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Lingua Barese e Lingua Spagnola affinità nel linguaggio dei pescatori. |
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Scritto da Sebastiano Gernone
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venerdì, 30 gennaio 2009 17:32 |
Lingua Barese e Lingua Spagnola affinità nel linguaggio dei pescatori.
Spagnolo: Si abaca el viento lluve Pronuncia (si avaca el viento iuve)
Barese : Ce abbàche u vìinde chiòve Italiano : Se cala il vento piove
Dobbiamo alla squisita cortesia dell’Ingegner Angelo Antonelli della pregiata azienda fotografica barese questa interessante comparazione linguistica, da lui riscontrata in un suo viaggio in Spagna nel 1958. Inoltre, l’Ingegner Antonelli ci ha confermato quel che molti anziani ci hanno raccontato, che il dialetto barese era parlato da tutte le classi sociali, senza alcun timore, e a lui stesso furono trasmessi in dialetto da suo padre i principali insegnamenti di vita. Tra gli altri vocaboli ormai in disuso ci ha riproposto il termine: “ngenàgghie” = movimento degli snodi delle ginocchia, complesso delle articolazioni delle ginocchia. Gigi De Santis ci ha informato che anche significa inguine: propriamente la zona inguinale quando è dolorante, infiammata. Piega tra la coscia e il ventre: Inguinata, Inguine del ginocchio, la piega posteriore; Inoltre, l'ingegnere Antonelli aveva familiarità con il cugino Bruno Giannini, figlio di Edoardo del noto negozio di vendita di strumenti musicali in via Sparano. Ricorda il linguaggio dei facchini che nello spostare i pianoforti con attenzione dicevano: “nazzecà nazzecà” Dondolare; smuovere; scuotere: : (ondulatorio e oscillante per evitare gli spigoli delle porte) a tiratura : (a tiretto, lineare in avanti o indietro). Dopo lo spostamento dei pianoforti per scale e appartamenti chiedevano: “Nu becchìire de mìire p’assecuà u sedòre” (un bicchiere di vino per asciugare il sudore). Ancora ricorda Antonelli il buco della serratura veniva chiamato : u chiamìinde: è la fessura, connessura tra due lastre di pietra; pertugio, iterstizio fra mattoni o basole. Tra le frasi classiche: la cère se strusce e la breggessiòne non gamìne (stiamo facendo una iniziativa a perdere, un nulla di fatto). Antonelli ha memoria anche del loro commesso armeno Carlo Martirossian stimato dal padre, e che emigrò poi dalla sorella a Los Angeles per lavorare in un grande albergo; Martirossian reincontrò a Parigi molti anni dopo Annamaria Antonelli, sorella dell'ingegnere, e imbiancato nei capelli, ricordava Bari e gli anni lavorativi con gli Antonelli. A cura di Sebastiano Gernone Gigi De Santis ci ha consigliato la grafia precisa secondo la magistrale lezione di Alfredo Giovine
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