Moltissimi anni fa il caro professore Bruno Zevi ci tenne un seminarietto sull’uso e sul significato delle parole vedere, guardare, osservare, nell’ordine. L’osservare è delle tre quella più intrigante e che, ahimè, meno viene usata nella pratica comune. Perché questa mia considerazione iniziale? Perché voglio segnalarvi un comportamento molto interessante che ho osservato nella trasmissione radiofonica PRIMA PAGINA che va su Radio RAI3 tutte le mattine alle ore otto.
Ogni settimana c’è un giornalista, che legge le notizie che ritiene più importanti che appaiono su tutti i quotidiani italiani. E’ una delle poche trasmissioni radio emblematiche della civiltà e della democraticità che ancora fortunatamente caratterizzano questa nostra nazione. I giornalisti che vi partecipano , per una settimana, rappresentano, ovviamente, oltre che loro stessi, le linee editoriali dei giornali nei quali lavorano.
Ed ora vi sottopongo un gioco di ruolo. Proviamo a dividere i giornalisti partecipanti in due grosse categorie, quelli del centro sinistra e quelli del centro destra. Pensandoci sopra meglio, dividiamo questi professionisti fra progressisti e conservatori. Non mi va ancora bene, dividiamoli dunque in berlusconiani e non berlusconiani. Non va ancora bene, dividiamoli in obiettivi, per quello che è possibile, e faziosi. Non mi va ancora bene, dividiamoli fra professionisti liberi e professionisti in qualche modo leggerissimamente proni ai loro padroni. Non mi va ancora bene, dividiamoli allora in chi si sforza di ragionare con la propria testa e chi invece segue un andazzo di comodo. Ecco, forse mi sto avvicinando, dividiamoli dunque fra quelli che dicono pane al pane e quelli che raccontano la realtà attraverso un’ottica che non è propriamente la loro.
Ecco qui, mi pare, forse, di aver individuato un poco più chiaramente queste due categorie nella quali ho artificialmente diviso i giornalisti che vengono settimanalmente a PRIMA PAGINA. Personalmente preferisco quelli della prima categoria (o delle prime categorie). Gli altri non sono al vertice della mia attenzione e della mia simpatia.
Ma perché preferisco i primi ai secondi? Perché i primi dialogano con gli ascoltatori, facendo con i medesimi dei ping pong molto interessanti e molto civili, mentre i secondi, CON LA SCUSA DI FAR PARLARE QUANTI PIU’ ASCOLTATORI POSSIBILE, non ammettono il contraddittorio e spesso troncano a metà il malcapitato ascoltatore, con la scusa CHE SENNO’ RUBIAMO DEL TEMPO AGLI ALTRI INTERVENTI. Se fate un conteggio rapido, mettendo base dieci, i primi parleranno mediamente con otto ascoltatori, i secondi con dieci al massimo undici. Solo che nel primo caso avremo ascoltato otto pareri chiari ed argomentati, nel secondo caso non si sarà capito una mazza, in omaggio ad una ovviamente FALSA concezione della discussione, contrabbandata per democratica.
Questa settimana è stata una rimarchevole settimana perché PRIMA PAGINA è stata condotta in modo esemplare, mi riferisco alla prima categoria di giornalisti, dalla dottoressa Concita De Gregorio direttore de l’Unità, che ringrazio di cuore per la magnifica lezione di cortesia, disponibilità e leggerezza che ha fornito a noi di RAI3 people.
Franz Falanga