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Gennaio 2009 : addio al regista Peppino Schito |
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Scritto da Michele Falcone
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lunedì, 16 agosto 2010 09:34 |
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Pubblichiamo solo oggi questa commemorazione di Michele Falcone, perché si era rimasti increduli della morte di Peppino. Per motivi di lavoro chi scrive e Michele Sforza eravamo lontani da Bari, e io l'ho saputo quando vicino all'ospizio in cui ha vissuto gli ultimi anni, in una mattinata piovosa, ho tentato di contattarlo nell'inverno 2009.
Ciao Peppino
Sebastiano Gernone
redazione telestreetbari
agosto 2010
Addio Peppino, poeta "maledetto" di Michele Falcone
Vogliamo ricordarcelo così Peppino Schito col suo inseparabile panama bianco in testa la sua sahariana e pantaloni di lino chiari. Il suo stile inconfondibile non passava inosservato per le vie della sua Bari. Ci ha lasciati in silenzio, proprio il giorno di chiusura dell’ItaliaFilmFest, e noi vogliamo ricordarlo non in un triste ospizio, dove da qualche anno viveva dimenticato da quasi tutti, ma tra noi, a passaggio per le vie di Bari con un testo o una sceneggiatura sotto braccio in attesa di essere realizzata.
Era nato a Cursi in provincia di Lecce nel 1934, fondatore del giornale “La Ribalta”, si occupa di fotografia collaborando con lo studio di Mimmo Castellano, successivamente si interessa di pubblicità e di pubbliche relazioni. La passione per l’immagine lo porta a cimentarsi nel documentario realizzando due bei racconti per immagine: Murgia e La Puglia di Virgilio ispirato ad un‘opera di Tommaso Fiore con la voce narrante del suo amico Riccardo Cucciolla.
Quest’ultimo documentario gli da l’idea per realizzare il suo unico film (uno dei pochi dedicati al terrorismo), Il ragazzo di Ebalus. Il film vinse nel 1984 il Leone d’oro a Venezia come miglior film cooperativo. In quel film ambientato durante gli anni di piombo un giovane terrorista braccato dalla polizia si rifugia presso un contadino in un casolare della campagna pugliese ed incontra una giovane professoressa.
Il film è un apologo su un periodo che fu uno dei più drammatici della nostra storia. A suo modo si tratta di un film sul terrorismo, descritto nella sua tragica realtà.Nel cast oltre a Riccardo Cucciola, nel ruolo del vecchio contadino, qui in una delle sue migliori interpretazioni, un giovanissimo Saverio Marconi e Teresa Ann Savoy. Il film fu giudicato alla sua uscita asfittico, velleitario ingarbugliato, ma rivedendolo oggi bisogna dare atto al nostro amato Peppino che il suo cinema era un cinema nobile, lui era un artista “maledetto”, la sua ricchezza e la sua sapienza interiore oggi lo avrebbero portato lontano, lontano da questa città che forse non lo ha mai amato abbastanza, e che ora si sente sempre più sola.
fonte: barilive.it
24 gennaio 2009
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