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Alessandro piva su Punta Perotti Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Piva   
venerdì, 21 aprile 2006 00:00

Punta Perotti, il colpo di grazia

Ma ch’è successo a Bari il 2 aprile?
Dicono in giro che Punta Perotti è caduta, bum bum, è andata giù.  Dicono anche che qualcosa è rimasto in piedi. Dicono che il 23 e 24  aprile un nuovo carico di esplosivo sarà introdotto a Bari. Per dare  il colpo di grazia all’abuso edilizio. E noi non mancheremo.
Al primo round c’era gente che ha fatto il tifo e gente che ha fatto  gli scongiuri, gente che correva la sua maratona, gente che ha  venduto hot-dog e gente che ha girato cortometraggi.
Ecco, il gruppo di filmaker che ho coordinato per Perotti Point era  fra questi ultimi: venuti da un po’ ovunque - Milano, Pescara,  L’Aquila, Firenze, Roma, forse qualche barese in più poteva esserci –  con un bagaglio ricco di entusiasmo, la voglia di mettere in immagini  i profumi, l’adrenalina, le battute, le facce, quella mole di  sensazioni contrastanti che solo una città come Bari sa  esprimere.

Come è stato il momento del crollo?
Quando c’è stata l’implosione, il boato non è stato preannunciato e  ha colto in molti di sorpresa, compresi alcuni operatori della mia  troupe, le cui macchine da presa specifiche per il ralenti  necessitano di una perfetta sincronia con le sirene di preavviso -  sirene che hanno deciso di tirare un brutto scherzo a tutti e non  farsi sentire. Così la pellicola, che in virginale attesa chiedeva di  essere impressionata, è rimasta quanto mai illibata.
Mi sono consolato pensando a Sergio Leone che sul set di “Il buono,  il brutto e il cattivo” si vide esplodere a pochi metri un enorme  ponte costruito con grande dispendio di costi, mentre le cineprese  erano ancora spente, per un malinteso. E a Tonino Delli Colli,  direttore della fotografia, che chiese “A Sè e mo’che famo?” rispose  “Famo pausa!”.
Noi la pausa non ce la siamo presa: in tanti sono riusciti a  catturare l’evento sulle agili videocamere digitali e ci hanno  portato pile di cassettine da acquisire istantaneamente. Proprio  nell'imprevisto si è dimostrata la forza di quest'idea.
Alla fine decine di migliaia di persone hanno visto il nostro video  su RAI 3 e sul web e il gioco è valso la candela.

E adesso che si fa?
Quella del 2 aprile è stata una grande prova generale in cui abbiamo  preso le misure, ora sono rimasti gli altri corpi di fabbrica,  rassegnati a capitolare di fronte alle ragioni dell’ambiente: per  questo il 23 e il 24 aprile saremo a Bari per immortalare le  implosioni finali e realizzare il video completo in cui la caduta del  complesso edilizio apparirà come una sequenza unica e consecutiva.
Se l’interesse mediatico è calato, toccherà anche a noi filmaker  riportare la notizia a galla, ricordare a tutti che c’è una missione  da portare a termine.
Al nostro team si aggiungerà il regista Maurizio Sciarra, ancora  fresco di mix del suo nuovo film - Sonata a Kreutzer con Giorgio  Pasotti e Vanessa Encontrada. L’amica Mariangela Barbanente ci darà  una mano col suo rigore di documentarista e altri torneranno con la  propria videocamera per girare in autonomia i propri reportage.
Presto i lavori lavori di tutti noi saranno inseriti in una grande  banca dati in cui dare e prendere i contributi filmati, scambiarsi  sequenze per poter raccontare l’evento da una quantità di punti di  vista.
Finalmente potremo raggiungere l’obiettivo di fornire un’ampia  copertura dell’avvenimento. Finalmente potremo dimostrare che si può  – talvolta si deve – lavorare in modo collettivo, elaborare in comune  idee e suggestioni per riavviare il dialogo fra gli artisti e la  società che rappresentano.

Un saluto,

Ale P. 

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