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martedě, 22 maggio 2012 00:52
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Novitŕ della Telestreet
Video telestreetbari : Vita di Giorgio Salamanna, antifascista, partigiano PDF E-mail
Video di Telestreet Bari
Copia - incolla e clicca: http://vimeo.com/36532841
Michele Emiliano, il sindaco e assessore alla cultura di Bari che mai frequentò una biblioteca.... PDF E-mail
Libri
Il 9 e 10 febbraio, si è svolto un interessante convegno del PD Puglia, promosso dal segretario regionale del PD Sergio Blasi (che è stato un bibliotecario), sulla promozione della lettura e del libro. In particolare al sottoscritto è stato chiesto di coordinare la sessione sulle biblioteche, cosa che ho fatto facendo sì che molti bibliotecari, compresi quelli del CER PUGLIA, partecipassero con interventi puntuali. L'assemblea, folta, ha ascoltato con molta attenzione le nostre argomentazioni. A fine convegno (ore 12.30), si è presentato il sindaco di Bari Emiliano, nonché presidente del PD pugliese. Ha svolto un intervento che in verità poco aveva a che fare con l'argomento. Per cui alla fine del suo intervento una convegnista si è alzata in piedi e gli ha chiesto: "POTREI SAPERE DAL SINDACO COSA STA FACENDO PER LE BIBLIOTECHE DI QUARTIERE?". Esse infatti sono state chiuse, così come è tuttora chiusa una bibliotechina per ragazzi già attivata presso locali del vecchio stadio di Bari. A questa domanda il sindaco (che chiamano "sindaco-sceriffo") ha testualmente e pubblicamente detto: "IO NON SONO MAI ANDATO IN BIBLIOTECA E COMUNQUE LA BIBLIOTECA COMUNALE A BARI NON SERVE". E' stato immediatamente "bloccato" da due nostre socie AIB, Maria Abenante del CEN AIB e Milena Tancredi del CER Puglia AIB, che hanno vivamente protestato con lui per queste affermazioni; al che, in aggiunta, il sindaco ha così loro risposto: "Le biblioteche non servono, sono sufficienti le librerie". Non sto raccontando una storiella surreale, finta, ma la pura, semplice e seria realtà, senza niente di più o di meno. Per cui io come presidente AIB PUGLIA ho immediatamente diramato il comunicato di protesta che vi unisco sotto, riservandomi di chiedere ufficialmente e al più presto un incontro con questo signore per chiarirgli perché le biblioteche servono. Cosa dire? Cosa altro fare? Waldemaro Morgese. COMUNICATO Il presidente della Sezione pugliese dell’Associazione Italiana Biblioteche, Waldemaro Morgese, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Il sindaco di Bari Emiliano, intervenuto al convegno del PD pugliese sulla lettura e il libro, ha dichiarato, su stimolo di una convegnista che gli chiedeva cosa stesse facendo per le biblioteche di quartiere, che la biblioteca comunale a Bari non serve. Protestiamo e siamo esterrefatti per tale affermazione e pensiamo che un sindaco così non serva per lo sviluppo di Bari. Di certo non avrà il voto di chi ama le biblioteche". Cari tutti, che ne dite di ricordare al sindaco di Bari Michele Emiliano che le biblioteche servono (forse!) anche a prevenire l’ignoranza e ad accrescere le capacità civiche e intellettuali di tutti i cittadini? Ero presente all’episodio che vi inoltro e vi assicuro che è tutto vero! Anzi non vi riferisco altre “perle” del caro sindaco perché mi vergogno per lui. Dopo aver letto sono certa non potrete non manifestare il vostro dissenso! Per esempio potete scrivergli su facebook, o al suo indirizzo mail ( ; ) Un caro saluto a tutti maria
Le scarpe rotte di un giornalista nel Trapanese PDF E-mail
Articoli
Gli incontri che faccio in giro per l’Italia, nelle scuole, nelle piazze, in minuscole librerie, come nei grandi teatri hanno ormai un copione predefinito. Da Torino a Mussomeli, ad un certo punto, dopo che ho parlato per un’ora di storie di mafia in provincia di Trapani, dell’impero di Cosa nostra, della politica sporca e paludosa che si respira da queste parti, si alza qualcuno dal pubblico e mi chiede: ma lei cosa farà il giorno in cui prenderanno Matteo Messina Denaro? E io: nulla. Nulla? Nulla. Nessuna festa, nessun trenino, niente pianti. Nulla. Ma non per spocchia. Il senso di questo mestiere, di tutto questo raccontare non è la cattura di un uomo. E’ liberare la Sicilia dalla cultura mafiosa, cosa ben più difficile, che non si ferma all’arresto di un latitante, ma va oltre. Allo stesso modo, nell’ultimo fine settimana ho ricevuto decine di telefonate, mail, commenti sull’arresto del Sindaco di Campobello di Mazara, Ciro Caravà, del quale la nostra redazione si è parecchio occupata, con ostinazione, denunciando le inflitrazioni mafiose al Comune, le tangenti, gli affari poco chiari, le idee strampalate legate ai casinò e alle case abusive da sanare con un colpo di bacchetta magica. In cambio da Caravà abbiamo ricevuto minacce, querele, sfottò. Perdiamo un caro cliente, questo ho detto ai miei, in redazione. Ma come, non festeggiate? ci hanno chiesto. Non abbiamo nulla da festeggiare. Sia perchè non abbiamo tempo, sia perchè il nostro giudizio su Caravà, su quell’amministrazione, sul centrosinistra trapanese, lo abbiamo già dato tempo fa, con le nostre prove ed i nostri ragionamenti, e non ci serve un’indagine antimafia per farci convinti di qualcosa che sapevamo già. Mi può fare un po’ impressione che l’auotdefinitosi Sindaco della legalità e dell’antimafia pagasse finanche i biglietti aerei ai parenti dei boss mafiosi che li andavano a trovare in carcere. Ma è un effetto che svanisce in poco tempo. Noi sappiamo chi è Caravà. Noi sappiamo cos’è Campobello di Mazara, cos’è questa terra. Da tempo. Sappiamo queste ed altre cose. Ma non per deduzione. Le vediamo, le tocchiamo con mano. Qualche giorno fa mentre rincasavo a casa a piedi, si è messo a piovere. Gocce leggere, ma fastidiose. Ad un certo punto mi sono sentito i piedi bagnati. Quando sono entrato a casa, ho controllato le scarpe. Sotto la suola della scarpa destra ho trovato un buco. Me lo sono fatto l’ultima volta che sono andato a Campobello, una settimana fa. Un’altra volta a Partanna, in una strada sterrata abbiamo quasi perso la marmitta dell’auto. Questo fa il giornalismo: bucare le scarpe, sfondare le marmitte. Consumare benzina e suole e tempo. E fin quando avrò queste scarpe così malconce vorrà dire che avrò camminato e visto cose. La fantasia è un posto dove ci piove dentro, dice Italo Calvino. E il giornalismo è un posto dove ti entra l’acqua nelle scarpe. Ma una cosa c’è, una cosa piccola, che quest’estate mi ha turbato, e della quale, finalmente mi posso liberare. E’ una trasmissione di una tv locale. C’è un giornalista (?) riccioluto che intervista il neoeletto Sindaco di Campobello. Ma come dobbiamo fare con questi di www.marsala.it, gli chiede. E lui: ci penseranno i miei legali. A me non dà fastidio il Sindaco che minaccia querela. Sai che novità. Mi dà fastidio - anzi, mi fa male - il giornalista che ammicca, che dà di gomito al potente, che riduce ogni fatto ad una sorta di questione personale. Di Girolamo lo stronzo. Timo l’eccentrico. Appari quello strano. Rallo il poverocristo. Questo siamo. E di noi si parla, non di quello che raccontiamo. A me non me ne frega nulla che abbiano portato al gabbio Caravà. Un cliente in meno, per noi. Ma ne arriveranno altri, più fini e sadici. Più grigi. A me interessano le parole di Lillo Calamia, che conosco poco, e che una volta conoscevo meglio, peccato. Eppure lo stimo. Perchè, da consigliere comunale del PD, ha detto parole pesanti e non di facciata contro Messina Denaro a Castelvetrano, e ha lottato contro la mafia che impone il prezzo dell’olio nelle sue terre. Gli hanno bruciato la casa, a Lillo. E oggi in tribunale raccontava una cosa terribile, e sincera : da quella notte, la notte in cui diedero fuoco alla sua villetta a mare, non fa più politica. Si, va in consiglio. Ma solo per mettere la firma. E basta. Non si può chiamare paura. E’ stanchezza. Basta. Lillo Calamia dovrebbe fare politica, perchè è giovane e bravo e coraggioso. Fa invece il fantasma. Altri fantasmi fanno invece politica. Dovrebbero popolare solo i nostri incubi, decidono invece le sorti di questa terra. Non c’è maggioranza, non c’è opposizione, non c’è alternativa. E’ tutta la stessa tavolata, la stessa mangiata. Gli stessi appetiti insaziabili. Oggi questi fantasmi sono tutti schierati, pronti a spellarsi per i complimenti pelosi alle forze dell’ordine, pronti a ripetere con Caravà l’operazione di “damnatio memoriae” fatta con Pino Giammarinaro a Maggio. Tutti sopresi, tutti a biasimare, ad allontanare. Forse stavolta per alcuni è più difficile. Chissà cosa si inventeranno ora Camillo Oddo e Baldo Gucciardi, i due rais del Pd locale, per dire che loro non c’entra nulla con Caravà, un Sindaco che invece i dirigenti locali del Pd hanno voluto e sostenuto sempre. Chissà cosa dirà Anna Finocchiaro, che nel 2008 si è imbarcata in lista Caravà perchè i suoi 6000 voti erano più importanti dell’indagine per estorsione e voto di scambio che lo vedeva coinvolto in quel momento. Chissà cosa dirà Sergio D’Antoni, che di Caravà è il mentore. Due anni fa fu avanzata dalla commissione prefettizia la proposta di scioglimento dell’Amministrazione Comunale di Campobello di Mazara per infiltrazione mafiosa. Una mano santa riuscì a bloccare l’iter di questo procedimento, il cui dossier era già sulla scrivania del Ministro dell’Interno Maroni. Non si indignò nessuno. Due anni fa tutto questo si poteva evitare, se la politica non avesse protetto Caravà, che aveva protettori molto in alto, nel suo piccolo paradiso. Chissà come lo tratteranno ora, povero Caravà. Non troveremo uno che lo abbia mai incontrato, che ci abbia parlato, che ci abbia preso un caffè. Già il senatore del Pd Nino Papania ha dettato la linea: “Non vado a Campobello da anni”. Certo. Senatore non vede, cuore non duole. Faranno così. Caravà non esiste, Campobello non esiste. Per fortuna restano le mie scarpe rotte. Quelle, esistono. E continua a pioverci dentro. Fonte: www.marsala.it
LA SCUGNIZZA CECILIA MANGINI PDF E-mail
Cinema
LA SCUGNIZZA CECILIA MANGINI di Sebastiano Gernone. L’incontro a Bari del 12 gennaio 2012 con Cecilia Mangini presso l’associazione Angelus Novus per la presentazione del libro di Gianluca Sciannameo “Con ostinata passione. Il cinema documentario di Cecilia Mangini (Edizioni Dal Sud, 2011)” ci ha confermato ancor piů la singolaritŕ espressiva della regista molese. In questa occasione sono stati proiettati due documentari della Mangini “Brindisi ‘66” sul petrolchimico Monteshell a Brindisi (1965), e Tommaso (1965) storia di un diciottenne brindisino in sella al suo motorino con il sogno di entrare nella grande fabbrica appena impiantata. Inoltre, si č visto anche il documentario “Come favolosi fuochi d'artificio” di Lino Del Fra, compagno di vita e di lavoro della Mangini. I due della Mangini nel bianco e nero stilizzato, girati con la libertŕ e povertŕ del documentario, conservano la denuncia di quegli anni sulle industrie al Sud, lo sradicamento dei contadini meridionali dai loro riti e quotidianitŕ di lavoro (un libro indicativo fu quello del Di Ciaula Tuta blů con la prefazione di Volponi), i ricatti del potere locale, licenziamenti, raccomandazioni, condizioni di lavoro, salari da fame, sindacati in crisi tra mondo contadino e nuovi operai, scioperi, crumiri, repressioni, controlli ecc… Il doc a colori di Del Fra visto a Bari giŕ profetizzň nel 1967 i limiti del movimento culturale giovanile; la voce narrante pur filmando la discontinuitŕ e la rottura dei costumi tradizionali e bacchettoni italiani dell’epoca, definisce “ il movimento una integrazione in minigonna” e le “Chiese maternamente in agguato attendono”: limiti e condizionamenti, strumentalizzazioni del Potere che proseguirono negli anni ‘70 e ’80. Ed č quella di Del Fra una denuncia sulle trame di occultamento storico giŕ presente - con cristallina chiarezza intellettuale - in “All’Armi siam fascisti!” realizzato con la Mangini e Miccichč, e nello “Stalin”censurato e manipolato dal produttore, in cui gli autori vollero presentare il dittatore georgiano quale affossatore con il suo accentramento e culto personalistico, del progetto di democrazia socialista di Lenin. La presenza a Bari della regista Mangini č stata anche una lezione di cinema con la difesa del documentario che testimonia problemi e cose irrisolte,l'importanza nel curare l'inquadratura come se si scrivesse una bella frase. La sua vita č rivoluzione di donna emancipata dal ruolo prefissato di bambolina consenziente, Cecilia č esponente delle migliori tradizioni anarchiche – socialiste –comuniste, con la sua carica di energia su un corpo asciutto, dai capelli imbiancati arricciati, con indosso jeans e festosi foulard variopinti: ricorda i libertari burattini - clown da lei amati e utilizzati talvolta nei suoi documentari per smascherare la realtŕ imposta dai Poteri dominanti. Bari, gennaio 2012
"All'armi siam fascisti" nella sala consiliare del Comune di Bari introdotto da Sebastiano Gernone. PDF E-mail
Progetti per Bari e Sud
Il testo che pubblichiamo sul nostro sito č quello integrale, in sala consiliare si č preferito non citare i diversi periodi storici e alcuni riferimenti per non appesantire l'intervento orale. SG PRESENTAZIONE DEL FILM “ALL'ARMI SIAM FASCISTI!” DI LINO DEL FRA', CECILIA MANGINI E LINO MICCICHE' PRESSO LA SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI BARI IL 28 NOVEMBRE 2011, GIORNATA DEL 34° ANNIVERSARIO DELL'ASSASSINIO DI BENEDETTO PETRONE. Introduzione al film di Sebastiano Gernone: Come giunge questo incontro qui a Bari? L'Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma presentň il mese scorso nella capitale con la partecipazione di numerosi e prestigiosi esponenti del mondo del cinema e della politica il film “All'armi siam fascisti” in occasione dell'uscita del dvd curato da Bruno Di Marino e altri tra i quali citiamo il nostro conterraneo Gianluca Sciannameo. Da spettatore appassionato di cinema e storia ne rimasi affascinato, profondamente colpito dall'originalitŕ del montaggio curato da Renato May, dalla musica di Egisto Macchi, dal testo scritto da Franco Fortini, dal missaggio di Roberto Cadueri,dal soggetto, sceneggiatura e regia di Lino Del Frŕ, Cecilia Mangini originaria di Mola di Bari, Lino Miccichč. Pensai subito di importarlo a Bari e in Puglia e trasmisi questa idea – progetto a Massimo Vattani direttore artistico di “Contest – Il documentario in sala” che aveva organizzato la presentazione a Roma, e a Cecilia Mangini la regista. Furono entrambi entusiasti e li ringrazio per la documentazione e il filmato messo a mia disposizione, e per le riflessioni e condivisioni su questo straordinario documentario. Successivamente in una riunione a Bari dell'Anpi e dell'Ipsaic ne parlai e fummo d'accordo nell'inserirlo nella giornata dedicata alla memoria di Benedetto Petrone con il consenso della giunta comunale, prima visione di un insieme di appuntamenti a Bari e in Puglia. Dedichiamo questa rappresentazione agli antifascisti baresi di ieri e di oggi: Ai 200 socialisti del 1890 del barese, ai 2000 dimostranti che contro il rincaro del pane assalirono l'esattoria comunale di Bari il 27 aprile del 1898; alle migliaia di edili,metallurgici ,cementisti e altri lavoratori baresi in sciopero nel 1906. Ai cinque morti e 42 feriti che il 10 agosto 1910 in piazza Umberto 1° manifestarono contro l'alto costo della vita, la disoccupazione, l'esositŕ delle pigioni... ESSI PRECEDONO I 20 MORTI DEL LUGLIO 1943 NELLA STESSA PIAZZA UCCISI DAI FASCISTI E DA SOLDATI DELL'ESERCITO BADOGLIANO. E naturalmente nel ricordo lo dedichiamo ai lettori e alle redazioni dei giornali baresi che difesero i lavoratori e i subalterni baresi: dalla Ragione diretta da Gianni Colella, La Piazza, La Fiumana, La Conquista fino a giungere alla cara memoria del giornale Humanitas diretto da Piero Delfino Pesce, la cui sede e tipografia in via Beatillo angolo corso Cavour fu distrutta e saccheggiata nel 1924 dai fascisti baresi...Vogliamo anche dedicarlo qui a Bari agli operai che con Di Vittorio difesero dagli squadristi fascisti la Camera del lavoro a barivecchia, dove sorge ora la scuola Diomede Fresa. E' dunque un film che rappresenta anche la nostra Storia, i luoghi sono a poche centinaia di metri da dove siamo noi, e li fa rivivere...Lo dedichiamo ai tanti antifascisti pugliesi feriti e uccisi, rinchiusi nelle carceri, al confino, negli ospedali psichiatrici dalla dittatura del Mussolini e dei suoi gerarchi centrali e periferici. E OVVIAMENTE ALLA MEMORIA DI BENEDETTO PETRONE, SIMBOLO GIOVANILE DELLA PROTESTA AI POTERI CONSOLIDATI DI DOMINIO CITTADINI. OGGI, DUNQUE, IN QUESTA SALA CONSILIARE - CREDO SIA LA PRIMA SALA CONSILIARE CHE LO OSPITI - realizziamo un passaggio importante nella nostra identitŕ. E C'E' UN SINDACO CHE VOGLIAMO RICORDARE E CI AFFIANCA, EGLI SFIDANDO L'ALLORA DIVIETO GOVERNATIVO LO PROIETTO' A FIRENZE AL FESTIVAL DEI POPOLI NEL 1961: ERA GIORGIO LA PIRA. Ma entriamo BREVEMENTE nella lettura del film. I CONTENUTI: IL DOCUMENTARIO INIZIA PROPONENDO LE IMMAGINI DELLE CELEBRAZIONI DEL CINQUANTENARIO DEL REGNO D'ITALIA NEL 1911 CONTRAPPOSTE ALLE DRAMMATICHE IMPICCAGIONI DEI RIBELLI LIBICI DA PARTE ITALIANA NELLA GUERRA CONTRO I TURCHI AI TEMPI DELL'IMPERO OTTOMANO.. SONO LE RARE IMMAGINI GIRATE DA LUCA CAMERIO SULLE ESECUZIONI IN PIAZZA DEL PANE A TRIPOLI NEL 1911 . E VIA VIA CONTINUANDO A RITMO BATTENTE, INCALZANTE ASSISTIAMO E SIAMO COINVOLTI NELLA STORIA CON FILMATI DI VALORE REPERITI NEGLI ARCHIVI FRANCESI, DELLA BRD E DDR (LE DUE GERMANIE DI ALLORA), FRANCESI, E IN QUESTI ULTIMI FURONO RINTRACCIATI I FILMATI DEL FRONTE POPOLARE; QUELLI SULLA GUERRA DI SPAGNA GIUNGONO DAGLI ESILIATI SPAGNOLI DAL DITTATORE FRANCO CHE ANCORA GOVERNAVA; IN QUELLI JUGOSLAVI RINTRACCIARONO ANCHE MOLTI CINEGIORNALI LUCE NEGATI IN ITALIA - SU DECISIONE MINISTERIALE - DALLA DIREZIONE DELL'ISTITUTO CREATO DAL REGIME. ATTRAVERSIAMO BEN 50 ANNI DELLA STORIA ITALIANA E INTERNAZIONALE DAL 1911 AL 1961: LA PRIMA GUERRA MONDIALE, IL DOPOGUERRA, LA RIVOLUZIONE RUSSA,IL NAZIONALISMO, IL DANNUNZIANESIMO, L'AVVENTO DEL FASCISMO CON TUTTE LE SUE COMPLICITA' E CONNIVENZE, l'assassinio Matteotti, dei fratelli Rosselli,gli antifascisti italiani – francesi - spagnoli, LE AVVENTURE BELLICHE FASCISTE IN ETIOPIA, SPAGNA, ALBANIA, GRECIA FINO ALLA SUA CADUTA, IL NAZISMO, LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA , IL FALANGISMO, IL FRONTE POPOLARE FRANCESE , IL PATTO RUSSO TEDESCO DEL 1939, IL PATTO DI MONACO, LA SECONDA GUERRA MONDIALE, LA LOTTA PARTIGIANA, LA REPUBBLICA SOCIALE, DONGO, PIAZZALE LORETO, I CAMPI DI STERMINIO, E SULLA SHOAH – CI HA SCRITTO LA MANGINI - Fortini, secondo me ha avuto la capacitŕ di essere all'altezza della dirompenza delle immagini. GLI ALLEATI, LO STANLINISMO CON IL CULTO DELLA PERSONALITA', LE DEGENERAZIONI IDEOLOGICHE DEL PCUS: Il film č ANTIFASCISTA, ANTINAZISTA, ANTITOTALITARIO, non fa sconti a nessuno e lo Stalin - RIDICOLIZZATO - che vola in mongolfiera nel documentario fu poi ripreso nella fiction di Nikita Sergeyevich Mikhalkov “Sole Ingannatore” che č del 1994, 33 anni dopo il nostro All'armi.... E RIAPPARE NEL DOCUMENTARIO L'IMMAGINE DI TROCKJI MONTATA NELLA SEQUENZA DELLA RIVOLUZIONE RUSSA, UNA ULTERIORE CONFERMA LIBERTARIA DEL FILM. E ANCORA IL DOPOGUERRA, I FATTI GENOVESI DEL 1960 E A ROMA, LE IMMAGINI DEI CADUTI A REGGIO EMILIA E A PALERMO, IL LEGAME TRA IL VECCHIO E NUOVO FASCISMO, L'OPPOSIZIONE GIOVANILE. Il montaggio: Il noto critico cinematografico Morando Morandini scrisse che gli autori di All'armi siam fascisti ! “hanno puntato SUL MONTAGGIO INTESO NON SOLTANTO COME “COLLAGE” LOGICO E CRONOLOGICO DI IMMAGINI, MA IN FUNZIONE CREATIVA e tenendo d'occhio il montaggio delle attrazioni e dei contrasti, hanno SPESSO OTTENUTO PAGINE E PASSAGGI DI FORTE SUGGESTIONE EMOTIVA, DI GRANDE EFFICACIA DIDATTICA”. BRUNO DI MARINO GIUSTAMENTE LO HA ACCOSTATO A CAPOLAVORI COME LA “BATTAGLIA PER L'UCRAINA SOVIETICA “ DI DOVZENKO E A “PER COSA COMBATTIAMO” DI FRANK CAPRA. MA COSA E' IL MONTAGGIO DELLE ATTRAZIONI E DEI CONTRASTI? E' il montaggio per creare grandi poemi sul lavoro umano e sulla lotta verso la libertŕ (Dovzenko). Scuote lo spettatore dal torpore dell'assorbimento passivo della storia, suscitando emozioni e nuove associazioni di idee. Nel montaggio delle attrazioni e contrasti lo spettatore deve fare uno sforzo attivo (Ejzenštejn). Tale montaggio viene usato ad esempio dai nostri autori alternando i corpi senza vita , ischeletriti, violentati degli internati nei campi di concentramento con le immagini di Eva Braun giuliva che coglie fiori nella residenza di Hitler in montagna. IL RISULTATO DEL MONTAGGIO DEL FILM COSI' CURATO E' CHE LE IMMAGINI HANNO UNA PROPRIA AUTONOMIA E DIFATTI NACQUE QUESTA GENIALE TECNICA QUANDO IL FILM ERA MUTO, PUR SENZA LE ACUTE E APPASSIONATE PAROLE DI FORTINI IL FILM RIMANE E TRASMETTE LA SUA NARRAZIONE. NON E' COSA DA POCO. PENSIAMO CHE A TUTT'OGGI CI SIANO BEN POCHI ESEMPI VICINI A TALE ORIGINALITA'. SUGGERISCO DI VEDERE I FILMATI DELLA GRANDE STORIA REALIZZATI DALLA RAI RECENTEMENTE E DI TOGLIERE IL SONORO, IL COMMENTO CHE ACCOMPAGNA LE IMMAGINI: RIMANGONO I CENTONI DI PROPAGANDA FASCISTA CON I LORO SIGNIFICATI. DIFATTI NOI PERCEPIAMO LE IMMAGINI PROPAGANDA DEL REGIME E UN COMMENTO “DEMOCRATICO”, NELLA PERCEZIONE INTELLETTUALE PROFONDA SI PAREGGIANO, NOI CI ADDORMENTIAMO CREDENDO DI SVEGLIARCI ALLA STORIA. UNA CONTINUITA' DELLA STORIA RACCONTATA DALLA NAZIONE. SONO SISTEMI RAFFINATI DI CONSERVAZIONE DELLO STATO PRESENTE DEL MONDO. Tra le citazioni e recensioni sul film ricordiamo: ADA GOBETTI MOGLIE DI PIERO GOBETTI CHE SCRISSE: e' un film che tutti gli italiani dovrebbero vedere: e che dovrebbe essere proiettato soprattutto nelle scuole, medie e superiori . ALBERTO MORAVIA: E' PROBABILMENTE IL MIGLIORE FILM DOCUMENTARIO SUL FASCISMO CHE ABBIAMO VISTO . PIER PAOLO PASOLINI: E' UN FILM STUPENDO, UNO FRA LE PIU' EMOZIONANTI OPERE CINEMATOGRTAFICHE CHE ABBIA MAI VISTO. I difetti del FILM: IL RARO DOCUMENTARIO POTRA' ESSERE CRITICATO PER QUALCHE ASPETTO ENFATICO, PER QUESTO O QUELLO MA A NOI SEMBRA DI LEGGERE IN TALUNE OSSERVAZIONI QUELLE DI QUEL TALE CHE DI FRONTE A UN FILM CLASSICO DI GRAN VALORE, FRUTTO DI UN INTENSO E APPASSIONATO LAVORO VEDA UN PARTICOLARE E NON SIA CAPACE DI COGLIERE LA BELLEZZA DEL TUTTO. LA MIGLIORE TESTIMONIANZA DELLA UMILTA' DEI GRANDI SI HA QUANDO LEGGIAMO LA RISPOSTA DI LINO DEL FRA' : IL LORO FILM DOVEVA ESSERE IL PRIMO ESEMPIO DI UN DISCORSO DA ALLARGARSI E DA SVILUPPARSI...CI INTERROGHIAMO PERCHE' LA CENSURA SU QUESTO FILM MAI TRASMESSO DALLA RAI ABBIA BLOCCATO LA SUA DIFFUSIONE CON LA CONSEGUENTE INFLUENZA NELL'IMPEDIRE ALTRE REALIZZAZIONI CHE AVREBBERO VISTO CON OCCHI DIVERSI NON OMOLOGATI GLI AVVENIMENTI STORICI E LA LOTTA PER IL POTERE IN ITALIA. SIAMO CONTENTI DI AVER REALIZZATO QUESTO MOMENTO A BARI. BUONA VISIONE SEBASTIANO GERNONE P.S. OGGI 29 NOVEMBRE ANNOTIAMO CHE LA GIORNATA DI IERI IN SALA CONSILIARE E' STATA RARA E IMPORTANTE PER AVER FATTO SENTIRE IL TESTO DI FORTINI E LE IMMAGINI DEL DOCUMENTARIO, L'INTERO FILM IN UN LUOGO POLITICO CHE PER DECENNI VIDE PRIMEGGIARE I FASCISTI E I LORO EREDI. NONOSTANTE GLI INTERVENTI A LIBERA ASSOCIAZIONE DI IERI, ALCUNE MESCHINITA' DEI LIMITATI E LIMITANTI LOCALI, IL FILM E' STATO DIROMPENTE, HA AVUTO UN' ECO NELLE TELEVISIONI LOCALI, NEI GIORNALI E NELLA RAI 3 DELLA REGIONE PUGLIA. Cecilia Mangini su nostra idea č stata contattata telefonicamente in vivavoce. La sua voce, il suo intervento in sala consiliare č stato molto apprezzato, lei ha insistito con passione sui giovani e ha ricordato con commozione Benedetto Petrone. OVVIAMENTE LA SALA IDEALE PER UN FILM DI TALE IMPATTO VISIVO, MUSICALE E DI COMMENTO E' QUELLA DEI CINECLUB CURATI COME FU IL GRAUCO A ROMA, MA ANCHE IL PICCOLO CINEMA JOLLY A BARI CHE EBBE LA SUA GLORIA. NOI CE L'ABBIAMO MESSA TUTTA AL SERVIZIO GRATUITO DELLA MIGLIORE BARI. SEBASTIANO GERNONE 29 NOVEMBRE 2011. Un video su Benedetto Petrone: http://www.pioschena.com/Benny.html L'intervento in vivavoce di Cecilia Mangini: http://www.youtube.com/watch?v=l5t0z737KGI&feature=youtu.be
Centro Studi Museo Piero Delfino Pesce online. Un Progetto PDF E-mail
Progetti per Bari e Sud
Tra le tante idee su cui lavorare nella provincia di Bari ci sarebbe un Centro Studi Museo Piero Delfino Pesce sul web da realizzare per conto del comune di Mola o altri. Sarebbe a basso costo e on line. Conterrebbe tutti i numeri della rivista Humanitas fondata e diretta dal Nostro giŕ informatizzati dalla Biblioteca Nazionale di Bari, libri, testi,lettere,manoscritti,video delle rappresentazioni teatrali del Nostro, fotografie, articoli, bibliografie, atti congressuali, ecc...; e il materiale ereditato dalla Biblioteca Provinciale di Bari dagli eredi (manoscritti, pubblicazioni, ecc..) che ha recentemente ricevuto un finanziamento per essere informatizzato. Un museo dapprima virtuale che potrebbe diventare reale. Il centro studi online sarebbe un pň come l'archivio storico della camera dei deputati consultabile al sito www.camera.it e altri esistenti. Un sito - museo - centro studi da aggiornare che costerebbe solo qualche migliaio di euro. Una risorsa per i creativi: storici, scrittori, editori, sceneggiatori, registi, attori ecc... Sebastiano Gernone
Bari - La cittŕ ricorda - La resistenza ai nazisti - 9 settembre 1943 PDF E-mail
Bari vecchia
Bari - La cittŕ ricorda - La resistenza ai nazisti - 9 settembre 1943 Il 9 settembre 2011 sarŕ ricordato il 9 settembre del 1943 quando i baresi opposero resistenza e ricacciarono le truppe tedesche da Bari. Il programma č ampio fin dalla mattina. Raccomandiamo l'inaugurazione alle ore 18.00 circa della lapide dedicata ai ragazzi che difesero la cittŕ vecchia e il porto. Il luogo d'inaugurazione č sulla vecchia muraglia all'altezza dell'arco d'ingresso alla Basilica di san Nicola. Nel Fortino del Belvedere sono previsti discorsi, musica e filmati.
I lavoratori del Mare Video Pugliese PDF E-mail
Video altrui
Vai a : http://www.youtube.com/watch?v=wG0O7MjhD04&feature=player_embedded
Il Contadino Brigante cattiva coscienza del Risorgimento Video PDF E-mail
Video altrui
Vai a : http://www.youtube.com/watch?v=UWhSUCMTqH0&feature=related
ANGELO SAPONARA, POETA DELLE IMMAGINI. UNA VIDEO INTERVISTA PDF E-mail
Video di Telestreet Bari
ANGELO SAPONARA, POETA DELLE IMMAGINI Qualche giorno fa ci ha lasciati il grande fotografo, l’artista raro, Angelo Saponara. Gli volevo bene, ancor piů dopo averlo intervistato per la nostra tv di strada in compagnia di Michele Sforza, con cui condividiamo da anni entusiasmi e progetti per diletto. Da bambini il comico Piripicchio ci rallegrava all'incrocio tra via Indipendenza e via Principe Amedeo nel quartiere Libertŕ di Bari,e molti anni dopo l’ho riconosciuto nelle splendide fotografie in bianco e nero che Saponara dedicň a Piripicchio. Ne coglieva la poesia, lo sguardo, la fame, e la solitudine. Angelo nella lunga intervista di qualche mese fa disse che Piripicchio gli confidň una volta: “Angelo, io faccio ridere la gente ma a me chi mi fa ridere?”. Angelo era questo, un artista di strada che amava la luce e la sua macchina fotografica come strumenti per entrare nel mondo, osservarlo e captarne il momento magico che lo relazionava. Durante la lunga intervista ogni tanto si fermava, e ci diceva che in quel preciso momento aveva colto lo sguardo mio o di Michele che avrebbe immortalato. In Puglia la fotografia d’autore ha avuto in Angelo Saponara pur lontano dalle opportunitŕ delle grandi metropoli (mostre, riconoscimenti, spazi espositivi, commissioni private e pubbliche, possibilitŕ e gratificazioni professionali) un silenzioso e paziente testimone. Per pura passione fotografica ha continuato a riprendere, creare, imprimere le realtŕ che ci circondano, reinventarle, osservarle spesso vicinissimo, quasi a parlarci, a sentire la persona o l’albero (i nostri amati ulivi), o il paesaggio. La macchina fotografica era un’appendice meccanica della sua sensibilitŕ che scattava quando sentiva chi gli era di fronte. Lo ha spiegato con grande chiarezza. Di Angelo Saponara siamo giustamente orgogliosi. Saponara č artista di fama europea, i cui ritratti popolari di uomini, donne, feste religiose, ulivi, abitazioni, oggetti della nostra regione hanno quel valore magico, atemporale che rendono l'istante colto dall'eternitŕ ritaglio per "significare il mondo", classica rappresentazione nella memoria degli uomini.. Saponara č Poeta delle immagini. Sebastiano Gernone. Il Video con Angelo Saponara č riservato agli amici sostenitori di Telestreetbari
Alejandro Jodorowsky a Bari video archivio audiovisivo telestreetbari PDF E-mail
Video di Telestreet Bari
Vai a: http://www.blip.tv/file/4514014
Tommaso Di Ciaula video di telestreetbari seconda parte PDF E-mail
Video di Telestreet Bari
Vai a : http://telestreetbari.blip.tv/file/4147820/
Tommaso Di Ciaula video di telestreetbari prima parte PDF E-mail
Video di Telestreet Bari
Vai a : http://www.blip.tv/file/4142883
Josč Saramago in Puglia parte seconda PDF E-mail
Video di Telestreet Bari
Vai a : http://www.blip.tv/file/4132796
Josč Saramago in Puglia. Video: prima parte PDF E-mail
Video di Telestreet Bari
Sta in : http://telestreetbari.blip.tv/file/4117022/
Video telestreetbari su Vito Signorile e Peppino Schito, e sui fatti del 28 luglio 1943 a Bari PDF E-mail
Video di Telestreet Bari
Un'intervista a Vito Signorile del 15 ottobre 2005 su Peppino Schito, un progetto sui giochi antichi di Bari di Schito, la commemorazione a Piazza Umberto dei fatti del 28 luglio 1943 a Bari. Vai a : http://telestreetbari.blip.tv/posts?view=archive&nsfw=dc
Emiliano risponde a Telestreet Bari PDF E-mail
Video altrui
Pubblichiamo la risposta data dal sindaco Michele Emiliano al nostro progetto culturale di Archivio Audiovisivo di Bari.che stiamo realizzando. Prendiamo in parola Emiliano e aspettiamo che all'impegno preso durante la trasmissione Dillo a Emiliano diretta da Miki De Ruvo su Tele Bari seguano accordi e iniziative sulle proposte che inviamo da anni all' assessore alla cultura di Bari (oggi lo stesso Emiliano, in passato il mai rimpianto Laforgia...). Noi proponiamo un'iniziativa che coinvolge il Comune per salvaguardare la Memoria degli abitanti di Bari e, se ben studiata, si autofinanzia coinvolgendo tutta la cittadinanza... redazione Telestreetbari link: http://blip.tv/dashboard/episode/3739397
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