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Radio Bari Stampa E-mail
Scritto da a cura di sg telestreetbari   
sabato, 12 settembre 2009 16:09
http://www.radio.rai.it/storiadellaradio/index.cfm?candidato=storia12.cfm&switch=




La sede di Bari

Il nome di Radio Bari è scritto nella storia della radiofonia italiana. Le trasmissioni cominciarono dagli studi di Via Putignani sin dal 1932, per continuare dal 23 settembre 1943 alla liberazione di Roma.

Nel 1934 da Radio Bari hanno inizio le prime trasmissioni per l'estero in lingua araba con un notiziario trisettimanale, musiche e approfondimenti. Si tratta della prima emittente in arabo su tutto il Bacino del Mediterraneo. Due mesi dopo partiranno i programmi in lingua greca. L'avventura di Radio Bari è singolare e irripetibile, unica emittente libera, a 100 chilometri da Brindisi, è diventata subito la voce più importante del Sud.

Radio Bari ha mandato in onda le prime parole dell'Italia libera. In mano ad un gruppo di giovani che avevano in Benedetto Croce e nella casa editrice Laterza i loro punti di riferimento, la radio aveva trasmesso l'11 settembre il primo messaggio di Vittorio Emanuele III dopo la fuga da Roma.

Punto centrale della programmazione ITALIA COMBATTE: un panorama della situazione politico-militare e della guerra partigiana, un canale di messaggi per le azioni di guerriglia ma anche un veicolo di propaganda. Tra le rubriche titoli come "Spie al muro", nella quale si segnalavano i sospetti di delazione, per riportare tutti alla realtà.

Al gruppo originale si aggiunsero scrittori, registi, "operatori radiofonici" in gran parte provenienti da Roma e tutti con un nome di battaglia. E c'era Aldo Moro che collaborava alla rubrica "La voce dei partiti".

Tante voci e tanta musica, per provvedere alla quale si requisisce un intero negozio di dischi. Ma la musica non nasconde i contrasti tra americani e inglesi, tra monarchici e non. Nel '44 la situazione è all'apice della tensione e il generale Alexander vieta a Radio Bari di trasmettere la radiocronaca del congresso dei CLN dell'Italia liberata e la radio manda in onda un documento di protesta.

Ma la marcia degli alleati avanza e a Radio Bari si aggiungono le stazioni delle altre città liberate: Napoli, Roma e Firenze.



 

Radio Bari: la musica americana durante la guerra

Mentre le truppe americane sbarcavano in Sicilia, ad Anzio e in Normandia tra il 1943 e il 1944 alle ondate di mezzi anfibi carichi di marines si affiancava un'altra ondata, quella musicale: migliaia di dischi furono inviati sui fronti europei per sollevare il morale delle truppe e alimentare le trasmissioni delle radio delle regioni liberate dal nazi-fascismo.
L'industria musicale americana agli inizi degli anni Quaranta era sull'orlo del collasso. Lo sforzo bellico impediva altri investimenti e molti musicisti erano partiti per combattere. A questo si aggiungeva lo sciopero della American Federation of Musicians che aveva bloccato la produzione discografica. I musicisti chiedevano infatti una percentuale sulle vendite dei dischi come indennizzo per la disoccupazione causata dall'uso sempre più vasto del grammofono nelle sale da ballo.
La crisi fu superata grazie alla geniale intuizione di un tecnico del suono, Robert Vincent, arruolato come tenente presso la radio dei servizi speciali dell'esercito. Vincent propose al ministero della guerra di registrare musiche espressamente per le truppe al fronte. Lo scopo patriottico dell'iniziativa avrebbe permesso di aggirare il blocco del mercato causato dallo sciopero e molti artisti come Bing Crosby, Frank Sinatra e Glenn Miller aderirono con entusiasmo al progetto. Nasceva così la leggendaria etichetta dei Victory disc, i dischi della vittoria, chiamati poi molto più semplicemente V-disc. I V-disc, oltre a dare fiato e nuove energie alla produzione musicale americana furono anche il terreno di prova di importanti innovazioni tecnologiche. Erano più grandi dei comuni 78 giri (12 pollici invece di 10) e i solchi erano più ravvicinati, così da permettere una durata di oltre sei minuti rispetto ai quattro dei 78 giri. Inoltre a causa della scarsa disponibilità di gommalacca, che proveniva dai territori allora occupati dai giapponesi, i dischi erano realizzati con una materia plastica derivata dal petrolio, il vinile, da poco brevettata. Il vinile era leggero, flessibile e più resistente agli urti. Dovendo inviare centinaia di migliaia di dischi al fronte questo aspetto risultò molto vantaggioso, dato che oltre la metà dei fragili dischi di gommalacca arrivavano in pezzi.
Oltre alle incisioni originali che venivano inviate direttamente alle truppe, l'Office of War Information produsse una vasta gamma di dischi con riversamenti di show radiofonici, colonne sonore cinematografiche, programmi musicali a tema per le radio dell'Europa liberata. Proprio da questi programmi radiofonici sono tratti gli esempi musicali proposti nella mostra. Si tratta di dischi di grandi dimensioni, 16 pollici, lo stesso formato detto in gergo "padellone", impiegato allora nelle radio per le registrazioni in diretta e i riversamenti.
I dischi per le radio dell'Office of War Information conservati presso la sede Rai di Bari ci offrono una vasta scelta di programmi. Ogni disco infatti è articolato intorno a un tema preciso come "Le grandi orchestre" "Le canzoni di Bing Crosby", "La musica popolare italiana", "Le canzoni di Stephen Foster", "I grandi musical" e così via".
In questa prima serie di restauri vi proponiamo una marcetta di Glenn Miller che, da buon capitano dell'Areonautica, sfotte i poveri fanti. Segue uno degli artisti più impegnati nel sostegno ai soldati al fronte, Bing Crosby, in una sentimentale versione della tradizionale Clementine. Tra l'altro possiamo vedere in una foto proprio Bing Crosby indossare provocatoriamente un elmetto tedesco. Finiamo con il cantante e attore francese Jean Sablon che "swinga" su "Sur le Pont d'Avignon". Come era finito un disco di canzoni francesi a Bari? Nella confusione di quei giorni drammatici è il minimo che ci si poteva aspettare.
restauro e note a cura di Stefano Pogelli



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