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Il cercatore è il cercato Stampa E-mail
Scritto da Mahraj   
martedì, 03 novembre 2009 14:09

"Una coppia europea venne a far visita a Maharaj per una settimana circa. Sia il marito che la moglie si erano interessati alla metafisica Vedantica per molti anni ed avevano studiato l'argomento profondamente. C'era, comunque, un tocco di stanchezza, quasi di frustrazione nel loro aspetto e nel loro comportamento generale, che chiaramente mostrava ciò che in seguito fu confermato. Essi non avevano una chiara percezione della verità a dispetto della loro assidua ricerca per un lungo periodo di tempo, durante il quale avevano viaggiato in lungo e in largo ed avevano cercato la guida di numerosi Guru, ma senza successo. Ora, forse si stavano chiedendo se questo sarebbe stato un altro futile tentativo che avrebbe causato una frustrazione maggiore!
Dopo aver parlato di se stessi in risposta all'abituale domanda di Maharaj, essi sedettero ad ascoltare.
Maharaj li guardò per alcuni momenti e disse:

"Per favore, comprendete che non ho nulla da darvi. Tutto quello che farò è di mettere di fronte a voi uno specchio spirituale per mostrarvi la vostra vera natura. Se il significato di ciò che dico viene compreso chiaramente, intuitivamente - non semplicemente verbalmente - ed accettato con la più profonda convinzione, la più urgente immediatezza, non sarà più necessaria conoscenza
ulteriore. Questa comprensione non è questione di tempo (in effetti è precedente al concetto di tempo) e quando avviene, avviene improvvisamente, come un lampo di comprensione al di là del tempo. In effetti significa l'improvvisa cessazione del processo di durata, una frazione di secondo in cui il funzionamento del processo-tempo stesso viene sospeso - mentre avviene l'integrazione con ciò che è precedente alla relati vità - e l'assoluta
comprensione irrompe. Una volta che questo seme di comprensione ha messo radici, il processo del riscatto relativo all'immaginaria schiavitù può prendere avvio, ma la comprensione stessa è sempre istantanea.
La parola chiave nel processo della comprensione di ciò che dico è "spontaneità" . La manifestazione dell' intero universo è come un sogno, il sogno cosmico, esattamente come il sogno microcosmico di un individuo. Tutti gli' oggetti sono oggetti sognati, apparizioni nella coscienza, sia che il sogno sorga spontaneamente come un sogno personale ed individuale durante il sonno, sia che si tratti del sogno vivente della vita in cui tutti noi siamo sognati e vissuti. Tutti gli oggetti, tutte le apparizioni sono sognate dagli esseri senzienti nella coscienza.
Gli esseri senzienti sono, perciò, sia figure sognate che sognatori; non c'è un solo sognatore in quanto tale. Ogni corrente di sogno dell 'universo avviene nella coscienza, che è all'interno di un particolare apparato psicosomatico, il mezzo attraverso il quale avviene il percepire e l'interpretare e che è scambiato per una entità individuale. Nel sonno profondo non c'è sogno e perciò, non c'è universo. E' soltanto quando usate la mente divisa che esistete separati dagli "altri" e dal mondo. Non avete controllo sugli oggetti nel vostro sogno personale, incluso l'oggetto che "voi" siete nel vostro sogno. Ogni cosa è spontanea e tuttavia ogni oggetto nel vostro sogno personale non è null'altro che voi. Anche nel sogno della vita, tutti gli oggetti (tutti gli "individui", anche se nel sogno sono opposti) possono essere soltanto ciò che voi siete. Ogni funzione, ogni azione nella vita, perciò, può essere soltanto azione spontanea perché non c'è entità ad eseguire nessuna azione. Voi siete (io sono) il funzionamento, il sogno, la danza cosmica di Shiva!
Infine, ricordate che ogni sognare di qualunque tipo deve necessariamente essere fenomenico, un' apparizione nella coscienza quando la coscienza è "sveglia", cioè quando la coscienza è conscia di se stessa. Quando la coscienza non è conscia di se stessa non ci può essere sognare, come nel sonno profondo."

A questo punto ci fu una domanda da parte del marito. La sua obiezione era:

"Se tutti noi siamo soltanto figure sognate, senza capacità di scelta indipendente, di decisione ed azione, perché dovremmo essere interessati alla schiavitù o alla liberazione? Perché dovremmo venire da Maharaj?"

Maharaj rise e disse:

"Sembra che tu sia arrivato alla giusta conclusione nel modo errato! Se intendi che ora sei convinto al di là di ogni ombra di dubbio che l'oggetto con cui ti sei identificato è in realtà soltanto un fenomeno, totalmente privo di qualunque sostanza, indipendenza o autonomia - semplicemente un'apparizione sognata nella coscienza di qualcun'altro - e che, perciò, per una così semplice ombra non ci può essere questione di schiavitù o liberazione e che di conseguenza non c'è affatto bisogno perte di venire ad ascoltarmi, allora hai perfettamente ragione.
Se è così, non hai soltanto ragione ma sei già liberato! Ma, se intendi che dovresti continuare a visitarmi soltanto perché non sai accettare di essere una semplice figura sognata, senza alcuna indipendenza o autonomia, allora temo che tu non abbia fatto nemmeno il primo passo. E, in effetti, sino a che c'è un' entità che cerca la liberazione, non la troverà mai. Vedila in questo semplice modo: qual è la base di qualunque azione? La necessità. Tu mangi perché c'è la necessità di fare ciò; il tuo corpo evacua perché c'è la necessità di ciò. Tu mi fai visita a causa della necessità di farlo e di ascoltare ciò che dico. Quando c'è la necessità, l'azione segue spontaneamente senza alcun intervento da parte di qualsiasi agente. Chi sente la
necessità? La coscienza, naturalmente, sente la necessità attraverso il mezzo dell'apparato psicosomatico. Se tu pensi di essere questo apparato, non è un caso di identificazione errata, che fa assumere il fardello della schiavitù e cercare la liberazione?
Ma in realtà colui che si interroga, il cercatore, è il cercato!"

Mentre tutti ponderavano su ciò che Maharaj aveva detto, l'assoluta immobilità prevaleva nella stanza. La coppia sedeva con gli occhi chiusi, dimentica dell'ambiente, mentre gli altri visitatori gradualmente uscivano dalla stanza."

Da: "Nessuno nasce, nessuno muore" (Pointers from Nisargadatta Maharaj) il 1° libro di Ramesh Balsekar

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