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APPELLO DEGLI ARTISTI AL SINDACO DI BARI (2) |
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Scritto da Angelo Amoroso d'Aragona
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martedì, 07 luglio 2009 15:42 |
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Ci sarebbe da fare un Bilancio dei quattro anni (dico bene?) di Assessorato Laforgia/Bruni. Aggiungo anche che sarebbe stata una bella cosa se questo Bilancio lo avesse promosso l'Assessore vista la sua candidatura come Capolista di Sinistra per Bari. Una candidatura che è stata propagandata proprio in nome di quanto si era fatto per la Cultura a Bari. Non ho nulla contro la persona di Nicola Laforgia. Al contrario! Ho molto da ridire invece nel merito e aggiungo che non attribuisco a lui il grosso delle responsabilità. Solo che se ci si candida in nome di qualcosa allora questo qualcosa chiede un giudizio e il nostro Assessore deve su questo accettare che il giudizio sia dato sia dalla cittadinanza sia da coloro che lavorano nel settore di competenza. Mi limiterò a lanciare solo degli spunti: in questi giorni inizia l'ennesima edizione di Cinemadamare. Vogliamo dirci che sono soldi buttati? Nemmeno il Ministero la finanzia! Nelle stanze dell'Assessorato mi è stato risposto che con pochi soldi loro grazie a questo "festival" portano Wenders a Bari. Io risponderei "e chi se ne frega!". Francamente non penso che sia servito a nulla portare Wenders a Bari in quel modo, a fare passerella estiva dei Vips. Personalmente avevo iniziato senza chiedere soldi ma facendo uno sforzo con il Cineclub dei Recidivi che in cambio chiedeva un'attenzione agli spazi da creare, alle sinergie tra gli interventi e non contributi a pioggia ad accontentare un poco tutti e quindi nessuno. A chi dobbiamo se le manifestazioni del cinema arrivano tutte insieme nelle ultime settimane di novembre e prime di dicembre in una ressa inutile e senza senso? Mi dispiace dirlo ma il primo Assessore di Simeone Di Cagno Abbrescia resta l'unico che chiamò al tavolo di confronto tutte le Associazioni del cinema e le costrinse a concertare un intervento organico. Ho molto da rimproverare alle Associazioni ma nulla all'Assessore D'Oria. Poco dopo fu rimosso e messo all'Istruzione e Pino Guario credo possa testimoniare che se il Get (come Balafon e pochi altri) sono stati in grado di resistere negli anni di buio assoluto sulla cultura che Simeone Di Cagno Abbrescia ha riservato alla città di Bari è stato grazie alla presenza di Domenico D'Oria all'Istruzione. O devo ricordare il decisionismo comunque capace di fantasia e di iniziativa internazionale di un Liberale come Tommaso Masiello? Ma come è allora che ho citato due Assessori ascrivibili alla destra e non alla sinistra? Dobbiamo parlare dell'esperienza di Vittorino Curci alla Provincia? E delle sue dimissioni mai motivate? E cosa è seguito con Fabio Losito? Sto parlando anche in questo caso di persone che stimo e apprezzo ma qui è in discussione la strategia d'intervento e non il giudizio della persona. Anzi forse queste persone, questi ex e forse futuri Assessori, potrebbero aiutarci a capire cosa non ha funzionato visto che noi di Strategia ne abbiamo vista davvero poco ma pochissima se non nulla! Parlo del Cinema e non metto bocca sul resto.
Aggiungo che dell'appello promosso da Maria Giaquinto apprezzo i punti programmatici ma non condivido affatto la richiesta al Sindaco di mantenere la delega per la cultura. Avevo chiesto che venisse levata quella frase finale. La mia esperienza mi dice che una Delega al Sindaco significa la fine di tutto e l'abbandono della Cultura. Ho dovuto scegliere tra unirmi al coro o mettermi a fare distinguo ed ho firmato. Ho considerato Carlo Bruni semplicemente distratto e disinteressato al cinema e quindi non saprei giudicare il suo operato sul teatro e la musica. La responsabilità di aver messo un Consulente e un Assessore è del Sindaco e non è piaciuta a nessuno. Di questo dovrebbe rendere conto però Emiliano. Mi è sembrato giusto chiedergli di non rifare lo stesso errore. Anche per una moralità della politica. Non abbiamo soldi da buttare. Vogliamo un Assessore che si assuma tutte le responsabilità e basta. E se è sopra le parti è meglio!
a titolo assolutamente personale o al massimo in nome della Transtv Angelo Amoroso d'Aragona
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