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L'AVVENTURA Stampa E-mail
Scritto da Grauco cineclub   
lunedì, 22 marzo 2010 14:52
L'AVVENTURA
Redatto da: Galve Roberto
Pubblicato il: 19/12/2009
Se c’è un GENERE che rende difficile la sua classificazione è proprio L’AVVENTUROSO. Diciamo subito che se si cercano films che rispondano ai canoni con scrupolosa purezza (come uno pretenderebbe, illusoriamente, da ogni catalogazione dei diversi generi), la scelta si restringerebbe fino a rimanere con un pugno di films. Perché l’AVVENTURA è il Genere che possiede più contaminazioni nei suoi titoli. E’ vero che i Modelli, i Prototipi puri forse non esistono, soprattutto se si cercano films degni di riscatto e di essere rivisti o studiati.

Negli anni 30-40 e 50 si produssero molti films del Genere nella cosiddetta categoria B-Movies, ma erano in realtà di serie Z, e non è immaginabile il minimo riscatto, né perdere tempo nel fare una lista almeno di titoli. Ma molti di loro erano quello che si potrebbe dire più vicini al Genere, con codici ricorrenti fino alla nausea.
Per noi il senso intrinseco del film d’Avventura risiede nell’intensità con cui è raccontata la storia, nel suo rischio, le sue scoperte, la risposta ai suoi intenti di partenza. Perché ogni avventura inizia con una partenza, con un viaggio, come nelle fiabe folk. Il protagonista o i protagonisti sono spiritualmente dei ricercatori, di tesori, di luoghi, di persone smarrite, di misteri che si pretendono di svelare, della risoluzione di un’incognita. C’è però chi può partire con quel solo proposito, lasciare i luoghi dove la vita non ha attrattive, e lanciarsi all’ignoto, altri luoghi, altre genti, altre scoperte, altre conoscenze. E soprattutto incontrare se stessi. Il rischio insito in questi viaggi è quello che dà colore, senso, all’AVVENTURA.

Nella scelta ci può anche essere una sopravalutazione narcisista delle proprie potenzialità, e gli ostacoli che troverà saranno le prove che dovrà superare per confermare il suo proprio essere. Strada facendo potrà scoprire la sua capacità di resistenza, magari di altruismo se deve rischiare per salvare un’altra persona, o addirittura un animale in pericolo. L’uomo qualsiasi costretto dalle circostanze può scoprire le sue capacità creative, di progetto, o di reazione di fronte all’imprevisto. Questo sarebbe l’avventuriero positivo, l’esploratore eroico, risolutivo. Il suo contrario sarebbe l’avventuriero guidato dalla sua ambizione materialista, dal suo egoismo individualista, dalla sua mancanza di scrupoli.

Altra delle caratteristiche del personaggio positivo è la sua propensione alla solitudine, è un eroe romantico. L’avventura è rischiosa, ma è questo rischio affascinante che può modificarlo tutto e dare un senso al suo viaggio, al suo spostamento. A far svanire le sue incertezze, le insicurezze. L’Avventura implica sempre un passaggio esistenziale.
Il fascino dell’Avventura può anche diventare possessivo e trascinare il personaggio alla rinuncia di tutto quello che ha ottenuto e scoperto per lanciarsi nuovamente nella prosecuzione di un altro sogno, un’altra chimera che continuerà a formarlo, a conferirgli altre sicurezze, persino della spavalderia in certe scelte che richiedono un impegno quasi iperbolico.
Ma queste sue scelte esistenziali, difficili da essere condivise, possono acuire ancora di più quel morbo dell’insoddisfazione e relegarle sempre di più nella solitudine. E poi, quando gli anni porteranno la decadenza fisica, la nostalgia lo invaderà perché niente può compensare quel suo doversi fermare.
Lo spettatore può ammirare questo tipo di personaggio, ma difficilmente potrebbe condividere la sua realtà, e quando la società ha creduto di poterlo finalmente fagocitare, lui non troverà ormai posto per sè.

Il cinema ha tentato di appropriarsi dei topoi che la letteratura narrativa ha elaborato ai tempi di Stevenson, Kipling, Salgari, Edgar Rice Burroughs, Conrad, Swift e, certamente, Verne. Ma quando ha portato sullo schermo alcune delle opere di questi creatori di avventure non sono mai stati all’altezza.

Negli anni 40 c’erano i Serials in 10-12 capitoli che affollavano i cinemetti nelle loro programmazioni pomeridiane con orde di ragazzini urlanti, eccitati fino all’indicibile con le avventure di Flash Gordon, del Cavaliere Solitario, di Fantomas, di Tarzan. Erano films con una loro ingenuità per ragazzini che non erano mai usciti dalle frontiere del proprio quartiere. Però quelle emozioni, chi le ha vissute, rimangono là, tra quei sogni che ci hanno fatto crescere. Oggi quei Serials sono (per fortuna in molti casi) introvabili.

Ci sono delle situazioni avventurose nelle quali il personaggio si trova coinvolto senza aver cercato di lanciarsi all’avventura.

Situazioni avventurose si trovano in moltissimi films di tutt’altro genere.

L’Avventuroso Samurai
L’Avventuriero di cartone (l’Archetipo Corto Maltese!!!)
L’Avventura dell’Anima
L’Avventura quotidiana
L’Avventura fantastica
La seduzione, che avventura!
L’Avventura della scienza
Avventurarsi
Avventurieri
L’Avventura nei mari: i Pirati
L’Avventuroso Cowboy
L’Esploratore
L’Avventura di spionaggio
L’Avventura bellica
Un’Avventura esotica

* Forse, nella nostra Ricerca sarebbe più preciso parlare, invece,
di SITUAZIONI DELL’AVVENTURA
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