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Storia dell'idrovolante austriaco L 127 che bombardò Bari e rimase con noi... Stampa E-mail
Scritto da a cura di sg redazione telestreetbari   
lunedì, 30 giugno 2008 18:15
CORRIERE DELLE PUGLIE - martedì 20 agosto 1918

L’incursione nemica su Bari

L’Agenzia Stefani ci comunica:

Roma, 19: -

Il mattino dell’11 agosto, due idrovolanti austriaci hanno tentato l’attacco a Bari.

L’immediato intervento delle batteria di difesa e dei nostri apparecchi da caccia li ha volti rapidamente in fuga. Sono tuttavia riusciti a lanciare quattro bombe, due delle quali cadute in mare, e le altre due sulla città, cagionando la morte di due donne, di un vecchio e un bambino, e ferendo altre otto persone.

Nessun danno al porto e alle batterie di difesa.

L’azione non è stata invero profittevole per il nemico, dappoiché entrambi gli apparecchi hanno dovuto prendere il mare a poca distanza dalla nostra costa, ed entrambi sono stati ricuperati, e gli aviatori fatti prigionieri.

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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO / 24 Ottobre 1978

Al… restauro l’aereo che bombardò Bari

Uno degli aerei che bombardarono Bari, sessant’anni fa, ha bisogno di essere messo a nuovo. Il velivolo verrà restaurato: fin ora è rimasto esposto al museo storico. L’aereo è un idrovolante «Lohner», uno dei pochi esemplari di quel tipo. Una volta truce aggressore e bombardiere (...correan 1’avventurosi anni di «quei matti delle macchine volanti»), il «Lohner», come i dinosauri, perse denti e prestigio e finì in museo, mostrato ai bambini che difficilmente riuscivano a scorgere in quel giocattolino di stecchi e tela, la «diavoleria volante» che terrorizzò i nostri nonni.

Il velivolo, ridotto a cimelio, risente del peso degli anni. Ha bisogno d’un po’ di chirurgia. plastica. L’Aeronautica Militare – per intervento del comandante della III Regione aerea, gen.di squadra aerea Bruno Seraglia – ha disposto il restauro del velivolo presso il laboratorio specializzato della Aeronautica a Lecce. Nei giorni scorsi, una squadra di tecnici, diretti dal ten. col. Guidi, ha provveduto allo smontaggio ed imballaggio delle diverse parti dell’aereo, che il giorno 23 ottobre, alle ore 9, sarà prelevato dalla sede del museo storico in largo Urbano II, alla presenza del sindaco.

Tutta l’operazione è stata curata, per conto del comando della Regione aerea, dal cap. Letterio Munafò e dal dott. Vitantonio Melchiorre per il Comune. Dopo i lavori di restauro – che avverranno a carico dello Stato – il cimelio ritornerà a Bari per essere esposto nel museo.

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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO / Lunedì 24 Febbraio 1986


L’idrovolante austriaco, unico esemplare di «Lohner 127», potrebbe essere affidato all’Aeronautica Militare ed esposto nel museo storico di Vigna di Valle a Roma. Il ricordo di un episodio drammatico che colpì la città nella prima guerra mondiale

In partenza un cimelio storico

Non sappiamo dove mettere l’aereo catturato nel '18

Un piccolo pezzo di storia del nostro passato sta per lasciarci. Il «Lohner 127», l’idrovolante austriaco che l’11 agosto del 1918 bombardò Bari e fu poi costretto ad ammarare nello specchio d’acqua del lungomare Nazario Sauro centrato dalla contraerea della difesa, sarà donato quanto prima dall’Amministrazione comunale all’Aeronautica Militare che metterà l’aereo in mostra nel suo rnuseo storico di Vigna di Valle, una località a 45 chilometri da Roma.

L’idrovolante sembra che sia rimasto l’unico esemplare esistente e perciò per l’Aeronautica acquista un valore di documentazione assai eccezionale. Per i baresi invece il «Lohner» è legato ad una delle pagine più drammatiche della prima grande guerra (1915/18). L’aereo austriaco infatti prima di essere catturato gettò alcune bombe sulla città seminando lutti e distruzione: morirono due donne, un anziano e un bambino; otto persone rimasero gravemente ferite.

L’idrovolante, preda di guerra, rimase esposto per rnolti anni prima nell’atrio dell’ex teatro Margherita, per passare poi nel cortile dell’istituto «Marconi» e per finire quindi nelle sale del vecchio museo storico al largo Urbano II nei pressi della Basiliea di S. Nicola.

Negli anni Settanta scioltosi l’ente morale che reggeva le sorti del museo, tutto il patrimonio passò al Comune ed iniziarono così le peripezie per il velivolo sbattuto da uno scantinato all’altro. Nel 1977 il «Lohner» prese la via di Lecce presso il 3° RTA (reparto tecnico aeromobile) dove specialisti dell’Aeronautica oltre a rifargli il «belletto» lo hanno completamente ristrutturato. Il lavoro è ormai alla fine e l’idrovolante è tornato quasi nuovo.

Un paio di anni fa I’Aeronautica fece le prime «avances» all’Amministrazione comunale per ottenere il velivolo ed ottenne già un primo mezzo impegno. Ora i militari sono tornati nuovamente alla carica e questa volta con più decisione: tanto che qualcuno è convinto che presto l’aereo austriaco finirà nel museo dell’Arma azzurra.

Non c’è ancora l’atto formale, ma nei giorni scorsi in un incontro fra il comandante della terza Regione Aerea, gen. Casagrande, e il sindaco De Lucia (che era accompagnato da alcuni assessori), sono state gettate le basi definitive del trasferimento.

La decisione, sia pure dolorosa per molti, ci sembra al momento la più logica anche perché la città spesso si è dimostrata incapace di conservare le sue memorie storiche. A parte il fatto che attualmente non esistono strutture capaci ad ospitare il vecchio cimelio di guerra. Le sale del museo storico barese in via Boccapianola ne!la città vecchia non sono certamente adatte e nè è ipotizzabile che l’idrovolante venga nuovamente smontato e messo in mostra a pezzi. Piuttosto che finire in un altro scantinato preda di topi e dell’oblio, è preferibile quindi che venga ceduto all’Aeronautica che ”saprebbe certamente valorizzarlo.

Infatti I’aereo avrebbe un posto d’onore nel museo storico di Vigna d! Valle e ci sarebbe, una grande targa a ricordare che appartiene pur, sempre alla città di Bari. Ma non basta: I’Aeronauica si impegna anche ad organizzare periodicamente gite scolastiche portando così studenti a visitare il grande museo alle porte di Roma e a rinverdire quindi l’episodio che colpì Bari proprio agli sgoccioli della prima guerra mondiale.

Per la giunta e il consiglio comunale sarà una scelta difficie da compiere. «Comunque – ci dice il sindaco De Lucia – valuteremo bene i pro e i contro e serenamente prenderemo una decisione. La soluzione che il Lohner venga dato all’Aeronautica mi sembra al momento la più opportuna. Ma staremo a vedere». Dello stesso parere è anche l’assessore al Patrimonio, Eroli: «Siarno ancora ai primi contatti.. Nulla è stasto definito poiché la nostra dovrà essere una scelta ponderata e collegiale».

Liborio Lojacono

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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO / Lunedì 24 Febbraio 1986


Preda di guerra al lungomare

La mattina dell’11 agosto del 1918 Bari venne sorvolata da due idrovolanti austriaci, classe «Lohner», che sganciarono quattro bombe, uccidendo due donne, un uomo e un bambino. Due bombe caddero a mare, due sulla città. Fu un’azione di rappresaglia degli austriaci contro il volo propagandistico con lancio di manifestini tricolori effettuato da Gabriele D’Annunzio su Vienna il precedente 9 agosto.

Il fuoco della contraerea barese costrinse i due idrovolanti ad ammarare vicino alla costa, nello specchio d’acqua antistante l’attuale lungomare Nazario Sauro. Una unità della Marina catturò poi gli equipaggi austriaci e provvide al recupero dei due aerei. Nel corso della giornata il sindaco del tempo, Giuseppe Bottalico, fece affiggere un manifesto di condanna e di cordoglio per le vittime. La «Domenica del Corriere» dedicò alI’avvenimento una tavola a colori di Achille Beltrami.

Uno dei due idrovolanti, il «Lohner 127», venne infine consegnato alla città di Bari come cimelio storico.

Fonte:

www.bizzoco.it/lohner_docs.html


http://www.aeronautica.difesa.it/sitoam/images/TESTO%20LOHNER%20180X254.pdf

Museo Storico dell'Aeronatica Militare. Lohner L.127 preda bellica della 1^ guerra mondiale una volta e per decenni a Bari... 




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