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IL MOTIVO NARRATIVO RICORRENTE Stampa E-mail
Scritto da Roberto Galve www.graucocineclub.it   
venerdì, 13 febbraio 2009 12:14

IL MOTIVO NARRATIVO RICORRENTE (MNR)

Fonte: www.graucocineclub.it


In questa nostra proposta di RICERCA, i frequentatori avvertiranno, magari fin dall’inizio, quello che costituisce il suo cuore contenutistico, quel fondamentale elemento che nutre ogni film: il Motivo Narrativo.
Quando questo Motivo diventa Ricorrente, cristallizzandosi poi in un corpus, anche questo ricorrente (per emulazione, riproposizione interessata, o semplicemente per facilitare la lavorazione di un film), il
prodotto è quello che si è dato chiamare Film di Genere.
Per molti realizzatori questa scelta fu un comodo artificio industriale: produrre quasi serialmente determinati films che un certo pubblico poteva leggere senza difficoltà e così aderire con più immediatezza al
loro riconoscimento, alla sua accettazione, al consenso.
Così è stato per molti B-Movies nelle fortunate annate degli Anni 30 e 40. Decine di Gangster Movies, di Drammi, di Melò, di Western, di Commedie, di Musicals che si assomigliavano pesantemente al loro Prototipo, ossia a quel film che aveva avuto un proficuo riscontro al
Botteghino.
Ma questa scelta inondò, con il tempo, il mercato e per alcuni
realizzatori il seguire i dettami del Genere poteva essere subito come una camicia di forza. Liberarsene significò per loro non solo una scelta trasgressiva ma la scoperta delle enormi possibilità che permetteva lo
sconfinamento oltre le restrizioni imposte dal Genere.Sorsero così le contaminazioni tra un Genere e l’altro nell’accostamento dei Motivi Narrativi. Cosa che ha dato filo da torcere a cronisti, studiosi, professorini che cominciarono ad inquietarsi vedendo come si complicava ora la catalogazione dei films.
Quel film appena apparso era un Noir o un Melò? Quel Western era un film d’avventura o un film che denunciava un passato prevaricante che assomigliava tanto al presente?
Oggi, possiamo ben distinguere come molte di queste contaminazioni (o evoluzioni), erano già latenti persino negli Archetipi più rappresentativi.
Una linea quasi evanescente e, a volte, tortuosa, poteva dividere una Gangster-Movie da una Dramma Sociale, un Melò da un Noir, un
Musical da una Sophisticated Comedy.
Per noi, quello che sembra più interessante della Ricerca è
l’individuazione del MNR e come questo viene via via rappresentato.
Come la Situazione ricorrente è stata interpretata, motivata, caricata di significati che riflettono, a volte inconsapevolmente, il momento sociale in cui il film è stato realizzato. Questo approccio potrebbe essere intellettualistico, persino cervellotico, ma noi cercheremo di non cadere in queste pericolose trappole. Il nostro è un approccio ludico, magari anche divertente, scelta che non esclude una conoscenza profonda, la gioia mite della scoperta delle piccole cose.
Vorremmo essere, non solo esploratori ma soprattutto fruitori
consapevoli di quella “conoscenza” che potrà diventare parte integrante dell’entroterra culturale di ognuno di noi. Una cultura diafana che ci aiuti a vivere procurandoci momenti di felicità.
A quei realizzatori  che si erano proposti di trasgredire le imposizioni del Genere, la scelta non fu, come potete sospettare, innocua. Ogni innovazione trova un’opposizione, ogni deviazione di un sentiero
collaudato, comporta i suoi rischi.
I Produttori, in un’epoca in cui lo Studio System era il padrone assoluto nell’industria cinematografica, non avevano costruito i Generi (senza saperlo, certo), senza contare con la conoscenza degli umori del pubblico di massa che riempiva le sale, enormi sale di 3.000 e più posti ognuna. Quel pubblico accettava trame e situazioni ricorrenti perché, in un certo senso, questo capire al volo quello che succedeva, dava loro una certa sicurezza. Ricordiamo che gli Anni 30 vissero inquietanti crisi economiche e che nel decennio del 40 il mondo subì 5 anni di una guerra cruenta e destabilizzante. Il bisogno di rassicurarsi, in qualche maniera, era impellente. I film, quindi, dovevano rispondere alle loro aspettative.
Se le situazioni narrative prendevano una piega inconsueta, questo pubblico si sentiva sprovvisto degli strumenti necessari all’immediata
comprensione. Questo lo confondeva e produceva, come conseguenza, il rifiuto.
Quindi, la politica dei Produttori era quella di dare al pubblico quello
che il pubblico voleva. In questo, c’era un subdolo disegno.
 I film di Genere erano soprattutto più economici, si girava su temi e situazioni ben collaudate, risparmiando così molto tempo, e il tempo nell’industria è denaro. Sceneggiatori, interpreti e registi sapevano già quello che dovevano fare. Il sogno di ogni produttore (e a volte, l’imposizione) era quella del “Just One Ciak”. Persino scenografie e costumi venivano riciclati con pochi ritocchi. E non mancavano films che usavano scene già filmate per altri titoli. Le famose scene di lotte di Tarzan con i coccodrilli o i leoni, le corse delle diligenze in vari western, la fila di pellerossa nell’orizzonte, i bombardamenti nei film
bellici. Tutto materiale d’archivio. Chi trasgrediva, obbligava il pubblico ad abbandonare la sua confortante passività. Molte di queste prese di posizione nei B-Movies furono, poi, un fallimento nel Botteghino al suo momento e la stampa era indifferente o sarcastica. C’era (e c’è) una critica tanto conformista quanto quel pubblico.
Ma come i B-Movies erano anche una palestra di formazione, molti
registi cercarono, contro tutta l’opposizione, di “mostrare di cosa erano capaci” e approfittando di qualche cedimento produttivo o dell’amicizia con qualcuno che contava, qualche volta ci riuscivano.
Con il passare del tempo alcuni di questi titoli furono riscattati dalla “critica specializzata” e rivalutati. Inizia, così, una corrente di salvataggio che presto diventerà, in molti casi, una corsa insensata al
 riscatto. Ogni critico cercava, più che altro, la propria “visibilità”.
Non sempre i films meritavano una riesumazione.
Il pubblico di massa ignorò queste operazioni. Questo è un pubblico che raramente legge le riviste specializzate serie (a volte cervellotiche o narcisiste), continua a rifiutare i film che lo mettono a disagio, provocando il traballare delle proprie certezze. Ma nell’opposto, esiste anche uno spettatore che riceve queste proposte con beneplacito, le
analizza, le commenta con altri come lui, le segue. E’ uno spettatore
classificato come “Cinéphile” e anche a loro si rivolgono non pochi
films di “Classe A”. Quelli per i quali si adoperano grossi budgets e che rischiano su argomenti e linguaggio filmico.
Il film di “Classe B”, quello che accompagnava la programmazione di
prestigio, il B-Movie, poco a poco sparì dal circuito dal momento che le programmazioni si basarono sul solo film che importava e per il quale si erano prodigati tutti gli sforzi economici e artistici.
Il B-Movie lo si può vedere oggi nelle Rassegne dove un pubblico, ormai di nicchia, va alla ricerca della proposta che esula da quello che offre il mercato corrente.
Questo panorama produttivo ha influito totalmente sul film di GENERE, che viene relegato “al passato”. Ma… i suoi MNR e le situazioni archetipo continuano ad imperversare anche nelle grosse produzioni.
Soprattutto perché in questi più di Cent’anni di Cinematografia sembrerebbe che non ci sia Motivo o Situazione che non sia già stata
fatta,  fatta a volte, egregiamente.
                                                                                                                                                                  
GRAUCO Film Ricerca
                                     (Roberto Galve)  
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