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| venerdì, 30 luglio 2010 15:48 |
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Home Idee e progetti Socrate's Zen Garden Natuzza mistica del Sud
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Natuzza mistica del Sud |
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Scritto da Sebastiano Gernone
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mercoledì, 04 novembre 2009 16:37 |
Sergio un collega di Catanzaro Lido mi ha informato della morte di Natuzza. Ne ho un ricordo incancellabile e desidero confidarlo ai nostri lettori.(sg)
Natuzza mistica del Sud

Sebastiano Gernone
Non è facile dire queste cose: mi consacrai a Dio per aiutare il prossimo, vorrei dare una parola di conforto a chi soffre. Se vedo il Signore prego e chiedo le “Grazie” in particolare per gli ammalati, per i giovani, per tutta la gente che soffre, la conversione per i peccatori, la salute dell’anima e del corpo. Affronto i problemi di tutti con l’aiuto del Signore, se non fosse per lui non ce la faccio, e dò una parola di conforto dietro suggerimento di un’anima o di un angelo custode. Io ripeto quello che sento. Io sono un verme di terra non è che faccio miracoli, sono una poveraccia, non faccio io fa il Signore, io mi impegno solo per pregare. Io prego indegnamente per tutti, per tutto il mondo. Io dico: quello che appartiene a Dio mi sembra la mia famiglia che appartiene anche a me, forse è una fissazione, ma io nel cuore mio penso così, e aspetto i giorni come una mamma che aspetta un figlio che viene da lontano. Natuzza Evolo (1924 - 2009)
Nei primi anni ’80 lessi un articolo su Panorama Mese di una giornalista che si era recata a Paravati in Calabria con iniziale scetticismo per redigere un servizio su Natuzza Evolo: rimase affascinata da Natuzza, e ne scrisse con gran rispetto citando anche uno dei maggiori eruditi sul misticismo allora vivente, vale a dire Elémire Zolla (1).
Zolla mi aveva sempre colpito per la sua profonda conoscenza del misticismo occidentale e orientale, e per la sua indipendenza intellettuale: era un ricercatore senza alcun legame con scuole iniziatiche, di grande onestà, attenzione, passione inesauribile. Ebbene Zolla parlava favorevolmente di Natuzza Evolo, quale ultima mistica di una tradizione e presenza italiana ormai scomparsa, o ancor meglio dal ‘700 razionalista segregata e annullata nei manicomi.
Articolo integrale su www.elemirezolla.org
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