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La pratica dell'utopia. Immagini del Laboratorio di Jerzy Grotowski. |
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Scritto da Jerzy Grotowski. a cura di Sebastiano Gernone
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martedģ, 03 novembre 2009 15:44 |
Omaggio a Grotowski, inventore del "teatro povero" Roma, 27 ottobre – A dieci anni dalla morte di Jerzy Grotowski , genio fondatore del teatro contemporaneo, proseguono a Roma le celebrazioni promosse dall'Istituto Grotowski di Wrocław per i 50 anni dalla nascita del Teatro Laboratorio in Polonia.
Grotowski, che aveva scelto l'Italia per i suoi ultimi progetti di lavoro e di vita, viene ricordato con una serie di eventi in programma dal 26 ottobre al 17 novembre, organizzati in diversi luoghi della città. Il progetto, che ha il patrocinio e il sostegno operativo del Comune di Roma, è curato da Marina Fabbri per l'Istituto Polacco di Roma; da Ferruccio Marotti e Luisa Tinti per il Centro Teatro Ateneo (Centro di Ricerca sullo Spettacolo) della Sapienza Università di Roma, con la collaborazione dell'Accademia di Francia (Villa Medici) e il Nuovo Cinema Aquila.
Tra le manifestazioni si segnala la proiezione, nell'aula magna della Sapienza, del film "Akropolis" (1969) restaurato e sottotitolato per l'occasione; un convegno scientifico (sempre alla Sapienza), una mostra al MLAC dello scultore Krzysztof M. Bednarski, artista già collaboratore di Grotowski; una tavola rotonda a Villa Medici su arte povera e teatro povero con Jean-Marie Drot, Germano Celant e Michelangelo Pistoletto; infine una rassegna cinematografica, inedita per l'Italia, realizzata in collaborazione con il Nuovo Cinema Aquila.
Qui di seguito il programma in dettaglio:
26 ottobre ore 19, Museo Laboratorio d'Arte Contemporanea (MLAC) Sapienza Università di Roma. Inaugurazione della mostra "Thanatos polacco. Omaggio a Jerzy Grotowski" , dello scultore Krzysztof M. Bednarski, a cura di Jaromir Jedliński e Anna Jagiełło
26 ottobre ore 21, aula magna Sapienza Università di Roma. proiezione del film "Akropolis" (1969), restaurato dal Centro Teatro Ateneo. Partecipano: l'interprete Maja Komorowska, lo scenografo Jerzy Gurawski
27-28 ottobre ore 10–19, Odeion della Facoltà di Scienze Umanistiche. Convegno Internazionale di Studi a cura di Luisa Tinti, con la collaborazione di Maia Borelli
27 ottobre ore 21, Accademia di Francia a Roma - Villa Medici. Proiezione del film "Grotowski... ou Socrate est-il Polonais?" (1977). Partecipa il regista Jean-Marie Drot
29 ottobre – 2 novembre, Teatro Laboratorio Universitario Eduardo De Filippo. Laboratorio di Maud Robart: introduzione al canto vibratorio, con gli studenti della Sapienza
3 - 6 novembre, Nuovo Cinema Aquila. "La pratica dell'utopia - immagini del Laboratorio di Jerzy Grotowski", rassegna cinematografica a cura di Marina Fabbri, con la collaborazione di Marta Sputowska
17 novembre ore 16, Villa Medici. Tavola rotonda "Arte povera - teatro povero: la rivoluzione etica degli anni '60". Partecipano Germano Celant, Michelangelo Pistoletto, Ludwik Flaszen, Ferdinando Taviani, Franco Ruffini. Modera Alessandra Mammì
(03-11-2009) - Immagini del Laboratorio di Jerzy Grotowski. In programma al Cinema Aquila di Roma la rassegna che rende omaggio al fondatore del Teatro Laboratorio La pratica dell'utopia. Immagini del Laboratorio di Jerzy Grotowski. Questo il titolo della rassegna in programma al Nuovo Cinema Aquila dal 3 al 6 novembre prosegue l'omaggio di Roma a Grotowski nell'ambito delle celebrazioni per i 50 anni del Teatro Laboratorio e a 10 anni dalla scomparsa del suo fondatore. La rassegna, la prima così ampia, anche se non completa, mai presentata su Grotowski propone 21 titoli. Si tratta di film realizzati in Polonia, in Francia, negli Stati Uniti e in Italia, che accompagnano le attività del gruppo e soprattutto registrano le idee del suo fondatore, a partire dal 1960 fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1999. Sette gli spettacoli del Laboratorio che ritroviamo, per intero o a frammenti, nei film di questa rassegna: Caino (1960), Akropolis (1962), La tragica storia del Dottor Faust (1963, dentro Lettera da Opole), Studio su Amleto (1964), Il Principe Costante (1965), I Vangeli (1967, dentro i due film di Drot) e Apocalypsis cum figuris (1969). Un bel viaggio nella storia di quattro fecondissimi decenni in cui la ricerca teatrale è stata spinta e poi continuamente stimolata dalla pratica costante del Teatro Laboratorio prima e poi del parateatro, del Teatro delle Fonti, e infine del Workcenter, che forse è anche la storia dell'ultima grande utopia culturale del secolo appena trascorso. Il progettoLa pratica dell'utopia
immagini del Laboratorio di Jerzy Grotowski a cura di Marina Fabbri 3 - 6 novembre 2009 - Nuovo Cinema Aquila, via l'Aquila 68, Roma Istituto Polacco di Roma, Centro Teatro Ateneo – Centro di Ricerca sullo Spettacolo della Sapienza Università di Roma, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali, con la collaborazione del Nuovo Cinema Aquila Dopo l’apertura il 16 marzo con Il Principe Costante, prosegue l’omaggio di Roma a Grotowski nell’ambito delle celebrazioni promosse dall’Unesco e dall'Istituto Grotowski di Wroclaw per i 50 anni del Teatro Laboratorio e a 10 anni dalla scomparsa del suo fondatore. E’ in programma dal 26 ottobre al 17 novembre una nuova serie di eventi curati da Marina Fabbri per l’Istituto Polacco di Roma, e da Ferruccio Marotti e Luisa Tinti per il Centro Teatro Ateneo - Centro di Ricerca sullo Spettacolo della Sapienza Università di Roma, con la collaborazione dell’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici e il Nuovo Cinema Aquila, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Roma. La rassegna di cinema in programma al Nuovo Cinema Aquila dal 3 al 6 novembre, sarà preceduta il 26 ottobre dalla presentazione in Aula Magna della Sapienza del film Akropolis (1969) restaurato e sottotitolato dal Centro Teatro Ateneo, e dal convegno scientifico internazionale “Grotowski all’Università a Roma” (27 – 28 ottobre), a cui parteciperanno studiosi e collaboratori di Grotowski. Inoltre una mostra al MLAC della Sapienza dello scultore Krzysztof M. Bednarski, artista già collaboratore di Grotowski (26 ottobre - 20 novembre), e due incontri prestigiosi a V Medici tra film e arte contemporanea con Jean-Marie Drot, e Germano Celant, illa Michelangelo Pistoletto, Ludwik Flaszen animeranno l’omaggio di Roma all’Anno Grotowski (27 ottobre e 17 novembre). Programma delle proiezioniTutti i film sono in versione originale sottotitolati in italiano Martedì 3 novembre - Ore 18.00 - Kain [Caino], 1960, 2 min., b/n., polacco
- List z Opola [Lettera da Opole], di Michael Elster, 1963, 28 min., b/n., polacco
- Próba [Prova], di anonimo, 1964, 9 min., b/n., polacco
- Laboratorium Grotowskiego [Il Laboratorio di Grotowski], di Zygmunt Samosiuk, 1965, 2 min., b/n., polacco
- Jerzy Grotowski et son Théâtre Laboratoire de Wroclaw. Grotowski ou... Socrate est-il Polonais?, di Jean-Marie Drot,1967, 54 min., b/n, francese
Ore 21.30 - Il Principe Costante. Ricostruzione, 1967-1977-2005, 48 min., b/n, polacco
- Aktor calkowity [L’attore totale], di Krzysztof Domagalik, 1994, 66 min., colore, polacco e inglese
Mercoledì 4 novembre - Ore 18.00 - Inicjaly J.G. [Iniziali J.G.], di Miroslawa Sikorska, 1996, 29 min., colore, polacco
- Training at the ‘Teatr Laboratorium’ in Wroclaw [Il training al Teatro Laboratorio di Wroclaw], di Torgeir Wethal, 1972, 90 min., b/n, inglese
Ore 21.30 - Pod drzwiami [Sulla porta], di A. Marczewski, W. Grodzki, H. Paszkowska, 1971, 2 min., b/n, polacco
- Teatr Narodów [Teatro delle Nazioni], di Zbigniew Raplewski, 1975, 49 min., colore, polacco, russo, tedesco, francese e inglese
- Incontri del TG. Un’ora con Jerzy Grotowski, di Mario Raimondo, 37’15”, colore, italiano
Giovedì 5 novembre - Ore 18.00 - “Pelen guslarstwa obrzed swietokradzki…” O Teatrze Laboratorium Jerzego Grotowskiego [„Pieno di stregonerie e riti sacrileghi...” Sul Teatro Laboratorio di Jerzy Grotowski], di Krzysztof Domagalik, 1979, 58 min., colore, polacco
- Apocalypsis cum figuris di Ermanno Olmi, 1979, 70 min., colore, polacco
Ore 21.30 - Wierny sobie [Fedele a sé stesso], di Elzbieta Sitek, 1999, 22’, colore, polacco
- Jerzy Grotowski – próba portretu [Jerzy Grotowski – prova di ritratto], di Maria Zmarz-Koczanowicz, 1999, 58 min., colore, polacco
Venerdì 6 novembre - Ore 18.00 - Il Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski, di Marianne Ahrne, 1992, 52 min., colore, italiano.
- Grotowski. Teatr Laboratorium. Jubileusz. Wspomnienia [Grotowski. Teatr Laboratorium. Giubileo. Ricordi], di Elzbieta Sitek, 1999, 32’, colore, polacco
- Dyrygent [Direttore d’orchestra], di Tomasz Mielnik, 2006, 20 min., colore, inglese
La rassegna In questa rassegna, la prima così ampia, anche se non completa, mai presentata su Grotowski si parla prevalentemente la lingua del documentario, ma come sappiamo bene dalle teorie di Kieslowski (La drammaturgia della realtà) quasi mai il documentario è sinonimo di imparzialità e oggettività. Ci saranno dunque occhi più acuti, altri dalla vista più annebbiata dietro le cineprese che hanno immortalato l’attività pluridecennale del Teatro Laboratorio nel mondo. La rassegna cinematografica, realizzata in collaborazione con il Nuovo Cinema Aquila, il Centro Teatro Ateneo e Villa Medici, propone complessivamente 21 titoli, scelti secondo un criterio di qualità e di interesse per un pubblico più vasto in un ampio materiale spesso di fattura povera e indirizzato a specialisti. Si tratta di film realizzati in Polonia, in Francia, negli Stati Uniti e in Italia, che accompagnano le attività del gruppo e soprattutto registrano le idee del suo fondatore, a partire dal 1960 fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1999. In un unico caso c’è dietro la cinepresa una personalità del cinema, come il nostro Ermanno Olmi, che registrò nel 1979 l’ultimo spettacolo del Laboratorio, Apocalypsis cum figuris, durante le repliche a Milano su invito del CRT. In altri, si tratta di personalità eccentriche al cinema, come Torgeir Wethal, attore dell’Odin Teatret di Eugenio Barba, che nel 1971 realizzò Training al Teatro Laboratorio di Wroclaw, una straordinaria sessione di esercizi condotta da Ryszard Cieslak, l’attore- mito di intere generazioni di teatranti che negli anni ’70 si sono formati sui suoi insegnamenti. Altra personalità d’eccezione dietro la cinepresa puntata su Grotowski è quella di Jean-Marie Drot, che firma nel ’67 e nel ’77 due documenti imprescindibili per capire il percorso creativo di questo gruppo ma soprattutto del suo creatore. Il polacco Krzysztof Domagalik, regista televisivo e docente di teatro, dopo aver realizzato un onesto documentario dal titolo mickiewiczano “Pieno di sortilegi e riti sacrileghi…”, firma l’intenso ritratto di Ryszard Cieslak de L’attore totale, nel 1994, facendosi guidare dalle inedite parole della figlia dell’interprete del Principe Costante. Autrice di una importante intervista a Grotowski (Il Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski, 1993), è poi la regista svedese Marianne Ahrne (sua la registrazione di Ferai, dell’Odin Teatret, nel 1970), cineasta di solida carriera nel suo paese ma anche riconosciuta internazionalmente, che in Italia arrivò nel 1986 con A Matter of Life and Death (nel cast Lena Olin). Sette sono gli spettacoli del Laboratorio che ritroviamo, per intero o a frammenti, nei film di questa rassegna: Caino (1960), Akropolis (1962), La tragica storia del Dottor Faust (1963, dentro Lettera da Opole), Studio su Amleto (1964), Il Principe Costante (1965), I Vangeli (1967, dentro i due film di Drot) e Apocalypsis cum figuris (1969). Sono preziose testimonianze di una stagione irripetibile del teatro di ricerca. Altri film documentano più in generale l’attività del gruppo, e hanno sempre al centro importanti interviste con Grotowski, i cui testi a volte saranno poi pubblicati, come le interviste di Marianne Ahrne e di Mario Raimondo, o diventeranno punti di riferimento storici, come accade al film di diploma alla Scuola di Cinema di Lódz dell’inglese Michael Elster, che nel 1963 decise di immortalare il Laboratorio quando ancora si chiamava “Teatro delle 13 File” e operava a Opole. Ma anche al vitalissimo Teatro delle Nazioni di Zbigniew Raplewski, già operatore di Andrzej Munk, uno dei più grandi registi cinematografici polacchi di sempre, una produzione televisiva d 1975 che ha il pregio di aver documentato lo storico incontro fra i teatri di ricerca di tutto il mondo che ebbe luogo a Varsavia e a Wroclaw. Qui si vedono personalità come Jean-Louis Barrault, Peter Brook, Eugenio Barba, Arianne Mnouchkine, Peter Stein e Bruno Ganz, gli attori di Bergman, i nostri Giorgio Strehler e Luca Ronconi e tanti altri registi e gruppi teatrali. Da segnalare infine l’ultimo film, realizzato nel 2006, Direttore d’orchestra, un emozionante atto d’amore nei confronti del grande interprete del Teatro Laboratorio Zygmunt Molik, colto in tarda età nel suo lavoro di guida a giovani attori di tutto il mondo, in immagini di forte impatto visivo e spirituale. La scelta dei titoli di questa rassegna ha voluto privilegiare materiali mai proposti al pubblico italiano se non all’interno di seminari universitari, e titoli non reperibili in commercio o in rete, concentrando l’ attenzione sulla storia ormai conclusa del Teatro Laboratorio e del suo fondatore (e purtroppo di quasi tutti i suoi attori). Si sono dunque scartati film troppo personali e che danno troppo per scontata una conoscenza di Grotowski e delle sue idee che forse oggi è meno consolidata, specie nelle giovani generazioni; oppure filmati di interviste (polacche e straniere) che soffrono troppo di un intento programmatico e un po’ dottrinale che dà migliori esiti sulla carta stampata che non sullo schermo. Il risultato di questa selezione si trasforma a mio avviso in un bel viaggio nella storia di quattro fecondissimi decenni in cui il teatro occidentale è stato continuamente stimolato dalla pratica costante del Teatro Laboratorio prima e poi del parateatro, del Teatro delle Sorgenti, e infine del Workcenter, tutte tappe della ricerca di Jerzy Grotowski. Forse questa è anche la storia dell’ultima grande utopia culturale del secolo appena trascorso. Un’utopia a cui oggi è utile guardare, e per questo devo rendere grazie all’Istituto Polacco di Roma, e soprattutto al suo illuminato direttore, Jaroslaw Mikolajewski, per aver reso possibile al pubblico italiano l’accesso e la fruibilità di questi preziosi documenti, oggi in occasione di questa rassegna e in futuro grazie alla loro conservazione nella sua videoteca. Un grande regalo alla cultura teatrale del nostro paese. Ma anche alla cultura del cinema che, credo, avrà qualcosa da imparare da questi film, qualcosa che Ermanno Olmi sa benissimo da sempre, quando dice – e sembra di sentire Grotowski parlare: “Il cinema è umiltà, grandissima voglia di guardarsi dentro e chiedersi chi siamo, prima delle tecniche”. Marina Fabbri Per informazioni: Video:
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