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Fascisti e Comunisti Stampa E-mail
Scritto da Pino De Luca   
mercoledì, 15 luglio 2009 15:36


“Nonostante io sia fascista, quando qualcuno mi dimostra che sto sbagliando sono pronto a correggere il mio errore.”

Da molti anni ho conversazioni lunghe con persone che si dichiarano “fascisti”. Con alcune di esse sono nate anche amicizie, alcune delle quali, penso a Giuseppe, profondissime e stracciate da mani oscure. Ovviamente parlo di persone per bene, dalle teste rasate fuori e dentro che sanno, a loro dire, solo usare catene e coltelli, magari con i più deboli e malmessi, mi guardo bene dall'avviare conversazioni o semplicemente dall'avvicinarmi. Così come non amo i paraculos che sono all'asta per cavare la pagnotta dal mondo politico o economico pagante.

Ma ci sono persone per bene che si dichiarano “fascisti”. Hanno spesso un linguaggio aggressivo e ragionano per luoghi comuni, poche idee semplici e una teoria derivata più dai cinegiornali che dalla conoscenza del fascismo. In generale sono anti. Sicuramente anticomunisti. Ma anche qui hanno una conoscenza epidermica e propagandistica. Poi sono per l'ordine e la legalità. Chiamano ordine e legalità quella che una volta si chiamava semplicemente “buona educazione”.

In generale, quando si comincia a ragionare si scopre che sono persone che detestano i furbi, sono ligie ai loro doveri, non amano il chiasso e le ingiustizie, hanno il culto del lavoro e ci tengono alla reputazione, e, qualche volta, segretamente, amano anche le canzoni di Francesco Guccini.

Di norma non sono eccessive nella loro rappresentazione anzi tengono ad una certa classe e alla modestia, hanno modi quasi aristocratici e raramente indulgono all'autocelebrazione, per chi non lo sapesse hanno i medesimi valori di Paolo Borsellino.

Con queste persone mi piace affrontare conversazioni e approfondire argomenti e, in tutta franchezza, mi ci trovo anche abbastanza bene. Se si parla di fatti e di contenuti le differenze metodologiche e di percorso tendono a sfumare e a diventare impalpabili.

È proprio il contrario del superamento della dicotomia destra/sinistra e della pratica della “tregua napolitanica”. Si chiama discussione politica nel merito e misurarsi sui problemi veri della società, instaurando una competizione a chi ha le soluzioni migliori. Si capisce subito che un problema collettivo risolto è un vantaggio sia per chi è di sinistra che per chi è di destra, mentre un dramma sociale colpisce tutti in egual misura.

Certo che bisogna che tutti siano attenti ai sorrisi al veleno e alle strumentalizzazioni. Chi ha la mia età ricorderà che nella prima repubblica la coesione sociale era garantita dalle parrocchie e dalle sezioni del Partito Comunista, l'un contro l'altro armati in gare di tutto, dalle feste di paese alle partite di calcio. In quella Italia i padri della patria hanno costruito un patrimonio che ha portato il paese tra i grandi del mondo. Poi sono arrivati gli eredi che hanno pensato di monetizzare quel patrimonio e nel nome dei valori dei padri hanno scialacquato le proprietà. Ma quelle forme organizzative hanno lasciato un vuoto e quel vuoto va riempito perché nella società e nella politica il vuoto non esiste. Per uno di quei paradossi della storia che sono così diffusi, il neoliberismo pensava che il mercato fosse in grado di autoorganizzarsi e gli oppositori del neoliberismo hanno pensato che i movimenti fossero in grado di fare la medesima cosa. Gli effetti di questa singolare convinzione hanno lasciato solo macerie e distruzione sia nell'economia che nella società. In queste macerie, approfittando di tanta gente per bene che si dichiara “fascista” solo perché ne ha piene le palle delle macerie e della devastazione, è forte il pericolo che si organizzino, e non spontaneamente, strutture che praticano il fascismo magari sottovoce o con la complicità di rivoluzionari falliti. Penso a Casapound e alla miriade di sigle della galassia nera che si inseriscono nel sociale e negli stadi, nelle periferie e nei salotti buoni, rispondendo alla richiesta di socialità così necessaria nel paese dal capitalismo assistito e dalle tante solitudini. Penso alle ronde di Saya e a tutte le manifestazioni trogloditiche della Lega Nord. Si può immaginare, cari amici per bene che vi dichiarate “fascisti”, che la vostra idea di buona educazione possa coniugarsi con le bande di picchiatori, con le “stravaganze da stadio” e le cinghiate dei fan dei ZetaZeroAlfa?

Si può immaginare, cari compagni che vi dichiarate comunisti, e quindi per bene per definizione (sic!!!), che non si debba aprire una competition ideale e concreta per contrastare questa deriva?

Dopo il processo per il G8 di Genova, quello di Marco Aldovrandi e quello di Gabriele Sandri si è massacrata l'immagine la Polizia di Stato, che ci ha messo molto del suo. I Carabinieri sono sotto scopa in innumerevoli processi di mafia, la Guardia di Finanza è comandata da Tremonti (non ridete!!!), le forze armate sono comandate da La Russa (e va bene, potete ridere), la Magistratura da Al Fano e Mancino (subentra lo sconforto). È il massacro dei capisaldi della democrazia. Se vogliamo bene a questo paese e ai nostri paesi è giunto il momento che le persone per bene si parlino con parole di verità, e costruiscano un futuro meno oscuro e meno tormentato, per tutti.

“Nonostante io sia comunista, se qualcuno mi dimostra che sto sbagliando lo ringrazio perché mi permette di migliorarmi correggendo i miei errori.”

Pino De Luca
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