipote di Collodi, il padre di Pinocchio). Sceneggiatura: Nunzio Malasomma e Carlo Bernard. Scene: Virgilio Marchi. Foto: Arturo Gallea. Il tutto ispirato al dramma di Maillard e Daubigny.
Due sergenti dell’esercito napoleonico devono far rispettare il cordone sanitario che isola un villaggio infestato dal vaiolo. Ma una povera madre riesce ad impietosirli e la lasciano passare guadagnandosi per questa azione una condanna a morte. Dicono le cronache che l’opera di teatro aveva fatto piangere le sensibili platee. Nel film Guazzoni si dimostra un abile artigiano che sa dominare immagine e ritmo.

Ore 21.00 – IL SIGNOR MAX, di Mario Camerini, 1937 (85’)
Cast: Vittorio De Sica (Gianni e il signor Max, qui a 36 anni), Assia Noris (Lauretta, qui a 25 anni), Rubi Dalma (Donna Paola). Soggetto: Amleto Palermo. Sceneggiatura: Mario Soldati e Camerini. Foto: Anchise Brizzi. Score: Renzo Rossellini.
Uno dei film più significativi e ricordati di Camerini, simpatico, di garbato umorismo, sempre attento al ritmo. Assia Norris (ancora sua moglie nella vita reale), era una delle attrici più amate degli anni 30. Altre potevano essere delle Dive, ammirate, ma lei era la più amata.

* VENERDI 23 . PERCORSO: L’AMORE NASCOSTO

Ore 17.30 – DIARIO DI UNO SCANDALO, Notes on a scandal, di Richard Eyre, 2006 (90’), v.o.sott.it.
Cast: Judy Dench (Barbara, 72 anni), Cate Blanchet (Sheba, 37 anni), Bill Nighy (suo marito), Andrei Simpson (lo studente). Soggetto: Zoe Keller. Script: Patrick Marber. Foto: Chris Menges. Score: Philip Glass
Pagine sparse del Diario intimo di Barbara, una professoressa rigida e non ben vista nella scuola. Un giorno appare Sheba, una nuova insegnante ancora giovane, con un suo certo fascino. Barbara scrive nel suo Diario: “E’ lei quella che aspettavo!”, e questa frase darà il via ad una relazione non totalmente corrisposta e che nella sua ambita possessione finisce per distruggersi. Sheba si sente sessualmente attratta da un suo giovanissimo studente che gli fa la corte. Lei cede…

Ore 19.00 – C.R.A.Z.Y., di Jean-Marc Vallèe, 2005 Canada (120’), v.o.fr.sott.it.
Cast: Marc-Andrè Grondin (Zac), Micheò Cotè (il padre), Daniel Proulx (la madre), Maxime Tremblay (Chris)
Cosa succede in una famiglia dove il padre è un macho orgoglioso d’avere 4 figli maschi (nonostante stiano nell’età difficile) quando scopre che uno di loro, magari il suo preferito, ha tendenze… gay?

Ore 21.00 – ALTRO MONDO, di Fabio Massimo Lozzi (110’), Italia
Un film ispirato a due libri-inchiesta “I Mignotti” di Riccardo Reim e “Pornocuore” di Antonio Veneziani.
“Altro mondo” traduce in immagini queste inchieste sulla ricerca dell’identità sessuale. La negazione attraverso il mascheramento o rifugiandosi in una ipervirilità di maniera, gli stereotipi, i pregiudizi, le ossessioni, le fughe. Diverse realtà, diversi ambiti.

* SABATO 24. PERCORSO RUSSO E SOVIETICO: Anni 70

Ore 17.30 – BRILLA, BRILLA STELLA MIA, di Aleksandr Mittà 1970 (95’) v.o.russa sott.ital.
Cast: Oleg Tabakov (Iskemas), Elena Proklova (Krysja), Leonid Kuravlov (Serdjuk).
Un villaggio del Sud durante i giorni della Guerra Civile. Prima l’occupazione rossa poi quella bianca. I contadini cercano di adattarsi. Nel paese arriva Iskemas, un teatrante ambulante, con il suo carretto e altre poche cose. Iskemas, però, vorrebbe con il teatro contribuire ad “aprire le coscienze”. Una giovane contadina si unisce a lui per aiutarlo ma ha paura della repressione bianca che cerca non solo i fuggitivi rossi ma anche chi li copre o li nasconde. Uno di questi è Iskemas.
Il decennio degli anni 70 comincia bene, questo fu eletto *Miglior Film dell’Anno.

Ore 19.00 – ANCHE GLI ZINGARI VANNO IN CIELO, di E. Lotjanu, 1976 (100’) v.o.sott.ital.
Cast: Svetlana Tomà (Rada), Grigore Grigoriu (Zòbàr), Boris Moulajev (Tchudra).
Dal racconto di Massimo Gorkij. *S.Sebastian Fest. MFS *Migliore Attrice S.Tomà *Unitec.Miglior Foto.
Zòbàr, il più noto ladro di cavalli della regione, si nasconde ferito nella foresta e viene curato da Rada di cui s’innamora, ma lei appartiene ad un’altra tribù e sparisce. Fiera e altera non vuole cedere a chi pretende comprarla o non rispetta la Tradizione. Zòbàr ruba una cavalla bianca come dote di nozze ma questo scatena la rappresaglia e gli zingari iniziano il loro esodo. Il destino di Rada e Zòbàr è già segnato. Lotjanu è stato il più grande cantore della Moldavia.
Ore 21.00 – L’ALBERO DEI DESIDERI, Derivo Zhelanija, di T.Abuladze 1977 (105’) sott.ital.
Cast: Sofiko Ciaureli (Fufala*), Lila Kautaradze (Marita), Kote Daushvili (Cicikovi).
Premi: Festival di Teheran* Regia, David di Donatello *Oscar Miglior Film Straniero *Gran Premio della Critica Internazionale, FIPRESCI.
Un piccolo villaggio del Caucaso alle soglie della Rivoluzione che va marcando la fine della vita patriarcale. Humour canzonatorio, grazia naif e una poesia ruvida, non ricercata. Personaggi della Georgia rurale stravaganti, sognatori, che vivono quasi in un presente irreale evadendo in un futuro utopico. Un film indimenticabile, da non perdere!

* DOMENICA 25. PERCORSO ORIENTALE: Personale Takeshi Kitano

Ore 17.00 – VIOLENT COP, di Takeshi Kitano, 1989 Giappone (99’), v.o.sott.it.
Cast: Beat Takeshi (Azuma), Maiko Kawakami (Akari), Makoto Ashikawa (Kikuchi). Soggetto: Hizashi Nozawa. Sceneggiatura: Takeshi. Foto: Yasushi Sasakibara.
Questo è stato l’esordio alla regia di questo singolare personaggio che sveglia dei fan entusiasti e dei rifiuti totali. Qui non può dirsi che non possa destare delle aspettative. Usa un linguaggio filmico che negli anni 80 ha portato dalla sua parte buona parte della critica dei festivals. E in meno di un decennio è diventato il regista giapponese più nominato della sua generazione. Attore, sceneggiatore, pittore, regista, sembra che in TV fosse bravissimo (in TV), insomma aveva tutti i punti per farsi su di lui meritate aspettative. E molti dei suoi lavori hanno risposto bene.

Ore 19.00 – BOILING POINT, 3 - 4X Jugatsu, di Takeshi Kitano, 1990 Giappone (93’), v.o.sott.it.
Cast: Masahiko Ono (Masaki, il benzinaio), Beat Takeshi (Uchard).
Masaki oltre a fare il garzone benzinaio, gioca anche al baseball. Un giorno risponde per le rime alla provocazione di un piccolo yakuza che mette in moto una vendetta dalla quale non gli sarà facile sfuggire. Decide allora di chiedere aiuto a un boss conosciuto per le sue relazioni bisessuali e che potrebbe fermare il yakuza. Anche in questo film Takeshi gioca a distruggere tutti i cliché del genere, cominciando per creare un boss mafioso omosessuale.

Ore 21.00 – TAKESHI’S, di Takeshi Kitano, 2005 (110’), Giappone, v.o.sott.it.
Cast: Beat Takeshi, Kotumi Kyomo, Ren Ohsugi. Foto: Katsumi Yawagijima.
Film presentato a Venezia, dove ha ricevuto opposte critiche. Ma è sempre un lavoro d’interesse in una Personale dell’autore. Poi, il narcisismo è una delle “virtù” della gente del cinema. Forse con questo film Takeshi ha voluto esorcizzarla.
La trama: Beat è una attore-regista-scrittore tuttofare molto richiesto, molto occupato. Un giorno s’incontra con un timido commesso in un negozio che, se non fosse biondo, sarebbe identico a Takeshi. Come si chiama? Kitano! Beh, è troppo. Il commesso vorrebbe diventare un attore famoso come Takeshi e comincia a dar briglia sciolta alla sua immaginazione…

* LUNEDI 26. PERCORSO LATINOAMERICANO

Ore 19.00 – BALSEROS, di C.Bosch e J.Domenech, 2002 Cuba/Spagna (120’ ) v.o.senza sott.
Cast: Attori non professionisti. *** Multipremiati: L’Habana, Los Angeles, Premio IDA, Francia
Nel 1984, Carles Bosch e Joseph Maria Domenech girarono un documentario su alcune famiglie cubane che volevano ardentemente lasciare Cuba, tutti in cerca di una vita migliore. In quell’opportunità ognuno aveva manifestato i loro sogni, le loro speranze agli intervistatori. Nel 2002, gli stessi registi partirono alla ricerca di quelle persone 18 anni dopo… Un film con vari piani di lettura. Sempre attuale.

Ore 21.00 – EL AURA, di Fabian Bielinski 2005 Argentina (125’) v.o.senza sott.
Cast: Ricardo Darin, Dolores Fonzi, Pablo Cedròn. Dal regista di Nueve Rèinas, un film accattivante, totalmente diverso. Darìn nella migliore e più difficile interpretazione della sua prolifica carriera. Bielinski si dimostra uno dei più importanti registi del Nuovo Cinema Argentino che a partire dal nuovo secolo ha realizzato i films più interessanti dell’area Latinoamericana. (Muore, però, nel 2006 in un incidente stradale. Aveva 47 anni).










* MARTEDI 27. PERCORSO MARXISTA: Groucho, Harpo, Chico

Ore 19.00 – MARX BROTHERS, 11: THE BIG STORE, Il bazar delle follie, di Charles Riesner, 1944 (80’) v.o.sott.it.
Cast: I 3 fratelli Marx, Margareth Dumont, Tony Martin, Virginia O’Brien (Kithy). Soggetto : Nat Perrin. Script: Sid Kuller, Hall Fimberg, Ray Golden. Foto: Charles Lawton.
Groucho riprende qui il suo personaggio radiofonico del Detective Flywheel, chiamato dalla sempre splendida Margareth Dumont per proteggere il suo amato nipote Tony Martin che è in pericolo. Il cattivo è cattivissimo. La bella, oggetto sentimentale del ragazzo è Virginia Grey. Groucho oltre a fare il detective, si sente immensamente attratto dalla Dumont, cioè dai suoi denari in banca.

Ore 21.00 – MARX BROSS, 12: UNA NOTTE IN CASABLANCA, di Archie Mayo, 1946 (85’), v.o.sott.it.
Cast: I fratelli Marx, Sigfried Rumann, Charles Drake, Lois Collier, Lisette Verea.
I Marx dicevano, già da molto, “Questo è il nostro ultimo film”, però poi riprendevano gli zainetti e si ributtavano in una nuova avventura. Così, quando dissero che “Casablanca” sarebbe stato l’ultimo, nessuno gli ha creduto. Ma per Groucho, nelle sue memorie, e per gli altri, nelle interviste, “Casablanca” fu sempre nominato come l’ultimo della loro filmografia. Volevano dire “l’ultimo film ancora valido”. Per i fans di Margareth Dumont, la sua assenza si fa sentire enormemente. La gran dama si era ritirata dal cinema almeno per un po’, e non si è riusciti a convincerla di tornare. Di questo film rimangono delle gags che diventarono icone del cinema comico USA.

* MERCOLEDI 28. PERCORSO EUROPEO: SPAGNA

Ore 19.00 – LA MALA EDUCACIÓN, di Pedro Almòdovar 2004 (100’) sott.ital.
Cast: Gael Garcia Bernal (che interpreta 3 ruoli: Angel, Juan e Zagara), Fele Martinez (Enrique), Javier Càmara (Paquito), Daniel Gimenez Cacho (Padre Manolo), Lluis Homar (El Señor Berenger), Sara Montiel (Soledad).
Fotografia: Josè Luis Alcaine, uno dei più grandi Direttori della Fotografia del cinema spagnolo (nella nostra programmazione dei Mercoledì spagnoli abbiamo proiettato più di 30 films con la sua firma).
Inizi anni 60. Padre Manolo, Prof. di Lettere in un Collegio religioso, non può più reprimere i suoi desideri sessuali che lo tormentano castigandolo con enormi sensi di colpa. Ma questo non impedisce che faccia abuso del piccolo Angel. 20 anni dopo arriva la resa dei conti.
Garcia Bernal che imita Sarita Montiel (che appare brevemente, a 76 anni, nel ruolo di Soledad) è un pezzo antologico

Ore 21.00 – LA CAMARA OSCURA, di Pau Freixas 2004 (100’) v.o.sott.ital.
Cast: Unax Ugalde, Silke, Adria Collado, Diana Labaro. Foto Juliàn Elizalde.
Cinque amici partono per il Senegal con l’intenzione di fare una ricerca sottomarina ma in mezzo all’oceano la piccola nave s’incendia e finiscono naufraghi senza alcuna speranza concreta. Quando tutto sembra perso, appare chi li salverà… e questo è proprio l’inizio dell’incubo.

* GIOVEDI 29. CRONOLOGIA ITALIANA: Gli anni 30 e 40

Ore 19.00 – GRANDI MAGAZZINI, di Mario Camerini 1939 (90’)
Cast: Vittorio De Sica (qui 38 anni), Assia Noris (27). Foto Anchise Brizzi. Sceneggiatura: Ivo Perilli, Mario Pannunzio e Renato Castellani che hanno dato a Camerini l’opportunità di dimostrare fino a dove padroneggiava nell’ambito della Commedia Italiana. De Sica, attore, si muove con la sua solita scioltezza.
Il Manager dei GRANDI MAGAZZINI ricatta una giovane commessa con l’intenzione di farla cedere alle sue richieste (non certamente lavorative). De Sica, autista della stessa Ditta cercherà di smontare la situazione riscattando il buon nome dell’innocente ragazza.

Ore 21.00 – PICCOLO MONDO ANTICO, di Mario Soldati, 1941 (101’)
Cast: Alida Valli (Luisa, qui a 20 anni), Massimo Serato (Franco, qui a 25 anni), Ada Dondini (la Marchesa), Annibale Betrone (zio Piero). Dal romanzo di Antonio Fogazzaro (1895). Sceneggiatura: Lattuada, Cecchi, Bofantini, Saldati. Foto: Carlo Montuosi. Assistente alla regia: Dino Risi.
Tra i film più importanti della tendenza cosiddetta Calligrafica (che qualcuno usava in forma denigratoria, ma che ora è in rivalutazione, giustamente). L’Italia tenta di scuotersi di dosso la dominazione austriaca, ma la repressione è incontenibile. C’è chi è anche collaborazionista purché non gli vengano toccati i privilegi che da la classe. Franco discende da una di queste famiglie, ma lui la pensa diversamente. Sposa persino una ragazza del popolo che non sarà mai accettata dai suoi. I conflitti si faranno sempre più profondi intersecando il privato e il politico.









* VENERDI 30. CRONOLOGIA ITALIANA: Gli anni 40

Ore 17.00 – I PROMESSI SPOSI, di Mario Camerini, 1941 (115’)
Cast: Gino Cervi (Renzo), Dina Sassoli (Lucia), Ruggero Ruggeri (il Cardinale), Armando Falconi (Don Abbondio), Enrico Glori (Don Rodrigo). Dal romanzo di Alessandro Manzoni. Sceneggiato da Camerini, con Ivo Perilli e Gabriele Baldini. Foto: Anchise Brizzi. Score: Ildebrando Pizzetti.
Prima versione sonora e dialogata dopo molte realizzate nell’era del muto. Ce ne saranno, dopo questa, altre tre, nel 1963, nel 1967 e nel 1989. E’ sempre stata una scelta molto difficile quanto non pericolosa tradurre in immagini un classico della letteratura. Un classico che gli italiani imparano a conoscere già nella scuola e che, forse, oggi nessuno legge veramente se non per esigenze ben precise. Ma il cinema letterario, a dire il vero, non poteva ovviare questa scelta. Camerini è stato un regista di buon mestiere e qui si continua a avvertire.

Ore 19.00 – TERESA VENERDI’ di Vittorio De Sica 1941 (90’)
Cast: Vittorio De Sica (Dott. Vignali), Adriana Benetti (Teresa), Anna Magnani (Loletta). Da una commedia ungherese di Rezso Torok, portata già sullo schermo nel 1938 da Latislao Vajda. La sceneggiatura di questa versione è di Aldo De Benedetti, Gherardo Ghepardi, Margherita Maglione e Cesare Zavattini. Ma al tempo De Benedetti non poté figurare perché impedito dalle leggi razziali contro gli ebrei.
De Sica gioca il suo personaggio di rubacuori, che finisce per non potersene liberare, con grazia ed eleganza. La Magnani dà alla sua chanteuse un tocco artificiale e agro per risultare immediatamente antipatica e così poter perdonare le scappatelle del suo amante, Ma dai qui, dai là, il dottorino finisce innamorato di una giovanissima, innocente, ingenua, educanda. Mai fidarsi.

Ore 21.00 – LA CENA DELLE BEFFE, di Alessandro Blasetti, 1941 (85’)
Cast: Amedeo Nazzari (Neri), Osvaldo Valenti (Giannetto), Clara Calamai (Ginevra), Luisa Ferida (Fiammetta), Elsa Cegani (Laldòmine), Valentina Cortese (Lisabetta), Memo Benassi (Tornaquinci). Dal dramma di Sem Benelli (1909). Sceneggiatura: Renato Castellani, Benelli e Blasetti. Scene *Virgilio Marchi. Costumi: *Gino Sensani. Foto: *Mario Crateri.
Giannetto Malespini è rivale di Neri Chiaramontesi, entrambi si disputano le grazie carnali di Ginevra. Giannetto, con una calunnia, riesce a far imprigionare in manicomio Neri e approfittare così della bella amante del suo nemico. Neri riesce a scappare e, cieco d’odio, arriva da Ginevra e uccide l’uomo che è con lei e che crede sia Giannetto, invece Neri ha ucciso il suo proprio amato fratello.
Celebre, forse non voluto, il seno in mostra della Calamai. Prima volta sugli schermi italiani!

* SABATO 31. PERCORSO RUSSO E SOVIETICO

Ore 17.00 – VENTISETTE BACI PERDUTI, di Nana Djordjadze, 2000 (96’), Georgia, v.o.sott.it.
Cast: Nuza Kuchianidze (Sibille), Shaco Lashvili (Micken), Evgenij Sidichin (Aleksandr), Amalia Mordvinova (Veronica). Foto: Phedon Ppamichael. Score: Goran Brgovic.
Un affresco grazioso e bizzarro, un po’ come d’uso nel cinema georgiano. Sibille ha solo 14 anni, ma il suo arrivo al villaggio dove abita sua zia per trascorrere le vacanze d’estate, scatena varie emozioni. Lei s’innamora di Aleksander, un quarantenne che ha ben altro a cui pensare, invece il suo figlio adolescente stravede per lei. Le vacanze passeranno tra incomprensioni, fughe, ritorni…

Ore 19.00 – OLIGARCH, di Pavel Lounguine 2003 (120’) v.o.sott.ital.
Cast: Vladimir Mashkov*, Marija Mironova, Aleksandr Bulajev. Dal romanzo di Juli Dubov*.
Regista rappresentante di quel cinema che splose in Russia negli anni 90 e che fu chiamato “post-sovietico”. Critico, cinico, violento, penetrante. Tra i films del cinema post-sovietico “Oligarch” occupa un posto di privilegio perchè continua ad essere più attuale che mai, stimolando delle letture trasversali sopra la società russa di oggi: mafia, tradimenti, implicazioni politiche nei più loschi affari del neo-borghesismo arrampicante dove tutti sono nemici di tutti. Da non perdere !

Ore 21.00 – ROMANZO CRUDELE, di Eldar Rjazanov, 1984 (135’), v.o.sott.it.
Cast: Nikita Mikhalkov (Sergeij Paratov), Larissa Guzejeva (Larissa), Alissa Freindlikh (madre di Larissa), Victor Proskurin (Bojevatov), Alexej Petrenko (Knurov), Andreij Mjagkov (l’impiegato postale). Dal romanzo di Aleksandr Ostrovskij “Senza dote”. Foto: Vadim Alissov. Musica: Andrei Petrov. *New Delhi Film Fest Miglior film.
Piccola e meschina città di provincia sulla riva del Volga. Fine 800. Larissa è la figlia della vedova Ogudàlova che non vede il momento di collocare bene la merce. La ragazza è bella, attraente. Merce di prima qualità. Paratov è un ricco proprietario di una linea di navigazione. Un partito da non lasciarsi scappare. Ma sul più bello Paratov se ne va per affari importanti La ragazza che lo ama veramente lo aspetta con ansia. Dopo un anno lui non si è fatto mai sentire. Nemmeno una cartolina postale. La vedova cede allora la figlia ad un impiegato della posta, almeno questo ha un posto sicuro. Tutto preparato per le nozze non volute, rientra Paratov e non gli ci vuole molto per fare della ragazza quel che vuole.

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