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Il commisario Navarrini : un giallo doc per Bari di Franz Falanga |
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Scritto da Sebastiano Gernone
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domenica, 10 agosto 2008 14:02 |
Giovedì 16 ottobre 2008 ore 20 Franz Falanga suona con gli amici jazzisti e presenta il libro alla galleria VERA arte via melo 226 Bari
Titolo: Il commissario Navarrini e lo strano destino del generale scenografo Autore: Franz Falanga Anno: 2008 Pagine: 174 Formato: 16x22 Prezzo: € 14,00 Adda Editore Bari
Franz Falanga si è avventurato in un nuovo territorio creativo: il giallo. I due personaggi principali del romanzo sono il commissario Navarrini e il suo amico architetto Torinelli che a Bari si intrecciano per risolvere la sparizione di alcuni importanti documenti. La trama si svolge in un contorno vivace in cui sono attori tutti gli amici dei due protagonisti e l'intera città con i suoi quartieri, la sua gente di diversa estrazione, le sue maschere. E' anche questa una opportunità per Falanga di rendere chiaro nero su bianco, anche la propria rabbia (ma sempre amabilmente ironica) per una città che disperde le sue potenzialità naturali e culturali, governata da secoli ormai da un gruppo dirigente limitato e limitante ed estremamente provinciale: la muraglia mentale è ben difesa anche per tutelare la loro gretta ricchezza. L'autore come molti baresi in esilio ama più dei residenti Bari e la vede meglio, possedendo inoltre molte competenze (docente e scrittore di architettura, musicista jazz, amante e scrittore del dialetto ecc..). Il racconto coinvolge in tutta la sua trama che si disvela in alcuni locali, nelle vie, tra gli amici, nei quartieri coinvolgendo il lettore in una jazz session di scrittura architettonica, culinaria, con vini, pesce crudo, osservazioni sugli uomini e donne di Bari, arricchita la narrazione dalle fotografie dei luoghi in cui il giallo si svolge. La storia noir si risolve nella nostra Barivecchia in un finale coinvolgente, e nella città vecchia era la soluzione: un nostro amico olandese - italiano a Bari ci disse che alcuni architetti della sua patria adottiva ravvisavano nelle strade squadrate, mentalmente ben predisposte (Bari nuova, insomma), un limite mentale e creativo, mentre nei centri medievali, tortuosi con le corti e le viuzze che si intrecciano si ha un maggiore respiro creativo per gli uomini, una umanità più concreta e reale seppure accalcata, e di maggiore spessore: lo scrisse anche Eduardo De Filippo e a ragione. Bravo Franz Falanga Sebastiano Gernone www.telestreetbari.it
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