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Da tempo, dal duemilasei, in sedi pubbliche e financo ufficiali, alcune cassandre delle quali assumo la tessera e fors'anche la massima responsabilità, hanno raccontato con largo anticipo la traiettoria che avrebbe seguito la Sanità pugliese.
Il fulcro primario del successo elettorale di Vendola e compagnia alle elezioni regionali rimaneva il terreno di scontro politico sul quale si sarebbe misurata l'evoluzione della Puglia migliore.
Il Presidente Fitto e la sua sgangherata ciurma d'allora erano stravolti dalle divisioni interne e dai provvedimenti giudiziari, alcuni veniali, altri gravi, altri gravissimi, molti di questi non hanno retto alla prova dibattimentale e quasi tutti sono stati cassati da leggi, leggine, prescrizioni, indulti e amnistie.
La politica attraverso l'avviso di garanzia, lo scandalo e la campagna mediatica, come sempre contribuisce all'avvicendamento dei rappresentanti politici pro-tempore ma non incide mai sui rapporti d'affari consolidati e raggrumati da mille e una complicità e interessi.
Di questo parlammo all'indomani delle scelte del Presidente Vendola nel campo. Si può andare tranquillamente a verificare. A seguito di tale posizione, scomoda e isolata, non v'è dubbio alcuno che solo un idiota può ravvisare intenti partigiani in quanto appresso espresso.
Sulla sanità pugliese si è riscatenato il solito turbinio mediatico-giudiziario che precede la campagna elettorale regionale. In esso si mescolano molti interessi e molti riposizionamenti che agitano la necessità di grandi rivoluzioni e nascondono la nascita e il consolidamento di nuovi parassitismi, corruzioni e complicità.
Come sempre c'è il magnaccia (in questo campo si chiama “public relation man”) che ha la disponibilità di un certo numero di puttane (qui si chiamano “escort” o “professioniste disinvolte”) e agganci con pusher riservati che hanno cocaina di ottima qualità (qui si dice “aiutino”).
Il lenone blandisce politici, dirigenti e funzionari per assicurarsi affari pubblici sulla pelle dei polli paganti e votanti.
Il lenone non fa differenze ideologiche: il suo mestiere è capire al volo le ambizioni dell'incaglio e operare su di esso. Si compra tutto al mercato della salute: la notte di sesso con la casalinga e il sadomaso con l'avvocatessa; la barca di lusso e la villa al mare, il posto prestigioso per l'amante e il giovane palestrato per l'esperienza bisex.
Il lenone sa fare il suo mestiere e sa insozzare di fango non solo i suoi clienti ma anche i vicini dei suoi clienti che, spesso, chiudono gli occhi per non vedere oppure sono così scemi da non capire, o ancora peggio, vedono e tacciono pensando che “l'importante è essere a posto con la propria coscienza” e magari, serbare la conoscenza per distruggere o limitare la concorrenza interna.
Il lenone, ovviamente, tiene la contabilità delle corruzioni e delle nefandezza, segnando sul quaderno ogni cosa e quando si trova a mal partito il quaderno lo vende al miglior offerente, oppure ne vende parti e a puntate.
Senza processo e senza giustizia si alterano carriere e si distruggono persone: componenti ormai usurati di meccanismi che hanno bisogno di nuovi ingranaggi per continuare a funzionare.
E l'indagine di Bari riserva ogni giorno sorprese che vanno in questo senso. Delle escort di Berlusconi da cui si partì non parla più nessuno, per fortuna, ma sarebbe molto interessante cercare di capire attraverso quali strumenti la signora D'Addario ha registrato le conversazioni con il Premier o con quali aiuti poteva far ripartire quel cantiere per il quale ha concesso, come dire, la sua parte migliore. Poi si dimettono un po' di assessori regionali senza spiegare le ragioni, si dimettono anche alcuni direttori generali di ASL anche qui senza spiegare le ragioni: seriamente indagati, indiziati di reato, complici, incapaci? Quale è il giudizio politico? Non mi interessa quello morale o quello della magistratura. Ma, ad esempio, Lea Cosentino, potente Direttore Generale della ASL Bari 1 perché è stata dimessa? Ora sembra che il giudice Scelsi, dopo l'interrogatorio, abbia archiviato la sua pratica perché “priva di consistenza dal punto di vista penale.” E allora? Che si dice alla suddetta?
Sorvolo sulle parole e le indiscrezioni dei giornali di casa Arcore, la libertà di esprimere il proprio pensiero è sacra, forse i concetti di pensiero e soprattutto di proprio pensiero per Giornale e Libero sono un po' esagerati ma mi siano concessi; sorvolo anche sulla canéa che dai banchi dell'opposizione del centrodestra pugliese si innalza. Sappiamo tutti che da quelle parti non ci sono pulpiti politici o etici dai quali si possono scagliare pietre o ciotoli, forse nemmeno coriandoli.
Non ci resta che sperare che passi presto la tempesta di sabbia che occlude la vista e che, un giorno, ci sia una Giunta Regionale con un assessore alla sanità che sappia dire al personale sanitario che deve fare il suo lavoro con scienza e coscienza, al personale amministrativo la stessa cosa ed eviti di distribuire premi e liquidazioni d'oro a personaggi che, nell'ombra, hanno assicurato il meretricio nella dimora dei rappresentanti del fin troppo generoso popolo di Puglia.
Non importa se sia un santo o una santa, va bene anche se ha una vita mondana molto movimentata, ma almeno comprenda che a puttane si può andare senza portarci anche la Sanità. Pino De Luca
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