Home
Cosa è la Telestreet?
Le altre Telestreet
Video
Articoli
Quartieri
Idee e progetti
Foto Gallery
Foto Gallery 2
Foto Gallery 3
Contattaci
Firma il Guestbook
Hanno scritto di noi...
About this site
Link
http://www.forexexchange.it
http://it.forexfloor.com/
Ultimi inserimenti


Ti è piaciuto qualcosa? Dona un'euro alla Telestreet!
mercoledì, 08 febbraio 2012 09:39
Home arrow Idee e progetti arrow Progetti arrow Libération, quotidiano francese: L'Italia di Berlusconi un paese in via di imbarbarimento.
Libération, quotidiano francese: L'Italia di Berlusconi un paese in via di imbarbarimento. Stampa E-mail
Scritto da Robert Maggiori traduzione di Pasko Simone   
martedì, 09 marzo 2010 16:36








L’ITALIA DI BERLUSCONI : UN PAESE IN VIA DI IMBARBARIMENTO  
[Robert Maggiori giornalista di Libération]

L’Italie de Berlusconi, un pays en voie de barbarisation

L’Italia è un paese normale? L’anomalia che Berlusconi rappresenta -  il fatto che egli concentra il potere politico e mediatico, che utilizza il Parlamento come « impresa privata » per la creazione di leggi destinate a salvarlo dai tribunali, che getta fango sulla magistratura, che critica senza sosta la Costituzione italiana, che riduce la politica a burla e affermazioni da istrione, che si trascina dietro i vagoni dei suoi scandali sessuali – spingerebbe a rispondere di no.
Ma c’è di più. Ciò che colpisce, per esempio, è che dopo esser stata qualificata come laboratorio politico d’avanguardia d’Europa, l’Italia, oggi, sta regredendo a uno stato « provinciale ». La sua stessa classe politica è provinciale : viaggia poco, non parla inglese che in casi rari. Il ruolo centrale che ancora viene attribuito alla televisione è quello degli « anni 80 ». Si va in televisione agghindati a festa, tutto è intrattenimento, pubblicità, talk show urlati, culi e pizzi. Le trasmissioni d’inchiesta sono rarissime, quelle di riflessione, a cui dovrebbero partecipare filosofi, storici, sociologhi, psicanalisti o uomini di scienza, praticamente non esistono. Una sera su due, su Rai Uno, animata da un inamovibile giornalista sdolcinato e reggicoda, c’è Porta a porta, specie di messa in scena a cui partecipano sempre gli stessi leader politici, e che non è esagerato dire che rimpiazza Camera e Senato. Molto raramente, nel pubblico presente alle trasmissioni politiche, sportive o di varietà, si vede una persona di colore.
Nuova provincia d’Europa, l’Italia perde punti in quasi tutte le classifiche, sia quelle che riguardano la scuola, la salute, l’ecologia, i diritti, così come la cultura (dal budget massacrato dai ministri di Berlusconi) e la stessa tecnologia. Proprio recentemente, dopo che Bob Geldof ha rimproverato il governo di riequilibrare le sue finanze sulla pelle dei poveri, Bill Gates in persona è intervenuto per accusare Berlusconi (« I ricchi d’Italia consumano molti più soldi per soddisfare i loro problemi personali, come la calvizie, di quanto non facciano per combattere la malaria ») di ridurre della metà gli aiuti pubblici per lo sviluppo promessi dalle Camere, facendo così dell’Italia « il più avaro dei paesi europei ».
Stessa regressione culturale a livello dell’informatica. Chi sa che in base al Decreto Pisanu la connessione wireless a Internet in un luogo pubblico, un aereoporto o un cybercaffé è subordinata alla presentazione di un documento di identità ? Che i crediti per lo sviluppo dell’addebito immediato sono congelati dal 2008 e che da parte della maggioranza di governo si levano voci che chiedono il controllo del social network come Facebook ? Che sono state sottoscritte ovunque delle petizioni che chiedono al governo di « emancipare Internet » da norme legislative che penalizzano il futuro del paese, il quale, per l’accesso alla Rete, è già « arretrato e sottosviluppato in confronto al resto d’Europa » ? Ciò conferma che Berlusconi è un uomo di televisione vecchio stile, per il quale Internet è pericolosa, in quanto strumento « liquido », ossia incontrollabile e fuori dal suo personale dominio.
Ma è a livello sociale che la regressione è più netta. Berlusconi catalizza su di sè l’attenzione al punto che all’estero non si coglie appieno che il fatto più importante è piuttosto una forma di « leghizzazione » della società, la cui conseguenza è una degradazione morale e civile, se non proprio un « imbarbarimento » dell’Italia. La Lega Nord di Umberto Bossi – il cui organo di stampa La Padania scriveva : « Quando ci libererete dai negri, dalle puttane, dai ladri extracomunitari, dai violentatori color nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le nostre vite, i nostri spiriti ? Sbatteteli fuori di qui, questi maledetti ! » -, la Lega Nord, alleata fondamentale del partito di Berlusconi, ha fatto eleggere i suoi uomini, molti dei quali sono ministri, in un numero considerevole di amministrazioni, ha diffuso dappertutto i suoi valori ( ! ) e il suo linguaggio, sdoganando e rendendo normale il discorso razzista e xenofobo. Ci vorrebbe una biblioteca vaticana per enumerare i discorsi d’incitamento all’odio razziale, alla omofobia e all’anti-meridonalismo, pronunciati dai suoi leader. Basta guardare su YouTube dei video del Signor Mario Borghezio (parlamentare europeo !), o ascoltare degli estratti di trasmissioni di Radio Padania : in nessun altro paese si tollererebbe un tale scatenamento d’odio e di bestiale xenofoba ! Si difendono i valori cristiani, la famiglia, il lavoro, si vorrebbe mettere la croce sulla bandiera italiana e il crocifisso in tutte le scuole, ma il ministro dell’educazione prevede d’imporre una quota limite di stranieri nelle classi, mentre il ministro dell’Interno ha voluto istituire delle ronde di controllo (un bidone colossale : nessuno, per fortuna, si è presentato per entrare a farne parte), ed ha decretato come un reato il solo fatto di essere uno straniero privo di permesso di soggiorno.
Una mediocre star della politica italiana, imprenditrice situata a destra dell’estrema destra, di cui si prevedeva essere scelta come sottosegretaria al Welfare solo perché nelle grazie di Berlusconi (a proposito del quale aveva affermato che : « É ossessionato da me, ma non avrà il mio… », o anche : « Le donne gli piacciono solo in posizione orizzontale »), si è finemente distinta dichiarando che « Maometto era un pedofilo ». Un fanatico (uno degli eletti) ci teneva a che i treni frequentati dalle Nigeriane fossero disinfettati, un altro (anch’egli tra gli eletti) voleva « eliminare tutti i bambini (rom) che derubano gli anziani » e, eccitato dagli applausi del « popolo della Padania », invitava i mussulmani d’Italia ad andare « a pisciare nelle loro moschee ». Altri ancora hanno dato fuoco alle baracche degli immigrati, proposto vagoni ferroviari e linee di autobus separate per gli italiani e gli stranieri… Discriminazioni di ogni genere, aggressioni, spedizioni punitive, talvolta crimini, bandiere e grida razziste nei raduni della Lega, vere e proprie cacce all’uomo nero, con bastoni e fucili che, alla stampa internazionale, fanno venire in mente il Ku Klux Klan, e che, al contrario, al ministro dell’Interno fanno dire : « Abbiamo dato prova di troppa tolleranza verso gli immigrati. »
Tutto ciò provoca poche reazioni in Europa. Ed è senza dubbio proprio in questo senso che l’Italia e il paese più « provinciale » d’Europa : la si guarda da lontano e dall’alto, sebbene la si ami per la sua cucina, per l’arte e per i suoi paesaggi, non la si prende per niente sul serio, nè nel bene nè nel male. Immaginiamoci cosa accadrebbe nelle strade di Londra, di Parigi, di Berlino o altrove se la Lega Nord fosse un partito, poniamo, austriaco o francese, e se Umberto Bossi si chiamasse Jőrg Haider !      


 

L’Italie de Berlusconi, un pays en voie de barbarisation



Par Robert Maggiori Journaliste à Libération  10/02/2010
L’Italie est-elle un pays normal ? L’anomalie que représente Berlusconi - le fait qu’il concentre le pouvoir politique et médiatique, qu’il utilise le Parlement comme «usine» à fabriquer des lois destinées à le sauver des tribunaux, qu’il vomisse sur la magistrature, qu’il critique sans arrêt la Constitution, qu’il réduise la politique à des blagues et des déclamations histrionesques, qu’il traîne derrière lui les casseroles de ses scandales sexuels - inciterait à répondre non.
Mais il y a plus. Ce qui frappe, par exemple, c’est qu’après avoir été qualifiée de laboratoire avant-gardiste de l’Europe, l’Italie, aujourd’hui, régresse à un statut «provincial». Sa classe politique elle-même est provinciale, voyage peu, ne parle que rarement anglais. Le rôle central encore attribué à la télévision demeure «années 80». On va «en» télévision endimanché, tout est entertainment, pub, talk shows hurlés, fesses et dentelles, les émissions d’enquête sont rarissimes, celles, de réflexion, auxquelles participeraient philosophes, historiens, sociologues, psychanalystes ou hommes de sciences n’existent pratiquement pas. Un soir sur deux, sur Rai Uno, animée par un inamovible journaliste doucereux et caudataire, il y a Porta a porta, sorte de messe à laquelle participent toujours les mêmes leaders politiques, et qui n’est pas loin de remplacer Chambre et Sénat. Très rarement, dans le public des émissions politiques, sportives ou de variété, on voit un Noir ou un Métis.
Nouvelle province, l’Italie perd des points dans à peu près tous les classements, qu’ils concernent l’école, la santé, l’écologie, les droits, la culture (budget massacré) et même la technologie. Encore récemment, après Bob Geldof, reprochant au gouvernement d’équilibrer son budget sur le dos des pauvres, c’est Bill Gates en personne qui est intervenu pour accuser Berlusconi («Les gens riches dépensent beaucoup plus d’argent pour régler leurs problèmes personnels, comme la calvitie, qu’ils ne le font pour combattre le paludisme») de réduire de moitié les aides publiques au développement promises devant les caméras, faisant de l’Italie «le pays européen le plus avare».
Même régression au niveau informatique. Sait-on qu’en raison du décret Pisanu la connexion wireless à Internet dans un lieu public, un aéroport ou un cybercafé est soumise à la présentation d’une carte d’identité ? Que les crédits pour le développement du haut débit sont gelés depuis 2008, que du côté de la majorité, des voix se lèvent pour demander le contrôle de social networks tels que Facebook ? Que des pétitions sont signées partout, demandant au gouvernement d’«émanciper Internet» de normes législatives pénalisant le futur du pays, lequel, pour l’accès à la Toile, est déjà «arriéré et sous-développé par rapport au reste de l’Europe» ? Il est vrai que Berlusconi est homme de télévision old style, pour qui Internet est dangereux, parce que «liquide», incontrôlable - et hors de son empire.
Mais c’est au niveau sociétal que la régression est la plus nette. Berlusconi mobilise tellement l’attention qu’à l’étranger on ne voit pas très bien que le fait majeur est plutôt une «liguisation» de la société, entraînant une dégradation morale et civique, sinon une «barbarisation» de l’Italie. La Ligue du Nord d’Umberto Bossi - dont l’organe, La Padania, écrivait : «Quand allez-vous nous libérer des nègres, des putes, des voleurs extracommunautaires, des violeurs couleur noisette et des gitans qui infestent nos maisons, nos plages, nos vies, nos esprits ? Foutez-les dehors, ces maudits !» -, alliée décisive du parti de Berlusconi, a fait élire ses hommes, dont plusieurs sont ministres, dans un nombre considérable d’administrations, a diffusé partout ses valeurs et son langage, dédouané et rendu normal le discours xénophobe. Il faudrait une bibliothèque vaticane pour énumérer les discours d’incitation à la haine raciale, d’homophobie, d’«anti-méridionalisme», prononcés par ses leaders. Qu’on regarde sur YouTube des vidéos de Monsieur Mario Borghezio, ou qu’on écoute quelques extraits d’émissions de Radio Padania : dans aucun pays on tolérerait un tel déchaînement de haine, et de bêtise, xénophobe ! On défend les valeurs chrétiennes, la famille, le travail, on veut la croix sur le drapeau italien et le crucifix dans les écoles, mais le ministre de l’Education prévoit d’imposer un quota d’étrangers dans les classes, le ministre de l’Intérieur a voulu instituer des rondes de surveillance (bide colossal, heureusement, personne ne s’étant présenté pour les constituer), a instauré comme délit le seul fait d’être un étranger sans papiers. Une petite star de la politique, chef d’entreprise à la droite de l’extrême droite, pressentie pour être sous-secrétaire au Welfare parce que bien aimée de Berlusconi (à propos duquel elle avait dit : «il est obsédé par moi, mais il n’aura pas mon…», ou «il n’aime les femmes qu’à l’horizontale»), s’est distinguée finement en déclarant que «Mahomet était un pédophile». Un fanatique (un élu) tenait à désinfecter les trains empruntés par des Nigérianes, un autre (élu aussi) voulait «éliminer tous les enfants (rom) qui volent les personnes âgées» et, interrompu par les applaudissements du «peuple de Padanie», invitait les musulmans à aller «pisser dans leurs mosquées». D’autres encore ont mis le feu à des baraquements d’immigrés, proposé des wagons de trains ou des lignes de bus séparés pour Italiens et étrangers… Discriminations en tous genres, agressions, ratonnades, crimes parfois, banderoles et cris racistes dans les rassemblements de la Ligue, véritable chasse à l’homme noir, avec bâtons et fusils, qui évoque, pour la presse internationale, le Ku Klux Klan, et qui, au ministre de l’Intérieur, fait dire : «Nous avons fait preuve de trop de tolérance envers les immigrés.»
Cela suscite peu de réactions en Europe. Et c’est sans doute en ce sens que l’Italie est le plus «provincialisée» : on la regarde de loin et de haut, tout en l’aimant pour sa cuisine, son art et ses paysages, on ne la prend guère au sérieux, ni dans le bien, ni dans le mal. Qu’on imagine ce qui se passerait dans les rues de Londres, de Paris, de Berlin ou d’ailleurs si la Ligue du Nord était un parti, disons, autrichien, ou français, et si Umberto Bossi s’appelait Jörg Haider !

Traduzione di Pasko Simone
Webmaster by Mikelee gennaio 2006. Mambo è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL
porno izle porn izle porno izle porn izle