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Punta Perotti, il colpo di grazia Ma ch’è successo a Bari il 2 aprile? Dicono in giro che Punta Perotti è caduta, bum bum, è andata giù. Dicono anche che qualcosa è rimasto in piedi. Dicono che il 23 e 24 aprile un nuovo carico di esplosivo sarà introdotto a Bari. Per dare il colpo di grazia all’abuso edilizio. E noi non mancheremo. Al primo round c’era gente che ha fatto il tifo e gente che ha fatto gli scongiuri, gente che correva la sua maratona, gente che ha venduto hot-dog e gente che ha girato cortometraggi. Ecco, il gruppo di filmaker che ho coordinato per Perotti Point era fra questi ultimi: venuti da un po’ ovunque - Milano, Pescara, L’Aquila, Firenze, Roma, forse qualche barese in più poteva esserci – con un bagaglio ricco di entusiasmo, la voglia di mettere in immagini i profumi, l’adrenalina, le battute, le facce, quella mole di sensazioni contrastanti che solo una città come Bari sa esprimere. Come è stato il momento del crollo? Quando c’è stata l’implosione, il boato non è stato preannunciato e ha colto in molti di sorpresa, compresi alcuni operatori della mia troupe, le cui macchine da presa specifiche per il ralenti necessitano di una perfetta sincronia con le sirene di preavviso - sirene che hanno deciso di tirare un brutto scherzo a tutti e non farsi sentire. Così la pellicola, che in virginale attesa chiedeva di essere impressionata, è rimasta quanto mai illibata. Mi sono consolato pensando a Sergio Leone che sul set di “Il buono, il brutto e il cattivo” si vide esplodere a pochi metri un enorme ponte costruito con grande dispendio di costi, mentre le cineprese erano ancora spente, per un malinteso. E a Tonino Delli Colli, direttore della fotografia, che chiese “A Sè e mo’che famo?” rispose “Famo pausa!”. Noi la pausa non ce la siamo presa: in tanti sono riusciti a catturare l’evento sulle agili videocamere digitali e ci hanno portato pile di cassettine da acquisire istantaneamente. Proprio nell'imprevisto si è dimostrata la forza di quest'idea. Alla fine decine di migliaia di persone hanno visto il nostro video su RAI 3 e sul web e il gioco è valso la candela. E adesso che si fa? Quella del 2 aprile è stata una grande prova generale in cui abbiamo preso le misure, ora sono rimasti gli altri corpi di fabbrica, rassegnati a capitolare di fronte alle ragioni dell’ambiente: per questo il 23 e il 24 aprile saremo a Bari per immortalare le implosioni finali e realizzare il video completo in cui la caduta del complesso edilizio apparirà come una sequenza unica e consecutiva. Se l’interesse mediatico è calato, toccherà anche a noi filmaker riportare la notizia a galla, ricordare a tutti che c’è una missione da portare a termine. Al nostro team si aggiungerà il regista Maurizio Sciarra, ancora fresco di mix del suo nuovo film - Sonata a Kreutzer con Giorgio Pasotti e Vanessa Encontrada. L’amica Mariangela Barbanente ci darà una mano col suo rigore di documentarista e altri torneranno con la propria videocamera per girare in autonomia i propri reportage. Presto i lavori lavori di tutti noi saranno inseriti in una grande banca dati in cui dare e prendere i contributi filmati, scambiarsi sequenze per poter raccontare l’evento da una quantità di punti di vista. Finalmente potremo raggiungere l’obiettivo di fornire un’ampia copertura dell’avvenimento. Finalmente potremo dimostrare che si può – talvolta si deve – lavorare in modo collettivo, elaborare in comune idee e suggestioni per riavviare il dialogo fra gli artisti e la società che rappresentano. Un saluto, Ale P.
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