Home
Cosa è la Telestreet?
Le altre Telestreet
Video
Articoli
Quartieri
Idee e progetti
Foto Gallery
Foto Gallery 2
Foto Gallery 3
Contattaci
Firma il Guestbook
Hanno scritto di noi...
About this site
Link
http://www.forexexchange.it
http://it.forexfloor.com/
Ultimi inserimenti


Ti è piaciuto qualcosa? Dona un'euro alla Telestreet!
mercoledì, 08 febbraio 2012 09:44
Home arrow Idee e progetti arrow Progetti arrow Aiutiamo Michele Romito, eroe di Bari
Aiutiamo Michele Romito, eroe di Bari Stampa E-mail
Scritto da Sebastiano Gernone redazione telestreetbari   
giovedì, 27 agosto 2009 17:30
27 agosto 2027 agosto 2009

L'eroe di Bari Vecchia

Aiutiamo Michele Romito

Ricoverato al Di Venere, si teme per la sua vita


di Sebastiano Gernone

La sua lunga vita è giunta ad una drammatica svolta: il ragazzino che nel 1943 tenne testa ai Tedeschi nella città vecchia è in gravissime condizioni di salute.
Nell'indifferenza generale si sta spegnendo un eroe che ha contribuito a regalare a Bari la medaglia d'oro conferita due anni fa dal presidente Giorgio Napolitano.

L'appello è a tutti i cittadini e le cittadine di buona volontà, le Associazioni, i partiti e i movimenti che oggi possono godere della democrazia anche grazie a gesti come quelli di Michele Romito.

Michele Romito è l’eroe di Bari, il ragazzino che difese con i suoi coetanei la città vecchia e il porto dalla rabbia dell’esercito tedesco dopo l’armistizio. Scugnizzo barese che ha avuto un ruolo determinante, insieme alle decine di morti di Piazza Umberto a Bari uccisi da fascisti e militari mentre inneggiavano alla fine del fascismo, nel riconoscimento e nella consegna della medaglia d’oro al valor civile alla Città di Bari da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’intervista rilasciata in dialetto barese da Michele Romito dopo essersi recato a votare per le liste dei comunisti italiani: circoscrizionali, comunali , provinciali e europee 2009– tradizione comunista a cui è legato da decenni di vita lavorativa con i portuali di Bari e per tradizione famigliare - rievoca gli avvenimenti di quei giorni. Riteniamo questo video particolarmente importante per quel recupero della Memoria indispensabile per la costruzione di un grande partito dei lavoratori e dei subalterni. Il testo che accludiamo qui di seguito è un’intervista di Michele Romito che traduce in italiano l’intervista in barese che abbiamo raccolto divisa in due principali video, una relativa all’episodio che vede protagonista Michele, l’altra è una video –biografia del nostro eroico concittadino.


"Eravamo in tanti ragazzini, allora, a lavorare nel porto. Praticamente tutti i ragazzi di Bari vecchia. Gli adulti erano al fronte, anche i miei fratelli maggiori, così toccava a noi. Caricavamo e scaricavamo le navi, pure quelle dei tedeschi, che fino all'8 settembre erano nostri alleati", ricorda. Finché quegli adolescenti barivecchiani dovettero dare l'assalto agli ex alleati. "Ricordo che la sera dell'8 settembre, dopo aver ascoltato alla radio il messaggio di Badoglio che annunciava l'armistizio, avevamo festeggiato fino a tardi. Per tutti noi era la fine della guerra. O, almeno, così speravamo. La mattina del 9 ci presentammo come al solito al lavoro, nel porto... Arrivarono i tedeschi. Spararono, minacciarono tutti, fecero saltare alcune navi, uccisero quelli che avrebbero voluto impedirglielo. E noi non sapevamo cosa fare, eravamo rimasti intrappolati... Nel caos, riuscimmo infine a raggiungere le mura di Bari vecchia". Via di corsa verso le proprie case, in cerca di rifugio?



Macché. "Si sparava, c'era fumo ovunque. Andammo di corsa dietro l'Ospedale consorziale (demolito dopo la guerra, ndr), in piazza San Pietro". Ed ecco l'incontro. "C'era il generale Bellomo con altri soldati. Era leggermente ferito. Ci guardò e ci disse: "Dovete difendere le vostre case, la vostra città". Ci fece vedere, davanti all'Ospizio, alcune casse piene di bombe a mano". Prosegue Michele Romito: "Erano bombe Balilla, quelle rosse. Tutti noi ne prendemmo alcune. Io ne presi  quattro . Lungo le mura corsi verso il ponte di San Nicola... Mi nascosi dietro le colonne, allora la balaustra non c'era. In quel momento stavano arrivando due camion blindati tedeschi, armati con una torretta da cui spuntava una mitragliatrice. Volevano entrare a Bari vecchia, dove c'erano le nostre case, le nostre famiglie. "O noi o loro", pensavamo tutti.



Il primo camion fece in tempo ad entrare ma fu fermato davanti al santuario di San Nicola. Il secondo stava passando... Io tirai una prima bomba a mano dall'alto. Esplose proprio sulla torretta. Lanciai anche la seconda e fu un inferno... Quell'affare prese fuoco completamente. Così l'ingresso dei bastioni restò bloccato, e io corsi verso piazza San Pietro". Michele si unì ad altri ragazzi e ad alcuni militari: lanciarono altre bombe a mano sulle truppe germaniche, che premevano sull'altro lato dell'ospedale consorziale. Poco dopo i tedeschi si arresero, dopo aver raggiunto un accordo con i militari italiani. "Quando ormai era tutto finito, in piazza arrivarono alcune decine di bersaglieri in bicicletta. Ma avevamo già fatto tutto noi. I tedeschi si erano arresi". Così quel ragazzino - che, come i suoi amici, non aveva mai visto prima una bomba a mano o un'arma - si ritrovò di punto in bianco in prima linea. "I tedeschi che assieme agli altri avevamo catturato purtroppo furono liberati, per ordine del comando italiano...



Purtroppo, perché risalirono fino a Barletta, a Trani e in altre città pugliesi, dove fecero stragi e sparsero molto sangue. Fu un errore, di cui nessuno si è mai pentito abbastanza….


Video - interviste con Michele Romito:

1)  http://www.blip.tv/file/2219480

2)  http://www.blip.tv/file/2218789

Altri articoli:

http://www.telestreetbari.it/content/view/760/15/

http://www.telestreetbari.it/content/view/171/5/

http://video.libero.it/app/play?id=d10b99c798fc2c6480f1e5220d3268ad
interessante registrazione di Radio Bari, la radio di resistenza ai nazifascisti che trasmetteva da Bari.

Testo fondamentale:

“L'8 settembre 1943 in Puglia e Basilicata” autori Leuzzi -Esposito


Introduzione al libro:

Una delle maggiori difficoltà nella ricostruzione dei caratteri della reazione popolare alla guerra e alle violenze della Wehrmacht, in alcune aree del Mezzogiorno, dopo l'8 settembre, è data dalla debole memoria pubblica di quegli eventi sottoposti negli anni della transizione dal fascismo alla repubblica e per tutti gli anni Cinquanta ad un forte isolamento nel dibattito politico-culturale e ad una emarginazione anche sul piano della ricerca storiografica1.

La particolare situazione del Sud, caratterizzata da una profonda crisi sociale e civile connessa anche alla occupazione militare anglo-americana che si protrasse fino al 1946, non favorì una generale presa di coscienza delle conseguenze della breve ma violenta occupazione tedesca. Per effetto della censura prima badogliana e poi anglo-americana l'opinione pubblica non percepì immediatamente la portata dell'azione distruttiva dell'esercito tedesco e le conseguenze delle operazioni terroristiche contro militari e civili. Solo a distanza di un anno dai drammatici avvenimenti conseguenti l'armistizio si registrarono in Puglia le prime iniziative pubbliche per ricordare le vittime delle stragi della Wehrmacht in una situazione però di forte tensione caratterizzata dalla radicalizzazione dello scontro politico-sociale. La delegittimazione dei partiti che si riconoscevano nel CLN da parte delle forze monarchico-badogliane ebbe tra le altre conseguenze quella di emarginare le manifestazioni per ricordare la lotta antifascista e antinazista o di occultarne il significato storico-politico.

(…) La gente comune percepì immediatamente la posizione dell'ex alleato che in diverse situazioni si abbandonò a violenze inaudite ed a vergognosi misfatti, soprattutto contro militari sbandati, non risparmiando in taluni casi anche la popolazione civile.


In quest' ambito vengono ad assumere un importante significato le relazioni ed i rapporti dei carabinieri, le relazioni di ex podestà, ancora in carica dopo l'8 settembre, o di Commissari nominati dai Prefetti, le relazioni di diverse autorità militari (finanzieri, responsabili delle questure) ed esponenti del clero (vescovi, parroci). Si sono rivelati utili anche i registri di stato civile relativi ai decessi per i mesi di settembre-ottobre 1943, in particolare le dichiarazioni di iscritti all'ANPI, dopo il 194529.

Rilevante anche la documentazione di Enti pubblici come l'Acquedotto Pugliese, importante obiettivo strategico delle operazioni militari tedesche nel corso della ritirata.

Anche le ricostruzioni di alcuni storici locali in occasione di scadenze celebrative negli anni Sessanta e Settanta, pur condizionate dal mito della "resistenza organizzata", in analogia con quanto era accaduto al Centro-Nord, offrono importanti dati sulle violenze e stragi naziste. (…)


Vedi anche:

In cammino per la liberta : luoghi della memoria in Puglia (1943-1956) / Vito Antonio Leuzzi, Giulio Esposito ; apparato iconografico a cura di Sebastiano Gernone - Bari 2008 - 175 p. : ill. ; 21 cm –
Istituto pugliese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea

Clicca:



http://www.telestreetbari.it/content/view/840/46/

http://www.telestreetbari.it/content/view/841/46/





Webmaster by Mikelee gennaio 2006. Mambo è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL
porno izle porn izle porno izle porn izle