|
Michele Emiliano: Camaleonte in carriera da Bari |
|
|
|
Scritto da Michele Pantaleo Dragone
|
|
sabato, 18 luglio 2009 17:32 |
|
Michele Emiliano : Camaleonte in carriera da Bari.
Il Camaleonte è senza dubbio l'animale che più si adatta all'ambiente che lo circonda, avendo la grossa capacità di cambiare il colore della pelle.
Sul settimanale L’ Espresso del 23 luglio 2009 è stata pubblicata a firma di Marco Damilano un’intervista a Michele Emiliano, appena rieletto sindaco di Bari e segretario del Partito democratico pugliese. Nell’intervista Emiliano dichiara tra l’altro: “ C’è una cosa urgente, sul piano culturale. Conosco tanta gente moderata, che vota a destra, che potrebbe aderire al Pd se fosse rassicurata che la nostra identità non sarà quella socialdemocratica, ma democratica in senso obamiano. Obama è giovane, nero, ambientalista, dialogante con l’Islam. Ed è anti-comunista. Ecco: dobbiamo finalmente avere il coraggio di dire che il Pd è un partito fraternamente anti-comunista. Il Pd deve sventolare la bandiera americana. Deve essere un partito europeo, occidentale, anti-comunista. Anch’io sono stato iscritto al Pci, ma avremmo imbracciato le armi per difendere l’Italia in caso di invasione sovietica. Il discorso più anti-comunista l’ha fatto Enrico Berlinguer a Mosca….E in politica sono un berlingueriano puro….In Puglia voglio che sia assicurata la linea del rinnovamento. E dopo due mandati da sindaco mi sembra giusto che sia venuto il momento di portare la mia esperienza nel Pd nazionale.” In una intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno del 23 luglio 2009 a p.IV (inserto Bari), Emiliano racconta i suoi primi 50 anni, e rispetto all'intervista all' Espresso, modifica la versione : " Pur non essendo mai stato comunista ho votato per il Partito comunista anche se sono stato allevato nei principi del mito degli Stati Uniti, nel rispetto dei diritti, nell'anticomunismo". Sul quotidiano la Repubblica del 18 luglio a p.14 leggiamo la risposta di Livia Turco all'intervista di Emiliano all'Espresso. Livia Turco con “una lunga militanza iniziata come dirigente dei giovani comunisti in Piemonte, ex ministro Ds e oggi parlamentare che parla di ‘un colpo di solleone estivo: ci vuole proprio per questo un Pd dalle basi culturali solide. Non capisco cosa vuol dire Emiliano: qui siamo a chi la spara più grossa per finire sui giornali. Cos’è uno sport da fare con Berlusconi a chi si sente più anticomunista?”. E Giovanni Berlinguer, fratello di Enrico, trancia Emiliano affermando:" Mi pare assolutamente peregrino introdurre quest'argomento, è al di fuori della storia dei comunisti italiani e dei problemi di cui ci si dovrebbe occupare adesso"; Gianni Cuperlo dirigente Pd aggiunge: " Quella del Pci è stata una delle culture a fondamento della Costituzione: ci dovrebbe portare a concludere che noi non possiamo dirci anticomunisti".
Quanto citato ci permette oggi di avere una visione ben chiara del personaggio Emiliano e di definirne un ritratto meditato dall’esperienza e dalla conoscenza qui a Bari della sua presenza politica. Possiamo dirlo con sincerità e schiettezza: lo si è sostenuto nella prima consigliatura e in queste elezioni perché ci sembrava il meno peggio rispetto al centro destra barese ma la maschera è ormai caduta. Emiliano si presentò nel 2004 come faccia nuova nella battaglia politica per l’elezione a sindaco. Godeva di una fama da magistrato duro, integerrimo e si impegnò con l’elettorato in mille promesse. Creò nel 2004 un sito elettorale in cui dava spazio a tutte le rabbie e proteste dei baresi e si incontrò in tutte le piazze cittadine con gli elettori. Tra le sue caratteristiche vi è quella di parlare da compagno a compagno, da comunista a comunisti quando il numero di bandiere rosse è maggioritario e in piazze tradizionalmente frequentate da gente di sinistra, e di presentarsi come uomo di destra nelle piazze di destra, parlando di sicurezza, della sua famiglia tradizionalmente fascista, e per avere voti fa riferimento elogiandolo al defunto missino barese Pino Tatarella e afferma di essere un ammiratore di Berlusconi, richiama i valori della Nazione ecc... In entrambe le piazze comizia sui problemi dei giovani, dei disoccupati, della nostra città di Bari, di San Nicola, della squadra di calcio (è stato presente sempre allo stadio e tra gli ultras nella recente promozione in serie A). Nel 2004 si presentò con una propria Lista Emiliano (composta in buona parte da professionisti, medici della mutua con clienti e assistiti al seguito, leader dei tifosi ultras...) affiancato, nell’ultima campagna elettorale dalla lista del Partito Democratico, a cui si è iscritto e in tempi rapidi han voluto dargli l’incarico di Segretario Regionale. Abbia pazienza il lettore ma dobbiamo aggiungere alcune riflessioni e osservazioni su questo Campione locale. Tra le sue iniziative meritorie vi è quella indubbia di aver mandato giù – dopo una battaglia che coinvolse le organizzazioni ambientaliste per anni – Punta Perotti, i palazzoni abusivi sul mare costruiti dai Matarrese e con gli appoggi dei politici e potentati locali. Inoltre, in alcuni quartieri popolari è intervenuto – spesso a seguito di vicende di rilievo nazionale come la morte per denutrizione di una piccola di pochi mesi, Eleonora a Enziteto di Bari. Ancor più, in una città oltraggiata da un decennio di mortificazione culturale del centro destra, ha iniziato una politica dei grandi eventi con l’arrivo di importanti artisti ma mai iniziando una campagna culturale nei quartieri popolari che favorisse una quotidianità fatta di associazioni e laboratori creativi che lavorino tutto l’anno: tant’è che per chi visita questi quartieri osserverà squallidi circoli in modesti monolocali, in cui giovani e vecchi giocano a carte da mattina a sera e bevono ettolitri di birra con la presenza anche di esponenti della malavita, spesso strumenti elettorali di personaggi politici locali.... Si segnalano, inoltre , i gettiti d'acqua sul lungomare Nazario Sauro tra le onde del mare - poco più di fontanelle che schizzano acqua da acqua..._ costati alcune centinaia di migliaia d'euro. Per non parlare di un professionista locale assoldato a decine e decine di migliaia d'euro per dar lezioni di creatività ai consiglieri comunali nel 2004: dalle descrizioni ricevute da alcuni consiglieri sorpresi dalla novità, si trattava di esercizi di decontrazione che i monaci buddisti di tradizione theravada danno gratis, e che vengono diffusi a suon di danari da gente che ha più che altro una cultura new age utile alle loro tasche. Calcio, spettacolo, cultura effimera dell'evento, promesse da capo popolo nello stile illusorio berlusconiano di 30.000 nuovi posti di lavoro durante la campagna elettorale (la città ha 320.000 abitanti!), rappresentano forme di comunicazione e dominio politico che non stimolano e coinvolgono la partecipazione comune cittadina al governo pubblico e democratico di una città, con valori di serietà, ponderatezza su cui coinvolgere i gruppi dei delegati al pubblico bene e tutta la comunità nei progetti e nelle azioni politiche conseguenti. Fatto sta a conferma che alle elezioni politiche comunali del 2009 nei quartieri operai, sottoproletari, di piccola borghesia del Libertà (40.000 anime), San Paolo (60.000) e Barivecchia (10.000) HA VINTO PRIMA DEL BALLOTTAGGIO E IN MODO SICURO LO STANCO ESPONENTE DEL CENTRO DESTRA Di Cagno Abbrescia con la sua consueta campagna elettorale di regali di pacchi di pasta e varie promesse alla disperazione giovanile. Emiliano è stato astuto, ha rimesso in piedi un sito elettorale arricchito da giovani - capiranno nel tempo d'essere stati strumentalizzati...- che gli hanno prodotto video pubblicitari diffusi su You Tube; ha fatto stampare manifesti e opuscoli propagandistici, utilizzato gazebo itineranti nei quartieri che proiettavano i suoi video - discorsi e diffondevano i suoi messaggi cartacei; ha ripercorso le piazze di destra e sinistra con la tecnica prima esposta e, favorito da alcuni imprenditori locali che l’hanno appoggiato e sostenuto - memori del rapporto di larghe pretese dell’avversario di Emiliano già sindaco per 10 anni - collaborando alla sua rielezione, magari pensando contabilmente ai 4,5 miliardi di euro concessi a Bari dai fondi europei… La vittoria dell’Emiliano non è stata al primo turno ma al ballottaggio e occorre analizzarla ben bene. Al primo turno di fronte a un immotivato e anziano avversario lo ha superato di pochissimi punti percentuali e - al ballottaggio - sicuramente la denuncia della candidata del centro destra barese Patrizia D’Addario sulle sue prestazioni professionali da prostituta d’alto bordo al Berlusconi, hanno indignato e demotivato più di 20.000 elettori del centro destra che non hanno rivotato il miliardario Di Cagno Abbrescia, preferendo rimanere a casa. Ottenuta la riconferma Emiliano ha iniziato a trattare per la formazione della giunta spiegando la sua – a sentirlo – geniale idea di alleanze presenti (e future con la Poli Bortone, gia neo fascista e esponente dell’MSI, AN, e fondatrice di IO SUD,) con i centristi dell’UDC, con il suo PD, la Sinistra e Libertà del comunista fino a pochi giorni fa Vendola - la cui oratoria e fama rivoluzionaria lo vede attorniato dai suoi, memore del ricordo del Che sulla Sierra Maestra - tra i quali distinguiamo ad esempio il primario Nicola Laforgia che ha bramato per essere riconfermato anche Assessore oltre ad essere consigliere, e Antonio Di Matteo presidente della municipalizzata dei trasporti pubblici e, nel contempo, ferroviere capotreno la mattina in servizio seduto, incravattato - ingessato da dirigente, con telefonino e scrivania appartato presso l'ufficio del personale viaggiante delle ferrovie dello Stato di Bari: tutti devoti da buoni baresi, oltre che a San Nicola a Sant'Antonio da cui loro - come grandissima parte di tutta la casta politica locale dai consiglieri agli assessori, di destra e sinistra - hanno avuto la grazia e il dono dell'ubiquità , dell'esser presenti in luoghi diversi, oltre che ricevere doppia e tripla paga mentre la media di stipendio per famiglia a Bari è inferiore ai 1000 euro... Ai 'guerriglieri multistipendiati' di Vendola si uniscono con Michelone quelli dell'Italia dei Valori divisi tra di loro per le poltrone del potere comunale; ed oggi - dopo averli usati in campagna elettorale chiedendo nuovamente come nella passata consigliatura di sostenerlo nella sua candidatura a sindaco e tacendo sul suo anticomunismo occultato -, esclude Emiliano i comunisti da qualsiasi dignità politica e culturale (invero, anche i comunisti non esenti negli ultimi 18 anni da una politica di raccolta delle briciole di potere con parlamentari, assessori, consiglieri ecc...: assenti sostanzialmente, e lontani dai quartieri periferici popolari, e dal mondo dei lavoratori). Cita a vanvera e strumentalmente il nostro sindaco una persona di valore quale fu Enrico Berlinguer e il discorso che egli tenne a Mosca, che non fu anticomunista come afferma Michelone, ma fu di un comunista vero, vale a dire un’ osservazione scientifica della realtà sociale per un progetto di dignità degli umili, che denunciava con diplomatico gran coraggio le chiusure e il dispotismo del socialismo sovietico rivendicando l'autonomia italiana nel " realizzare una società nuova, socialista che garantisce tutte le libertà, personali e collettive, civili e religiose, il carattere non ideologico dello Stato, la possibilità dell'esistenza di diversi partiti, il pluralismo nella vita sociale, culturale e ideale ". Ancor prima nel 1973 Berlinguer espresse un'analisi che è ancora attuale, affermando che : "E' perfino ovvio ricordare che (...)il dominio della borghesia non si regge solo sugli strumenti (da quelli più brutali a quelli più raffinati) della coercizione e della repressione, ma si regge anche su una base di consenso più o meno manipolato, su un certo sistema di alleanze sociali e politiche" . Su Berlinguer furono tentate pressioni e finanche un mancato attentato mortale nei paesi dell’Est per mettere a tacere un comunista sincero dalla parte dei subalterni, un uomo scelto da Togliatti, dirigente quest'ultimo su cui pesano indubbiamente errori e complicità nell'allineamento internazionale stalinista non giustificabili storicamente , quali le repressioni interne di Stalin e lo schiacciamento di ogni opposizione alla direzione postleninista della rivoluzione d'ottobre, la partecipazione e le responsabilità nella guerra civile di Spagna nello scontro contro la componente anarchica e libertaria dell’antifascismo (e ricordiamo il gran valore di Camillo Berneri ucciso da sicari stalinisti..), e una certa freddezza e calcolo sempre politico, ma Togliatti era un uomo del suo tempo, tutto cinicamente politico e come scrisse Carlo Levi “era il contrario di chi suscita, sollecita e adopera l’irrazionale collettivo: e neppure, per la sua origine, per la sua formazione e il suo aspetto di grande intellettuale, nato da tradizioni precedenti e diverse, da quelle che potevano essere l’esperienza reale di gran parte dei presenti, si poteva pensare a quel rapporto di amore della propria somiglianza , che faceva attaccare con le puntine , lui vivente, ai muri scrostati delle capanne, delle grotte, dei lamioni dei braccianti del Sud, l’immagine fraterna ed adorata di Giuseppe Di Vittorio....”. Al funerale di Togliatti (come in quello di Berlinguer,ndr) ricorda ancora Carlo Levi " erano qui, l'Italia vera, per una spinta comune più cosciente, più razionale, anche se fatta dolente dal dolore della perdita. Erano qui (bastava guardare i volti, le bandiere, i gesti, gli sguardi) per dire qualcosa, insieme. Qualcosa di cui Togliatti era oggi il simbolo, il nome, il punto di espressione. Per dire " Ci siamo. Siamo entrati in gioco anche noi, e non torneremo indietro, nell'ombra dell'inesistenza civile. Siamo noi, con piena coscienza, i protagonisti del nostro destino. Siamo noi la realtà dello Stato. Siamo noi oggi, milioni di uomini nuovi, la libertà del mondo, la Storia" Togliatti, Gramsci, Nenni, Berneri, Malatesta, Ugo La Malfa, Moro, Berlinguer i loro discorsi e articoli se li scrivevano da soli, non li richiedevano ad altri: fu Bettino Craxi dalle cui fila sono usciti molti uomini chiave del regime - potere del Berlusconi, a utilizzare il prof. Luciano Pellicani per i suoi articoli e saggi; e parimenti il nostro sindaco Camaleonte non scrive saggi, e quei pochi articoli di carattere storico - introduttivi ad anniversari e ricorrenze istituzionali e d'ufficio, li richiede a storici locali ovviamente indossando nella richiesta abiti democratici, antifascisti… Michelone da Bari quando qualcuno imbrattò il busto in bronzo alla memoria del mito (falso e costruito) della destra barese, vale a dire il podestà di Bari e ministro dei lavori del fascismo Araldo Di Crollalanza, si affrettò a pulirlo personalmente con annuncio a mezzo stampa e circondandolo di una aiuola di violette: smemorato e ignorante sul Di Crollalanza comandante degli ex combattenti della 1ma Guerra Mondiale che si unirono a Mussolini organizzandosi in squadre di assalto ai lavoratori, inoltre guida politica e militare delle squadre fasciste che distrussero la redazione di Humanitas in via Beatillo, giornale degli antifascisti baresi e italiani di cui lui stesso Di Crollalanza aveva fatto parte nel suo passato prebellico di repubblicano; e capo il gerarca mitizzato delle squadre fasciste che assalirono a Barivecchia con mitra e bombe la Camera del Lavoro, difesa da Giuseppe Di Vittorio con moglie incinta e figlioletta, e da numerosi operai baresi in armi; e il Di Crollalanza fu duro persecutore dell’opposizione antifascista durante la dittatura, e non per questo esente da un’ indagine dello stesso fascismo per alcune speculazioni denunciate nei suoi confronti; ancor più il Di Crollalanza si unì a Salò con i nazifascisti che rastrellavano i partigiani e i paesi del nord – Italia uccidendo e impiccando uomini e donne della Resistenza… Nella sua mancanza di cultura storica il Sindaco Emiliano vanta e parla da qualche tempo di un un nazionalismo meridionalista che fu sempre storicamente strumento di ricatto dei potenti meridionali nelle lotte di dominio con i gruppi dirigenti del nord, dai tempi risorgimentali di Giuseppe Massari - altro falso mito barese che mentre i contadini in lotta per gli usi civici della terra (raccolta della legna, libero pascolo del bestiame, di semina ...), contro la coscrizione militare di 5 anni imposto dai Savoia ecc.., a decine di migliaia venivano fucilati dagli invasori militari piemontesi, lui ne osservava il Massari e studiava con Bixio e altri i mezzi più idonei per la loro sconfitta politica – economica – militare…e poi ancor più il Massari omaggiare con biografie il re invasore Vittorio Emanuele II e i suoi cortigiani... Non per nulla il nostro vuole allearsi con la ben disposta Poli Bortone che ha sempre servito gli interessi e i valori della Nazione Italia della Destra consolidata tra interessi dei potenti del sud e del nord alleati da sempre contro le ragioni e i diritti dei subalterni, in un equilibrio tra gruppi dominanti periodicamente in conflitto, e mercanteggiare i loro rapporti di forza per dominare beni e popolo del Sud. Ma il Camaleonte dalle mille bandiere, ha utilizzato anche la sua recente adesione al cattolicesimo (poco prima delle elezioni del 2004…), di cui vanta nel suo studio al Comune fotografie inginocchiato al Papa precedente l’attuale, e le sue frequenti e sempre diffuse visite al nostro San Nicola di Bari, per acquisire consenso, oltreché citare i suoi pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo per Padre Pio e sul Gargano a San Michele Arcangelo: una fede così ostentata, gridata, ripetuta nelle interviste non ci convince e le conferme ci sono tutte (non è certo il nostro apparentabile nella minima misura a Giorgio La Pira, nè a Giuseppe Dossetti non avendone spessore interiore e buone letture, con i loro stili riservati, umili non certo spettacolari). Omaggia papa Ratzinger appena può, dimentico della sua cultura veramente antimodernista e medievale per taluni aspetti, che ancora oggi non rilegge le torture e il rogo di un grande uomo quale fu Giordano Bruno, e il papato tanto servito dall'opportunismo dell'Emiliano dopo secoli e secoli (1992) ha riconosciuto le ragioni di Galileo Galilei (abiura del 1633), grazie al lavoro preparatorio del gesuita Padre George Coyne, la cui frequentazione saltuaria (era solito ospitare per studi scientifici nell'osservatorio astronomico vaticano scienziati come la comunista Hack e di differenti orientamenti) ci confermò anche la probabile esistenza nell'infinito universo di mondi abitati... Cita Michelone, scusate se ritorniamo nel molto piccolo ma anch'egli è parte della coscienza universale, con alcuni suoi consiglieri dello staff barese provenienti dalle sezioni di MSI - Alleanza Nazionale gli eccidi storici indubbi del comunismo internazionale, legandosi Emiliano al mito americano del presidente Kennedy ai tempi nostri rivitalizzato dalla figura politica di Barack Obama che lui cita (intervista all'Espresso cit.). Occorre essere onesti nella analisi storica e ci avvaliamo delle riflessioni di Noam Chomsky, forse il maggiore intellettuale vivente.
Nel suo testo "Alla corte di re Artù. Il mito Kennedy" Noam Chomsky ridimensiona Kennedy: "il "presidente buono", il volto umano della politica estera americana... un mito diffuso anche nella sinistra italiana ed europea. Chomsky fa un'approfondita analisi di questa leggenda contemporanea attraverso una decostruzione-ricostruzione dell ' era kennedyana e, più in generale, della cultura politica che consentì e incoraggiò la Guerra Fredda. E smentisce la favola che sia stata una fase magica della storia americana in cui, come scrivevano taluni giornali dell'epoca, una Tavola Rotonda di luminosi cavalieri, assieme al loro John-Re-Artù, si batteva per la pace, il benessere e la giustizia nell'universo mondo. Poi i "cattivi" uccisero il re. Ma, dice e documenta Chomsky, sono le istituzioni politiche e la cultura politica istituzionale, non i singoli presidenti, le chiavi di lettura per capire la politica estera americana. Re Artù, del resto, non è mai esistito. O, se è esistito, era tutt'altro da quello che si racconta di lui. Come John F. Kennedy.(recensione al testo, ndr)". Chomsky continua a studiare e scrive che "l'escalation bellica in Vietnam fu decisa da John F. Kennedy e che vide il passaggio dalle azioni terroristiche, anche se su vasta scala, all'aggressione diretta. L'11 ottobre del 1961, Kennedy ordinò l'invio nel Vietnam del Sud dello squadrone aereo "Farmgate", composto da 12 aerei particolarmente equipaggiati per l'antiguerriglia (bombardieri T-28, S.C.-47 e B-26). In un primo tempo quei velivoli vennero autorizzati a "compiere missioni coordinate con piloti locali a sostegno delle forze di terra vietnamite". Il 16 dicembre di quello stesso anno, il segretario alla Difesa McNamara autorizzò quindi la loro partecipazione diretta ad operazioni di combattimento. Questi furono i primi passi verso il coinvolgimento diretto di forze Usa nei bombardamenti ed in altre operazioni di guerra nel Vietnam del Sud a partire dal 1962, alle quali si accompagnarono missioni di sabotaggio nel Nord. Le decisioni prese a Washington nel 1961-1962 gettarono così le basi per l'enorme escalation del conflitto negli anni che seguirono". Per Barack Obama Noam Chomsky ai microfoni di SKY TG24 da Boston lancia un duro attacco . Il celebre filosofo e scienziato critica le politiche internazionali del presidente degli Stati Uniti e sentenziando: "Ha illuso l'Europa". Inoltre, rileviamo che quando Obama vuole cambiare il sistema sanitario americano che adesso esclude milioni e milioni di poveri cercando di prendere a modello anche quello italiano (frutto delle lotte di decenni del movimento operaio capeggiato dai comunisti...), modello di assistenza per tutti, viene attaccato dalla destra americana di essere socialista...
Molti si chiederanno, dunque, le ragioni del consenso locale del nostrano Camaleonte, e le ritroviamo in quelle scritte dall'acuto filosofo Umberto Galimberti a proposito del Papi che governa, il Silvio Berlusconi: " Non perde, se non marginalmente, seguito e consenso, perchè è un leader carismatico. "Carisma" è una parola che usiamo di frequente , senza mai indagare l'essenza che (citando Robert Dilts) consiste nella capacità di creare, attraverso gesti e parole, un mondo al quale le persone desiderano appartenere: Di solito quel mondo non è reale, gli obiettivi del leader carismatico restano sempre: la sua affermazione, il suo successo, il suo profitto, ma colorati dall'illusione che questi obiettivi possono essere realizzati da tutti coloro che accettano di seguirlo".(Galimberti, 18/7/2009 "D" p.106) Emilianismo a ben leggere riflette il modello Berlusconismo, l'omologazione che si afferma con linguaggi apparentemente differenti... Il nano Michelone, dunque: personaggio che riteniamo per le ragioni esposte, per il suo basso profilo culturale, possa conservare momentaneamente cariche poco più che locali, ma da parte degli uomini di buona volontà occorra iniziare e anteporre un processo di comunicazione politica e sociale serio, che partendo dalle vie, dai quartieri, dai luoghi di lavoro invogli a responsabilizzare la gente sui propri diritti al lavoro, alla casa, alla pensione, a una vita culturalmente ricca, creativa, partecipata, meditata e da protagonisti, organizzati in una forza popolare consapevole, radicata nel territorio che ha già iniziato a osservare, nel suo divenire : " lo spettacolo indecoroso nella formazione della Giunta comunale, le esternazioni continue del Sindaco “ faccio tutto io ”, - un tempo espressione della società civile, oggi e da anni anche segretario regionale del PD - in un ormai irrefrenabile stile populista - cesarista regressivo, palesano in modo compiuto un significativo arretramento culturale e sociale della coalizione al governo della città, diventata luogo di scorribande personali e di nuove disinvolte alleanze politiche spacciate da laboratorio regionale e nazionale; l’aver spostato la discussione sulle persone e non sui programmi rende ancora più chiaro lo slittamento decisionista del sindaco Emiliano."
Le macchiette faranno il loro tempo e gli spettacoli non durano a lungo, e si prepara il 3° atto per il Camaleonte: dopo il Giudice - Giustiziere, e il Sindaco - Salvatore, ci sarà il Flop del Genio Incompreso - Vittima... Svegliamoci...
Nota:
Un sito dedicato a Berlinguer con un video interessante è: http://www.enricoberlinguer.it/
Leggi anche la nota di Umberto Galimberti sul leader carismatico e la folla. Vale anche per il provinciale camaleonte che ci ritroviamo...
http://www.telestreetbari.it/content/view/829/5/
Per sorridere del Camaleonte: http://www.youtube.com/watch?v=OwwjVxrRsSM
Vedi anche il video musicale: Fraternamente antifascista e anti - Emiliano: clicca http://www.wikio.it/video/1415578
Hanno aderito a questo articolo:
Domenico Abatescianni calzolaio, Giovanni Albanese postino, Vito Balzano avvocato, Pietro Barone disoccupato, Giovanni Battiston fabbro, Tommaso Bellomo meccanico, Giuseppe Belviso muratore, Giovanni Binetti venditore ambulante, Nicola Cafagno agricoltore, Nicola Capriuolo giornalaio, Luigi Cariello muratore, Candelora Carmignano sarta, Donato e Nicola Ceglie ebanisti, Nicola Cippone stuccatore, Saverio Cirillo meccanico, Giovanni De Giglio proprietario agricolo, Nicola De Liguori disoccupato, Leonardo Delle Foglie venditore ambulante, Cosimo De Michele disoccupato, Vito Dentamaro meccanico, Giovanni De Tullio impiegato, Andrea Di Biase barbiere, Donato Dragone operaio, Giuseppe Favia muratore, Giuseppe Foggetti operaio, Giovanni Gargano marittimo, Sebastiano Gernone ferroviere, Agostino Giangrande marittimo, Cesare Giorelli sarto, Gervasio Griesi fabbro, Graziadei Ercole avvocato, Francesco Guastamacchia contadino, Saverio Lacasella muratore, Francesco Lacriola bracciante, Ferdinando Lattarulo commesso, Arturo Liperini impiegato, Michele Loglisci impiegato, Giuseppe Loiacono metalmeccanico, Luigi Lopez muratore, Lorusso Michele noleggiatore, Giovanni Mantello elettricista, Alessandro Palazzi autista, Vito Pappagallo operaio, Vito Pappagallo fruttivendolo, Raffaele Pastore contadino, Vincenzo Pinto disoccupato, Vito Portoghese tornitore meccanico, Luigi Prisco verniciatore, Giovanni Ricupero muratore, Michele Scardicchio bracciante, Schettini Domenico spazzino, Smaldino Giuseppe immobiliare, Gaetano Strippoli pastaio, Giuseppe Tarallo venditore ambulante, Liberato Tarantino salumiere, Leonardo Tesoro metalmeccanico, Sebastiano Valentino disoccupato,
:
|
|